Due rimonte (quasi) impossibili alimentavano la curiosità di noi tutti ieri sera: quella dell’Ajax, che all’andata perdeva (immeritatamente) 1-2 alla Johann Cruyff Arena contro il Real Madrid, e quella del Borussia Dortmund, che rispetto al primo round giocatosi a Wembley, ma perso per 3-0, poteva almeno contare sulla spinta degli ottantamila del vecchio Stadio della Vestfalia. Non sono in pochi quelli che, influenzati dalla magia del muro giallo e dalle debolezze (più mentali che tecniche) del Tottenham, avrebbero scommesso in una clamorosa remuntada dei tedeschi. Niente di tutto questo. Remuntada è stata, ma in quel del Santiago Bernabeu, dove solo gli Dei del calcio possono osare.

 

Oltre al celeberrimo nome di “Lancieri”, l’Ajax (da Aiace Telamonio, valoroso condottiero della mitologia greca) è riconosciuto, più a livello locale che internazionale, con il termine olandese Godenzonen, o Figli degli Dei. Solo chi porta in grembo una storia gloriosa e che vanta, tra le altre, quattro Coppe dei Campioni, poteva davvero credere, ieri sera, di farsi beffe del Club più forte di tutti i tempi, il Real Madrid di Santiago Bernabeu. Fu proprio Santiago Bernabéu Yeste, storico presidente delle Meringhe, ad incontrarsi all’Hotel Ambassador di Parigi con Bedrignan e Gusztáv Sebes per fondare quella competizione che oggi riempe i nostri occhi del miglior spettacolo calcistico presente sul pianeta, la Coppa dei Campioni.

 

Fondata, e vinta, da Santiago Bernabeu

 

Un po’ come in quel lontano 1955, questo Real Madrid si giocava tutto sul suolo europeo, quello che ha dominato per ampi tratti della sua storia e di cui si è cibato (si parla qui della sola coppa dalle grandi orecchie) per quattro volte negli ultimi cinque anni. Cifre spaventose che tutti conosciamo a memoria, spazzate via d’un sol colpo dalla giovinezza dei Godenzonen, gli unici, forse, che con un nome del genere potevano pensare di umiliare il Real Madrid a casa sua.

 

Non sono i numeri, ovviamente, ad interessarci. L’Ajax vince regalando un calcio spettacolare agli occhi del mondo intero. Giocare a calcio è semplice, ma giocare un calcio semplice è la cosa più difficile, diceva Cruyff. Ieri l’Ajax lo ha fatto. Quattro reti al Real Madrid, che si abbevera d’una sola goccia (Asensio) nel deserto (gli infortuni di Vazquez e Vinicius Jr., l’espulsione di Nacho, i due pali, etc.). Per tre anni di fila il Real Madrid ha vinto senza mai dominare. Aveva senz’altro un dio dalla sua parte. Che fosse la boccia di Zidane, o l’aura di Cristiano Ronaldo, il potente amuleto in grado di far fuori due volte la Juventus (l’ultima, la ricorderete, nonostante l’assenza di Sergio Ramos, ieri decisiva), due volte l’Atletico Madrid e una sola, ma clamorosa, volta il Liverpool, resta il fatto che ora tutto questo non è che un lontano ricordo. Una leggenda da narrare ai posteri.

 

Dusan Tadic, il migliore ieri sera (foto David Ramos/Getty Images)

 

L’Ajax ha senz’altro meritato di vincere, giocando un calcio verticale, semplice, fresco. Sergio Ramos ha giocato a dadi con la sorte, e ha perso. L’Ajax ha giocato una delle migliori partite della sua storia, e ha vinto con merito. Tra andata e ritorno c’è stata una sola squadra in campo. Il Real Madrid ha pensato, un po’ come la Juventus contro l’Atletico, di poterla risolvere in qualsiasi momento, in un modo o nell’altro. Il gol di Asensio (1-3) dopo la prodezza di Re Tadic sembrava poter riaprire un discorso ormai chiuso. Niente da fare. Quanti segnali contro il Real. La punizione di Schone (1-4), lo scivolone di Benzema a due metri dalla porta, il VAR che fa l’occhiolino all’Ajax, il palo di Bale. E poi, quanti errori. Kroos, Casemiro, Varane, solo per citarne alcuni.

 

Prima della partita, Modric notava, a proposito di Cristiano Ronaldo, come “La sua assenza [fosse] il vero problema“. Non proprio paroline. Non esattamente un bel segnale prima di una sfida di Champions così delicata, in una stagione così oscura per i Bianchi. Il Real Madrid è ora fuori da tutto, e deve guardarsi le spalle in Liga, dove occupa la quarta posizione. Incredibile, ma vero. Gli Dei del calcio sono caduti, la giovinezza ha trionfato. La giovinezza: antidoto alla più potente delle pozioni, il tempo. Il Real lo aveva fermato, l’Ajax lo ha rimesso in moto. E adesso attenzione ai Lancieri. Una nuova era è appena iniziata.