Alla fine ha vinto la Lega di Serie B. Così possiamo riassumere la decisione assunta dal Consiglio Federale della Figc di portare il campionato cadetto a 20 squadre, un provvedimento arrivato dopo un tira e molla che andava avanti da quest’estate. Ha vinto la Lega di Serie B di Mauro Balata che aveva imposto la riduzione della competizione, unendo gli interessi delle 19 squadre superstiti legati alla spartizione dei diritti televisivi (curioso sarebbe immaginare la reazione di Dazn). Ha vinto quella lega che non ha permesso, alle squadre con i parametri necessari, di accedere al campionato mediante il tanto discusso ripescaggio, altra controversia al vaglio dei tribunali sportivi e del TAR.

 

Il Consiglio Federale della Figc ha dato il via libera per l’autodeterminazione delle leghe, cosa che non sembrava possibile con l’elezione del presidente Giulio Gravina, il quale inizialmente aveva proposto per la Serie B un ripristino a 22 squadre, con un graduale passaggio a 20. Adesso invece ogni lega potrà decidere il format da adottare, a condizione che venga comunicato entro il 31 dicembre di ogni anno e vi sia il benestare del consiglio federale stesso; quest’ultimo da parte sua ha imposto il numero minimo di partecipanti per ogni competizione: Serie A 18, B 18 e Serie C 40.

 

ROMA, ITALIA – 26 NOVEMBRE: Il Presidente della FIGC Gabriele Gravina durante la conferenza stampa dopo il Consiglio Federale (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

 

Si è confermato insomma quanto già deciso quest’estate, con il tanto discusso commissario della Figc Roberto Fabbricini trovatosi al centro dell’occhio del ciclone. Una disposizione che renderà il campionato cadetto molto più competitivo, con 13 posti disponibili su 20 occupati dai playoff e playout: una modifica che getterà le basi, tra l’altro, per una riduzione delle squadre partecipanti alla Serie A. Sicuramente ne potrà beneficiare la Serie C che vedrà retrocedere compagini ben attrezzate, migliorando anche la presenza tecnica nel campionato. Adesso, il terzo livello del calcio italiano, ha il dovere di garantire le cinque promozioni per la Serie B, modificando solo per quest’anno le fasi dei playoff, tramite l’eliminazione della finale, garantendo quindi la promozione alle vincitrici delle semifinali playoff. Modificato velocemente anche il regolamento delle retrocessioni verso la Serie D, che da 8 passeranno a 7.

 

Scenderanno di categoria le ultime dei tre gironi, più le perdenti dei playout fra terzultime e penultime. L’ultima retrocessione sarà stabilita dopo lo spareggio (andata e ritorno) tra le due vincenti dei playout dei gironi A e B (quelli a 20 squadre). Ovviamente, il regolamento può subire delle variazioni in caso di esclusione di un club, data la situazione critica di alcune società. Nuovo anno stessa storia invece per il campionato di Serie C, che quest’anno sembra aver toccato il fondo. C’è da discutere dell’esclusione dei club come Pro Piacenza e Matera che non possono più garantire il prosieguo del campionato, con giocatori che hanno abbandonato il club e la formazione Beretti mandata in campo a subir continue umiliazioni; per non parlare della pioggia di penalizzazioni che ha interessato altre tre squadre: Cuneo e Pro Piacenza -2 punti; Matera -26 punti, Rienti e Reggina – 2 punti -.

Il presidente del Matera Calcio Rosario Lamberti

 

Com’è possibile che anche quest’anno il campionato di Serie C debba discutere dell’esclusione di alcuni club a metà stagione? Semplice, non esistono controlli ferrei e rigidi in anticipo che riescano ad escludere i club insolventi. Sarebbe bastato veramente poco per evitare questa situazione deplorevole dei campionati considerato che, le situazioni societarie dei club in questione, erano ben note fin dall’inizio, cioè già da quando Giulio Gravina ricopriva la carica di presidente della Lega di Serie C.

 

Se non viene garantita la fideiussione non si può far iscrivere una squadra ad un campionato, anche se quest’ultima ha presentato una garanzia come quella Finworld in anticipo rispetto al divieto di operazione da parte del Consiglio di Stato. Bisogna sottolineare questo passaggio perché la Lega di Serie B e di Serie C (quindi di Giulio Gravina all’epoca), prima ancora dell’esito del Consiglio di Stato in merito alla Finworld, avevano consigliato a tutti club di non presentare tali fideiussioni. Consigliare però non vuol dire imporre ed è proprio il passaggio fondamentale che ha portato il campionato di Serie C a catafascio. Non si può permettere che dopo un lasso di tempo di 30 giorni concesso a dodici squadre –  di cui dieci di Serie C e due di Serie B, tra cui il Lecce di cui è presidente il legale della Finworld stessa -, quattro non presentino tale documentazione e continuino il proprio “percorso” sportivo, se così si può definire.

 

ROMA, ITALIA – 15 OTTOBRE 2018: FIGC Il commisario Roberto Fabbricini (sx) saluta Gabriele Gravina Presidente della Lega di Serie C (ora figc). Sulla destra il presidente della Lega di Serie B Mauro Balata (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

 

In questo caos l’unico club a pagarne le conseguenze, laddove la Figc si è dimostrata intransigente, è l’Avellino Calcio di Walter Taccone, personaggio molto discusso sia in Federazione che nella sua stessa provincia. Il club biancoverde non aveva presentato la fideiussione nei tempi richiesti e ciò gli è costato l’esclusione dal campionato di Serie B (e la perdita della licenza nazionale). Caso molto particolare quello dei biancoverdi: infatti, secondo le carte dei vari tribunali sportivi ed amministrativi, verrebbe fuori come l’U.S. Avellino – pur avendo le garanzie economiche necessarie per lo svolgimento di una regolare stagione – non aveva presentato la fideiussione idonea ed impugnato i termini del regolamento di Serie B nei tempi necessari, con soli due giorni lavorativi a disposizione per presentarne una nuova. Sacrosanta l’esclusione, in quanto i tempi non sono stati rispettati, nonostante le molte ombre sul giudicato.

 

Insomma una riforma del calcio italiano è iniziata, con un atteggiamento accondiscendente da parte dei vertici della Figc dopo una iniziale timidezza, e con le società superstiti del campionato cadetto soddisfatte per la riduzione delle squadre partecipanti. Il Consiglio Federale ha approvato anche la riforma dell’art. 10 del Codice di Giustizia Sportiva che impone, a partire dalla stagione sportiva 2019-20, l’esclusione dal campionato di competenza in caso di mancato pagamento degli stipendi sino al mese di dicembre. A questo drastico cambiamento si aggiunge la modifica all’art. 90 del Noif (Norme Organizzative Interne della FIGC) che prevede il divieto di tesseramento di calciatori per le società inadempienti. Un ruolo importante lo assumerà la Covisoc che imporrà e revocherà Il blocco del mercato in caso di avvenuto pagamento. Si aggiunge la modifica dell’art. 53 delle Noif che prevede l’annullamento di tutte le partite disputate dalle squadre escluse durante il campionato, sempre dalla stagione 2019-20. Ma queste riforme non intervengono in maniera diretta sui controlli ad inizio stagione, la base per garantire un campionato equo senza comprometterlo per l’esclusione di alcuni club. Nella situazione attuale del campionato di Serie C si corre il rischio che alcune società possano impugnare la regolarità del campionato, rischiando di bloccare le retrocessioni verso la Serie D, e compromettendo un altro livello del calcio italiano.

 

AVELLINO, ITALIA – La Curva Sud dell’Avellino durante il derby col Benevento nel dicembre 2016 (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

Adesso poi si è aggiunta anche la questione Palermo, su cui la Lega di Serie B, deve far chiarezza. Marco Bellinazzo, noto autore de Il sole24ore, ha evidenziato come il club rosanero, ai vertici del campionato cadetto, sia stato considerato inadempiente nel presentare i criteri di solvibilità ed onorabilità finanziaria fondamentali per l’iscrizione a qualsiasi campionato. Anche se a detta del club rosanero:

Il mancato recepimento di questi elementi nella documentazione resa disponibile dalla Camera di Commercio è dovuto, a seconda dei casi, a tempi tecnici di lavorazione, a ritardi, a normative che rimandano l’aggiornamento della composizione dei soci alla data di presentazione del bilancio. Relativamente alle comunicazioni inviate alla Lega B sono state fornite, nei tempi previsti, la documentazione richiesta dei soci di riferimento e degli amministratori nonché le lettere di buon standing finanziario dei soci di riferimento. La Lega B ha richiesto della documentazione integrativa che è in fase di produzione. Per quanto riguarda le risorse finanziarie a supporto dell’operazione, si rimanda a quanto comunicato dalla Sport Capital Group Plc

La Covisoc osserva attenta la situazione societaria del club siciliano: sotto la lente di ingrandimento degli investigatori ci sono i conti della società che, ad ora, risultano deficitari rispetto a quanto stabilito dal regolamento: intanto la società dovrà garantire il pagamento degli stipendi in sospeso di dicembre e gennaio, e dovrò farlo entro e non oltre il prossimo 16 febbraio.

 

PALERMO, ITALIA – 4 DICEMBRE 2018: (L-R) Rino Foschi, Maurizio Zamparini, David Platt, Clive Richardson, Sheehan James e Maurizio Belli durante la conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquirenti allo stadio Renzo Barbera. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Una situazione tesa, al limite del paradossale, quella che si vive a Palermo, manifestata dal calciatore rosanero Giuseppe Bellusci al termine della gara pareggiata in casa contro il Foggia: questi si è infatti lasciato andare ad un lungo sfogo in sala stampa, chiedendo il sostegno di tutti i presenti ed evidenziando come la società sia lasciata da sola al proprio destino, senza nessun supporto da parte di una proprietà assente e non ben definita.

(…..) In questo momento non sappiamo in mano a chi stiamo e al momento mentalmente siamo fragili per le circostanze legate alle condizioni societarie. Non abbiamo garanzie di nessun tipo e ci sono sono mister Stellone e il direttore Foschi che ci stanno proteggendo da tutto e da tutti. Siamo da soli (….) Ci dovete aiutare perché siamo soli, dobbiamo essere uniti perché altrimenti rischiamo di fare ancora più fatica in questo momento che sappiamo di chi siamo.”

La riforma è partita, la voce grossa è stata fatta con tutti i buoni propositi del caso – per evitare situazioni paradossali come quella di quest’anno – ma adesso bisogna usare il pungo duro indiscriminatamente, senza guardare gli interessi economici o i giochi politici: bisogna punire chi non rispetta le regole, escludendo e radiando i tanti presidenti che non le rispettano. Siamo solo all’inizio, adesso vediamo cosa accadrà.