Quando un grande del calcio si ritira, i giornali mobilitano i corsivisti per celebrare l’evento. Scelta dovuta in linea di principio, ma che all’atto pratico può rivelarsi infelice perché c’è corsivista e corsivista. Una verità che è stata confermata nei giorni passati, quando si è diffusa la notizia dell’addio alla carriera da parte di Andrea Pirlo. E immaginate come il campione del mondo 2006 si sarà sentito quando ha visto che la Gazzetta dello Sport gli ha dedicato un corsivo firmato da Alessandra Bocci. Roba da staccare immediatamente le scarpe dal chiodo e aderire volontariamente all’innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile. Perché ci saranno anche lavori usuranti, ma certi trattamenti di fine rapporto sono sodomie in corpo 11. È successo così nell’edizione della rosea andata in edicola il 7 novembre. Nella pagina dei commenti c’era il pezzo della Boccina, corredata da una foto stilizzata in cui la vede ritratta in una risata sobria, in stile presidentessa dell’AAP (Associazione Astemi Pentiti). E immaginate come vi sareste sentiti, al posto di Pirlo, se qualcuno avesse scritto su di voi un simile attacco di pezzo:

È sempre stato così. Con l’occhio allungato che pareva assonnato e invece era sveglissimo, un po’ come gli occhi di un gatto che ti studia e concede confidenza quando ne ha voglia, casomai ne avesse.

Se ne arguisce che Occhi di Gatto debba averla cacata parecchio, ai tempi in cui la Boccina seguiva il Milan. Ma la vera chicca dell’articolo è arrivata subito dopo:

Andrea Pirlo è stato definito leader silenzioso, di quelli che parlano con i piedi (Lippi).

E già. C’è chi parla coi piedi e chi scrive con gli alluci.

L'ennesima "buccinata" comparsa sulla rosea

L’ennesima “boccinata” comparsa sulla rosea

Di tanto in tanto è esercizio rinfrancante leggere articoli pieni di stereotipi e luoghi comuni. Come quello di Werther Pedrazzi pubblicato dal Corriere della Sera nell’edizione del 6 novembre. Tema era il primato della Germani Brescia nel massimo campionato di basket. E poiché si parlava di un team bresciano, volevate che non ci fosse un tripudio di tondini? E infatti eccovi serviti fin dall’inizio:

Brescia, la città del tondino. Anche nel basket la sta facendo bella e “tonda”: sola in testa alla classifica, unica squadra imbattuta dopo le prime sei giornate. Impresa siderurgica, forgiata con passione e intelligenza.

E quando ci si trova dinanzi a un’impresa siderurgica bisogna spendere tutta l’enfasi del caso. Infatti Pedrazzi lo fa, tirando fuori un frammento da Mistica del Tondino:

(…) Brescia, la città del Tondino, nel basket è diventata la città del Noi.

Ma chi davvero sul Corrierone impera è Mario Sconcerti, il Pallore Gonfiato del giornalismo sportivo italiano. Nel corsivo di lunedì 6 novembre ha espresso queste lucide opinioni su Icardi e l’Inter dopo il pari dei nerazzurri contro il Torino:

Ieri è mancato Icardi, la sua uva o è zucchero o manca del rumore degli acini. Ieri ha sbagliato abbastanza da rendere inutile l’Inter.

Idem Sconcerti: ha scritto abbastanza da rendere inutile il Corrierone.

 

Vi abbiamo promesso gli Adanismi, e Adanismi siano. Al 19′ della telecronaca Sky di Inter-Torino il nostro Daniele Word Cloud Adani piazza un’evoluzione verbale che si candida già ad essere fra le migliori della stagione:

Baselli-Gagliardini è un duello meraviglioso. Baselli va molto, si inserisce tantissimo senza palla, mentre invece quando riceve sulla linea di metà campo Gagliardini molte volte è arrivato a tempo a contrastarlo pulito. Gagliardini è un centrocampista che dà molta copertura alla difesa ma si alza a pressare. L’Inter non ha un vertice basso, diciamo così, di ruolo, ma tutti, sanno svolgere quel compito, no?

E piazza lì un interrogativo di pura matrice situazionista dopo aver sparato una raffica d’affermazioni segnate da certezze incrollabili. Ma non è questo il punto. Il punto è l’aggettivo usato per etichettare il duello fra Baselli e Gagliardini: meraviglioso. E la Madonna! Cosa avrebbe mai detto d’un duello Crujiff-Beckenbauer? Deve essere proprio di bocca buona. Magari uno di questi giorni gli sentirete esclamare: “Certo che ‘sta Luciana Littizzetto è una fica spaziale!“.