Dalle ore 12.34 del 13 febbraio Mauro Icardi non è più il capitano dell’Inter. Stando alle parole in conferenza stampa di Luciano Spalletti, alle ore 18.30, l’attaccante argentino avrebbe inoltre rifiutato la convocazione, considerata la situazione venutasi a creare con la società e (dato da non sottovalutare) con lo spogliatoio nerazzurri. La vicenda ha del clamoroso, soprattutto in relazione al fatto che l’Inter, in corsa per l’Europa League e per il terzo posto in campionato, apparentemente non potrebbe permettersi simili smottamenti a livello di organico. La verità però è che un’aria nuova tira dalle parti di Appiano Gentile, un’aria nuova che ha un nome e un cognome: Beppe Marotta. Il suo arrivo, forse eccessivamente sottovalutato, potrebbe rivelarsi una mossa decisiva per ristabilizzare la barca interista.

 

Da diversi anni a questa parte, l’Inter sembra avviarsi verso un’organizzazione più centralizzata e mossa meno dall’improvvisazione. Il prezzo pagato, in termini storici, è stato altissimo, dato che ad un vecchio patron come Moratti sono andati sostituendosi Thohir e infine l’attuale proprietà cinese facente capo al potente marchio Suning. L’ingaggio di uno dei migliori dirigenti italiani nel ruolo di supervisore e uomo forte della società, ha già portato alla normalizzazione di casi difficilissimi, quali il neo-acquisto Radja Nainggolan finito sotto i riflettori per via di uno stile di vita poco professionale (per usare un eufemismo), spinto a rimettersi in sesto, fisicamente e mentalmente, con alcune esclusioni dal giro del prima squadra. Altra patata bollente, il caso Perisic, desideroso di un’uscita di scena dal mondo nerazzurro in direzione Premier League, costretto a rimanere ad Appiano dalle condizioni chiarissime imposte all’esterno croato dai dirigenti dell’Inter. Della serie “o te ne vai come diciamo noi, o resti e fai il tuo lavoro”.

Radja Nainggolan in azione a Parma, partita in cui è stato tra i migliori in campo

Detto fatto. Certamente, bisogna ammetterlo, l’umore e la condizione dell’Inter nelle ultime uscite non sono state delle migliori, pur lasciando i nerazzurri stabilmente al terzo posto a cinque punti dal quinto posto, che vorrebbe dire mancato accesso alla prossima Champions League. Questa condizione, unita all’indisposizione dei calciatori sopra indicati, è andata ad aggiungersi all’ennesimo caso ruotante intorno al centravanti argentino e (ormai ex) capitano Icardi, e alla sua vulcanica quanto incontentabile procuratrice – nonchè moglie – Wanda Nara. Il copione che si ripete quasi ogni anno è quello di un mal di pancia costante dell’argentino: mal di pancia tecnico, come dichiarato dalla stessa Wanda, dovuto all’incapacità (o presunta tale) degli altri calciatori interisti di servire il marito in area di rigore, cui segue un mal di pancia economico.

 

Riguardo quest’ultimo, non passa estate da almeno tre anni a questa parte in cui Icardi non venga costantemente accostato alle maggiori squadre europee. Non c’è estate in cui il calciatore non sia considerato partente. Costantemente, poi, la crisi si ricompone con sostanziosi aumenti d’ingaggio per l’argentino, e il gioco può riprendere. Come si è arrivati alla rottura? Probabilmente ciò è avvenuto al culmine di una situazione divenuta oramai insostenibile. Memore di esperienze spinose, come quelle relative ad Adriano e a Balotelli, il continuo tiro e molla portato avanti dalla moglie procuratrice del centravanti argentino ha raggiunto un livello di escalation senza precedenti negli ultimi mesi, per via della inusitata resistenza opposta, stavolta, dall’Inter.

La strana situazione di Wanda: parla come agente o come moglie? Nel primo caso, ultimamente non sta facendo un buon lavoro. E comunque la prima regola per evitare lo stress è non portarsi (o non avere) il lavoro dentro casa…

Ma riavvolgiamo il nastro. Il 9 gennaio, in un’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo AS, Wanda Nara aveva dichiarato:

“Il rinnovo di Icardi con l’Inter ad oggi è molto lontano. Ci sono molti importanti club interessati a mettere sotto contratto Mauro, ovvero i due club più importanti di Spagna con i quali abbiamo ottimi rapporti, più una squadra inglese e una francese. Siamo lontani dal raggiungere un accordo, le cifre di cui si parla in Italia non sono vere; ancora non abbiamo ricevuto una proposta soddisfacente dall’Inter”

La proposta “soddisfacente” si aggirava intorno ai 9 milioni di euro a stagione, tali da rendere Icardi il giocatore più pagato della Serie A (Ronaldo escluso). L’Inter si è rivelata stavolta infastidita, poiché l’offerta nerazzurra, da 7 milioni di euro a stagione, era stata già reputata più che sufficiente dalla dirigenza e da Marotta su tutti: di qui le indiscrezioni per cui L’Inter avrebbe cominciato ad insistere per trattare con un altro rappresentante in luogo della moglie dell’argentino. Questa richiesta sembrava dovesse poi essere messa da parte giacché, alla fine di gennaio, Wanda Nara aveva mostrato segnali di apertura nei confronti di Marotta. Segnali di apertura clamorosamente smentiti, laddove nel corso del programma televisivo Tiki Taka Wanda Nara ha fatto letteralmente imbestialire l’intera squadra dell’Inter:

“Vorrei che Mauro fosse più tutelato dalla squadra. Non si capisce se queste cose siano cattiverie che vengono da dentro o da fuori”.

Tali dichiarazioni al veleno, si sono aggiunte ad una situazione nello spogliatoio tutt’altro che idilliaca tra l’ex capitano e la sua squadra, secondo cui Icardi ormai da tempo sarebbe divenuto un vero corpo estraneo all’interno delle dinamiche di gruppo dell’Inter. Per tale motivo Marotta, in accordo con Spalletti, pare aver optato per un drastico cambio di marcia: rendere l’Inter una nuova Juventus, ovvero mettere al primo posto la squadra e la società. Proprio quest’ultimo aspetto, relativo all’isolamento dell’argentino, ha spinto l’Inter ad indirizzare il ruolo di nuovo leader della squadra verso i solidi guantoni di Samir Handanovic. Icardi avrebbe così reagito molto male alla decisione, rifiutando la convocazione per Vienna (fatto che potrebbe costargli anche una multa) e fuggendo letteralmente nelle braccia della moglie procuratrice. Al momento i due sono in silenzio stampa, anche se alcune indiscrezioni parlano di un tentativo in extremis da parte di Wanda Nara di telefonare Marotta dopo la decisione.

La fascia ad Handanovic ha raccolto una chiara volontà dello spogliatoio (Photo by Claudio Villa – Inter/Inter via Getty Images)

Il dado però ormai è tratto e la sintesi di questo clamoroso stravolgimento è una soltanto: d’ora in avanti ci sarà l’Inter prima di ogni altra cosa, e solo in seguito ognuno dei suoi dipendenti, calciatori compresi. Nessuno sarà più indispensabile, nemmeno chi come Icardi ha mostrato una media realizzativa spaventosa da quando è a Milano, con 109 gol in 179 presenze complessive. Ciò è stato ampiamente ribadito da Ausilio e Spalletti. Quest’ultimo, in conferenza stampa, ha ripetuto che «si era creata una situazione imbarazzante», mentre il ds nerazzurro si era espresso così:

“Nel calcio deve prevalere il noi sull’io. Ma quando queste situazioni creano imbarazzo bisogna prendere dei provvedimenti. Quello che può sembrare un passo indietro può essere un passo avanti per il club e la squadra” (Piero Ausilio)

Potrebbe trattarsi di una svolta fondamentale, non solo per questa stagione. L’Inter, a differenza della Juventus, ha in effetti abituato, soprattutto dopo il Triplete, a sclerotici cambi d’umore nello spogliatoio, a repentine spaccature, a clamorosi crolli intervenuti in momenti tutto sommato favorevoli. Crolli fisici e soprattutto mentali, che sono costati ai nerazzurri sette anni infernali, esclusi da velleità scudetto e fuori dalla Champions League. Un’instabilità che ha caratterizzato l’ambiente nerazzurro dalla partenza di Mourinho in avanti e si è parzialmente attenuata con l’arrivo di Spalletti, ripresentandosi tuttavia in questa stagione dopo la cocente eliminazione dai gironi di Champions League. L’arrivo di Marotta è dunque sembrato ideale a rompere questa “maledizione”, e ad intervenire sulle cause ancor prima che sugli effetti, costruendo faticosamente una mentalità e un ambiente da “grande squadra”.

 

L’uomo che sta provando a risollevare le sorti dell’Inter (Foto di Emilio Andreoli – Inter/Inter via Getty Images)

Certamente, come hanno fatto notare molti tifosi nerazzurri, tale drastica decisione arriva forse nel momento peggiore della stagione nerazzurra. Questo non sembra però un motivo sufficiente per continuare a rimandare i problemi, a mettere le pezze per salvare il salvabile. Al momento sembra che a gioire sia l’anima ex-iugoslava dell’Inter, quella che ha subito reagito (vedasi il “mi piace” di Brozovic al comunicato Twitter dell’Inter di dismissione di Icardi dal proprio ruolo) all’avvenuta trasformazione, e che verrà ora investita, tramite Handanovic, di un ruolo da capitano che forse per Icardi non era più adeguato.

“Credo che l’Inter abbia fatto bene a prendere certe decisioni. Perché altrimenti passa il messaggio che gli altri, specie i più giovani, possano fare quelle cose lì” (Sandro Mazzola)

Il nuovo capitano sarà un portiere micidiale, con tante presenze quante delusioni in maglia nerazzurra, che ha atteso per anni l’agognato ritorno tra le stelle della sua Inter; e chissà se il numero uno nerazzurro, a tratti così impassibile, saprà rendere onore alla fascia che fu di Zanetti e Bergomi. Ma non è nemmeno questo il punto. Ciò che conta ora per l’Inter è riprendere a macinare vittorie, non facendosi condizionare da un caso singolo – seppur così pensante – ma soprattutto lanciando un segnale per il presente e per il futuro. Adesso tutti sanno come la squadra venga prima dei capricci di qualsiasi calciatore e/o procuratore, in un calcio in cui invece le due figure sono divenute spesso onnipotenti, misto di sfrontatezza e di attaccamento ai soldi. Certamente c’è ancora molto da lavorare, ma il caso Icardi testimonia la volontà dell’Inter di invertire la rotta, di inaugurare una nuova politica volta a trasformare radicalmente, in ultima istanza, un intero “ambiente”: non saranno consentiti più alibi né giustificazioni, a chiunque che sia. Ad ogni modo, la proposta di rinnovo del contratto da parte dell’Inter è ancora valida: vedremo se l’intera vicenda, di per sé umiliante nei confronti del centravanti, basterà a spingerlo verso più miti consigli ma, ancor prima, a farlo riflettere.