Per anni lo sport è stato confinato negli scaffali della cultura bassa. Ma come si può escluderlo dalla storia delle idee? Nelle arene si sono forgiate le identità dei popoli, dai campi di gioco sono emersi i casus belli, negli stadi sono nati gli anti-eroi della Modernità. Lo sport è un fatto sociale e culturale, un fenomeno estetico, una “terra selvaggia”, un atto sublime che va al di là delle semplici azioni, che merita di essere raccontato, nell’epoca della riproducibilità televisiva, con epica, serietà, spirito critico, senza scendere a compromessi con lo spettacolo. Benvenuti su Contrasti.

Parafrasando Junger organizzeremo la rete di informazioni, il sabotaggio, la diffusione delle notizie tra la popolazione.

Iniziamo dal nome: noterete la doppia valenza, sportiva e giornalistica. Sarà il nostro modo di essere, cultori del gioco duro ma leale, favorevoli all’agitazione editoriale purché sia ragionata, contro ogni retorica autoreferenziale e salottiera. In questa nuova rivista sportiva online di approfondiremo culturale diretta da Andrea Antonioli, coadiuvato da Michele Alinovi, Niccolò Maria De Vincenti e ovviamente dal sottoscritto, proveremo ad offrirvi una narrazione che riporti lo sport al “centro del villaggio”. Palleggeremo con Pier Paolo Pasolini, ci faremo parare i rigori da Albert Camus, giocheremo a carte con Pertini, Bearzot, Causio e Zoff, commenteremo la Bundesliga con Martin Heidegger, alleneremo le squadre con Socrates, guarderemo le partite seduti nei bar più nazional-popolari del Paese insieme a Carmelo Bene, racconteremo le vite di gentiluomini dentro e fuori il campo da gioco che nulla hanno a che vedere con l’odierna “generazione di fighette”.

 

Negli ultimi anni il giornalismo sportivo in Italia – grazie a una rivoluzione tecnologica e ad un linguaggio sempre più alto – sta evolvendo, per questo motivo abbiamo lavorato su un sito con un’identità grafica forte che alterna – nell’impaginazione degli articoli – il testo con video e fotografie. Veniamo alla barra del menu: la “prima pagina” sarà suddivisa in “editoriali” e “papelitos”, i primi scolpiranno la linea editoriale e commenteranno l’attualità sportiva con il nostro cosmo interpretativo, mentre i secondi saranno dei brevi foglietti usa e getta utili per rimanere aggiornati sui fatti della settimana. Il “calcio” sarà invece una rubrica a sé, e rimarrà tale, ma non vuol dire che i cosiddetti “sport minori” (“altri sport” nella barra) verranno messi in secondo piano, cercheremo di valorizzarli quanto possibile. “Rotocalco” sarà un contenitore che raccoglierà recensioni di libri, film e spettacoli, oltre che articoli trasversali e “non classificabili”. In “Ritratti” racconteremo ogni settimana la vita e il pensiero dei più grandi, dalle personalità mainstream fino a quelle più underground. L’obiettivo è quello di rovesciare l’equazione “sportivo = ignorante”, “sportivo = bambino viziato”, “sportivo = conformista” e offrire alle “star” di domani dei modelli da seguire. Mentre tra gli intervistati troverete i volti più interessanti del panorama giornalistico sportivo e sportivo tout court. Infine “Pellicole” sarà un grande archivio multimediale, una rassegna quotidiana, che collegherà passato e presente.

“Il bello è che non c’è bisogno di essere degli intenditori perché senti che centomila persone sono in sintonia con questo fiato nostro. Un fiato sospeso. E questo levar di fiato collettivo, annienta il collettivo, ma al tempo stesso annienta la comunicazione” (Carmelo Bene).

L’avventura inizia da qui ed evolverà col passare dei mesi. Prossimamente daremo vita ad una collana editoriale (pubblicazione di libri di sport), mentre il sito non avrà pubblicità, per ora, ma avvertiamo i lettori che se l’economia della rivista lo richiederà saremo costretti ad inserirla (filtrata e ragionata ovviamente). Inizialmente usciranno pochi articoli alla settimana, tutti di altissima qualità, con la speranza di consolidare una squadra redazionale all’altezza delle vostre aspettative e aumentare de facto la mole di pubblicazioni. Tempo al tempo.