Lo scorso 9 Dicembre, in quel di Firenze, la caccia di Alessio Sakara al titolo mondiale Bellator della categoria 84 kg è sfumata in seguito al pesante knock out inflittogli nel primo round dal suo avversario, il campione Rafael Carvalho. Il brasiliano si è confermato Re e al Legionario ne sono state dette di tutti i colori. Queste le sue personali considerazioni per Contrasti.

Come si è sviluppata la preparazione in vista dell’incontro con Carvalho?

Il percorso che mi ha portato nella gabbia a sfidare Carvalho ha avuto inizio 6 mesi fa. La preparazione ha avuto luogo sia in Italia che negli Stati Uniti, dove posso contare sul sostegno dellAmerican Top Team. Ho concentrato il lavoro tecnico sul combattimento in piedi facendo particolare attenzione agli aspetti legati alla chiusura della distanza e ai colpi con il mancino. Colgo loccasione per ringraziare chi è al mio fianco giorno dopo giorno: Alain Riccaldi per quanto riguarda la preparazione atletica, Massimo Farina per la lotta in piedi, Paolo Antonini per quel che riguarda la lotta a terra e Carmelo Lumia di The Wrestling Family.

Cosa è successo in quei pochi secondi nella gabbia?

Il match in quei brevissimi istanti stava andando nella direzione che io e il mio team auspicavamo. Sapendo che Carvalho avrebbe puntato forte sui calci e sulle ginocchiate, viste le sue incredibili doti, lobiettivo che avevo nella testa era quello di annullare le sue offensive chiudendo la distanza e quindi portarlo su un terreno a me più favorevole, ossia la boxe. Così è stato inizialmente dato che prima di andare KO sono riuscito a seguirlo bloccando i suoi colpi e coprendo gli spazi. Il colpo a freddo del brasiliano però mi ha preso in pieno sulla parte esterna della tempia, facendomi ritrovare al buio. Non riuscendo più a vedere nulla, ho iniziato ad indietreggiare in modo tale da guadagnare qualche secondo ma Carvalho non ha avuto alcuna pietà e mi ha steso con la combinazione gomitatacazzotto.

Qualora il taglio del peso non abbia nulla a che fare con la sconfitta, credi comunque che abbia influenzato il tuo rendimento?

Il taglio del peso ha sicuramente influito sul mio approccio al match ma non così tanto come tutti pensano visto che comunque mi sentivo bene. In questo sport capita spesso di vedere delle sconfitte, anche brutali, prima del minuto. Carvalho è stato semplicemente più bravo e gliene va reso il merito. Nella fase iniziale è riuscito a imporre i suoi ritmi e con un po’ di fortuna ha centrato un punto nevralgico. Ma si sa, la fortuna aiuta gli audaci. Complimenti a lui.

Spesso nel mondo dei combattimenti la salute degli atleti non è stata tutelata quanto gli interessi economici. È qualcosa che avviene anche nel mondo professionistico delle MMA?

La questione legata al taglio del peso secondo me deve essere necessariamente rivista, prima che qualcuno si faccia seriamente del male. Il peso si dovrebbe rifare il sabato mattina prima dell’incontro, non facendolo aumentare più del 10 per cento e sopratutto bisognerebbe istituire la categoria 89 kg. Per il resto siamo super controllati.

Le MMA hanno avuto uno sviluppo straordinario in Italia negli ultimi anni. Si tratta di una moda passeggera? E non temi che aumentando la quantità si rischia di andare incontro ad un calo della qualità come avvenne per il karate e il judo negli anni 70?

Figurati, con me sfondi una porta aperta: molti combattenti di casa nostra li chiamo fashion fighters. Il rischio di cui parli quindi ovviamente ci sta ma il rovescio della medaglia è un movimento di professionisti italiani in forte crescita a livello internazionale con due giovanissimi molto interessanti come Di Chirico e Vettori e la stessa Mara Romero tra le donne. Speriamo che continuino ad uscire fuori grandi atleti pronti al sacrificio.

Qual è la strada da seguire per eccellere nelle MMA?

Non esiste una sola strada. Si può approdare alle MMA dopo un percorso di pratica delle arti marziali tradizionali o forgiare direttamente le proprie abilità in vere e proprie scuole di mixed martial arts che ultimamente spopolano in paesi come Russia, Stati Uniti, Brasile e Inghilterra. Un occhio di riguardo va sempre riservato alla lotta olimpica, quello si.

Guardiamo sempre alla UFC. Come si sta muovendo in Europa?

A mio modo di vedere lUFC sta commettendo molti errori nel percorso di sviluppo europeo ed è per questo che altri circuiti come Bellator stanno trovando terreno fertile, crescendo a dismisura. Non mi piace il trattamento che lUFC riserva ai suoi lottatori, blindandoli con dei contratti troppo invasivi.

Quali autori ti hanno accompagnato lungo la via della guerra ultimamente?

Marco Aurelio e Plutarco sono stati i miei fedelissimi compagni di viaggio in tempi recenti. Ottime letture!