La Premier League, in Italia, è Paolo Di Canio. E noi non possiamo che ringraziare Sky per questo. Per favore, e ancora una volta: più Paolo Di Canio, meno Lele Adani. Contro tutti i nerd del calcio, contro tutte le analisi snervanti e inconcludenti (non perché insensate, ma perché, appunto, snervanti). Che passione, Paolo Di Canio. Nel big match di ieri sera tra Manchester City e Liverpool, Paoletto ha dato il meglio di sé.

 

Non possiamo dimenticarci, certo, alcune celeberrime esclamazioni fatte in passato, come un sentito “Si immola per la causa!” gridato in occasione di un derby, quando Phil Jones (Manchester United) ci mise letteralmente la faccia; ma sarà per la partita che è venuta fuori, o per il fedele, e bravissimo, compagno d’avventure Paolo Ciarravano (altro che Fabio Caressa, altro che Riccardo Trevisani…), sarà per il Blue Moon cantato a squarciagola da tutto l’Ethiad, e per mille altri motivi: ieri sera Di Canio è stato semplicemente strepitoso.

 

Uno dei tanti, straordinari, duelli di ieri sera

 

Straordinaria la compostezza di Di Canio fin dal primo minuto. No, non siamo ironici. E’ assai probabile che, senza dover far fronte al mondovisione e alle regole, pur malleabili, che questo comporta in cabina di commento, il nostro Paolo avrebbe iniziato ad urlare dal primo secondo della partita, dalla prima palla toccata al centro del campo. Non è così, ma ci si va vicino. Vicinissimo. Ecco che al gol del Kun Aguero (40′), che controlla nell’area piccola e calcia di sinistro fulminando Alisson, inizia lo show.

 

Di Canio non dice nulla, lasciandosi andare piuttosto ad un grido di gioia e di fomento per un momento di vero calcio. Chi scrive ha reagito più o meno nello stesso modo. Nessun commentatore in Italia, al momento, riesce a creare una tale empatia con l’ascoltatore. Che poi, a questo, faccia seguito una lucida analisi della situazione tecnico-tattica dell’azione, non stupisce affatto. Di Canio è in grado (più di quanto si pensi) di far bene entrambe le cose. Ed è precisamente ciò che accade sul gol del pareggio del Liverpool, quando, dopo una prima esaltazione per l’esplosione del settore ospiti alla rete di Bobby Firmino, commenta su Danilo: “A questi livelli, ma come si fa? Non si può, a questi livelli“. Peli sulla lingua, Di Canio, non ne ha mai avuti. E il telespettatore non può che godere.

 

Tutta la rabbia e l’umanità di Pep Guardiola

 

Ci avviciniamo verso il finale del match. Vorremmo che questa partita non finisse mai. Il commento di Di Canio è lo spettacolo nello spettacolo. Quasi ad ogni contrasto di Fernandinho, monumentale, Di Canio sottolinea il suo amore per il brasiliano, forse eccessivo, ma mai artificioso, o recitato, come spesso capita ad altri. Nel giorno in cui Pep batte Klopp e riapre il campionato andando a -4 dai Reds, Di Canio non può che esaltare il catalano. L’apice arriva quando Guardiola scaglia a terra il proprio berretto per un fallo non fischiato ai danni proprio di Fernandinho, e al Replay della protesta, impietoso nei confronti di Pep, Di Canio si lascia scappare una perla assoluta: “Anche lui ha un cuore!”. E ancora, dopo aver visto il City difendersi con nove uomini dietro la linea della palla nei minuti finali: “Anche lui è umano! Ed è bello! E’ bello così!”.

 

Che meraviglia. Ma un’esclamazione, più di ogni altra, quella che a dire il vero ha dato il “là” alla stesura di questo breve, ma sentito, articolo d’elogio, merita ancora d’essere citata. Siamo sull’1-1, il Liverpool ha pareggiato ma il City, col cuore in mano, prova a rimettere a posto le cose. La partita vive una fase stranissima, ci sono quasi solo contrasti, palloni aerei, duelli individuali, corse in avanti e all’indietro, cattiveria agonistica. E’ un momento epico. Il City dà tutto e ritrova il vantaggio con Leroy Sanè. Il commento di Di Canio è la trasposizione trascendentale di un pensiero comune a qualsiasi spettatore della partita. Riferendosi al proprio compagno d’avventure, Paolo Ciarravano, Di Canio esclama:

 

FAMMI ENTRARE PAOLO, VOGLIO ENTRARE. FATEMI ENTRARE IN CAMPO!

 

E’ la quintessenza del commento sportivo. E’ l’apice di un delirio mistico che dal rettangolo verde passa al microfono, e dal microfono allo spettatore. Paolo Di Canio, signore e signori. Il sacerdote della Premier League.

 


 

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