Il 31 Agosto 2017 prenderà inizio la 39esima edizione dei campionati europei di Basket. La formula è ormai rodata con 4 paesi ospitanti, quali Israele, Turchia, Romania e Finlandia, e 24 squadre partecipanti suddivise in 4 gruppi da 6 contendenti. Il massimo torneo continentale alle porte è stato ribattezzato l’europeo dei saluti e degli assenti. L’anzianità ha giocato un ruolo decisivo. La mancanza piu’ dolorosa ed altisonante è quella di WunderDirk, ossia Dirk Nowitzki, che dopo 153 partite con la nazionale tedesca appende le scarpe al chiodo, lo stesso vale per l’avversario di infinite battaglie in NBA Tony Parker non più in forza alla Francia, mentre gli iberici salutano Llull e Fernandez e la Grecia è costretta a dire addio alla gloriosa falange composta da Zizis, Spanoulis e Fotsis. Poi la lista di assenti eccellenti si allunga a causa delle diatribe con le franchigie NBA, ad una stagione lunghissima in Eurolega (per la prima volta in versione regular season da 30 partite) ed una manifestazione che consegnerà un oro continentale il quale rimane fine a se stesso in quanto non darà accesso a mondiale 2019 ai giochi Olimpici 2020.

 

Quali saranno le note piu’ piacevoli? Certamente le nuove generazioni che incalzano, con età media delle squadre tra le piu’ basse delle ultime edizioni, ed un nuovo epicentro cestistico che si sta spostando dal binomio Grecia-Spagna ad una “totalità” europea con l’affermarsi delle squadre turche, le tedesche che con sempre piu’ convinzione investono e le russe che sembrano tornare a ruggire. Ecco una selezione di squadre che per cultura, tradizione, palmares e giocatori sono le più rappresentative e favorite in questo torneo.

Nowitzki

Dirk Nowitzki si esibisce nel caratteristico fadeaway

Israele: sebbene la tradizione cestistica non sia delle più affermate a livello di nazionale, solo 1 argento agli europei, a livello di club rimane uno dei paesi più prolifici e letali presenti in Europa. La nazionale presenta il solido blocco Maccabi ed Hapoel Gerusalemme che son il bacino massimo dove pescare i membri della selezione. I talenti più evidenti sono Casspi, vero e proprio Mosè della Nazionale, in forza ai Golden State Warriors, che dovrà guidare i suoi compagni attraverso il mar Rosso dei gironi, Eliyahu che proprio come Re Salomone porterà ordine all’interno del sistema di gioco, Pnini ed Ohayon i quali lotteranno come sotto le mura di Gerico per non soccombere in un girone quasi infernale. Una nota di merito se la meritano Mekel, play con esperienza in NBA a Dallas, ed il top scorer del team Halperin al suo settimo europeo. Verosimilmente non vinceranno il titolo, ma affrontarli non sarà per nulla facile, avendo il fattore casa a loro favore ed un tifo storicamente molto caloroso.

 

Turchia: La nazionale dei 12 giganti (12 Dev Adam), vanta un argento sia ai Mondiali del 2010 che agli europei del 2001. I club turchi sono diventati molto forti negli ultimi anni grazie ad investimenti importanti e ad una concorrenza meno spietata in Eurolega. La nazionale è da scoprire: i cardini sono gli NBA Korkmaz e Alderim, lo statunitense Dixon e la giovane promessa classe ’95 Osman, gia’ approdato ai Cavs di Lebron James. Il coach Sarica, allievo di Ataman, ha attinto a piene mani dal roster del Fenerbache campione continentale in carica. Giocano con il fattore casalingo a favore, la tifoseria non è seconda a nessuno: questo li potrà spingere avanti. Pagano forse la mancanza del carisma di Tanjević in panchina e l’assenza di una vera stella NBA nel roster.

 

Francia: “la Grand Arme” insieme alla Spagna ha dominato le ultime 3 edizioni degli europei con 3 podi consecutivi. Stavolta manca Parker, ed è come togliere Napoleone dal campo di battaglia. Il contingente rimane di spessore: De Colo è un top scorer di livello assoluto degno dei migliori reparti di artiglieria napoleonica, Diaw rappresenta una certezza sotto I tabelloni, poi ci sono Fournier, guardia piccola NBA di livello, e Lauvergne, altro NBA ed oro agli Europei del 2013, ed infine a completare il blocco di oltreoceano c’è il centro granitico Seraphin . L’allenatore non è di livello assoluto ma la Francia ha sempre dimostrato di esserci e di lottare per il titolo continentale e proprio come la Vieille Garde non si arrenderà di certo.

Boris Diaw è un punto fisso della Francia

Boris Diaw è un punto fisso della Francia

Germania: L’assenza del torneo è proprio quella di Nowitzki, dopo aver servito la nazionale dal 1996 al 2015, e che paradossalmente non ha contribuito alla unica vittoria della nazionale agli europei nel 1993, sembra una opera scritta da Wagner drammatica fino alla fine, si è ritirato e questo ha dato il via ad un effetto domino che ha portato ad un profondo ricambio generazionale. I club tedeschi cominciano ad investire, ed a ben figurare nelle competizioni per club, anzichè esportare i giocatori, si preferisce “importarli” aiutando a far crescere il movimento basket in Germania. La selezione germanica ha un’età media di 25 anni, la stella è Schroder, play NBA, che proverà a farsi carico delle ambizioni alemanne proprio come il migliore Parsifal; anche perchè tutti gli altri pezzi da 90 tedeschi sono infortunati oppure hanno dato forfati (vedi  Zipser, Pleiss, Kleber e Zirbes). Alla causa contribuiranno King, Barthel, Doreth e Tadda, che sfortunatamente per coah Fleming sono piu’ Nibelunghi che Walkirie e nessuno di loro ha una rilevanza tale da far sognare i tifosi, i quali dovranno aspettare chissa quanto per godersi ancora una epoca fulgida ed emozionante come l’epopea di WunderDirk, magari non due secoli dopo come aspettò Brunhilde per Sigfrido.

 

Grecia: Paragonata piu’ di una volta all’ Olanda del calcio, bella ma incompiuta, ha nel suo palmares 2 ori Europei ed un argento mondiale. A detta di molti, ha raggiunto meno di quello che il roster negli ultimi 15 anni poteva ottenere, la Grecia a livello di franchige fa da padrone in Europa con 5 euroleghe vinte negli ultimi 10 anni, come nazionale fa fatica ad esprimersi al meglio. La selezione è in piena ricostruzione in quanto mancano i vari, Papaloukas, Zisis, Spanoulis, Diamantisis, Fotsis. Chi farà parte della spedizione sarà chiamato a fare grandi cose: Papanikolaou come Efesto deve forgiare rimbalzi per i compagni, Bourousis per come mena sotto canestro è Ares, Calathes ha le ali di Ermes ai piedi, Printezis tuona dalla lunga distanza come Zeus, Sloukas da playmaker come Afrodite, deve donare bellezza al gioco. Un team di assoluto rispetto che puo’ ambire al titolo, punto debole puo’ essere la regia, ma c‘è talento da vendere in tutti gli altri ruoli, sperando che Icaro abbia insegnato qualcosa ai suoi discendenti ellenici.

 

Italia: Sembra che la nazionale del Bel Paese abbia perso più di una possibilità negli ultimi anni, non sfruttando appieno il potenziale dei giocatori NBA né sempre allenata all’altezza, è da rimarcare anche la mancanza di umiltà che ha caratterizzato le ultime uscite a livello europeo della nostra selezione. Non è certo un’armata Brancaleone: si ricomincia con solo 1 giocatore NBA, Belinelli, che si riconferma punta di diamante dei convocati, datasi le latitudini della fase a gironi speriamo sia il nostro Cesare Augusto alla conquista della Giudea; sull’altro NBA Gallinari si può stendere un pietoso velo poiché non è stato un gesto eroico alla Muzio Scevola a fargli “perdere” la mano; manca Bargnani che non ha mai trascinato la Nazionale, mentre Gentile, da ritrovare, è giustamente estromesso dalla squadra in virtu’ di una stagione drammatica. Datome, che ha incorniciato una stagione ottima in Turchia con la vittoria dell’Eurolega, potrebbe essere il nostro condottiero; Melli ha incantato in Germania e presto migrerà al Fenerbache alla corte di Obradovich; Hackett può illuminare in regia insieme a Della Valle; i punti oltre che da Belinelli si possono avere da Aradori e Filloy, richiamato Cousin in stile Cincinnato. In panchina Messina darà il suo contributo e la sua esperienza, ma vedere l’Italia sul podio sarà molto difficile, che magari le oche dei campidoglio gli sveglino in fretta, nel peggiore dei casi non mancherà mancherà la fortuna, non il valor, ma non sarà sufficiente.

Belinelli

Marco Belinelli ha grandi responsabilità in questi europei

Lituania: storicamente il maggior bacino di utenza per l’invincibile nazionale URSS, è da sempre una delle nazionali più forti al mondo; i giocatori lituani sono sempre i più ambiti nel mercato europeo e non. Anche questa nazionale è in un periodo di rifondazione, i Lavrinovic non ci sono piu’, Kaukenas idem, Javtokas si è ritirato. Allora coach Adomaitis si affida ai veterani Kalnietis, Maciulis, Valanciunas ed al ex-NBA Motiejūnas. Giovani interessanti come Gudatis e Lekavicius potranno garantire un ricambio generazionale interessante. La Lituania non è mai favorita ma è sempre troppo pericolosa.

 

Serbia: Considerando il periodo post-Jugoslavia, la Serbia ha raccolto pochi trofei: un argento mondiale ed uno europeo, stesso metallo prezioso alle ultime olimpiadi. Se analizziamo invece la gloriosa storia della nazionale della Jugoslavia di basket, abbiamo 1 oro olimpico, 8 ori europei e 5 ori mondiali. Erano epicentro del basket mondiale, e se le barbarie di una Guerra inutile non avesse estromesso la nazionale Jugoslava dalle olimpiadi del ’92 ci sarebbe stato il match del secolo USA (il famoso “Dream Team”) contro la Jugoslavia dei vari Petrovic, Obradovic, Savic…ma questa, sfortunatamente, è un altra storia. La Serbia di adesso magistralmente allenata da Đorđević fa la voce grossa con i muscoli di Macvan ed i punti di Bogdanovic e Kalinic. Da notare I due NBA Marjanovic e Kuzmić, purtroppo mancherà Teodosic. La Serbia è di diritto una delle favorite: non hanno cambiato molto dagli ultimi successi e questo depone asslutamente a loro favore ed il timoniere può fare la differenza.

 

Spagna: La “Armada Invencible” ha vinto 3 delle ultime 4 edizioni: conquistadores dei mondiali 2006, i club spgnoli figurano sempre in maniera ottima nelle competizioni europe, ha uno squadrone che non paga più di tanto infortuni e ricambio generazionale, persi Llull per infortunio e Fernandez per età e problemi fisici vari. Ma non è un problema per il coach Scariolo, avanti con i due Gasol ambedue dominanti in NBA, da osservare l’ altra coppia di fratelli Hernangomez anche loro giocatori di oltre oceano. La regia è assegnata a Rubio, il Cortez di questa armata, I punti dovrebbero arrivare da Rodriguez e da Navarro. Il resto del roster è un mix di esperienza e giovani, il tutto perfettamente diretto da un coach fenomenale. Di diritto i favoriti numeri 1, e con la Francia non proprio al massimo storico, la Serbia che paga una regia non piu’ affidata a Teodosic e la Grecia che perde la sua punta di diamante; per la Spagna la via al successo è facilitate ma non scontata, sperando che non vogliano emulare Don Chisciotte scontradosi contro mulini che al momento non si palesano all’orizzonte.

Ricky Rubio è chiamato ad un grande europeo

Ricky Rubio è chiamato a fare grandi cose

Russia: Campione d’europa nel 2007 e ben 14 volte come URSS, ha come sempre ambizioni da podio. Oggettivamente lontana da Spagna, Francia, Grecia e Serbia, può sorprendere ed entusiasmare ma con la squadra allenata da coach Bazarevič conta solo Mozgov come NBA e di certo non è un Alexander Nevskij dell’area pitturata, il resto della squadra è di provenienza CSKA Mosca e Khimki. I punti verrano garantiti da Shved, Fridzon, Vorontsevich e Kurbanov. Che la tenacia russa sia proverbiale non è nemmeno necessario rimarcarlo, anzi sia sportivamente che storicamente ne abbiamo esempi più che evidenti e non c’è nemmeno qualche antenato di Gengis Khan a far tremare le mure del Kremlino, manca tecnica ed un giocatore simbolo, se ci affidiamo ad una celebre citazione di Dostoevkij, “La bellezza salverà il Mondo”, ecco che questa nazionale Russa di bellezza (cestistica) ne ha poca e quindi una salvezza che può essere un trionfo sportivo è lontana, ma sempre scomodando il grande scrittore moscovita “Gli uomini, non soltanto alla roulette ma ovunque, non fanno altro che togliersi o vincersi qualcosa reciprocamente”: non è detto che non capiti a questi giocatori di togliere qualche gioia ad altri ed a vincere a loro volta un agognato trofeo.