Si ride e si scherza, ma adesso è arrivato il momento di prendere sul serio la questione. Parlo della Gazzetta dello Sport, quello che fu il primo quotidiano sportivo italiano ma adesso è ridotto a una pantomima giornaliera. Su Pallonate la rosea viene presa per i fondelli da sempre e sempre lo sarà. Ma anche da queste colonne ci si comincia a preoccupare dello stato confusionale che impera nella redazione della Gazza. Dove ormai il metodo di lavoro è quello che in inglese verrebbe etichettato come random, e che invece in italiano suona più o meno come a cazzo di cane. E vedendo un giornale così allo sbando è giusto sospendere ogni ironia e chiedersi se non sia il caso di mobilitare i servizi sociali. Questo cambio d’atteggiamento è stato suscitato dalla lettura dell’edizione andata in edicola domenica 10 dicembre. Lì c’erano le cronache sulla sfida giocata la sera prima da Juventus e Inter, terminata 0-0. A pagina 2 si trovava l’articolo principale sulla partita. E a corredare il pezzo c’era un tweet attribuito a Nicola Berti, che a commento della gara diceva:

Si poteva fare meglio? Indubbiamente. Ma restare imbattuti pure dopo Torino è un segnale forte. E prezioso…

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Attenzione al tweet…

Il testo era accompagnato da una foto dell’ex centrocampista nerazzurro. Nicola Berti, appunto. Tutto normale? Non proprio. Perché l’account di Twitter da cui il messaggio è stato prelevato non è quello del Nicola Berti ex calciatore. Appartiene a un tifoso interista (che fra l’altro è da tempo tra i miei follower, ricambiato) che ha come nick “NicolinoBerti” e come indirizzo Twitter @nicolinoberti, oltre a usare come foto profilo un’immagine di Nicola Berti. Come lo stesso diretto interessato ha twittato domenica mattina, sarebbe bastato leggere le poche righe di bio per capire che quello non è l’account dell’ex interista. Ma poiché ultimamente in Gazzetta la materia prima è il coccio, e perciò nulla scongiura il rischio di perseverare, NicolinoBerti ha aggiunto la seguente postilla alla bio:

Per @gazzetta_it: NON SONO NICOLA BERTI!

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Purtroppo per la rosea la gara fra bianconeri e nerazzurri è stata proprio indigesta. Nell’altra pagina dedicata alla cronaca della partita, la numero 3, era collocato il tabellino. Leggetelo, e poi chiedetevi: come diamine avranno fatto a inserire Bonucci nella formazione della Juventus?

 

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Forse andando a vedere il tabellino del Milan troveremo Chiellini

E a completare l’opera, ecco l’articolo di Alessandra Bocci. Che poveretta continua a essere mobbizzata dal suo giornale. Per motivi che rimangono imperscrutabili, continuano a mandarla in giro per i campi d’Italia, a scrivere pezzi che la Boccina potrebbe vergare dal divano di casa mentre guarda le repliche di Uomini e Donne. Quello ospitato dall’edizione del 10 dicembre era dedicato al confronto fra i due centravanti argentini, Gonzalo Higuain e Mauro Icardi. Che già mentre ve lo dico starete pensando: “Figuramoci se la Boccina è talmente banale da tirare in ballo il Tango”. E infatti l’incipit del tempo recitava:

Un tango gelato, altro che il ghiaccio bollente che tutti si aspettavano.

E il finale? Ancora una volta originalissimo:

È finita con uno zero totale, uno zero che alla Juve brucia nel freddo. Perché ancora deve rincorrere e quando rincorri hai bisogno di gol. Di attaccanti che ballano, possibilmente a ritmi veloci. Altro che gelido tango.

Quante emozioni ci regala la Boccina. E poiché quella sera aveva il trip per gli argentini, non poteva mancare il riferimento al terzo, Paulo Dybala:

La Juve senza gol, Higuain senza gol, Dybala senza pace. Ha raccontato a Vanity Fair di essere riflessivo, di amare il silenzio, di essere uno che sa ascoltare. Ha raccontato di amare gli scacchi. “Aiutano a usare il cervello, ti abituano a non avere fretta”. E lui non dovrà essere frenetico se vorrà recuperare, tornare quello che trascinava la squadra e che ora deve stare a guardare.

Dunque, l’hanno mandata a Torino una fredda sera di sabato a dicembre, e speso tutto ciò che c’era da spendere, per farle raccontare di un’intervista in edicola da quattro giorni e ormai rimasticata migliaia di volte via web. Se non è mobbing questo, non saprei proprio dove altro riscontrarlo.

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Pare che a Sky Sport non abbiano preso bene la scorsa puntata di Pallonate, dedicata a L’Originale. E se davvero temono la satira, per di più veicolata da un giovane sito web, significa che stanno messi peggio di quanto appaia dall’esterno. Che pure è già tanto. A ogni modo, alla scorsa puntata va fatta una postilla. Mi riferisco alla performance di Angelo Mangiante, che aveva effettuato un collegamento in diretta mentre si svolgeva la conferenza stampa dell’allenatore del Qarabag, con forte disappunto dei giornalisti azeri. Un altro contatto di Twitter mi ha riferito che pochi minuti dopo, quando è stato il turno della conferenza stampa di Eusebio Di Francesco, un’inviata al seguito del Qarabag ha rivolto una domanda al tecnico giallorosso sulla maleducazione dei giornalisti italiani. E a quel punto pare che Mangiante abbia mostrato la faccia stralunata di chi non capisce quale sia il tema in discussione.

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Citando Angelone “per L’Originale questo ed altro”

Del resto ormai a Sky Sport, quanto a giornalismo e bon ton, possono scrivere manuali. In questo senso, la scena andata in onda a Sky Calcio Show la scorsa domenica andrebbe divulgata a manetta. È successo quando il tecnico della Fiorentina, Stefano Pioli, si è presentato a commentare la gara giocata a Napoli dalla sua squadra. A intervistarlo era Massimo Ugolini, che prima gli ha posto una domanda sul rendimento generale della squadra e poi gli ha sollecitato un commento sulla prestazione di singoli come Chiesa e Simeone. A quel punto è intervenuto Alessandro “Billy” Costacurta, per fare una rimostranza. Si è lamentato del fatto che Pioli parli sempre dei singoli, “anche perché Ugolini gli ha chiesto dei singoli”. Che stile, Billy. Non pago di svolgere in modo men che mediocre il ruolo di opinionista, adesso pretende pure d’impartire lezioni di giornalismo a un giornalista. Che dal canto suo non replica perché non può farlo. Né fanno la mossa di difenderlo Ilaria D’Amico, ormai troppo impegnata a fare il faccione da schermo sullo sfondo dello studio televisivo di Giovanni Floris, né Paolo Condò, che quando ha preso la parola ha sfoderato il suo migliore accento triestino per parlare di “palloni recuperati ahllthi”. Coraggio amici di Sky, il peggio deve ancora venire.