Estero
04 Giugno 2024

666 Partners

Perché gli Ultras dello Standard Liegi (e non solo loro) vogliono l'allontanamento della holding americana?

Inoltre faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla loro mano destra o sulla loro fronte, e che nessuno potesse comperare o vendere, se non chi aveva il marchio o il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, perché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.

Ap 13:16-18

Il numero della bestia, scrive Giovanni nel libro dell’Apocalisse, è il 666. La cifra è chiaramente simbolica, e secondo la gran parte degli esegeti rimanda per difetto al 7 (777), numero del candelabro ebraico e della perfezione (come i giorni della Creazione, ad esempio) cosmico-divina.

777 è il numero col quale abbiamo imparato a conoscere “i grandi che hanno preso i piccoli”, o “i ricchi che hanno preso i poveri” nel mondo del calcio: Partners è il suo nome. Trattasi di una società d’investimenti privata americana con sede a Miami, che di giorno fattura e di notte si diverte a fare i conti (anche) col mondo del calcio, col quale ha a che fare da anni in quanto proprietaria di alcuni prestigiosi club – tra cui, qui da noi in Italia, il Genoa.

Parliamo di una realtà dai tratti quantomeno sfumati – per non dire misteriosi – e già al centro di diversi scandali e accuse, ma che negli ultimi sei mesi ha palesato difficoltà economiche tali da finire al centro del dibattito giornalistico. Oltre ad essersi ritirata dalla corsa all’acquisizione dell’Everton, la holding americana si è trovata a fare i conti con le veementi proteste dei tifosi dello Standard Liegi, una delle società di cui è proprietaria. Un caso emblematico da cui partiremo, per risalire a ritroso e fare chiarezza sull’universo 777 Partners.

Quello che avevano annunciato sui propri canali social, l’hanno poi fatto per davvero, i tifosi dello Standard Liegi: avevano promesso che ci sarebbero state delle conseguenze a margine della partita di campionato che la loro squadra si apprestava a disputare contro il Westerlo. Come ha spiegato Valerio Moggia su Ultimo Uomo, “non si [è trattato] dell’ennesima ‘follia ultras’, come dicono i giornali in questi casi: chi conosce bene cosa sta accadendo a Liegi sa che questo comportamento è tutt’altro che irrazionale o immotivato. La società sta annegando nei debiti, da circa sei mesi non vengono pagati i partner commerciali e i fornitori, gli stipendi dei giocatori e dello staff subiscono ritardi, le ultime due sessioni di mercato sono state bloccate dalle istituzioni del calcio belga. E, come se non bastasse, l’attuale proprietà è accusata di essere in ritardo anche con i pagamenti dovuti per l’acquisto del club e dello stadio”.

Si poteva inizialmente pensare ad una protesta simile a quelle viste in Germania, con gli ultras tedeschi che, per impedire alla lega calcio del Paese di accordarsi con i fondi privati per la distribuzione dei diritti televisivi, erano riusciti ad interrompere diverse partite di Bundesliga lanciando in campo i più svariati oggetti (palle da tennis, perlopiù, ma anche monete di cioccolato). Parliamo di proteste tutto sommato pacifiche, seppur parecchio significative, considerato il coinvolgimento di tutti i gruppi organizzati della Bundesliga, che hanno avuto un risvolto reale (visto il ritiro degli accordi presi dalla Federazione).

In Belgio però l’“Ultras Inferno 1996”, il più importante gruppo organizzato dello Standard Liegi, nonché uno dei più caldi del Paese, è andato decisamente oltre il limite della “pacifica contestazione” attuando la protesta più clamorosa della storia del calcio locale.

Gli ultras si sono dati appuntamento intorno alle 17 nel centro sportivo del club, con l’obiettivo di impedire alla squadra di partire per giocare la partita contro il Westerlo. Un tentativo che non è stato esente da resistenza non solo verbale ma fisica da parte dei tifosi. Alla richiesta del Ceo della società Pierre Locht di farsi da parte, gli “Ultras Inferno” hanno risposto con un lancio di petardi contro il pullman della squadra.

777 partners
Le proteste dei tifosi dello Standard allo stadio nei mesi scorsi

Ovviamente il club è stato costretto a risarcire economicamente gli operatori televisivi (in questo caso Eleven Sports, che detiene i diritti televisivi del campionato), e anche squadra e tifoseria avversari, nonché la Lega calcio belga, mentre il match è stato rinviato a data da destinarsi.

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