Carrello vuoto
Calcio
4 Marzo

Vero nueve

Gezim Qadraku

22 articoli
La rinascita di un ruolo storico per il calcio (italiano). Dopo le esplosioni di Petagna con l'Atalanta e di Belotti con il Torino è arrivato il momento di Alberto Cerri, classe 1996.

Durante l’ultimo ventennio il ruolo della prima punta è stato protagonista di un’enorme evoluzione, sia dal punto di vista tecnico che posizionale. Tornando indietro fino alla fine degli anni novanta, ricordiamo come le squadre più importanti presentassero un reparto offensivo composto da una seconda punta di movimento e un centravanti statico, il cui ruolo era quello di buttarla dentro e basta. Uno dei migliori interpreti è stato Trezeguet, capace di trascorrere partite intere senza toccare mezzo pallone, per poi deciderle con un tap in dei suoi. L’emergere di giocatori sempre più tecnici e dotati di buona visione di gioco ha fatto sì che i centravanti spostassero il loro raggio d’azione fuori dall’area, diventando parte attiva del gioco, senza però dimenticare il loro compito, fare gol. In questo caso l’esempio eccellente è Zlatan Ibrahimovic, che nell’Ajax preferiva divertirsi a fare il giocoliere lontano dalla porta e una volta arrivato alla Juventus – grazie a Capello – diventò una macchina da gol. Successivamente è cominciato il periodo dei due alieni, Messi e Ronaldo, che ad inizio carriera trovarono sugli esterni la loro posizione migliore, ma con gli anni hanno finito per accentrare il loro raggio d’azione. Nonostante nessuno dei due abbia le caratteristiche da centravanti puro, sono riusciti ad avere medie gol mostruose.

David Trezeguet con la maglia della Juventus, dove ha segnato 138 goal in 245 presenze
David Trezeguet e la Juventus: 138 goal in 245 presenze dal 2000 al 2010

Fu Guardiola ad avere la brillante idea di spostare l’argentino nel ruolo di punta centrale, dando vita al falso nueve (modello poi seguito un po’ in tutta Europa, complice il contemporaneo cambiamento del modo di giocare della maggior parte delle squadre). La moda del falso nueve non si è spenta e ancora oggi permette a diversi allenatori di avere un’arma in più o di risolvere problematiche impreviste, come è capitato al Napoli dopo l’infortunio di Milik, con l’utilizzo di Mertens come terminale centrale del tridente. Contemporaneamente però, l’Italia sta cercando di riportare in auge uno dei suoi punti forti per eccellenza, il numero nove, la prima punta per antonomasia. Se Belotti ormai è una splendida certezza e Petagna sta trasformando in oro la fiducia che l’Atalanta ha riposto in lui, il calcio azzurro può già vantare un loro possibile erede. Stiamo parlando di Alberto Cerri, classe 1996. Il ragazzo è cresciuto in una famiglia di sportivi. Il nonno materno, Ercole Gualazzini, è stato un ciclista a livello professionistico, capace di vincere tappe al Giro d’Italia, alla Vuelta e al Tour de France. Il padre un giocatore come il figlio; cresciuto nel settore giovanile del Parma, proseguì la sua carriera nei campionati dilettantistici.

Alberto Cerri all'esordio in Serie A, con la maglia del Parma
Alberto Cerri all’esordio in Serie A, con la maglia del Parma

Alberto ha soli dieci anni quando viene prelevato dalla società ducale, cresce e si forma nel settore giovanile, dove ha medie realizzative spaventose. Fondamentale in quel periodo è l’enorme divario fisico nei confronti degli avversari, il ragazzo è troppo alto e possente, risulta impossibile provare a fermarlo. In alcune immagini fa quasi tenerezza, un adolescente che cerca di gestire quel corpo così imponente. La crescita prosegue nel migliore dei modi, a suon golo, una marea. Naturalmente il colpo di testa è la sua specialità, ma anche con i piedi può dire la sua. Calcia con entrambi, e se con il sinistro – il piede debole – si concentra più sulla potenza, con il destro mette in mostra una tecnica da non sottovalutare. Un fisico del genere comporta certamente anche una non eccelsa velocità e una mancanza di rapidità nel breve, ma sono tutte caratteristiche che si possono allenare e migliorare.

Quando non è vicino alla porta, sa comunque come rendersi utile
Quando non è vicino alla porta, sa comunque come rendersi utile

Il termine più utilizzato in questo caso è quello di predestinato, ma non si può fare altrimenti parlando di un ragazzo che a soli sedici anni fa il suo debutto in Serie A, in un Parma-Pescara del 2013. Di certo quel giorno non si era immaginato che la sua prima rete nel massimo campionato sarebbe arrivata proprio con la maglia degli abruzzesi. Dopo aver mostrato a tutta Italia il suo nome, continua la sua crescita nella primavera del Parma, con la quale nella stagione successiva conquista i primi importanti riconoscimenti individuali. Al torneo di Viareggio Cerri vince la classifica cannonieri, con sei gol in quattro partite, e il premio di golden boy, miglior giocatore del torneo secondo la stampa. Raggiunta la maggiore età, Alberto è pronto per mostrare le sue potenzialità in prima squadra e così viene ceduto in prestito alla Virtus Lanciano in serie B. L’inizio è da sogno, quattro reti nelle prime sei partite. A fermare la fantastica partenza ci pensa un fastidioso infortunio al ginocchio, che costringe l’attaccante a fermarsi per più di due mesi. Dopo essere rientrato, fatica a ritrovare la forma e il posto da titolare. Il finale di quella stagione è un momento decisivo per la carriera del ragazzo: il Parma – la società proprietaria del suo cartellino – fallisce, e Paratici, direttore sportivo della Juventus, non si fa scappare un’opportunità del genere. La Vecchia Signora ingaggia uno dei migliori giovani in circolazione a parametro zero. Come prevedibile in questi casi, viene mandato in prestito a Cagliari, per disputare un altro anno di serie B. Totalizza più presenze rispetto all’anno passato, ma realizza soltanto 3 gol. Un’annata comunque importante per lo sviluppo del giovane, che aggiorna la sua bacheca con il titolo della serie cadetta.

 

“Nel periodo in cui sono stato aggregato alla prima squadra del Parma studiavo molto Amauri, era lui l’attaccante che più si avvicinava a me come caratteristiche. In generale, cerco di ispirarmi ai centravanti classici, come Toni. Non ho un solo modello, cerco di rubare qualcosa a tutti i migliori interpreti del ruolo”.

 

Anche per la stagione attuale il piano dei bianconeri è rimasto lo stesso, mandare il ragazzo in prestito ad una squadra di B – questa volta lo Spal – per permettergli di continuare a fare esperienza, così da arrivare nelle migliori condizioni possibili all’appuntamento con la serie A. Difatti Alberto si sente pronto quando il Pescara decide di ingaggiarlo a Dicembre. Il momento e la situazione sono delle peggiori, una squadra che non è riuscita a vincere neanche una partita nel girone d’andata e che è ormai destinata a retrocedere. Con Oddo in Panchina Cerri colleziona cinque presenze, ma tutte subentrando nel corso del match. Poi la svolta, l’arrivo di Zeman e la maglia da titolare. Il debutto dal primo minuto non poteva essere dei migliori: prima vittoria in campionato per gli abruzzesi e il primo gol in serie A per Alberto, con un importante zampino anche nell’autogol che sblocca la gara.

Cerri ('96, di proprietà della Juventus) con Caprari ('93, di proprietà dell'Inter) al Pescara
Cerri (’96, di proprietà della Juventus) con Caprari (’93, di proprietà dell’Inter) al Pescara

Del suo talento ne hanno beneficiato anche le nazionali giovanili azzurre, con numerose presenze per le selezioni under 17 e 19. Da due anni, ormai, Cerri fa parte della rosa dell’Under-21 allenata da Di Biagio, con la quale ha segnato il suo primo gol contro l’Andorra, fondamentale per la qualificazione all’Europeo di quest’anno. Una competizione che sarà sicuramente un ottimo palcoscenico, al quale dovrà cercare di arrivare nelle migliori condizioni di forma possibili e dimostrare tutto il suo potenziale. Ciò che colpisce maggiormente di questo giovane talento è l’umiltà e il comportamento dentro e fuori dal campo. Siamo sempre più abituati a leggere di giovanissimi che fanno il loro debutto in palcoscenici importanti, e poi lentamente sprecano il loro potenziale a causa di comportamenti non consoni. Molti di loro sembrano ossessionati dall’immagine, la loro attenzione è tutta per social network e pubblicità: la fama da personaggio, prima della gloria da calciatore. Alberto è invece uno di quei ragazzi con la testa sulle spalle, cresciuto in una famiglia seria; l’educazione prima di tutto, e la convinzione radicata e profonda che per arrivare in alto ci vuole la testa. Proprio come ci ha ricordato lui, con l’esultanza dopo il suo gol contro il Genoa. Testa, ci vuole testa.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Cultura
Annibale Gagliani
25 Maggio 2022

Enrico Berlinguer, il calciatore

Tra una passione autentica e la Juventus “comunista”.
Italia
Diego Mariottini
17 Maggio 2022

La Coppa UEFA tutta italiana della Juventus

Il primo trofeo bianconero in Europa, l'unico 100% tricolore.
Cultura
Francesca Lezzi
29 Gennaio 2022

Cossiga e lo stile Juventus

Il più bianconero tra i nostri Presidenti della Repubblica.
Italia
Marco Armocida
6 Gennaio 2022

La crisi della Juventus non può sorprendere

Analisi alla prima parte di stagione della Vecchia Signora.
Papelitos
Alessandro Imperiali
26 Dicembre 2021

Il caos plusvalenze e la figuraccia della federazione

Ci risvegliamo tutti sudati, come troppo spesso capita.
Recensioni
Marco Armocida
30 Novembre 2021

All or Nothing Juventus, o della crisi di identità

Che cosa ci ha detto la serie prodotta da Amazon.
Podcast
La Redazione
25 Novembre 2021

Zigo contro Zigo

Gianfranco Zigoni si confessa. Dall'odio per il calcio professionistico all'amore per l'oratorio, per i grandi campioni come Best, per gli amici Vendrame e De André.
Interviste
Gianluca Palamidessi
21 Novembre 2021

The TED Inside: tifare Roma uccide

Il vero tifoso non vince mai.
Ritratti
Alberto Maresca
14 Ottobre 2021

Fabian O’Neill, un altro bicchiere grazie

Brindiamo ai 48 anni (e al talento perduto).
Ritratti
Diego Mariottini
2 Ottobre 2021

Omar Sivori, l’anarchico

Sbattere in faccia al mondo il proprio talento.
Papelitos
Marco Armocida
30 Settembre 2021

L’Italia chiamò

La Juventus è tornata (italianissima).
Interviste
Leonardo Aresi
21 Settembre 2021

A tu per tu con Dino Zoff

Conversazione con il campione friulano.
Papelitos
Valerio Santori
15 Settembre 2021

Da Malmö a Malmö

Sta tornando la Juventus di Allegri?
Papelitos
Gianluca Palamidessi
12 Settembre 2021

Ronaldo è un sogno

E insieme un incubo.
Ritratti
Marco Metelli
29 Agosto 2021

Enzo Maresca il saggio

Un allenatore da seguire.
Papelitos
Marco Armocida
26 Agosto 2021

Ci vuole equilibrio

La stampa italiana e la sindrome da titolite.
Italia
Paolo Cammarano
10 Luglio 2021

Maurizio Sarri torna alle origini

La Lazio non è la Juventus, per sua fortuna.
Italia
Raffaele Scarpellini
23 Giugno 2021

Dal Pescara alla Nazionale

Immobile, Insigne e Verratti: da Zeman a Mancini.
Ritratti
Francesca Lezzi
21 Giugno 2021

Michel Platini, il re istrione

Lo spirito francese espresso nel campo.
Italia
Lorenzo Santucci
28 Maggio 2021

Sempre il solito Conte

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Ritratti
Gianluigi Sottile
24 Maggio 2021

Sami Khedira fuori dagli schemi

Si ritira un calciatore dall'intelligenza differente.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
16 Maggio 2021

Errare è umano, perseverare…

La classe arbitrale italiana ha bisogno di una rivoluzione.
Papelitos
Luca Pulsoni
3 Aprile 2021

Alla faccia della Superlega

La Juventus perde punti con le piccole e medie squadre.
Papelitos
Marco Armocida
13 Marzo 2021

È troppo facile prendersela con Cristiano Ronaldo

Da leggenda vivente a fardello il passo è in un click.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
10 Marzo 2021

L’identità non è un’opzione

Cosa ci ha detto l'eliminazione della Juventus.
Editoriali
Lorenzo Ottone
30 Gennaio 2021

Claudio Marchisio è l’influencer perfetto

Il poster boy che tutte le multinazionali vorrebbero.
Papelitos
Paolo Pollo
18 Gennaio 2021

Fuochi a San Siro

Inter v Juventus diventa il veglione di Capodanno.
Ritratti
Gianluigi Sottile
22 Dicembre 2020

La guerra di Mario Mandzukic

Un uomo contro lo spirito del suo tempo.
Editoriali
Lorenzo Ottone
18 Dicembre 2020

Il calcio liquido e la scomparsa del fattore identitario

Abituiamoci a tifare tutti la stessa squadra: magari una All Star europea.
Editoriali
Andrea Antonioli
30 Novembre 2020

La Juventus non doveva omologarsi

I rischi del voler diventare un “top club” a tutti i costi.
Calcio
Antonio Aloi
25 Ottobre 2020

Il falso nueve è un falso amico

Riscoprire l'importanza della punta di peso.
Editoriali
Lorenzo Santucci
5 Ottobre 2020

Serie ASL

Nell'anarchia legislativa ci si fa giustizia da soli.
Editoriali
Andrea Antonioli
7 Agosto 2020

Allegri, l’Italiano perfetto

Intelligente, pratico e anti-dogmatico, anarchico ma conservatore.
Papelitos
Niccolò Maria de Vincenti
20 Luglio 2020

Sarri alla Juventus è un problema estetico

Ogni aspetto del matrimonio tra Madama e il toscano è un fallimento.
Papelitos
Lorenzo Ottone
4 Luglio 2020

L’insostenibile inutilità del derby di Torino

La fine delle rivalità attraverso la stracittadina all'ombra della Mole.
Calcio
Diego Mariottini
30 Giugno 2020

Pruzzo faceva gol e se ne fregava del resto

Tra l'amore e la propria natura, scegliere comunque la seconda.
Calcio
Lorenzo Fabiano
19 Giugno 2020

Le rivoluzioni non si fanno a Torino

I bianconeri sono voce di palazzo, non urla di piazza.
Calcio
Diego Mariottini
29 Maggio 2020

Heysel, le voci di una strage

Trentacinque anni fa una delle più grandi tragedie del calcio italiano ed europeo.
Calcio
Lorenzo Ottone
25 Maggio 2020

Piero Gratton, il genio artistico del nostro calcio

La passione e la fede al servizio dell'estetica.
Storie
Gianluigi Sottile
16 Maggio 2020

Con Barzagli saluta il carattere italiano

L'importanza di preservare la nostra sacra arte difensiva.
Calcio
Niccolò Maria de Vincenti
8 Maggio 2020

Thierry Henry, immensamente bello

Il francese è stato soprattutto un miraggio estetico.
Calcio
Remo Gandolfi
9 Aprile 2020

Rodrigo Bentancur è un calciatore per caso

Ma ora è tra i centrocampisti più forti del pianeta.
Papelitos
Federico Brasile
29 Marzo 2020

La Juventus fa da esempio

I giocatori bianconeri hanno deciso di tagliarsi lo stipendio.
Ritratti
Alberto Maresca
25 Marzo 2020

Felipe Melo, il mastino incompreso dal cuore d’oro

Controritratto del Comandante, rinato in Brasile e popolare come non mai.
Calcio
Federico Brasile
6 Marzo 2020

Agnelli, era meglio tacere

Il presidente bianconero ha in testa un modello di calcio esclusivo, elitario e antidemocratico.
Ritratti
Alberto Fabbri
1 Marzo 2020

Giuseppe Meazza, il divo dai piedi d’oro

Alla scoperta di Peppìn, icona nerazzurra e monumento del calcio nazionale.
Editoriali
Lorenzo Santucci
1 Marzo 2020

Si scrive Serie A, si legge WWE

Il rinvio delle partite è la decisione tardiva di un sistema ipocrita.
Calcio
Gianluigi Sottile
18 Febbraio 2020

Giorgio Chiellini è la Juventus

Il rientro del capitano è cruciale per i bianconeri.
Calcio
Diego Mariottini
17 Febbraio 2020

Ciro Immobile non è pop

Eppure in Europa segna nettamente più di tutti.
Calcio
Federico Brasile
4 Febbraio 2020

Quella vecchia volpe di Rocco Commisso

Come non amare il funambolico e spettacolare patron viola?