Papelitos
02 Aprile 2019

Andreazzoli e i pochi ma buoni

La sala stampa deserta per le parole di Andreazzoli denota mancanza di professionaità, maleducazione, superficialità: scegliete voi cosa mettere prima.

Che poi non si capisce nemmeno perché meravigliarsene più di tanto, di tale indifferenza verso il non attraente. Una persona che non attrae non può piacere, viene snobbata. Può risultare simpatica, così come lo è stata la provocatoria battuta di Andreazzoli, rivolta più a se stesso che al pubblico che lo attendeva in sala stampa.

“È già passato Allegri? Ah ecco perché non c’è più nessuno… Pochi ma buoni, eh!”.

Piuttosto si dovrebbe dire pochi e professionali. Il giornalismo ha trasformato la maggior parte dei suoi caratteri negli ultimi decenni, salvo uno (in teoria): quello di informare, che poi è la sua funzione primaria. Ebbene quei tanti giornalisti che si sono alzati da tavola ancor prima che la cena fosse terminata, oltre ad essere maleducati, sono anche lavoratori svogliati. Perché raccontare la cronaca risulta noioso, meglio lo scoop. Meglio celebrare l’ennesima promessa del calcio italiano, più interessante sapere se la squadra, quella blasonata (qualunque essa sia), sia pronta o meno per la grande sfida che l’attende da qui a due settimane, o interrogare il mister su come stia quel giocatore che da più di un mese non si vede e non si sente rispetto ad un’analisi seria della partita.

 

Posti vuoti ne abbiamo?

 

Insomma, meglio la cornice che il quadro. L’essenza è diventata fuffa mentre il contorno, che pure è importante nella vita, è ciò che manda avanti la carretta. Il giornalismo sportivo si sta rovesciando: la narrazione della realtà, costruita con il sudore delle parole, con la gavetta, con il rispetto, sta piano piano per essere gerarchicamente superata dall’inutile e becera notizia che fa audience. Quello che dice l’Andreazzoli di turno, alla fine, non interessa a nessuno. O a pochi.

 

E pace per quei tifosi che avrebbero avuto piacere nell’ascoltare il mister in conferenza stampa, loro pur essendo in A fanno un campionato di Serie B – in una la lotta per la salvezza che viene puntualmente snobbata ma che da qualche anno, nel nostro campionato, è diventata più avvincente di quella per il vertice. “Ci vuole rispetto”, li ha rimproverati Allegri due giorni dopo e questo verrà scritto, ci possiamo giurare, perché l’ha detto l’allenatore della squadra importante.

 

Ci è voluto Allegri per bacchettarli

 

Qualcuno dei presenti è rimasto e si è giustificato sostenendo che questa fosse una polemica sterile, perché lo vuole la prassi e non soltanto nei confronti di una squadra di bassa classifica. E qui la situazione peggiora ancora: il ridicolo si tocca nel momento in cui non si vuole vedere in faccia la realtà, e la si prova a giustificare con una abitudine alla maleducazione sempre più “accettata”.

 

Le prime file vuote ricordano l’ora dell’interrogazione a scuola, ma in sala stampa si doveva trattare di un incontro tra professionisti. E giustamente di questo si è trattato: di professionisti seri che si sono scambiati quattro chiacchiere. “Pochi, ma buoni”. Ed allora siamo noi a chiedere scusa ad Andreazzoli, con la promessa che la prossima volta noi, giornalisti, non faremo sega.

SUPPORTA !

Ormai da anni rappresentiamo un’alternativa nella narrazione sportiva italiana: qualcosa che prima non c’era, e dopo di noi forse non ci sarà. In questo periodo abbiamo offerto contenuti accessibili a tutti non chiedendo nulla a nessuno, tantomeno ai lettori. Adesso però il nostro è diventato un lavoro quotidiano, dalla prima rassegna stampa della mattina all’ultima notizia della sera. Tutto ciò ha un costo. Perché la libertà, prima di tutto, ha un costo.

Se ritenete che Contrasti sia un modello virtuoso, un punto di riferimento o semplicemente un coro necessario nell'arena sportiva (anche quando non siete d’accordo), sosteneteci: una piccola donazione per noi significa molto, innanzitutto il riconoscimento del lavoro di una redazione che di compromessi, nella vita, ne vuole fare il meno possibile. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo.

Sostieni

Gruppo MAGOG

Lorenzo Santucci

44 articoli
Caro Romelu, non funziona così
Papelitos
Lorenzo Santucci
31 Dicembre 2021

Caro Romelu, non funziona così

Troppo facile giurare adesso amore eterno.
La normalità di Simone Inzaghi
Calcio
Lorenzo Santucci
28 Novembre 2021

La normalità di Simone Inzaghi

L'allenatore dell'Inter non fa notizia, ed è un bene.
DAZN fa rima con disperazione
Papelitos
Lorenzo Santucci
09 Novembre 2021

DAZN fa rima con disperazione

Tolta la concurrency.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Tifa, consuma e crepa
Calcio
Alberto Fabbri
07 Agosto 2019

Tifa, consuma e crepa

L'umiliazione fisica e morale del tifoso.
Giulio Andreotti intervistato da Gianni Brera
Recensioni
La Redazione
20 Dicembre 2017

Giulio Andreotti intervistato da Gianni Brera

Da un'intervista del 1983.
Silvio Baldini, il calcio è identità non soldi
Interviste
Federico Cenci
12 Maggio 2019

Silvio Baldini, il calcio è identità non soldi

Pochi ori, tanti allori.
Pierluigi Casiraghi aveva due palle così
Calcio
Remo Gandolfi
28 Dicembre 2019

Pierluigi Casiraghi aveva due palle così

Contro-storia di Pierluigi Tyson Casiraghi
Storia d’Italia ai tempi del pallone
Recensioni
Luigi Fattore
03 Luglio 2019

Storia d’Italia ai tempi del pallone

Un album dei ricordi, tra le parole di Darwin Pastorin e le illustrazioni di Andrea Bozzo, che recupera il lettore a una dimensione pallonara sconosciuta al mondo di oggi.