Carrello vuoto
Altri Sport
9 Novembre

ATP Finals di Londra: una guida

Davide Truglio

1 articoli
Murray, Djokovic, Wawrinka, Raonic, Nishikori, Cilic, Monfils e Thiem: sono loro i tennisti qualificati alle ATP World Tour Finals di Londra, l'ultimo torneo della stagione. Il risultato è tutt'altro che scontato.

Murray, Wawrinka, Nishikori e Cilic da una parte (nel Gruppo McEnroe) e Djokovic, Raonic, Monfils e Thiem (Gruppo Lendl) dall’altra: il 13 novembre prendono il via le Atp World Tour Finals, il torneo riservato ai primi otto tennisti al mondo, l’unico in cui vige la particolare formula del round robin (cioè una fase a gironi che precede quella ad eliminazione diretta). Sotto il tetto dell’elegante O2 Arena di Londra, i migliori otto (anzi, per dovere di cronaca, i migliori sette e Dominic Thiem, sostituto dell’indisponibile Rafael Nadal) si sfidano per uno dei titoli più importanti della stagione tennistica. Oltre a Rafael Nadal, sarà assente anche Roger Federer, fuoriuscito dalla top-10 (dopo quattordici anni ai vertici del tennis mondiale) a causa dei noti problemi fisici. Si preannuncia, comunque, un’edizione di grande interesse, con alcuni tennisti chiamati al riscatto (su tutti, nemmeno a dirlo, Novak Djokovic) ed altri a confermare quanto di buono fatto nelle recenti apparizioni.

 

 

andy-murray-cropped_18b7p83tale3n1uo3psebvdewr
1. Andy Murray

Dopo una lunga rincorsa – gli anni all’ombra dei successi di Federer, Nadal e Djokovic, l’appartenenza ai Fab Four simile a quella di Ringo Starr nei Beatles – Andy Murray ha scalato la montagna: è il nuovo numero uno al mondo. Poco importa se quest’anno Murray ha vinto solo uno Slam (certo il più prestigioso, sui verdi prati di Wimbledon) e perso due finali (a Parigi e Melbourne, contro Djokovic), il premio per la costanza di rendimento è infine arrivato. Il ritorno di Lendl sulla panchina dello scozzese ha subito portato i risultati sperati: da giugno Murray ha vinto sette dei nove tornei a cui ha partecipato (Giochi Olimpici inclusi). Il tennis di Murray magari non entusiasma i puristi della racchetta (Adriano Panatta lo ha recentemente definito «un orrendo pallettaro», sottolineando come Murray troppo spesso prediliga una tattica attendista), ma il ragazzo di Glasgow oltre ad una invidiabile condizione atletica è stato dotato da Madre Natura di un rovescio (bimane) chirurgico e di un tocco fuori dall’ordinario che gli hanno permesso di raggiungere questo importante traguardo. Un successo alla O2 Arena (dove non ha mai superato le semifinali) sancirebbe in definitiva l’inizio del nuovo regime: quello del quarto incomodo che non si è mai arreso.

 

 

djokovic-usopen-2016-monday
2. Novak Djokovic

La macchina perfetta è andata in avaria. RoboNole, il prototipo ideale del tennista moderno, il cannibale pigliatutto, l’indiscusso numero uno al mondo, non è più tale. Eppure, fino a metà stagione, Novak aveva vinto (quasi) tutto quello che si poteva vincere: Doha, Australian Open, Indian Wells, Miami e Madrid. Le partite di Djokovic sembravano riprese di un videogame, in cui il tennista non sbaglia mai e chiude gli scambi con un irrealistico colpo vincente. Nole, così, trionfa anche a Parigi, centrando l’agognato successo nell’unico Slam assente nella ricca bacheca del serbo (e ottenendo, quindi, il Career Grand Slam). All’improvviso e inaspettatamente, però, qualcosa si rompe: a Wimbledon viene travolto dal bombardamento di Sam Querrey, vince a Toronto ma è normale amministrazione, ai Giochi Olimpici di Rio esce in lacrime dalla sconfitta contro il redivivo Del Potro, perde la finale di Flushing Meadows con Wawrinkaa Shanghai cede al regolarista Bautista-Agut e, infine, si arrende (per la prima volta dopo quattordici incontri) dinnanzi a Cilic, scivolando al secondo posto del ranking. Intanto c’è qualche intoppo anche nella vita fuori dal campo: il matrimonio sembra scricchiolare (dopo alcuni scatti rubati che ritraggono il campione di Belgrado in compagnia di un’attrice di Bollywood) e Djokovic assume un “guru” per ritrovare sé stesso. Campione in carica del torneo londinese, Nole ha bisogno della quinta vittoria consecutiva per scacciare una crisi sempre più evidente.

 

 

aaguilar_2016_us_open_wawrinka_20160903_0035final_
3. Stan Wawrinka

Stanimal lo ha fatto ancora: ha pescato le (due) settimane di grazia, in cui la testa ordina al braccio di tirare forte (o, meglio, fortissimo) e vicino alle righe e nessuno riesce a star dietro alla violenza dei suoi colpi (servizio, dritto, rovescio a una mano, da qualsiasi posizione del campo Stan può generare vincenti). Aperta la stagione coi successi a Chennai e Dubai, il trentunenne svizzero si è imposto anche in patria, sulla terra dell’ATP 250 di Ginevra. Ma il vero capolavoro Wawrinka lo ha messo a segno nello Slam a stelle e strisce: scampato miracolosamente alla (prematura) eliminazione contro il sorprendente Evans, il villain di Losanna ha piegato sotto i suoi robusti colpi Del Potro, Nishikori e (in finale) Novak Djokovic. Nel confronto di stili col serbo, Wawrinka ha estratto dal cilindro diversi conigli, surclassando l’inerme Djokovic e vincendo il terzo (meritato) trofeo dello Slam in altrettanti anni. Prima l’Australian Open, dopo il Roland Garros e adesso lo US Open, con una Coppa Davis (conquistata insieme all’amico/rivale Roger Federer) in mezzo: il trionfo alle ATP Finals potrebbe essere la ciliegina sulla torta di una carriera finalmente all’altezza delle aspettative.

 

 

2-225
4. Milos Raonic

Il gigante ha lanciato la sfida agli dei all’Olimpo. Il ragazzone canadese nato a Podgorica, centonovantesei centimetri per novantotto chili, è reduce dalla miglior stagione della carriera, condita dalla prima finale Slam e il raggiungimento della quarta piazza del ranking. Grazie all’ingresso di Carlos Moya nel proprio team (a cui ha fatto seguito, a metà anno, quello di John McEnroe), Raonic è riuscito a migliorare alcuni fondamentali aspetti del proprio gioco: un servizio più vario la cui lettura risulta sempre più difficile per gli avversari e un più accorto uso del back di rovescio per difendersi o per presentarsi a rete (ben coperta grazie all’importante mole). In stagione, Raonic si è aggiudicato un solo torneo (l’ATP 250 di Brisbane) ma il risultato più eclatante è arrivato a Wimbledon, dove la vittoriosa rimonta ai danni di Federer gli ha permesso di accedere alla finale. Però, nel momento topico, è stato costretto a fare i conti con la risposta di Andy Murray, capace di mettere in crisi persino il micidiale servizio del canadese (che, infatti, si è arreso in tre set). Come (troppo) spesso in passato, il fisico ha presentato un oneroso conto e nelle ultime uscite i problemi alla schiena hanno condizionato il rendimento di Raonic, mettendone a rischio persino la partecipazione alle ATP Finals.

 

 

maxresdefault
5. Kei Nishikori

Nella foto con gli altri partecipanti, Kei Nishikori sembra Gulliver nel paese dei giganti. Il ventiseienne giapponese, alto 178 centimetri (ben al di sotto della media dei colleghi professionisti), compensa la mancanza di potenza con una straordinaria rapidità negli spostamenti e un incredibile timing sui colpi da fondo (in particolare con l’efficacissimo rovescio bimane). Nonostante i progressi tecnici riguardanti tutti gli aspetti del proprio gioco, Nishikori deve ancora migliorare l’incisività della seconda di servizio e registrare il dritto nei momenti di tensione. In stagione Nishikori ha vinto un titolo (il solito, a Memphis) e perso quattro finali (le più dolorose ai Master1000 di Miami e Toronto), ma soprattutto ha regalato al suo Giappone la medaglia olimpica di bronzo. Nella carriera del ventiseienne nipponico manca ancora l’acuto che ne consegni (fuori dal Giappone, dove è considerato alla pari di una divinità) le gesta alla storia del tennis, per raggiungerlo serve un ulteriore salto di qualità, sia nella tecnica che nel fisico. Oggi appare poco probabile che possa colmare la differenza che lo separa dai primi della classe e alle ATP Finals non parte con i favori del pronostico, ma sarà senza dubbio pronto ad approfittare di eventuali débâcle dei più attrezzati avversari.

 

 

g_210116_monflis_getty_10
6. Gael Monfils

Nella stagione dei trent’anni, Gael Monfils – il saltimbanco del tennis mondiale, la speranza (disattesa) dei francesi di poter riconquistare la Coppa dei Moschettieri – è finalmente diventato adulto. L’annata sportiva del tennista parigino dalle evidenti origini caraibiche è stata caratterizzata da una inusuale continuità di prestazioni e risultati: appena quattro eliminazioni al primo turno, l’affermazione a Washington, le finali a Rotterdam (rimontato da un furioso Klizan) e Montecarlo. Nell’estate americana il breakdancer prestato al tennis si è espresso ai suoi massimi livelli: ottime percentuali al servizio, capacità difensive fuori dalla norma e accelerazioni al fulmicotone per deliziare il pubblico; raggiunge anche la semifinale a Flushing Meadows ma perde (per la quindicesima volta in quindici sfide) contro la sua nemesi Novak Djokovic, in una partita sui generis (tra i fischi del pubblico e un set vinto snaturando il proprio gioco) di cui solo Gael è capace. Monfils ha dunque raggiunto l’equilibrio che è mancato nel corso della sua decennale carriera ad alti livelli, senza sacrificare troppo quei colpi estemporanei fondamentali per un tennista che in campo si diverte e ama divertire; per imporsi alle ATP Finals, però, servirà qualcosa in più di uno spettacolare tweener.

 

 

cincinnati-2016-final-cilic
7. Marin Cilic

«Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati»: dopo tre anni, il croato Marin Cilic mette fine alla collaborazione col pigmalione Goran Ivanisevic, l’idolo di gioventù che lo ha accompagnato verso la conquista del primo (e finora unico) Slam. L’annuncio della separazione arriva dopo una prima parte di stagione non esaltante, due finali ATP (entrambe perse) in tornei di secondo piano e la clamorosa sconfitta al primo turno del Roland Garros contro il mediocre Trungelliti. Il destino vuole che Wimbledon sia ancora una volta cruciale per Ivanisevic: è l’ultimo torneo vissuto sulla panchina di Cilic, in cui quest’ultimo annichilisce – per due set e mezzo – Federer, prima di tornare succube della paura di vincere (perderà al quinto, avendo sciupato tre match point). Senza la sua chioccia, Marin spicca il volo: si aggiudica il primo Master 1000 della carriera, a Cincinnati, sommergendo Murray sotto una valanga di servizi e colpi vincenti (anche il dritto, il fondamentale storicamente meno sicuro, risulta letale per l’avversario). Cilic si presenta alle ATP Finals in grande fiducia, con un altro titolo (a Basilea, cemento indoor simile a quello londinese) in tasca, la finale di Coppa Davis all’orizzonte e la consapevolezza di poter battere chiunque.

 

 

GSTAAD,SWITZERLAND,01.AUG.15 - TENNIS - ATP World Tour, Suisse Open. Image shows Dominic Thiem (AUT). Photo: GEPA pictures/ EQ Images/ Pascal Muller - ATTENTION - COPYRIGHT FOR AUSTRIAN CLIENTS ONLY
8. Dominic Thiem

Il torneo di Vienna del 2011 sarà ricordato per l’ideale passaggio di consegne del tennis austriaco: Thomas Müster (ex numero uno al mondo e vincitore del Roland Garros), a 40 anni, torna in pista per mettersi alla prova (e/o per tirare su qualche soldo) ma impatta contro il diciottenne Dominic Thiem, alla sua prima vittoria ATP. Cresciuto sotto l’ala protettrice di Günter Bresnik, con cui ha effettuato il passaggio dal rovescio bimane a quello – sempre meno frequente nel tennis moderno – a una mano, e irrobustito dalle sapienti cure di Sepp Resnik (che alla palestra preferisce le corse nei boschi e le nuotate nei fiumi), l’imberbe ragazzino è oggi uno dei primi dieci tennisti al mondo. Con il suo gioco potente e aggressivo (per certi versi simile a quello di Stan Wawrinka), fondato su un solido servizio e due micidiali colpi a rimbalzo nonché una buona manualità a rete, nel 2016 il giovane austriaco si aggiudica quattro tornei su quattro superfici diverse. La bramosia di scalare la classifica lo ha portato a disputare ottanta partite, con l’ovvia conseguenza di arrivare sfiancato (nel fisico e nella mente) agli ultimi appuntamenti della stagione; è improbabile che Thiem possa invertire la rotta a Londra, ma in futuro sarà sicuramente uno dei più quotati per la vittoria.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Tennis
Vito Alberto Amendolara
13 Giugno 2022

L’erba di Matteo è sempre più verde

Berrettini al rientro trionfa a Stoccarda.
Ritratti
Luca Capponi
30 Aprile 2022

Boris Becker, sempre al massimo

Bum-Bum è stato il prodigio del tennis mondiale, ora è sull'orlo della bancarotta.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
18 Aprile 2022

Montecarlo tra terra, mare e cielo

Rivoluzione di costume ma soprattutto tecnica.
Interviste
Luca Capponi
23 Marzo 2022

Djokovic contro tutti

Intervista a Simone Eterno, autore di “Contro: vita e destino di Novak Djokovic”.
Tennis
Giulia De Agnoi
11 Febbraio 2022

Camila Giorgi, originale non risolto

La tennista, la modella, la donna.
Tennis
Diego Mariottini
2 Febbraio 2022

Fred Perry non è solo un marchio

Il più grande tennista britannico, allergico all'etichetta.
Tennis
Andrea Antonioli
18 Gennaio 2022

Djoko al massacro

Ammazzare il serbo e vivere felici.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
6 Gennaio 2022

Bruciamo le autobiografie sportive

Liberiamoci da questa piaga.
Tennis
Federico Brasile
4 Gennaio 2022

La legge di Novak

La trattativa Stato-Nole si chiude con la vittoria del serbo.
Tennis
Andrea Antonioli
14 Novembre 2021

Carlos Alcaraz, un selvaggio meccanico

Crudele e animalesco, venuto per sbranare il tennis.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
12 Novembre 2021

Musetti al rovescio

Lorenzo sta cercando di ritrovare se stesso.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
13 Settembre 2021

Djokovic è umano, dopo tutto

L'automa che si scoprì fragile.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
12 Settembre 2021

Vincere e sorridere come Emma Raducanu

La britannica è entrata nella storia vincendo gli U.S. Open partendo dalle qualificazioni.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
4 Luglio 2021

Amare la prima settimana degli Slam

Il cuore dei Major è la culla degli appassionati.
Tennis
Enrico Ricciulli
26 Giugno 2021

Juan Martìn Del Potro, eroe del popolo

Un gigante dal cuore d'oro che lotta per non arrendersi.
Tennis
Raffaele Cirillo
25 Giugno 2021

Pete Sampras contro il tempo

Essere il più grande ha le sue responsabilità.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
21 Giugno 2021

Matteo Berrettini non fa notizia

Il più forte tennista italiano si è imposto al Queen's.
Tennis
Andrea Antonioli
14 Giugno 2021

Il totalitarismo di Novak Djokovic

Nole contro tutti.
Tennis
Niccolò Maria de Vincenti
3 Giugno 2021

Osaka contro Osaka

Cosa ci dice la giapponese del tennis e del mondo contemporanei
Tennis
Filippo Peci
19 Aprile 2021

Maria Sharapova e lo spirito di gravità

La tennista russa è stata una grande promessa dello sport mondiale, mantenuta solo a metà.
Tennis
Jacopo Natali
7 Marzo 2021

Ivan Lendl, la classe al servizio della dedizione

Il primo tennista moderno, che ha trasformato un gioco in uno sport.
Tennis
Samantha Casella
16 Febbraio 2021

Quel genio pazzoide di John McEnroe

SuperBrat, il ribelle del tennis, compie 62 anni.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
8 Febbraio 2021

Lunga vita al Re

Roger Federer giocherà finché vuole.
Tennis
Francesco Albizzati
19 Gennaio 2021

Stefan Edberg era estetica allo stato puro

Un genio del tennis in giacca e cravatta.
Tennis
Edoardo Biancardi
4 Gennaio 2021

Sampras v Federer 2001: il re è morto

Wimbledon, campo centrale. Lunga vita al (nuovo) re.
Tennis
Andrea Crisanti
3 Gennaio 2021

Marat Safin non è uno di noi

L'uomo che visse una vita mille volte.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
14 Novembre 2020

Buona la prima, ma è solo l’inizio

Un altro record di precocità, che deve essere solo il punto di partenza.
Tennis
Marco Armocida
2 Novembre 2020

Andre Agassi e la morte del padre

Nel tennista americano si condensa la psicologia del Novecento.
Tennis
Andrea Crisanti
19 Ottobre 2020

Mario Fiorini, la modestia oltre la rete

Sacrificare i riflettori per la passione.
Tennis
Andrea Antonioli
7 Settembre 2020

Il tennisticamente corretto ha stroncato Djokovic

Ormai la narrazione ha superato la realtà.
Tennis
Niccolò Maria de Vincenti
31 Agosto 2020

Caravaggio, violenza e pallacorda

E di come l'antenato del tennis ha segnato la vita del genio.
Tennis
Paolo Pollo
29 Agosto 2020

Perché Djokovic non riesce a farsi amare

L'unico riconoscimento che manca al numero uno del mondo.
Tennis
Guido Dell'Omo
23 Agosto 2020

Match Point, o dell’essenza della vita

Il tennis e l'esistenza secondo Woody Allen: un intreccio di Fortuna e Volontà.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
12 Luglio 2020

Il nostro tennis è Rino Tommasi e Gianni Clerici

Una coppia da circoletto rosso che non potremo mai dimenticare.
Tennis
Niccolò Maria de Vincenti
6 Luglio 2020

Federer v Nadal 2008: il miglior incontro di sempre

4 ore e 48 minuti che hanno cambiato la storia dello sport.
Tennis
Lorenzo Ottone
3 Luglio 2020

Paolo Villaggio e lo sport come commedia sociale

Il ragionier Fantozzi alle prese con l'Italia sportiva.
Tennis
Niccolò Maria de Vincenti
24 Giugno 2020

Roma, maggio, il tennis

Gli Internazionali d'Italia si terranno a settembre, e sarà tutto diverso.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
29 Aprile 2020

Andre Agassi per vincere le tenebre

La vita stessa di Vegas' Kid è letteratura (sportiva).
Tennis
Diego Mariottini
23 Novembre 2019

Il glorioso principio di Boris Becker

Come il tedesco si impose, ancora minorenne, a Wimbledon nel 1985 da (quasi) perfetto sconosciuto. Le stimmate di un fuoriclasse della racchetta.
Tennis
Carlo Garzotti
11 Novembre 2019

Jannik Sinner è un predestinato

Jannik Sinner, classe 2001, è già più che una speranza per il tennis italiano.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
10 Settembre 2019

Quel genio maligno di Daniil Medvedev

O di come lo Zarevich è pronto a scalare il tennis mondiale: a modo suo, ovviamente.
Tennis
Andrea Antonioli
15 Luglio 2019

Solo Dio è con Djokovic

Il tennis come la vita è crudele, e a Wimbledon Novak Djokovic ha negato il lieto fine a Roger Federer.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
13 Luglio 2019

Federer-Nadal è poesia

Wimbledon, 12 luglio 2019: l'ennesimo atto di un'eterna sfida.
Tennis
Davide Bartoccini
15 Maggio 2019

Battle of Sexes

L'ossessione femminista per l'unfair competition scardinata da uno sbronzo crucco nel gennaio del '98. Karsten Braash, eroe per caso.
Ritratti
Nicola Ventura
6 Febbraio 2019

Giampiero Galeazzi

Bisteccone e la sua genuinità, una storia da raccontare.
Altro
Alessandro Mastroluca
18 Ottobre 2018

Un americano a Parigi

Vita, meriti sportivi e carattere di Jim Courier, l'esprit de finesse e galantuomo del tennis.
Tennis
Luca Capponi
11 Settembre 2018

Nick Kyrgios, il cocco di mamma

Un ragazzone incompreso che voleva solo giocare a basket.
Tifo
Gianluca Palamidessi
1 Agosto 2018

Casuals, ep. III: c’era una volta Londra

Dopo gli Skinhead e i Mods, solo il Casuals nella capitale.
Altri Sport
Niccolò Maria de Vincenti
16 Luglio 2018

Nole è tornato

Il serbo scaccia via i fantasmi e torna grande sull'erba di Church Road.
Tennis
Nicola Caineri Zenati
11 Giugno 2018

Roi Rafael XI et reine Simona: la Francia è vostra!

Infranto ogni record, Nadal resta imbattibile, e tra le donne trionfa finalmente Halep. Dietro di loro sorprese, sogni infranti, qualche delusione e tanto tanto buon tennis.