“Vinceremo, vinceremo, vinceremo il tricolor!” Così la Curva Schull ha salutato goliardicamente la squadra al termine dell’esordio sul parquet del Paladozza. E’ la seconda giornata di campionato e la neopromossa Fortitudo ha appena preso lo scalpo dei campioni d’Italia della Reyer Venezia. Dopo quattro quarti di estrema intensità e nervosismo, i gladiatori ospiti si sono arresi alla fame dei leoni biancoblu, di fronte ad un’arena che ha potuto riscuotere il suo tributo di sangue e sudore.

 

“La Effe è tornata a volare, il Palazzo esploderà..”

 

Già conquistati due punti nella tana dello storico nemico pesarese alla prima uscita, forse nemmeno il tifoso più ottimista avrebbe pronosticato un avvio così, ma d’altronde il carattere della banalità non ha mai fatto parte del corredo genealogico biancoblu, nel bene e nel male. Allora, trascorsa una decade tra un fallimento, una guerra (fredda) civile tra le anime del tifo, trasferte in palestre di licei e dispersi campetti di provincia, l’Aquila non poteva proprio riaffacciarsi alla massima serie senza far parlare di sé.

 

 

Al di là di quattro punti che rappresentano un prezioso propulsore per la corsa alla salvezza, la squadra ha mandato messaggi importanti ai propri sostenitori, tradizionalmente più sensibili al temperamento dei giocatori prima ancora che al risultato, ben consci della relazione causa-effetto che sovente lega il primo al secondo. Capitan Mancinelli conosce le insidie che si celano dietro ai facili entusiasmi, quindi non si dovrà abbassare la guardia durante un campionato lungo e dispendioso. Allo stesso modo, coach Martino dovrà confermarsi abile timoniere, quando le acque si agiteranno di fronte alle inevitabili e fisiologiche difficoltà.

 

Mani al cielo in Curva Schull, storico domicilio della Fossa dei Leoni (ilrestodelcarlino.it)

 

Per quanto riguarda gli ambienti societari invece, il presidente Pavani è chiamato a confermare sia la solidità economica del club, sia l’adeguatezza dell’intero apparato societario rispetto al nuovo livello, dopo alcuni passaggi a vuoto nelle precedenti stagioni. I fondi illimitati della gestione Seragnoli sono ormai relegati ad un onirico passato, quindi la Fortitudo dovrà stare attenta a conciliare bilanci e risultati. Trasparenza e serietà sono le doti richieste alla dirigenza dagli appassionati biancoblu, così come massimo impegno e dedizione alla canotta sono le qualità che devono dimostrare i giocatori.

 

 

A prescindere dalla categoria, negli ultimi vent’anni la Fortitudo ha sempre combattuto per i primi posti, quindi l’ambiente dovrà accettare un ridimensionamento degli obiettivi. Questa realtà appare inedita soprattutto per le nuove generazioni, che perciò dovranno temprare il loro carattere, difendendo i valori della tradizione della Effe scudata, quali fideistico senso di appartenenza e sostegno ad oltranza. Mentre sulla sponda bianconera del Reno “si spende e spande”, in biancoblu ci sarà da soffrire e stringere denti. Nessun timore: l’importante è ricordare sempre che Davide incontrerà Golia due volte a stagione (almeno, salvo sorprese).

 

“Ovunque ti seguirem, ovunque ti sosterrem..che sarà, sarà”

 

In conclusione, l’Aquila non vincerà davvero lo scudetto, ma senza dubbio il suo ritorno in massima serie sarà un beneficio per l’intero movimento. Mentre la qualità tecnica latita in campo, così come una strategia di valorizzazione e sviluppo del movimento da parte di Lega e Federazione, la sua presenza contribuisce a ravvivare l’interesse per la palla a spicchi italiana. Sebbene all’appello manchino Siena e Caserta, le ritrovate grandi piazze rendono accattivante il campionato dal punto di vista televisivo e non. Amici e soprattutto nemici sono pronti a confrontarsi con l’Aquila ed il suo seguito tanto sul parquet, quanto sugli spalti. Domenica a Varese è già una nuova battaglia, bentornata Fortitudo!

 

(foto di copertina di Valentino Orsini, www.fortitudo103.it)