Carrello vuoto
Estero
12 Settembre

A beautiful mind (and club)

Costruito sugli algoritmi, il Brentford sta scrivendo la storia del calcio.

Il Brentford, tornato in Premier League per la prima volta dal 1947 e capace di superare all’esordio l’Arsenal per 2 a 0, fa parte della sterminata galassia delle compagini londinesi approdate su grandi palcoscenici, e più precisamente figura come la sesta in prima divisione. Ci troviamo comunque ben lontani dalle luci glamour e patinate dei riflettori della Londra calcistica targata Chelsea, Tottenham o Arsenal. Parliamo infatti di una zona in cui ancora si respira la vecchia tradizione. Ogni isolato ha il suo pub di fiducia, per le strade sopravvivono imprese commerciali di stampo più o meno familiare, le attività sono in generale ancora caratterizzate da ritmi meno serrati. Più nello specifico si fa riferimento alla periferia ovest della capitale inglese, molto vicina all’enorme aeroporto di Heathrow, simbolo della selvaggia globalizzazione cittadina.

La squadra, fondata nel lontano 1889, non può contare su una bacheca ricolma di trofei, tutt’altro, ma fino a poco tempo fa era riconosciuta per l’iconico impianto da gioco, lo storico Griffin Park, adesso abbattuto per fare spazio all’ennesimo stadio all’ultimo grido. La sua iconicità era riferita al fatto che poteva contare su un pub per ogni suo angolo: ed è così che il The Griffin, il The Royal Oak, il Princess Royal ed il The New Inn, diventarono un vero e proprio ritrovo per ogni supporter delle bees (le api). Uno straordinario esempio per chi ancora non aveva capito cosa volesse dire tifare una squadra nella tradizione anglosassone e di come ora il tutto rischi di diluirsi gradualmente. In una parola, “comunità”: di fronte alle numerose sconfitte e alle scarne gioie che hanno contraddistinto la storia del Brentford, i suoi tifosi hanno sempre saputo di poter contare su un luogo in cui ritrovarsi ogni sabato a condividere una fresca pinta di birra con il fruttivendolo di fiducia o con l’insegnante dei propri figli.

brentford logo
Il simbolo di una comunità

La rivoluzione copernicana di Benham ha inizio in questo particolare contesto. Il protagonista della storia è un grande tifoso delle Bees, intenzionato a far diventare il club un vero proprio laboratorio dove poter testare le sue teorie manageriali. Laureato in fisica all’Università di Oxford nel 1989, Benham decide di specializzarsi in ambito finanziario, spendendo vent’anni nella Bank of America Corporation. All’alba del nuovo millennio, però, stanco dei ritmi forsennati a cui è costretto, si tuffa nel mondo delle scommesse sportive, entrando in Premier Bet. Grazie alla sua particolare formazione e dopo qualche anno di ambientamento, nel 2004 si mette in proprio fondando la Smartodds, una società di consulenze per il gioco d’azzardo che forniva modelli statistici.

In poco tempo Benham è in grado di diventare un player rilevante del settore, aumentando di anno in anno il proprio fatturato. Arrivati al 2007, quindi, con il Brentford in grave difficoltà economica inietta 700mila sterline nelle sue casse, con l’opzione che qualora non fosse stato ripagato interamente, Benham sarebbe divenuto il proprietario del club: cosa avvenuta dopo soli cinque anni. Non contento, fiutata la potenziale redditività del business calcistico, nel 2014 Benham espande le proprie mire anche sul campionato danese, divenendo azionista di maggioranza del FC Mitdjylland, vero turning point della nostra storia. Infatti è in questa circostanza che l’imprenditore inglese fa la conoscenza di un altro appassionato di numeri e statistiche, Rasmus Ankersen, ex giocatore e scrittore di “The Gold Mine Effect” (“l’effetto miniera d’oro”).


Il moneyball applicato al football


Come detto, l’acquisto del club danese diviene in poco tempo, per Matthew Benham, l’occasione di fare la conoscenza di una figura che già da tempo si occupava di data analysis. Una storia che ricorda il celebre film “Moneyball”, in cui Billy Beane, ex stella e poi general manager degli Oakland Athletics, si affida alle intuizioni di Peter Brand, brillante laureato in economia a Yale, e alle sue teorie rivoluzionare sullo studio dei giocatori.

Partiamo dalla metodologia usata da Benham per battere il sistema di scommesse. Puntando delle specifiche partite, infatti, l’inglese è in grado di calcolarne da solo le probabilità, per poi successivamente confrontarle con quelle applicate dai bookmakers: il guadagno, come ovvio, consiste nella differenza. Lo stesso sistema, Benham prova ad utilizzarlo sul Brentford. Detto altrimenti, Benham dedica tempo e risorse allo studio approfondito dei dati emergenti dagli expected goals. L’Incontro con Ankersen, già mosso da ottimi presupposti, diventa in poco tempo certezza di una proficua collaborazione.

In linea con una concezione di stampo americano, la prima mossa del duo, nel 2012, è quella di ingaggiare veri e propri professionisti del mestiere. Per i calci piazzati viene scelto Gianni Vio, mago da migliaia di schemi, che quest’estate ha fatto parte anche dello staff di Mancini, e Bartek Sylwestrak, addirittura un coach specializzato nel definire il miglior modo di calciare il pallone. Il secondo step è quello della ricerca di profili che rispondano a due differenti categorie: “abbiamo notato che sussistevano delle grandi inefficienze nel sistema classico di calciomercato, le squadre di solito pagavano molto di più un giocatore, così noi abbiamo sviluppato degli strumenti per cercare di valutarli nel modo più equo possibile”. In questo senso, la creazione di una classifica mondiale dei club in base agli expected goals (una follia a quanto pare remunerativa) è servita parecchio.


Le cifre del mercato del Brentford negli ultimi due anni. Spesa totale: £ 13.5 m, incasso £ 156 m per un totale di £ 142.5 m di entrate

L’altra curiosità deriva dall’eliminazione dell’Academy e dalla decisione di seguire quei calciatori che per un motivo o per un altro erano stati scartati dalle giovanili dei più importanti club inglesi. Seguendo il modello, in pochi anni il Brentford è riuscito a scovare dei talenti a prezzo di saldo rivendendoli a cifre molto più consistenti. Per citare i casi più eclatanti, troviamo Said Benrahma, ottimo trequartista che sta facendo le fortune del West Ham, Ollie Watkins, centravanti che a suon di gol sta aiutando l’Aston Villa a rimanere in Premier o James Tarkowski, roccioso difensore arrivato alla convocazione nella nazionale inglese.

Ad oggi, il rivoluzionario sistema adottato da Benham e Ankerseen pare avere tutti i crismi per essere vincente: un modello finanziariamente sostenibile che da un lato consente al club di costruire una rosa all’altezza di grandi palcoscenici, e dall’altro fa sì che quest’ultimo sia in grado di autofinanziarsi, tenendo i conti in ordine e con il segno positivo. Certo, l’eliminazione dell’Academy non è un bel messaggio, ma i conti parlano da soli. Servirà ancora qualche anno per giudicare il lavoro del duo conosciutosi nel 2012. Per ora, però, i tifosi del Brentford si godono la Premier.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Italia
Valerio Santori
22 Marzo 2022

Gli scudetti non si vincono (solo) col gioco

L'Inter di Inzaghi è troppo poco “sporca”.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
26 Febbraio 2022

La carne è forte, ma lo spirito è debole

Antonio Conte è sempre lo stesso, non i risultati della sua squadra.
Estero
Eduardo Accorroni
3 Febbraio 2022

Mikel Arteta è un maniaco del controllo

È lui il vero erede di Pep Guardiola?
Ritratti
Marco Armocida
3 Gennaio 2022

Momo Salah è un’icona vivente

Di sicuro in Egitto, probabilmente anche nel mondo.
Estero
Emanuele Iorio
21 Novembre 2021

Manchester United, una crisi lunga otto anni

Da Ferguson a Solskjaer, i colpevoli sono sempre gli stessi: Ed Woodward e i Glazer.
Estero
Eduardo Accorroni
20 Novembre 2021

Aaron Ramsdale, ovunque proteggimi

Il portiere dell'Arsenal è matto come un cavallo e forte come un leader.
Calcio
Gianluigi Sottile
1 Ottobre 2021

I campionati non valgono più nulla

Ormai, per le grandi squadre, è solo la Champions il metro della stagione.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
12 Settembre 2021

Ronaldo è un sogno

E insieme un incubo.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
30 Agosto 2021

C’era una volta il calcio inglese

Secondo Klopp e Solskjaer alcuni club giocano un calcio troppo duro.
Estero
Eduardo Accorroni
21 Agosto 2021

In Inghilterra c’è un razzismo di serie b

Quello nei confronti dei British Asian.
Editoriali
Andrea Antonioli
28 Luglio 2021

Umano, troppo umano

Walter Sabatini, una sintesi impossibile.
Editoriali
Valerio Santori
15 Luglio 2021

Gli Expected goals sono una cagata pazzesca

Il calcio dei Big Data ci inorridisce.
Cultura
Vito Alberto Amendolara
28 Aprile 2021

Il Manchester City è quello dei Gallagher

Noel e Liam: fratelli divisi da tutto, ma uniti dal City.
Estero
Luca Pulsoni
23 Aprile 2021

La Brexit nel calcio di Boris Johnson

Il primo ministro britannico ha deciso la partita.
Papelitos
Guglielmo Russo Walti
14 Aprile 2021

Le follie dell’imperatore

Le spese del City e l'obbligo di vincere la Champions.
Estero
Gianluca Palamidessi
13 Aprile 2021

La difesa è il miglior attacco

Il Chelsea di Tuchel lo dimostra.
Ritratti
Gianluca Palamidessi
30 Gennaio 2021

Dimitar Berbatov, il più elegante svogliato di sempre

Compie oggi 40 anni un gentiluomo del pallone.
Tifo
Alessandro Imperiali
8 Gennaio 2021

I tifosi del West Ham United tra storia e mitologia

Congratulations, you have just met the Inter City Firm.
Calcio
Lorenzo Solombrino
27 Dicembre 2020

Ancelotti ha stravolto l’Everton

Una squadra che si era rassegnata a galleggiare.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
24 Dicembre 2020

Più si gioca, meno si gioca

Un calendario sanguinoso che sta alterando il paradigma.
Storie
Simone Galeotti
21 Novembre 2020

L’Aston Villa è un pilastro del calcio inglese

Compie oggi 146 anni una squadra simbolo d'Inghilterra.
Papelitos
Federico Brasile
21 Ottobre 2020

Una Superlega made in JP Morgan

Sembra tutto pronto per la stretta degli oligarchi.
Ritratti
Mattia Curmà
9 Ottobre 2020

Mesut Özil, contraddire il talento

Gli assist in campo, gli autogol nella vita.
Calcio
Gianluca Palamidessi
30 Settembre 2020

Il Wolverhampton è più portoghese del Portogallo

La più grande magia del mago Jorge Mendes.
Basket
Giulio Armeni
26 Settembre 2020

Il dio del Basket non è il dio dei numeri

Se l'ansia da prestazione si nutre delle statistiche.
Ritratti
Emanuele Meschini
10 Settembre 2020

Jack Grealish unisce l’Inghilterra

Il capitano dell'Aston Villa e la nuova vecchia identità britannica.
Calcio
Lorenzo Solombrino
3 Agosto 2020

Burnley, Britishness and Brexit

La squadra più britannica della Premier rispecchia la città.
Calcio
Antonio Torrisi
14 Luglio 2020

La supremazia della Premier è un falso storico

Non è tutto inglese quel che luccica, anzi.
Ritratti
Lorenzo Solombrino
12 Maggio 2020

Robin contro Van Persie

Una carriera contraddittoria ma circolare, divisa tra estetica e ambizione.
Calcio
Niccolò Maria de Vincenti
8 Maggio 2020

Thierry Henry, immensamente bello

Il francese è stato soprattutto un miraggio estetico.
Recensioni
Gianluca Losito
26 Aprile 2020

Sunderland ‘Til I Die

La docu-serie sul Sunderland mette a nudo i demoni del calcio.
Calcio
Roberto Gotta
8 Aprile 2020

I Magpies vogliono la testa di Mike Ashley

Cronistoria del tormentato rapporto tra i tifosi del Newcastle United e il loro presidente.
Cultura
Enrico Leo
7 Aprile 2020

Arctic Monkeys e il calcio: Flourescent Adolescent(s)

Arctic Monkeys, Chris Waddle, Sheffield. Tra musica, dribbling ed emozioni.
Calcio
Remo Gandolfi
4 Aprile 2020

Bere Eddie Howe e ubriacarsi del Bournemouth

Il figlio più amato di Bournemouth sta scrivendo un romanzo calcistico.
Calcio
Lorenzo Solombrino
23 Marzo 2020

La crisi del West Ham United

I tifosi degli Hammers sono stanchi dopo anni di illusioni e prese in giro.
Storie
Roberto Tortora
18 Marzo 2020

L’ultimo Liverpool campione d’Inghilterra

Trent'anni di attesa, ma serve ancora qualche mese.
Calcio
Rudy Galetti
10 Marzo 2020

Vardy 33, l’anno della rinascita

L'attaccante del Leicester, attualmente capocannoniere della Premier, ha riscoperto le sue radici.
Calcio
Remo Gandolfi
6 Marzo 2020

Lo Sheffield United è troppo bello per essere vero

Una squadra di tifosi e vecchi amici sta scrivendo la storia della Premier League.
Ritratti
Gianluca Palamidessi
27 Febbraio 2020

Kevin De Bruyne, l’ultimo dei poeti

Un fenomeno introverso è sempre più il leader tecnico del Manchester City.
Ritratti
Vito Alberto Amendolara
15 Febbraio 2020

Robbie Keane, il fiore d’Irlanda

Il fallimento con la maglia dell'Inter ha privato il nostro calcio di un giocatore entusiasmante.
Papelitos
Lorenzo Santucci
22 Gennaio 2020

Nel calcio di oggi si giocano troppe partite?

Un problema comune, ma evidente in Premier League.
Calcio
Remo Gandolfi
19 Dicembre 2019

Duncan Ferguson

Ritratto del folle Big Dunc, scozzese di sangue, Toffees per necessità.
Calcio
Remo Gandolfi
20 Ottobre 2019

Manchester United v Liverpool. Crisi e gloria di una sfida eterna

Oggi come ieri. Alla crisi dei Red Devils risponde l'epoca d'oro dei Reds.
Ritratti
Lorenzo Solombrino
8 Ottobre 2019

Alan Shearer, dall’Inghilterra profonda

Simbolo non solo di Newcastle, ma di un'Inghilterra antica.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
12 Settembre 2019

Il tifoso del Manchester City sta morendo

Persone che diventano cose.
Papelitos
Umberto De Marchi
5 Luglio 2019

Buffon e la schiavitù dei record

La triste parabola di un ossessionato Gianluigi Buffon.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
13 Maggio 2019

Wonderwall

Al termine di una Premier League entusiasmante, la spunta il Manchester City.
Papelitos
Alberto Fabbri
9 Maggio 2019

La superiorità del Gioco

Ajax-Tottenham: la nostra definitiva resa di fronte all'imponderabilità del calcio.
Interviste
Alberto Fabbri
4 Aprile 2019

Nella culla del Football

Intervista all'autore Stefano Faccendini, impareggiabile appassionato di calcio inglese.
Calcio
Lorenzo Solombrino
5 Marzo 2019

Lo Sheffield United sta tornando

Sheffield è la città del football, e quest'anno lo United vuole tornare dove gli impone la storia.