Italia
17 Settembre 2022

Quel ramo del calcio di Como

Cos'ha in mente la presidenza più ricca d'Italia?

I fratelli indonesiani Robert Budi Hartono e Michael Bambang Hartono sono i due uomini più ricchi del loro Paese, oltre ad essere tra i 100 uomini più ricchi al mondo secondo l’annuale classifica dei miliardari stilata da Forbes, con un patrimonio personale stimato in oltre 40 miliardi di dollari. Sono anche a capo del Como, dove il calcio è tornato a splendere da qualche anno.


CHI SONO I PROPRIETARI DEL COMO


Dal 1963 sono i proprietari della multinazionale del tabacco Djarum (che avevano preso in eredità dopo la morte del padre), famosa per la produzione di sigarette aromatizzate, che da principale fonte di reddito è divenuta, a partire dagli anni Novanta, soltanto uno dei tanti rami del loro business. Subito dopo lo scoppio della crisi finanziaria asiatica del 1997, i fratelli riescono ad acquistare a prezzo stracciato la principale banca privata del Paese, la Bank Central Asia, ampliando notevolmente le loro attività commerciali. I fratelli Hartono acquistano così catene di supermercati, case di produzioni cinematografiche e servizi di streaming che hanno contribuito all’aumento esponenziale del loro (già imponente) patrimonio.

Tra le tante società di cui sono proprietari vi è anche la SENT Entarteinment Ltd (guidata dal manager statunitense Michael Gandler), azienda britannica attiva nel settore dei media e dell’intrattenimento, che nell’aprile del 2019 balza agli onori della cronaca sportiva italiana dopo l’acquisizione, appunto, del Como Calcio. Nel 2019 i lariani militano in Serie D e la società viene rifondata con il nome di “Como 1907”, dopo il fallimento di due anni prima.

Interrogato sui perché di un tale rischio d’impresa, Gandler risponde che la bellezza della città e dei suoi paesaggi erano una ragione più che valida per mettersi in gioco e risollevare il calcio in città: “Qui al di là dello stadio e della bancarotta c’è qualcosa di speciale. Quando sei seduto in tribuna e guardi le montagne, vedi quello che noi vediamo tutti i giorni, ville da milioni di euro nel panorama, ti siedi e vedi un’opportunità. Non vedi lo stadio rovinato, vedi un’opportunità. Qui c’è del potenziale perché Como è un posto da sogno e il sogno può diventare realtà”.

Come a voler certificare l’acquisizione, la SENT decide di produrre un documentario sul lavoro di Gandler nel Como, trasmesso poi anche da Dazn e intitolato non a caso Como-The American, in cui viene mostrato il lavoro dell’amministratore delegato alla prese con tutte le difficoltà nel gestire una squadra italiana reduce da due fallimenti: i tanti debiti da ripagare, i giocatori da acquistare e cedere, lo stadio Sinigaglia che cade letteralmente a pezzi, la diffidenza iniziale della tifoseria per la nuova proprietà, etc.

thierry henry como calcio
Thierry Henry, ultimo (in ordine di tempo) investitore e finanziatore del club. Riuscite a riconoscerlo quello che posa accanto a lui?

Il manager statunitense, in un’intervista rilasciata a La Provincia, sottolinea come il ritrovare la fiducia dei tifosi lariani sia stata una delle cose di cui è andato più fiero in assoluto: “Il risultato più bello è stato vedere crescere giorno dopo giorno la fiducia della gente. Siamo arrivati in un clima di generale di sfiducia, per ciò che è successo con la precedente proprietà straniera ed era normale che all’inizio anche noi venissimo percepiti con sospetto. Poi quegli sguardi diffidenti sono diventati sorrisi e pacche sulle spalle”.

Ho lavorato in una grande società come l’Inter ma lì è tutto diverso, il contatto con i tifosi non è così diretto. Qui invece esci a mangiare e te li trovi lì, e ci dialoghi, tasti l’umore. È una bella cosa.”

Sul campo la squadra, dopo un primo campionato anonimo, segnato anche dallo scoppio della pandemia, riesce a centrare la promozione in Serie B l’anno successivo, nella stagione 2020-21, vincendo il proprio girone con sette punti di vantaggio dall’Alessandria seconda classificata. Nello stesso anno c’è però un cambio importante ai vertici societari: Gandler viene rilevato dal suo incarico di dirigente della squadra dalla stessa SENT, che lo promuove ad un altro settore, e al suo posto gli subentra l’inglese Dennis Wise (l’uomo di cui sopra in foto).


DENNIS WISE, L’UOMO DEL COMO


Ex-calciatore, ex-allenatore, opinionista sportivo e ora dirigente per una squadra italiana di Serie B, la carriera nel mondo del calcio di Wise include praticamente ogni ambito possibile. Tra i migliori centrocampisti del calcio britannico di allora, un mediano rude negli interventi ma con buone qualità tecniche, è membro di spicco della Crazy Gang” del Wimbledon, squadra divenuta “leggendaria” per la violenza in campo e fuori di molti dei suoi tesserati (vi dice niente Vinnie Jones?). Wise spende però la maggior parte della carriera con la maglia dei Blues di Londra, con i quali da capitano alza al cielo trofei importanti come l’FA Cup nel 1997 e nel 2000, la Coppa delle Coppe nel 1998 e la Supercoppa Europea nello stesso anno: erano gli anni del Chelsea “italiano” di Vialli, Di Matteo e Zola.

wise chelsea como calcio

Dopo l’addio ai Blues nel 2001 (da capitano più vincente nella storia del club, superato poi da John Terry), gioca in cinque squadre diverse, senza troppo successo, appendendo gli scarpini al chiodo nel 2006, anche se da qualche anno aveva già iniziato la carriera da allenatore, alternata inizialmente a quella da calciatore.

Ma come è possibile che uno come Wise, con così poca esperienza nel ruolo sia diventato l’amministratore delegato del Como? In realtà Wise già lavorava da circa un anno per conto della SENT, in qualità di consulente tecnico, incaricato di fare da “ponte” tra i dirigenti della stessa società britannica e quelli del Como, in particolar modo per la scelta dei giocatori da acquistare. I suoi risultati sono così soddisfacenti da fargli guadagnare nel giro di poco tempo ad un ruolo dirigenziale molto più incisivo.


LO STELLARE CALCIOMERCATO DEL COMO


In questa sessione di mercato la presenza di Wise nei quadri societari lariani si è fatta sentire eccome. Soprattutto con l’ingaggio del “top player” in grado di esaltare la piazza: parliamo ovviamente dello spagnolo Cesc Fabregas, uno dei più forti centrocampisti degli ultimi 20 anni. Un giocatore del genere da queste parti non era mai passato, e non può dunque sorprendere l’accoglienza che i tifosi lariani gli hanno riservato una volta approdato nella loro città.

Si deve proprio a Dennis Wise l’arrivo del catalano in terra comasca: “Il Como ha un progetto a lungo termine ed era esattamente quello che volevo, ha detto Cesc Fabregas presentandosi ai tifosi. Il merito è di Dennis che mi ha fatto cogliere questa opportunità”, rimarcando anche la volontà di rimanere a giocare in Europa, rinunciando ai tanti soldi di campionati come la Mls statunitense: “La Mls non era nei miei piani, ci tenevo a restare in Europa, dove il livello è più alto; i soldi non sono mai stati una componente importante per me”.

Fabregas, che ha firmato un contratto biennale, rimarrà nella società anche dopo la fine della carriera calcistica, senz’altro come azionista ma forse anche come allenatore. A proposito di investitori, con ogni probabilità è stato ancora Wise a convincere un altro grande fuoriclasse ad entrare in società proprio in questo ruolo: si tratta di Thierry Henry, compagno di Fabregas all’Arsenal.

Quando la realtà supera la fantasia

Cesc Fàbregas a parte, il calciomercato comasco si è focalizzato maggiormente nel rinnovare i prestiti o acquistare definitivamente quei giocatori che la scorsa annata hanno avuto un rendimento soddisfacente, come nel caso del centravanti Alberto Cerri, miglior marcatore della squadra la scorsa stagione con 10 reti (in prestito per un’altra stagione dal Cagliari), l’esterno d’attacco Vittorio Parigini (in prestito dal Genoa) e il difensore cipriota Nikolas Ioannou (acquistato a titolo definitivo dal Nottingham Forest).

Due acquisti di livello per la categoria sono stati comunque realizzati, e sono entrambi centravanti: Leonardo Mancuso, in prestito dal Monza, e Patrick Cutrone, una delle tante promesse mai mantenute del calcio italiano, reduce da annate più che deludenti in Italia (con l’Empoli e la Fiorentina) e all’estero (Valencia e Wolverhampton). Per quanto riguarda la panchina è stato prima confermato, per la terza stagione consecutiva, il tecnico “di casa” (essendo nato proprio a Como) Giacomo Gattuso, esonerato pochi giorni fa dopo un avvio disastroso.


LA STRATEGIA DEI FRATELLI HARTONO


Il fatto che la squadra non abbia subito grossi stravolgimenti dal calciomercato estivo non è un caso: semplicemente la strategia dei fratelli Hartono (tramite la SENT) non è, almeno inizialmente, quella di realizzare grandi spese per calciatori (Fabregas è comunque arrivato da svincolato, così come altri calciatori come Cutrone), ma puntare ad accrescere il valore della società fuori dal campo.

Come? Con investimenti programmati sulle infrastrutture, come lo stadio e il centro sportivo, la gestione oculata del merchandising e l’espansione globale del “Brand Como” nei mercati internazionali.

Nella pratica questo si è tradotto nella ristrutturazione dello stadio Sinigaglia, subito dopo la promozione in Serie B lo scorso anno. Il suo manto erboso è stato interamente rifatto, le panchine interrate, i nuovi seggiolini inseriti dove prima non erano presenti. Infine, è stata costruita una sala VAR. Questa comunque è solo una piccola parte di un grande progetto di completo restyling dell’impianto che la proprietà ha in mente e che prevede un corposo investimento di circa 40 milioni di euro.

Da segnalare inoltre l’acquisizione del centro sportivo del comune di Mozzate per un milione di euro (effettuato già nel 2020), che proprio a partire da questa stagione è diventato ufficialmente il centro di allenamento della prima squadra. Per quanto riguarda l’aspetto commerciale, “Mola”, piattaforma streaming indonesiana, sempre di proprietà degli Hartono, è diventato il main sponsor della squadra già a partire dalla scorsa stagione (è attualmente visibile anche in Italia, oltre che in altri Paesi occidentali) e trasmetterà anche le partite di Serie A e B, con un occhio di riguardo per il Como ovviamente.

Infatti il 26 febbraio 2020 è stata inaugurata “Como Tv, piattaforma digitale visibile nell’omonimo sito Internet, che oltre a trasmettere le partite della prima squadra, gli allenamenti e le conferenze stampa, manda in onda eventi internazionali come le partite di qualificazione al Mondiale in Qatar delle squadre sudamericane: quella che può apparire come una stranezza, in realtà è una chiara strategia per attirare maggior pubblico nei mercati globali, come ha ben spiegato l’ex-CEO Gandler: “I calciatori sudamericani hanno un ruolo chiave nel rendere il calcio italiano uno dei più importanti a livello mondiale. Con l’acquisizione di questi diritti possiamo offrire un contenuto dall’altissimo valore tecnico per tutti gli appassionati di calcio e veicolare engagement verso il nostro club”.

“Mola” ha acquistato i diritti di trasmissione di “Como Tv”, che di conseguenza verranno visionati in tutti i Paesi i cui il servizio è disponibile, allargando enormemente il potenziale bacino d’utenza della squadra lariana.

Insomma i due anziani proprietari (i fratelli Hartono hanno entrambi più di 80 anni) sembrano fare sul serio, ma come sempre ogni discorso finanziario passa sempre in secondo piano rispetto al campo, dove il Como è chiamato ad essere sin da subito competitivo, in una Serie B che forse mai come quest’anno si preannuncia più incerta e agguerrita che mai: le prime partite sin qui disputate non sono state certo incoraggianti, ma il campionato è ancora lungo e i lariani, considerate le sbandierate ambizioni societarie, avranno come obiettivo minimo ed indispensabile il raggiungimento dei play-off per provare almeno a tentare un primo assalto alla Serie A, che in riva al lago non si vede dall’ormai lontano 2003.

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