Carrello vuoto
Storie
19 Ottobre

Cittadella, un modello italiano

Lorenzo Solombrino

21 articoli
Uno dei pochi esempi rimasti di progetto serio e a lungo termine, con un'idea e una struttura importanti alla base.

Sabato 22 maggio 2015. Il Perugia ha appena liquidato il Cittadella per due reti a zero. Ayres e Parigini hanno sancito la retrocessione in Lega Pro dei veneti. I pensieri dello stadio Piercesare Tombolato, però, sono tutti rivolti verso il centro del campo. Dopo aver giocato la sua ultima partita, Andrea Pierobon ha deciso di ritirarsi dal calcio giocato. Il classe ‘69 è partito tra i professionisti nel 1987 proprio con la maglia granata, per fare poi ritorno nel 2005. Con sulle spalle ventotto anni di carriera e centoundici partite in Serie B, è divenuto un simbolo del club essendo riuscito a far entrare la città stessa nell’almanacco di questo sport. A due settimane dal quarantaseiesimo compleanno, infatti, è diventato il più anziano giocatore nell’intera storia del calcio italiano ad aver mai calcato un campo di calcio.

La commozione di Andrea Pierobon: 646 presenze, 28 campionati giocati, debutto e addio con la maglia del Cittadella

 

Lo scenario

.
Cittadella ha un’origine assai antica, e la sua fondazione risale addirittura al 1220. Situata in una posizione strategica, esattamente al centro della pianura veneta, si rivelò nevralgica per gli equilibri dei comuni limitrofi. Treviso, infatti, aveva mandato un segnale alle potenze avversarie già qualche decennio prima dando origine a Castelfranco Veneto, piccolo avamposto militare situato sul torrente Muson. Padova dal canto suo, per non perdere la propria influenza, decise di contrattaccare sulla sponda opposta con un piccolo borgo adibito a funzione sia belliche sia economiche, che prese il nome dall’imponente cinta muraria costruitagli attorno: dalla forma di ellisse irregolare, conserva ancora oggi il cosiddetto “cammino a ronda” (un camminamento rialzato nascosto dietro alla merlatura, che permetteva ai soldati di controllare in maniera vantaggiosa il circondario, protetti dagli eventuali attacchi esterni). Priva di fondamenta, poggiando su di una base fatta di sabbia-ghiaia, il segreto sta nei terrapieni, che riescono a sostenerla.

.

Questa peculiarità urbanistica, come detto, caratterizzò il paese che nel corso della storia ha dovuto fare i conti con la dominazione Veneziana, con quella del Regno Lombardo-Veneto passando anche per la Corona Austriaca. Attualmente Cittadella si è assestata sui 20mila abitanti ed è caratterizzata da una buona produzione industriale, principalmente quella siderurgica. Cosa c’entra? – direte voi. Ebbene è stata proprio un’azienda di quel settore che ha permesso la realizzazione di questa fiaba di periferia: Angelo Gabrielli infatti, fondatore della Gabrielli S.p.a, secondo gruppo nazionale per importanza nel settore, nel 1973 ha proceduto con la fusione fra l’Olimpia Cittadella e l’Unione Sportiva Cittadellese, divenendo presidente dell’Associazione Sportiva Cittadella.

Una vista di Cittadella dall’alto, in tutta la sua medievale bellezza

 

Il protagonista

.

Nel 2005, considerabile come l’anno zero per il club, Stefano Marchetti fece la sua comparsa nella storia, prendendo le redini dell’area manageriale e sportiva. Un “deus ex machina” che ha avuto il merito di dare un’impronta riconoscibile al proprio lavoro tramite idee sostenibili e lungimiranti. Nato cinquantacinque anni fa a Fontaniva, in provincia di Padova, dopo una carriera da seconda punta di qualità, decise di rimettersi in gioco da dirigente con i granata. In prima battuta si accontentò di un posto nella segreteria del settore giovanile, sapendo già che il suo momento non sarebbe tardato ad arrivare. Si rivelerà una delle figure fondamentali per plasmare questa realtà, grazie ad un metodo di lavoro che si basa su concetti etici che esulano dalle mode più recenti. Innanzitutto vige il divieto assoluto di trattare con qualunque procuratore o mediatore; si privilegia, invece, il rapporto con il diretto interessato.

.

Dato il budget risicato ci si orienta su di un giocatore che deve incarnare delle caratteristiche ben precise. Preferibilmente giovane ed italiano, ma soprattutto deve essere reduce da un’annata al di sotto delle aspettative. Dei profili che necessitano di essere rigenerati, non avendo potuto giocare con continuità. Scommesse dal basso rischio ma dall’alto potenziale futuro. Infine, una grande considerazione verso i valori da trasmettere ai calciatori ed ai membri dello staff. In ogni intervista viene ribadito il concetto di quanto sia affiatato lo spogliatoio e dell’ottimo rapporto che lega i propri componenti: una vera famiglia, solidale e guidata da un saggio pater familias. Una politica che ha fatto sì che in tutti questi anni la società abbia potuto lanciare su grandi palcoscenici numerosi calciatori. Solo per citarne alcuni, possiamo annoverare nomi del calibro di Gabbiadini, Biraghi, Baselli, Ardemagni, Meggiorini ed i più recenti Varnier e Kouame, approdati questa stagione nella massima serie.

Stefano Marchetti, fondamentale per il consolidamento del Cittadella

 

I personaggi chiave

.

Sempre nel cosiddetto anno zero dei granata, Marchetti affidò la panchina a Claudio Foscarini, allora tecnico della Primavera. Il “Ferguson della Provincia italiana” ha dato vita ad un ciclo lungo addirittura dieci anni, e in questo lasso di tempo si sono riusciti a vedere risultati di una gestione oculata; portando con sé le doti camaleontiche propedeutiche alla categoria, Foscarini è stato determinante per il definitivo ambientamento del Cittadella ai ritmi ed alle dinamiche della Serie B. Per provare a sognare in grande, però, si è dovuti ricorrere addirittura ad un tecnico australiano. Non si tratta di un improbabile profilo esotico, ma solo dell’ennesima sfumatura magica di questa storia. Dopo la retrocessione in Lega Pro ed il conseguente addio di Foscarini, la dirigenza, infatti, virò su Roberto Venturato.

.

Nato ad Atherton da emigranti veneti, trascorse i primi tredici anni della sua vita nell’emisfero Boreale per poi fare ritorno nel Belpaese e tentare di sfondare come mezz’ala. La sua carriera in panchina gli attribuisce un’ulteriore particolarità. In una forte assonanza con gli inizi di Maurizio Sarri, l’allenatore si è alternato solo fino a due anni fa anche nelle vesti di promotore finanziario. Partito dal Pizzighettone, con cui compì una scalata dalla D fino alla C1, guadagnò la chiamata per una stagione come vice di Mondonico alla Cremonese. Dopo quell’esperienza cominciò una parabola discendente, considerate le successive avventure tra i dilettanti.

Roberto Venturato indirizza i suoi (sullo sfondo Leonardo Semplici, a proposito di cavalcate, Serie B e ottimi allenatori)

 

Nella società veneta, tuttavia, riuscì immediatamente a calarsi nella parte. Devoto al 4-4-2 convertibile in un 4-3-1-2, ha saputo crescere un bel gruppo di giovani sbarazzini. Predicando umiltà e pragmatismo ha condotto la compagine a risultati insperati. Promozione in Serie B centrata al primo colpo avendo dominato il campionato, quindi due qualificazioni ai Play Off in due anni, di cui l’ultima eguagliando il record storico di 66 punti (del 2009/10) grazie ad un filotto di 11 vittorie consecutive fuori casa. Ogni stagione, tra l’altro, la rosa veniva puntualmente smantellata per ragioni di bilancio – dovendo portare a casa le necessarie plusvalenze – e urgeva, quindi, ripartire da capo. La bravura del mister si è palesata proprio in questo aspetto: lo spartito tattico continuava ad essere sempre lo stesso, pur cambiando quasi tutti gli interpreti.

 

La chiave di questi successi venne esposta in un’intervista concessa a Repubblica. Alla specifica domanda su come “si mette in piedi a questi livelli un’idea di calcio avendo per le mani 20-25 perfetti sconosciuti?”, il veneto replicò così:

“È il calcio di base, quello in cui devi far rendere al meglio ogni singolo giocatore guardandolo in allenamento, cercando di capire. Il nostro è un calcio votato al dominio del gioco, al controllo della partita, non a caso tiriamo in porta come nessuno in B. Giochiamo di squadra, collettivamente, difendiamo in undici, corriamo bene, sappiamo sempre cosa fare. Merito dei ragazzi che ho, molti dei quali mi conoscono dallo scorso anno e sanno cosa voglio”.

La festa per la promozione in Serie B, centrata al primo tentativo

 

Il lieto fine

.

Anche questa stagione, in effetti, sembra essere ripartita nel verso giusto. La truppa di Venturato occupa stabilmente le zone nobili della classifica, essendo divenuta ormai un’icona del sano calcio di provincia ed un modello di riferimento per tutto il sistema. Una squadra che durante ogni partita casalinga si può permettere di proporre sempre lo stesso copione da film neorealistico. Gruppi di tifosi accorrono allo stadio muniti di bicicletta per seguire una team composto da soli talenti italiani selezionati accuratamente, in un catino da 7000 anime che diventa una vera e propria macchina del tempo, con il potere di riportarci a un calcio dimenticato. Questo è il Cittadella, una nobilissima eccezione nel panorama di uno sport che sta imboccando inesorabilmente la via del business più spietato.

.


 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Ritratti
Matteo Paniccia
2 Febbraio

Le follie di Luciano Gaucci

In memoria di Luciano Gaucci.
Ritratti
Francesco Andreose
19 Ottobre

Ho scelto Mandorlini per amico

Un allenatore tanto bravo quanto controverso.
Ritratti
Domenico Rocca
29 Ottobre

Antonio Sibilia, il commendatore d’Irpinia

Un simbolo, nel bene e nel male, dell'Italia dei presidentissimi.
Papelitos
Michelangelo Freda
26 Marzo

Malatella l’impavido

Perché noi stiamo con Malatella, lo steward che più provinciale non si può.
Papelitos
Michelangelo Freda
8 Febbraio

B come Balata, C come Caos

Il calcio italiano è nel caos più totale. Tra penalizzazioni, esclusioni e squadre sull'orlo del fallimento è partita la riforma dei campionati.
Calcio
Nicolò Delvecchio
23 Maggio

Altro giro altro flop

Le grandi ambizioni in quel di Bari iniziano a pesare.
Calcio
Edoardo Franzosi
25 Maggio

Salvate il Tardini, salvate Parma

Cosa si nasconde dietro al rifacimento dello stadio gialloblu.
Calcio
Raffaele Arabia
8 Aprile

Il punto sulla B

A otto giornate dal termine, la serie cadetta non ha ancora annunciato il suo verdetto.
Calcio
Michelangelo Freda
15 Febbraio

Spezia, tra calcio e traffico di esseri umani

Umar Sadiq, Abdullahi Nura e David Okerke sono i tre nomi dell'Abuja Football Academy, arrivati in Italia tramite una squadra di Serie D.
Papelitos
Domenico Rocca
18 Giugno

Maledetta cadetteria

L'incertezza, le sorprese, le delusioni ed il futuro della Serie B, un campionato sempre più imprevedibile ed interessante.
Storie
Alberto Fabbri
13 Luglio

Il Piccolo Brasile

L’incredibile favola del Mantova che, con quattro promozioni in cinque anni, raggiunge la serie A nel 1961.
Storie
Massimiliano Vino
25 Febbraio

Pro Vercelli, quando il calcio non era per signorine

L'epopea dei Leoni Bianchi della Pro Vercelli, una squadra di contadini italianissimi, sfrontati e vincenti.
Ritratti
Maurizio Fierro
17 Gennaio

Giovanni Borghi, cuore e testa di Varese

Il Presidentissimo, simbolo di un'altro calcio e di un'altra imprenditoria.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
22 Dicembre

Elogio del sercio, il pallone di una volta

Quanti chili pesava la sfera della nostra scuola calcio?
Interviste
Michelangelo Freda
29 Marzo

Il Coronavirus sta facendo implodere il calcio

Abbiamo intervistato Pippo Russo sulle possibili ripercussioni dell'emergenza nel calcio.
Calcio
Remo Gandolfi
14 Aprile

Piermario Morosini

In memoriam.
Ritratti
Francesco Andreose
3 Agosto

Costantino Rozzi, il Presidentissimo per eccellenza

Il Grande Ascoli, l'indimenticabile presidente.
Calcio
Antonio Torrisi
22 Settembre

Joe Tacopina, il primo tifoso

Il giro d'Italia del Presidente d'America a tempo determinato.
Calcio
Umberto De Marchi
15 Ottobre

Le multiproprietà rischiano di uccidere il calcio

Come se non bastasse tutto il resto, il tema delle multiproprietà si sta imponendo nel calcio in modo sempre più problematico.
Storie
Sergio Taccone
21 Ottobre

Milan 1981, l’annus horribilis

Il racconto del campionato 1981/82, la stagione più infausta in centoventi anni di storia rossonera.
Ritratti
Domenico Rocca
6 Febbraio

Erasmo da Taranto

Erasmo Iacovone, l’uomo e il simbolo.
Calcio
Marco Metelli
21 Agosto

Grazie, Brescia

Una grande piazza del nostro calcio è tornata a sognare.
Calcio
Enrico Leo
4 Novembre

Padova, amare l’amaro

Sotto la notte stellata di Giotto, il calcio è una ferita aperta.
Tifosi
Domenico Rocca
12 Febbraio

La rivolta di Caserta

La rabbia e le tre lunghe giornate di guerriglia che infiammarono la città campana dopo la revoca della promozione in Serie B nella stagione 1968\69.
Calcio
Gianluca Palamidessi
15 Luglio

Il Monza è lo specchio di Berlusconi e Galliani

E infatti la Serie A non è più una chimera.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
30 Ottobre

L’Antinferno della Serie A

Il Benevento non esiste, la SPAL però ci crede. Chi sono dunque le ignave del campionato?
Calcio
Francesco Andreose
24 Febbraio

Il riscatto del calcio di provincia

Le serie minori credono ancora nel calcio di una volta.
Calcio
Edoardo Franzosi
3 Ottobre

Il Pisa parla russo

Una squadra da capogiro con un progetto serissimo alle spalle.
Calcio
Domenico Rocca
25 Agosto

Odissea Serie B

Dopo una tormentata estate passata tra sentenze, appelli e tribunali federali, ritorna finalmente il campionato cadetto.
Ritratti
Edoardo Franzosi
8 Gennaio

Paolo Mantovani, il presidente

Ritratto dell'imprenditore romano che fece grande la Sampdoria.
Calcio
Giacomo Maria Bertocco
5 Marzo

Resurrezione a Venezia

La città più bella del mondo nel calcio, tra nostalgie e speranze.
Ritratti
Matteo Mancin
25 Gennaio

Giovanni Galeone l’integralista

Compie 80 anni un uomo del paradosso, “padre” di Max Allegri.
Papelitos
Alberto Fabbri
25 Luglio

La polvere sotto al tappeto

Cosa sta succedendo al calcio italiano?
Ritratti
Sergio Taccone
10 Ottobre

Joe Jordan, lo squalo

Dare tutto in campo, conquistare l'affetto fuori.
Editoriali
Alberto Fabbri
22 Aprile

Torneremo a cantare, ma non sui balconi

Siamo una tribù che non può rinunciare ai suoi riti.
Calcio
Gianluca Palamidessi
23 Luglio

L’altro Claudio Lotito

Elogio del patron laziale.
Calcio
Michelangelo Freda
6 Giugno

La Serie B è un enorme conflitto di interessi

L'annus horribilis della Serie B tra stravolgimenti, sentenze ad personam e clamorose smentite.
Ritratti
Domenico Rocca
3 Novembre

Romeo Anconetani, il vescovo di Pisa

L'urlo della provincia in un calcio a misura d'uomo.
Storie
Diego Mariottini
16 Dicembre

La fine di re Giorgio

Nel 1984/85 affonda definitivamente il progetto Chinaglia per una Lazio competitiva, mentre il Verona lancia la fuga verso lo scudetto.
Calcio
Remo Gandolfi
8 Febbraio

La rivincita di Roberto D’Aversa

Alla faccia del bel gioco, il Parma di D'Aversa stupisce nel segno della tradizione italiana.
Calcio
Michelangelo Freda
28 Marzo

Avellino resiliente

L'Avellino calcio è l'espressione di un popolo abituato a soffrire ma che ha sempre saputo rialzarsi, anche nei momenti più duri.
Calcio
Matteo Mancin
19 Gennaio

La favola del Castel di Sangro

Memorie sull'indimenticabile cavalcata condotta da Osvaldo Jaconi.
Calcio
Luca Pulsoni
20 Agosto

La dura vita delle neopromosse in Italia

Neanche salgono in Serie A, e già sono con un piede in Serie B.
Storie
Domenico Rocca
19 Giugno

Cento anni di Salernitana

La Salernitana è sopravvissuta un secolo a tanti bassi e pochi alti ma risultati, categorie, presidenti e dirigenti non hanno minimamente scalfito l'autentica passione di tutta una città.
Altro
Lorenzo Innocenti
21 Dicembre

Il rugby in Italia parla veneto

Il nord-est è la patria dell'ovale nostrana.
Storie
Lorenzo Solombrino
26 Giugno

Un secolo di Triestina

La storia della Triestina è storia del Novecento: ecco perché, grazie all'attaccamento viscerale dei tifosi, ha potuto recentemente festeggiare i suoi 100 anni.
Ritratti
Edoardo Franzosi
17 Agosto

Smetto quando voglio

Da campione a clochard. Le mille vite di Maurizio Schillaci.
Calcio
Matteo Paniccia
25 Settembre

Il Frosinone, leone di provincia

Grazie alla passione della famiglia Stirpe, il club ciociaro è diventato una della realtà più solide della Provincia del calcio italiano.
Calcio
Matteo Mancin
21 Giugno

Zdeněk Zeman

Il fumo del bel gioco.
Interviste
Domenico Rocca
29 Marzo

Il livello successivo di Davide Nicola

Intervista a Davide Nicola, tra calcio e filosofia.