Carrello vuoto
Calcio
3 Febbraio

Così parlò Xabi Alonso

A Xabi Alonso è sempre piaciuto l’atto pratico: l’eleganza era in lui connaturata.

Al mio concetto di regista viene quasi immediata la raffigurazione di una triade del centrocampo ideale: a comporla vi sono Pirlo, Xavi e Xabi Alonso. Di quest’ultimo è recente la notizia di un prossimo ritiro a fine stagione. Tra le lacrime calcistiche e i ricordi nitidi, uno principalmente (e come potrebbe essere altrimenti): la finale di Istanbul, quel 25 Maggio del 2005, che ebbe in lui uno dei maggiori protagonisti.

 

Più sfocata, ma regolare, è invece l’immagine cui associo il nome di Xabi Alonso, come quando studiando dai libri di storia le immagini aiutavano ad afferrare una data, a imprimere nella mente un personaggio altrimenti troppo distante nel tempo. Questa immagine, dicevo, è quella di un ragazzone dalle movenze non rapide, ma certamente eleganti alla vista. Resta impresso quel suo calcio tanto tecnico e preciso da non dovervi aggiungere potenza, caratteristica che da un solo altro piede (destro anche questo) ho visto mai eseguire tra i grandissimi del pallone: Andrea Pirlo.

Andrea Pirlo e Xabi Alonso durante la finale di Istanbul, nel 2005
Due registi passati di lì per caso

Ora, Xabi Alonso non è un personaggio storico dell’importanza di un Cesare o di un Pompeo, ma alcune sue giocate rimarranno nella mia mente fino a quando avrò la fortuna di godere ancora per il calcio. Le sue giocate, dico, meritano attenzione e studio, perché tanta è l’importanza di Cesare e di Pompeo nella storia di Roma, quanta è di Xabi Alonso nella storia del calcio. Il suo palmarès basterebbe a ornarlo sufficientemente di gloria: con il Liverpool vince una Coppa d’Inghilterra e un Community Shield; in ambito europeo, sempre con i Reds, una Champions League e una Supercoppa Uefa.

 

Con il Real Madrid ripete l’impresa dei due trofei europei, aggiungendovi due Coppe di Spagna, una Liga e una Supercoppa di Spagna. Al Bayern Monaco, presso cui gioca attualmente, vince in due anni (2014-2016) due campionati tedeschi, una Coppa di Germania e una Supercoppa tedesca. Quanto invece alla Nazionale, in Spagna lo ricordano non solo per quel calcio in petto subito da De Jong in finale dei Mondiali, quanto soprattutto per aver portato in patria tre trofei in quattro anni: roba da marziani. C’è anche (e soprattutto) Xabi Alonso nell’impresa spagnola dei tre titoli consecutivi in ambito internazionale: due Campionati Europei (Austria-Svizzera 2008 e Polonia-Ucraina 2012) e un Mondiale (nel 2010), quello in Sudafrica.

Xabi Alonso con la Coppa del Mondo tra le braccia
Un basco spagnolo in cima al mondo

Nato a Tolosa (quella spagnola), comune di 17.642 abitanti situato nei Paesi Baschi, ha compiuto 35 anni il 25 Novembre del 2016 e va per i 36. E’ del mese di Gennaio la notizia riportata dalla testata tedesca SportBild, secondo la quale il giocatore avrebbe espresso ai vertici societari del Bayern Monaco la volontà di ritirarsi a fine stagione. Con il club più titolato di Germania ha totalizzato 67 presenze dal 2014, segnando 5 goal. Qui però non può mancare un accenno all’uomo che più di tutti ha scommesso su di lui, e che lo ha portato in Germania a 33 anni suonati, ovvero Pep Guardiola. I due si sono sfidati in più di un’occasione da avversari, quando Xabi impostava magistralmente per il Real Madrid: al Bayern è nato un rapporto speciale, testimoniato anche dalle dichiarazioni che proprio Alonso ha rilasciato in un’intervista apparsa sul Telegraph, nel Luglio del 2016:

 

“Guardiola vuole dare al singolo giocatore gli strumenti per essere migliore. Ciò che vuole da te è l’essere sempre concentrati sulla partita, sui momenti della partita. Mi ha parlato moltissimo in questi due anni, insegnandomi cose che non sapevo sul gioco del calcio. Ho imparato davvero tanto grazie a Pep”

 

Strani gli incroci esistenziali per Xabi. D’altronde non è cosa di tutti i giorni un basco che vince tutto con la nazionale spagnola e gioca prima per la basca Real Sociedad (1999-2004, con un prestito nel 2001 all’Eibar, altra squadra basca), e poi, dopo gli anni a Liverpool – dove pure lavora con un altro spagnolo, Benitez (2004-2009) – finisce al Real Madrid (2009-2014), rivale tanto acerrima quanto naturale dell’indipendentismo dilagante in Euskal Herria. Quando crede che la Spagna gli abbia dato abbastanza, trova un altro maestro di calcio in Pep Guardiola, di sangue catalano. Ecco allora che la carriera di Xabi Alonso è davvero riassumibile (per quanto mi è concesso) in quei folli sei minuti della finale di Istanbul nel 2005, in quel suo rigore valido per il 3-3, prima parato da Dida, poi spinto in rete con tutto l’animo basco in un corpo basco.

Xabi Alonso completa una delle rimonte più epiche della storia del calcio

A Xabi Alonso è sempre piaciuto l’atto pratico: l’eleganza – che molti, specialmente ai giorni nostri, cercano prima della sostanza – è in lui come connaturata. L’essenza del tiki-taka, che sperimenta prima con la Spagna e poi con Guardiola, è riassunta nelle sue giocate e nei suoi pochi tocchi, eleganti e pragmatici. Dello stesso parere tecnico fu anche Roberto Mancini: “I giocatori del Barcellona si passano la palla almeno 25 volte cercando lo spazio per andare a segnare, mentre Xabi Alonso fa tutto questo con un singolo passaggio“.

 

Uno dei lanci più belli della storia del calcio

 

Chi guarda da fuori i grandi campioni, come i grandi eroi, pensa di saperne tutto. Così si immagina anche di quale pregio loro stessi si lodino, spesso sbagliando. Quando Pericle era in punto di morte gli amici che lo circondavano, credendolo passato a miglior vita, cominciarono a dar sfogo al loro dolore, enumerando le sue grandi qualità di stratega, le sue vittorie, i suoi numerosi trofei. Ma quello, dopo aver udito ogni cosa, si dice che abbia risposto così: “Voi dimenticate la più importante delle mie lodi, mentre vi dilungate tanto in conseguimenti di cui la fortuna ha avuto una parte principale. Dimenticate, dico, che nessun cittadino ha mai portato lutto per causa mia”. Così per Xabi Alonso: a un primo pensiero, chi non potrebbe associarlo alla leggendaria finale di Istanbul? O al successo ottenuto nei Mondiali in Sudafrica? Quale miglior traguardo, in fondo, di essere entrato nella storia per aver vinto due Europei di fila con la propria nazionale? Niente di tutto questo, perché fu un’altra la sua dichiarazione d’amore più elevata.

 

“Il mio ricordo più bello con il Liverpool non è Istanbul. Risale infatti ad un anno prima, sempre in Champions League, nei Quarti di finale, contro il Benfica. Loro ci eliminarono in casa. La partita era finita, ma io, Gerrard e i miei compagni siamo rimasti in campo per molto tempo. I tifosi ci hanno applaudito come mai mi era capitato. Ero sul punto di piangere, sentendo cantare “You’ll Never Walk Alone”. Il mio cuore era spezzato, perché non potevo ripagare tutte quelle persone per il loro amore”.

 


Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Tifo
Jacopo Gozzi
15 Maggio 2022

La mia trasferta ad Anfield Road

Liverpool-Inter negli occhi di un tifoso nerazzurro.
Papelitos
Andrea Antonioli
5 Maggio 2022

Tradizione, mistica, religione

Así gana el Madrid.
Ritratti
Raffaele Scarpellini
3 Maggio 2022

Paul Breitner tra Marx, Mao e Che Guevara

Eroe della controcultura, fino ai patti col sistema.
Papelitos
Gianluca Palamidessi e Andrea Antonioli
27 Aprile 2022

Manchester City-Real è stata utopia

Tra orrori difensivi e talento smisurato dei singoli.
Estero
Vito Alberto Amendolara
11 Aprile 2022

Manchester City-Liverpool, e tutto il mondo fuori

Da qui passano i destini del calcio attuale (non solo inglese).
Papelitos
La Redazione
31 Marzo 2022

La nuova Champions sarà una Superlega

Tanto valeva fare quella originale.
Italia
Vito Alberto Amendolara
13 Gennaio 2022

L’anno del Serpente

L'Inter è ancora la squadra da battere.
Ritratti
Marco Armocida
3 Gennaio 2022

Momo Salah è un’icona vivente

Di sicuro in Egitto, probabilmente anche nel mondo.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
9 Dicembre 2021

Non studio, non lavoro, non guardo la tv

Non vado al cinema, non faccio sport.
Cultura
Niccolò Maria de Vincenti
9 Dicembre 2021

L’Inno della Champions

Storia della melica più celebre del Calcio.
Papelitos
Federico Brasile
8 Dicembre 2021

Siamo periferia d’Europa

Mai così impotente e lontana del centro.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
25 Ottobre 2021

Zero a zero è puro punk

Roma vs Napoli è stata la partita perfetta.
Papelitos
Federico Brasile
20 Ottobre 2021

L’Europa chiama, l’Italia non risponde

Il calcio italiano deve guardarsi allo specchio.
Calcio
Gianluigi Sottile
1 Ottobre 2021

I campionati non valgono più nulla

Ormai, per le grandi squadre, è solo la Champions il metro della stagione.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
29 Settembre 2021

Non ditelo a Florentino

Lo Sheriff Tiraspol dà una lezione al Real e ai (pre)potenti del calcio.
Papelitos
Valerio Santori
15 Settembre 2021

Da Malmö a Malmö

Sta tornando la Juventus di Allegri?
Tifo
Lorenzo Santucci
6 Settembre 2021

State attenti ad insultare i tifosi

La protesta dei tifosi del Milan è sacrosanta ma non sufficiente.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
30 Agosto 2021

C’era una volta il calcio inglese

Secondo Klopp e Solskjaer alcuni club giocano un calcio troppo duro.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
19 Agosto 2021

Ci mancava solo la Conference League

La competizione di cui proprio non avevamo bisogno.
Ritratti
Paolo Cammarano
14 Agosto 2021

Jorge Valdano e il gioco infinito

L'ultimo poeta del fútbol.
Ritratti
Gianluigi Sottile
14 Luglio 2021

Luis Enrique, leader e gentiluomo

L'allenatore che non accetta compromessi.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
25 Maggio 2021

Lasciare a casa Sergio Ramos non è una scelta di campo

Un leader tanto decisivo da risultare scomodo.
Ritratti
Gianluigi Sottile
24 Maggio 2021

Sami Khedira fuori dagli schemi

Si ritira un calciatore dall'intelligenza differente.
Ritratti
Marco Armocida
5 Maggio 2021

Toni Kroos, il principe

Elegante, intelligente, colonna del Real Madrid.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Aprile 2021

È arrivato Robin Hood

Florentino Perez è venuto a “salvare il calcio”.
Papelitos
Guglielmo Russo Walti
14 Aprile 2021

Le follie dell’imperatore

Le spese del City e l'obbligo di vincere la Champions.
Estero
Gianluca Palamidessi
13 Aprile 2021

La difesa è il miglior attacco

Il Chelsea di Tuchel lo dimostra.
Italia
Federico Brasile
18 Marzo 2021

Il fallimento italiano non è colpa del “gioco”

Ma del ritardo (tecnico, fisico e caratteriale) del nostro calcio.
Papelitos
Marco Armocida
13 Marzo 2021

È troppo facile prendersela con Cristiano Ronaldo

Da leggenda vivente a fardello il passo è in un click.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
10 Marzo 2021

L’identità non è un’opzione

Cosa ci ha detto l'eliminazione della Juventus.
Calcio
Carlo Garzotti
17 Febbraio 2021

Adriano, alla fine dell’impero

Un fenomeno vittima dei propri demoni.
Ritratti
Andrea Angelucci
11 Febbraio 2021

Lo strano caso di Aritz Aduriz

Compie oggi 40 anni un simbolo del calcio basco.
Calcio
Lorenzo Solombrino
27 Dicembre 2020

Ancelotti ha stravolto l’Everton

Una squadra che si era rassegnata a galleggiare.
Ritratti
Andrea Mainente
14 Dicembre 2020

L’insostenibile leggerezza di Michael Owen

Bruciare le tappe per poi infine bruciarsi.
Interviste
Gianluca Palamidessi
23 Novembre 2020

Una nuova alba per la cultura Casual?

Due chiacchiere con Sergio Tagliabue, tra Joy Division, Casuals e amicizia.
Storie
Simone Galeotti
21 Novembre 2020

L’Aston Villa è un pilastro del calcio inglese

Compie oggi 146 anni una squadra simbolo d'Inghilterra.
Calcio
Gianluigi Sottile
27 Ottobre 2020

All or nothing: la strategia di Amazon nel calcio

Lo sport come nuova frontiera da conquistare.
Papelitos
Federico Brasile
21 Ottobre 2020

Una Superlega made in JP Morgan

Sembra tutto pronto per la stretta degli oligarchi.
Ritratti
Enrico Leo
2 Settembre 2020

Bill Shankly è un mito di popolo

L'epopea dell'allenatore più amato dalla Kop.
Calcio
Andrea Antonioli
24 Agosto 2020

Il Bayern Monaco non è un top club qualsiasi

Affrontare la modernità con la forza della tradizione.
Tennis
Lorenzo Ottone
23 Agosto 2020

Il calcio post-Covid è più finto della Playstation

Quanto è triste alzare una coppa in uno stadio vuoto?
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
16 Agosto 2020

In un calcio sballato, il solito Pep

Tutto cambia in questa Champions, tranne la sfortuna di Guardiola.
Tennis
Gianluca Palamidessi
15 Agosto 2020

È questo il calcio che volete?

Se quello di ieri è football, meglio votarsi al tennis.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
13 Agosto 2020

L’Italia che dorme aggrappata al sogno dell’Atalanta

Siamo stati costretti a credere in un miracolo.
Papelitos
Alberto Fabbri
7 Agosto 2020

Champions League 19/20: prove tecniche di Superlega

E se l'élite europea se ne andasse davvero per conto suo?
Ritratti
Andrea Catalano
18 Luglio 2020

Giacinto Facchetti, capitano mio capitano

Il 18 Luglio del '42 nasceva una leggenda dell'Inter e colonna della Nazionale.
Calcio
Diego Mariottini
29 Maggio 2020

Heysel, le voci di una strage

Trentacinque anni fa una delle più grandi tragedie del calcio italiano ed europeo.
Tifo
Jacopo Benefico
21 Maggio 2020

Perché Florentino Perez obbliga degli attori a tifare il Real?

La scomparsa degli Ultras Sur e i nuovi pupazzi del Bernabéu.
Storie
Rudy Galetti
22 Aprile 2020

Il miracolo di Brian Clough

La straordinaria epopea del Nottingham Forest.
Storie
Nicolò Canonico
14 Aprile 2020

Hillsborough senza giustizia

Trentuno anni fa una tragedia mistificata, distorta, strumentalizzata.