Papelitos
07 Marzo 2023

Commentare una partita e non capirci un tubo

Se pure la telecronaca (Dazn e non solo) la fanno da remoto.

È lunedi sera. È quasi ora di cena e allo stadio Bentegodi di Verona, nel posticipo delle 18.30 l’Hellas Verona sta perdendo per 0-2 contro la Fiorentina. Sulla partita sta per calare il sipario ma Cristiano Biraghi non lo sa e si inventa un goal da centrocampo, che però non vedono tutti: lo vedono solo i tifosi allo stadio perché quelli davanti alla televisione – quindi davanti a Dazn, vista l’esclusiva – stanno guardando il replay di un azione precedente. Voi vi chiederete come sia possibile che, nel 2023, un telecronista di una partita di Serie A si perda un goal da commentare?

La risposta è semplice quanto inaspettata: anche il telecronista era davanti a un monitor. Per la precisione quello dello studio di Cologno Monzese, anche se la partita si stava giocando allo stadio Bentegodi di Verona.

Già, perché l’unica giornalista di Dazn presente al Bentegodi di Verona era la bordocampista Ilaria Alesso. Verrebbe adesso da chiedersi perché Dazn, che detiene i diritti di tutte le partite della Serie A (di cui 7 in esclusiva in ogni giornata di campionato) non abbia mandato “sul campo” i propri telecronisti; ma questa è una domanda che scoperchierebbe un vero e proprio vaso di Pandora. Il commento “da tubo”, infatti, non è stato di certo inventato durante Hellas Verona-Fiorentina, e viene usato per uno scopo preciso: ridurre i costi, principalmente per eventi di non grande importanza, se così si può dire.

E allora ci sarebbe da chiedersi perché Dazn abbia deciso di investire 840 milioni di euro, quelli dei diritti della Serie A, puntando poi a ridurre i costi e ad abbassare (e di molto rispetto a Sky) il livello dell’offerta – domanda retorica, direte voi. E soprattutto ci chiediamo come mai questo tema, quello del commento da remoto, non sia mai stato tirato fuori. Posto che non fornire per una partita di Serie A una copertura giornalistica decente e un commento in presenza è una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti degli appassionati, che pagano (profumatamente) l’abbonamento per seguire la propria squadra del cuore.


UNA PRASSI CONSOLIDATA


Qualcuno potrebbe poi obiettare che si tratta di un episodio sporadico: nulla di più sbagliato. Nell’arco della stagione sono state molte le partite commentate via tubo da Dazn – tra l’altro di questo non c’è riprova, se non quella offerta da testimonianze e spifferi vari, poiché non ci sono dati ufficiali sulla questione. Inoltre per la Serie B il discorso è ben diverso: quasi tutte le partite sono commentate via tubo (se non viene commentato in diretta nemmeno il Frosinone primo in classifica, questo lo sappiamo per certo, come può esserlo la Spal?) in una triste prassi ormai consolidata.

Poi lo capiamo bene, commentare da tubo consente un risparmio notevole.

Ma il mestiere del telecronista sportivo non è forse composto da un liturgico rito di preparazione all’evento, dalla presenza nei luoghi dell’evento, dalla raccolta delle voci dei più o meno protagonisti?. Anche quando si parla ai telespettatori, dunque, bisogna “guardare” tutto quello che succede in campo e non solo ciò che viene mostrato dai monitor. Fino al punto che poi sono i telecronisti stessi a ritrovarsi in difficoltà, magari sbeffeggiati sul web da chi crede che si siano persi un gol perché distratti e poco professionali, come nel caso di Hellas Verona-Fiorentina.



Questa situazione dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che quando si è scelto di assegnare i diritti tv a Dazn non si è guardato a nessun progetto: facile lavarsi la coscienza parlando di “grossa occasione per portare il calcio di italiano nel futuro dello streaming”, o di opportunità di sviluppo per il movimento; in realtà l’unica cosa a cui si è guardato è stato il bonifico in entrata. Dovrebbe essere infatti proprio la Lega a pretendere degli standard di qualità – più volte disattesi con disservizi spalmati nel corso della stagione –, e la telecronaca “sul campo” sicuramente rientra in quelli minimi indispensabili per svolgere un buon lavoro.


UNA MODA CHE VALE PER TUTTI


Dazn non è però l’unica ad aver scoperto la comodità delle telecronache da studio. “Il vizio” lo hanno anche Sky e la nuova arrivata Helbiz. Ma se nel caso di Sky, a cui sono rimasti soltanto i diritti di tre partite di Serie A e di tutta la Serie B, commentare qualche partita da tubo è quasi da considerare accettabile – e anzi sappiamo per certo che in alcuni match cadetti è l’unica a mandare i telecronisti sul campo – lo stesso discorso non vale per Helbiz. La società di sharing di monopattini ha deciso infatti di investire pesantemente sul mondo del campionato cadetto, acquisendo i diritti di tutte le partite della stagione per poi offrire telecronache da studio.

È il nuovo modello di lavoro agile, da remoto e di taglio dei costi, che per le telecronache porta però a uno stravolgimento dell’essenza stessa del lavoro. E ad un netto abbassamento della qualità e professionalità.

Addirittura in molti, in particolar modo sui social, hanno avanzato l’ipotesi che pure le partite di Conference League di Lazio e Fiorentina fossero commentate da tubo. Difficile saperne di più, anche perché sono aspetti protetti da riservatezza. Di certo c’è solo che, in questa spending review “del futuro” e dei nuovi colossi dello streaming, è il mestiere stesso a venire degradato. E così tutti ci rimettono: i telecronisti stessi, il livello del prodotto e non da ultimi i tifosi. Che siano della Fiorentina, e non di Napoli, Inter, Milan o Juventus non ha importanza: l’abbonamento è uguale per tutti, il servizio offerto invece no.

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