Carrello vuoto
Interviste
20 Febbraio

Cosimo Sibilia contro tutti

Domani si vota per la presidenza FIGC: la versione dello sfidante.

Domani, 22 febbraio, si voterà per la presidenza della FIGC. Più volte noi abbiamo approfondito l’argomento, anche perché da chi salirà alla presidenza dipendono il futuro del calcio nazionale e la (auspicata) ripresa economico-sociale del settore. Sarà Gabriele Gravina contro Cosimo Sibilia, il presidente uscente opposto al presidente della LND (Lega Nazionale Dilettanti): una sfida tra due protagonisti del calcio italiano che solo quattro anni fa sembravano andare d’accordo, tanto che si era immaginata una staffetta per la guida della federazione.

 

 

In queste settimane abbiamo studiato entrambi i programmi elettorali, annotando alcuni punti che ci hanno destato perplessità. Ci eravamo dunque attivati per ospitare i due candidati sulle nostre colonne, in una sorta di confronto all’americana che avrebbe previsto gli stessi quesiti per entrambi; complice però un nostro leggero ritardo nell’invio delle domande, consegnate a inizio febbraio, Gabriele Gravina negli ultimi 18 giorni non ha trovato il tempo e il modo di rispondere. Ospitiamo dunque solo il candidato di “opposizione”, Cosimo Sibilia. 

 

Il logo della Figc nel 2018 per i 120 anni dalla nascita della Federazione. In tre anni è cambiato veramente tutto.

 

 


SOSTENIBILITÀ


 

Il calcio è ormai dipendente dai diritti televisivi, a maggior ragione adesso ma già da molti anni. Tuttavia si ragiona esclusivamente in base a questi ultimi, quasi fossero un alibi per non affrontare contraddizioni strutturali. È una deriva inevitabile o si può pensare a qualche contrappeso per limitare lo strapotere delle televisioni/piattaforme streaming?

 

La sostenibilità del sistema deve passare da concetto astratto, spesso evocato per dire tutto e niente, a un concreto modus operandi. Sicuramente dall’avvento delle pay-tv il calcio professionistico si è sempre più legato alla vendita dei diritti televisivi, ma lo scenario è mutato e le criticità sono state ulteriormente messe in evidenza dall’emergenza Covid. Ne è una dimostrazione la discussione su fondi e piattaforme che si trascina da settimane in Serie A.

 

Il contrappeso può stare solo in una vera rivoluzione che parta dai costi dell’intero sistema alle modalità di fruizione del prodotto-calcio. Portare a compimento in tempi rapidi la ristrutturazione dei campionati significherebbe accelerare, e di molto, il processo di riforma del quale il calcio italiano non può più fare a meno.

 

A proposito di sproporzioni economiche, ultimamente si è imposto con forza il tema degli stipendi dei calciatori: è credibile pensare ad alcune forme di tetto salariale? Nel caso si tratterebbe di una politica comune europea, ma una strada del genere è effettivamente percorribile? Se sì, come e in che tempi? Se no, perché?

 

Il problema del peso degli ingaggi è stato acuito dalla crisi degli introiti generata dalla pandemia. E si tratta di un problema, anche questo, collegato alla dipendenza dai diritti televisivi. Servono nuove forme di distribuzione, esplorando territori nei quali altri campionati europei sono già padroni da diverso tempo. Mi riferisco ad esempio alla necessità di rivedere le politiche sugli impianti, trasformandoli nelle case dei tifosi e non in fortezze di massima sicurezza. Serve un mix più armonico tra offerta televisiva e partecipazione dal vivo, con strategie che diano un nuovo impulso dal punto di vista commerciale.

 

Per quale ragione in Italia non si può replicare il «modello tedesco», in cui i tifosi diventano piccoli azionisti e soci del “proprio” club?

 

Mi risulta che le realtà esistenti in Italia siano al momento esclusivamente espressione dell’universo dilettantistico. Credo sia un fatto culturale, di approccio, ed io ci non vedo nulla di male nel favorire l’adozione di un modello simile. I casi ai quali facevo riferimento, come il CS Lebowski in Toscana, oltre che ad essere virtuosi confermano che è possibile immaginare e gestire il calcio in modo diverso, svincolandolo dai canoni abituali.

 

Il Centro Storico Lebowski e la sua campagna di autofinanziamento per la stagione sportiva 2020/21.

 

 


GOVERNANCE


 

A volte sembra che le misure emergenziali del governo siano dettate da criteri “moralistici”, per cui certi ambiti vengono penalizzati in quanto “superflui” e non necessari. È possibile che il calcio abbia scontato una simile impostazione? E cosa farete, se eletti, per richiamare il governo alle proprie responsabilità?

 

Il calcio, per certi versi, ha pagato l’etichetta dei ‘ricchi e viziati’. La riflessione è si è quindi appiattita solo sul vertice, schiacciando il resto di un movimento che svolge un’opera sociale senza eguali in Italia e lasciandolo fuori da ogni forma diretta di sostegno. Il calcio nel suo complesso è una delle industrie più importanti del Paese, e del suo indotto le istituzioni non posso non tenere conto. Mi auguro che il prossimo Governo possa aprire un confronto diretto con il mondo dello sport, a differenza di quanto è stato fatto dall’ultimo esecutivo. Ascoltando le reali necessità di ogni singola realtà sarà allora possibile fornire soluzioni adeguate.

 

Si è parlato tanto di un “accordo” privato tra le varie componenti per la guida della FIGC (che doveva avere come esito la staffetta Gravina-Sibilia nell’ultimo quadriennio): Ulivieri lo ha definito un fatto privato, ma un patto simile incide sulle dinamiche dell’industria del calcio. Quali erano i termini dell’accordo, e perché oggi siete nuovamente entrambi candidati?

 

Sulla questione sono tornato più volte e per lo stesso motivo per il quale ho deciso ugualmente di candidarmi: si chiama coerenza. Ho invitato i testimoni, i firmatari e i garanti di quel patto a tirarlo fuori, facendone nomi, cognomi e incarichi. E finora tutti quanti ci hanno girato intorno senza però negarne l’esistenza. Questo è un dettaglio che la dice lunga sulla trasparenza di certi personaggi che oggi si presentano al mondo del calcio proponendosi come gli artefici del suo rinascimento.

 

Cosimo Sibilia e Gabriele Gravina
Cosimo Sibilia, a sinistra, e Gabriele Gravina (Paolo Bruno/Getty Images)

 

 


RIFORMA CAMPIONATI


 

Il tema della riforma dei campionati ormai sembra non più rimandabile, viste anche le difficoltà di molte squadre di Serie A, Serie B, Lega Pro e Serie D: qual è la vostra idea di rimodulazione degli attuali format?

 

Altro che stanza in cui chiuderci, come dice il presidente Ghirelli, neanche fossimo degli adolescenti tormentati. Il luogo dove fare la riforma dei campionati esiste e si chiama Consiglio Federale, e c’era anche prima del 22 febbraio. Capisco la dialettica elettorale, ma su questo tema si è superato ogni limite nella mancanza di garbo istituzionale. In due anni e mezzo e con un’emergenza come quella che stiamo ancora vivendo, con una norma straordinaria che era stata concessa al mondo dello sport dal precedente esecutivo, non c’era occasione migliore per mettere le mani su un sistema che non si regge più.

 

Si può immaginare, insieme alla riforma dei campionati, l’introduzione del semiprofessionismo come categoria di mezzo tra il professionismo e il dilettantismo? Nel caso, avete già ipotizzato un dialogo con il governo?

 

Ciò che serve è senza dubbio una profonda riflessione da parte di tutte le componenti sull’area del professionismo, nell’interesse comune del calcio italiano. Non è questione di ‘presidenti eroi’ ma di concepire un modello che sia veramente sostenibile, e prima di tutto credibile. Su questo tema di retorica non ne abbiamo davvero alcun bisogno.

 

Cosimo Sibilia, nel 2018, all’assemblea elettiva della FIGC a Roma. (Marco Rosi/Getty Images)

 

 


TIFO E STADI


 

Nelle ultime settimane è stata avanzata la proposta di far entrare negli stadi solo i tifosi vaccinati. Secondo voi questa opzione, che ha suscitato notevoli e comprensibili perplessità, è percorribile?

 

Io ho sempre sostenuto che lo sport senza il pubblico è uno spettacolo incompleto e che si potrebbero trovare diverse soluzioni in base ai contesti. La presenza degli spettatori costituisce un elemento di fondamentale importanza nel far quadrare i conti delle società a tutti i livelli, seppur con le dovute proporzioni. Il problema è che nella campagna vaccinale ci sono ancora molte criticità da risolvere. Spero che il nuovo Governo possa trovare rapidamente delle soluzioni che andrebbero ovviamente anche a beneficio del mondo dello calcio.

 

I tifosi negli ultimi anni sono stati sempre più marginalizzati, ridotti ormai a spettatori/consumatori, e le stesse presenze negli impianti italiani non lasciano ben sperare. Come si può ridare centralità ai tifosi? E in generale, quando pensate che possano tornare negli stadi?

 

Questa domanda si lega inevitabilmente alla prima che mi è stata posta all’inizio di questa intervista: è necessario rivedere il rapporto tra evento e distribuzione televisiva, individuando delle forme di partecipazione che permettano ai tifosi di tornare sugli spalti. E qui s’innesta anche la necessità strategica di ammodernamento degli stadi italiani. Sul ritorno del pubblico? Spero come tutti al più presto, perché significherebbe la sconfitta definitiva del virus.

 

 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Papelitos
Alessandro Imperiali
9 Gennaio 2022

Chissenefrega dei tifosi

Questo, in sostanza, è il messaggio congiunto di Lega calcio e governo.
Papelitos
Alessandro Imperiali
26 Dicembre 2021

Il caos plusvalenze e la figuraccia della federazione

Ci risvegliamo tutti sudati, come troppo spesso capita.
Italia
Michelangelo Freda
18 Dicembre 2021

Liberate la Salernitana!

Il calcio italiano si sta coprendo di ridicolo.
Tifo
Alberto Fabbri
12 Dicembre 2021

ToroMio: un altro Toro è possibile!

Intervista a Guido Regis, presidente della più attiva associazione di tifosi granata.
Italia
Michelangelo Freda
13 Luglio 2021

Lotito e la Salernitana, una triste storia all’italiana

La telenovela della multiproprietà.
Tifo
Alberto Fabbri
10 Giugno 2021

NOIF: una legge per l’azionariato popolare

Intervista a Massimiliano Romiti, presidente del comitato "Nelle Origini Il Futuro".
Papelitos
Domenico Rocca
25 Aprile 2021

Dilettanti allo sbaraglio

Il calcioscommesse torna a scuotere la Serie D.
Interviste
Andrea Crisanti
20 Aprile 2021

Vince il profitto, perde Primavalle

Stefano Capitelli ci racconta come muore il calcio.
Altro
Beniamino Scermani
21 Marzo 2021

Non esiste solo il calcio

Perché l'Italia non considera gli altri sport.
Interviste
Giuseppe Cappiello
12 Marzo 2021

US Fasano, il calcio del suo popolo

Il pallone come rito e bene collettivo.
Calcio
Michelangelo Freda
16 Gennaio 2021

La Serie C morirà di promesse

La politica del calcio sembra quella parlamentare.
Editoriali
Lorenzo Santucci
5 Ottobre 2020

Serie ASL

Nell'anarchia legislativa ci si fa giustizia da soli.
Calcio
Giuseppe Cappiello
20 Settembre 2020

Il calcio a Bari è un Ideale

Il pallone dal basso che non si arrende al business.
Storie
Gennaro Malgieri
13 Agosto 2020

Le scuole calcio hanno tradito il pallone

Desertificazione della fantasia e profitto sulla pelle dei ragazzi.
Calcio
Marco Armocida
8 Giugno 2020

Campioni, il sogno pop della provincia

Una miscela esplosiva (e vincente) di innovazione e tradizione.
Papelitos
Lorenzo Santucci
2 Giugno 2020

Il calcio riparte, ma gli altri sport che fine fanno?

Non si vive di solo calcio.
Editoriali
Federico Brasile
29 Maggio 2020

Un campionato da sfigati, guardoni e addetti ai lavori

Pronti a ripartire, nel menefreghismo di milioni di tifosi.
Tifo
Alberto Fabbri
14 Maggio 2020

L’ora dell’azionariato popolare

L'ultima speranza per salvare e moralizzare lo sport italiano.
Calcio
La Redazione
30 Aprile 2020

Salvate il calcio migliore, quello dei dilettanti

Che a pagare non siano i più piccoli, mossi dalla più grande passione.
Editoriali
Niccolò Maria de Vincenti
30 Aprile 2020

Il calcio o cambia o muore

Il nostro manifesto per una rinascita del pallone.
Papelitos
Federico Brasile
23 Aprile 2020

Siete voi che avete bisogno di soldi

Non la gente che ha bisogno di calcio.
Calcio
Michelangelo Freda
6 Aprile 2020

Fuori i mercanti dal tempio

È ora di finirla con lo strapotere dei procuratori sportivi.
Papelitos
Matteo Paniccia
30 Marzo 2020

Scommettere sulla crisi

Non sarà certo il betting a salvare il calcio italiano.
Papelitos
Federico Brasile
9 Marzo 2020

Quel pasticciaccio brutto della Serie A

Un Paese sportivo d'accordo su una sola cosa: la deresponsabilizzazione, l'incapacità di prendere decisioni.
Editoriali
Lorenzo Santucci
1 Marzo 2020

Si scrive Serie A, si legge WWE

Il rinvio delle partite è la decisione tardiva di un sistema ipocrita.
Editoriali
Andrea Antonioli
25 Febbraio 2020

Il Coronavirus colpisce i tifosi

Ma giocare a porte chiuse è l'unica soluzione per non interrompere il campionato.
Calcio
Domenico Rocca
19 Dicembre 2019

Il diritto di cronaca è messo a rischio dalla Lega Calcio

Orwell, di nuovo. Questa volta in Serie A, questa volta tocca al calcio italiano.
Calcio
Michelangelo Freda
21 Novembre 2019

Colpo di stato in Serie A

La guerra intestina nel mondo del calcio italiano continua a mietere vittime.
Calcio
Michelangelo Freda
20 Novembre 2019

La Serie C va abolita in favore del semiprofessionismo

Le fondamenta della Serie C scricchiolano sempre di più, tra forfait e fallimenti: è tempo di riforme, si impone il semiprofessionismo.
Papelitos
Michelangelo Freda
5 Novembre 2019

La Serie A morirà in esilio

L'ennesima genialata della Lega Serie A: trasferire almeno una partita all'anno in Asia o Stati Uniti, alla faccia dei tifosi ma a favore dei mercati.
Papelitos
Beniamino Scermani
2 Settembre 2019

Il calcio femminile contro le regole base dell’economia

Il professionismo femminile non può salvare il calcio italiano.
Papelitos
Simone Meloni
28 Agosto 2019

La discriminazione territoriale è una buffonata

Quando un semplice sfottò diventa pericoloso.
Papelitos
Matteo Paniccia
25 Luglio 2019

La Uefa vuole schiavi gratis

Per Euro 2020 la Uefa sta raccogliendo volontari da tutto il continente, con lo scopo di “promuovere i valori dello sport”. Cosa aspetti? Iscriviti anche tu!
Calcio
Michelangelo Freda
6 Giugno 2019

La Serie B è un enorme conflitto di interessi

L'annus horribilis della Serie B tra stravolgimenti, sentenze ad personam e clamorose smentite.
Papelitos
Michelangelo Freda
5 Marzo 2019

In Serie C tutto tace

Proclami elettorali e propaganda twitteriana. Ma le riforme nel campionato di Serie C dove sono?
Papelitos
Michelangelo Freda
18 Febbraio 2019

Pro Piacenza, la partita della vergogna

Il 20-0 incassato dal Pro Piacenza grida letteralmente allo scandalo, ed evidenzia un calcio minore sull'orlo del collasso.
Papelitos
Michelangelo Freda
18 Gennaio 2019

Malagò, il Coni ed i gialloverdi: il re è nudo

Viva la riforma sportiva dei gialloverdi (che però deve essere solo l'inizio): la monarchia al CONI di Malagò è al tramonto.
Interviste
Michelangelo Freda
31 Ottobre 2018

Sibilia e la FIGC: l’inizio di una nuova era?

Abbiamo intervistato in esclusiva Cosimo Sibilia, vice presidente vicario della FIGC, cruciale per l'elezione di Gravina e per il nuovo corso in Federazione.
Calcio
Domenico Rocca
25 Agosto 2018

Odissea Serie B

Dopo una tormentata estate passata tra sentenze, appelli e tribunali federali, ritorna finalmente il campionato cadetto.
Interviste
Gezim Qadraku
24 Febbraio 2018

Essere un procuratore

Intervista a Marco Chiofalo, giovane procuratore calcistico.
Editoriali
Luca Giannelli
30 Dicembre 2017

La rivoluzione che non c’è

Dopo lo scaricabarile seguito all'eliminazione mondiale, eccoci da punto e a capo: intrecci malsani tra sport e politica, giornalisti compiacenti e leggi ad personam.
Calcio
Gennaro Malgieri
14 Novembre 2017

Crisi di identità

L'apocalisse dell'Italia calcistica si inscrive in un più generale fallimento culturale, sociale e programmatico.
Calcio
Lorenzo Santucci
7 Novembre 2017

(D)all’altezza di Ventura

Un allenatore allo sbaraglio.
Calcio
Alberto Fabbri
24 Aprile 2017

Lettera al presidente

Gentile Presidente le scrivo.
Calcio
Giuseppe Gerardi
7 Marzo 2017

Il vecchio che avanza

La conferma di Carlo Tavecchio, una vittoria più di clientele che di programmi.