Carrello vuoto
Tifosi
3 Novembre

L’Europa tifa solo il giovedì

Se lo spettacolo non è in campo ma sugli spalti.

Edouard Berth nel suo Les méfaits des intelectuels affermava, senza esitare, che la vera fonte dello spirito di libertà è l’azione pratica. Sembrano averlo dimenticato le tifoserie delle squadre presenti quest’anno nei gironi di Champions League, con un clima che sugli spalti ricorda vagamente lo stadio vuoto durante il periodo pandemico. Con le dovute eccezioni, rappresentanti di piazze con una tradizione ultras quali Ajax, Young Boys, Atalanta e altre (in questo senso non può stupire il preoccupante assalto dei bergamaschi ai tifosi dello United, avvenuto con spranghe e cinte in un pub cittadino la sera prima del match e già costato 4 Daspo), ad essere netta maggioranza sono tifoserie che passano gran parte della partita sedute, o in qualche caso anche pagate per essere sugli spalti.

Fortunatamente quest’anno come antidoto allo scialbo (almeno sulle gradinate) mercoledì di coppa, sembra esserci il giovedì.

L’Europa League, la competizione che conta di meno. Prendendo ancora in prestito le parole del sindacalista francese, qui siamo nel cuore della vita. Il torneo è vivo, allegro, impetuoso e al suo interno «forme nuove rompono incessantemente le vecchie, senza che si abbia il tempo di cadere intorpiditi nella monotonia». Livello della competizione notevolmente più alto degli anni scorsi, numerose squadre con tradizioni ultracentenarie che popolano i vari gironi, ma non è questo che oggi ci interessa. Il punto è che è tornata la gente, non i cartonati. Persone passionali e arrabbiate, non automi freddi e razionali.



Le prime tre giornate del girone sono state elettrizzanti per i tifosi delle squadre impegnate in Europa League, mentre il continente intero sembra essersi risvegliato da un torpore lungo diciotto mesi: finalmente si è tornati a vivere, seppur non a pieno in molti Paesi, lo stadio e le trasferte. Tutta l’Europa calcistica è stata scossa da moti insurrezionali, un ’48 preventivabile già dal giorno del sorteggio di fine agosto. Quello stesso giorno il giornalista e scrittore Adam Digby su Twitter commentava ironicamente il girone E, in cui il destino ha deciso di far affrontare Lazio, Marsiglia, Galatasaray e Lokomotiv Mosca. Tralasciando il valore tecnico del gruppo, il suo commento recitava

«What if we put all the Ultras we’re worried about in one group?» (Che succede se mettiamo tutti gli ultras di cui siamo preoccupati in un unico gruppo?).

E infatti, nonostante una prima giornata sotto le aspettative per via del divieto di trasferta per i laziali in Turchia, la seconda giornata ha rivelato ciò che il gruppo realmente è, una bomba a orologeria. La rivalità tra Lazio e Marsiglia affonda le radici in un’amichevole dei primi anni ’90, nella quale i tifosi della Lazio sottrassero una pezza con su scritto “ULTRAS” ai francesi, esponendola davanti ai loro occhi per tutta la partita. Il confronto si è poi inasprito nei primi anni 2000 quando le due squadre si trovarono di fronte più volte in Champions League, fino ad arrivare alle recenti edizioni dell’Europa League in cui le trasferte e i relativi prepartita furono una follia, con scontri e cacce all’uomo. Alla base dell’odio tra laziali e marsigliesi però vi è innanzitutto una differenza ideologica e culturale, con i tifosi francesi notoriamente tendenti a sinistra.


Ecco perché entrambe le partite sono state considerate a rischio, con il conseguente divieto di trasferta. Nell’ordinanza emessa dal Ministro dell’Interno francese, ad esempio, sono stati vietati i «viaggi individuali o di gruppo, con qualsiasi mezzo, per valichi autostradali, porti e aeroporti francesi, ai tifosi della Lazio o chi si comporta come tale». Addirittura “a chi si comporta come tale”, ma a far discutere non è stato tanto questo (di per sé preventivabile), bensì le ragioni del provvedimento:

«il comportamento violento di alcuni tifosi della Lazio in modo ricorrente intorno agli stadi e nei centri cittadini dei luoghi di ritrovo nonché la ripetuta interpretazione di canti e saluti fascisti». Un caso che prima è diventato sportivo e poi addirittura politico, con tanto di richieste di scusa alla Francia.

Ordine pubblico e sicurezza interna, comunque, che non sembravano essere tanto a cuore delle autorità francesi per il match tra Marsiglia e Galatasaray, occasione che ha manifestato al mondo la forza distruttiva del girone. Un Velodrome strapieno e carico di adrenalina ha infatti accolto i tifosi turchi nel settore ospiti dell’impianto, sistemando i mai pericolosi tifosi del Galatasaray proprio vicino a una delle gradinate più calde dei tifosi marsigliesi, “Les Virage Nord”. Chi ha negli occhi le immagini del celebre Galatasaray-Manchester United del 1993 capirà subito il motivo per cui la partita è stata interrotta tre volte, e l’arbitro costretto a concedere dieci minuti di recupero per tempo. Lancio di fumogeni, seggiolini e continua ricerca del contatto tra le due tifoserie hanno reso l’incontro a dir poco elettrico, trasmettendo la rabbia persino alle tribune che, ad ogni contatto tra i giocatori, subissavano di fischi e oggetti gli ospiti giallorossi.

Un’istantanea della gara (Twitter)

Ma questo non è l’unico girone a rischio, in una “follia” collettiva che sembra aver coinvolto tutta l’Europa. Il girone H non è stato da meno, e sin dal primo turno a Zagabria i Bad Blue Boys della Dinamo hanno accolto gli Hammers, nel prestigioso ritorno sulle scene internazionali, a modo loro. Il messaggio dei croati è stato chiaro: due striscioni, uno in sovraimpressione che recita “Congratulations, you’ve just met the… e l’altro, esposto in basso, con la scritta “Bad Blue Boys”, una delle pezze più grandi al mondo per dimensioni. Alcuni lo scambiano per un omaggio alla celebre firm di Cass Pennant, la ICF, che era solita lasciare un biglietto con su scritte queste parole agli avversari, ma dovranno ricredersi solo qualche ora dopo quando, in tarda serata, inizia la caccia all’inglese per le strade della capitale croata.

Nel secondo turno è toccato a questi ultimi rifarsi: in uno Stadio Olimpico di Londra dipinto di Claret and Blue e in trepidante attesa, i tifosi del West Ham hanno accolto gli austriaci del Rapid Vienna. Anche qui gli scontri sulle tribune non sono tardati ad arrivare, con gli inglesi ansiosi di ricambiare l’affetto ricevuto a Zagabria dai BBB, e di vendicarsi proprio con il Block West austriaco, amico fidato dei croati. Ma lo spirito della competizione sembra essere arrivato persino a Leicester: qui, nella prima partita del girone, i tifosi delle Foxes hanno messo da parte quelle oscene manine di plastica fornitegli dalla società per passare alle mani (vere) con gli ultras napoletani, in totale stato di grazia dopo il pareggio di Oshimen allo scadere.

Ed è proprio il gruppo del Napoli, il girone C, che merita attenzione.

L’amicizia tra i russi dello Spartak Mosca e i napoletani non ha comportato una perdita di fascino perché gli Ultras del Legia Varsavia, celebri per le loro scenografie autocensurate contro la Uefa, hanno dato spettacolo nella partita contro il Leicester. Nel momento in cui gli inglesi si sono inginocchiati prima del fischio d’inizio per solidarietà al movimento BLM, i polacchi hanno esposto la loro scenografia raffigurante un uomo non identificato che indossa una corona e la scritta “Inginocchiati davanti a sua maestà”. C’è chi ha identificato nell’uomo l’intero popolo polacco, da sempre poco incline ai formalismi, ma il messaggio non sarebbe potuto essere più chiaro.

Non deve essere stato un gran momento per i giocatori del Leicester

Comunque non finisce qui, e anzi potremmo continuare a lungo: ogni gruppo trasuda infatti storia e tradizione, e ha visto migliaia di tifosi invadere la strade d’Europa come non accadeva da tempo. Pensiamo a quelli del Royal Antwerp (l’Anversa), che hanno accolto i tifosi avversari dell’Eintracht Francoforte – altra tifoseria storicamente calda – nel “migliore” dei modi. Prima gli scontri con la polizia fuori dalla stadio, poi i petardi e i fumogeni lanciati in campo; infine, dato che ad Anversa la transizione ecologica è ad un livello molto avanzato, i tifosi di casa hanno dimostrato di avere a cuore la lezione di Greta e dei movimenti ambientalisti. Basta con i lanci di motorini dal terzo anello di San Siro, nel frattempo è arrivato il progresso: se il motorino inquina troppo, meglio lanciare direttamente un monopattino elettrico, silenzioso ed ecosostenibile.

In tutto ciò, chissà cosa sarebbe successo se non fossero state vietate le trasferte ai marsigliesi e ai polacchi del Legia nella terza giornata.

Anche la nuovissima Conference League in questo senso lascia ben sperare, offrendo sulle gradinate un contraltare al triste “spettacolo” del campo. Una menzione particolare per gli eroici tifosi romanisti presenti a Luhansk, in una trasferta apparentemente anonima che con ogni probabilità ricorderanno per tutta la vita, e per le poche centinaia a petto nudo in Norvegia a Glimt, che faranno altrettanta fatica a dimenticare le sei reti subite. Infuocato anche il clima sugli spalti del De Kuip di Rotterdam, pieno in ogni ordine e posto, e in molti altri impianti in giro per il continente. Un clima di esaltazione generale che, con tutti i suoi eccessi, almeno ci ha riportato a contatto con la realtà degli stadi – fino a quando sarà possibile viverli alla “vecchia maniera”. Con questo non si vuole fare l’apologia dei tifosi violenti, sia chiaro, ma dire neanche troppo tra le righe una cosa: meglio gli stadi pieni, nonostante qualche effetto collaterale, di quelli spettralmente vuoti nella piena pandemia.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Interviste
Domenico Rocca
30 Luglio

Il calcio dai tifosi e per i tifosi

Intervista a Supporters in Campo, il progetto italiano che promuove la partecipazione attiva dei tifosi.
Papelitos
Federico Brasile
16 Aprile

Italianissima Roma

L'arte dell'adattamento e della difesa.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
12 Settembre

Il tifoso del Manchester City sta morendo

Persone che diventano cose.
Calcio
Sabato Del Pozzo
15 Settembre

Tessera del tifoso 2.0

La tessera ritratta la sua natura e riapre al passato.
Calcio
Luca Giorgi
6 Febbraio

Sport USA e getta

Dobbiamo essere chiari, per come intendiamo noi lo sport gli Stati Uniti non hanno una cultura sportiva.
Tifosi
Domenico Rocca
15 Settembre

Supertifo, il peso del tempo

Parabola della prima storica rivista dedicata al tifo organizzato.
Tifosi
Emanuele Meschini
17 Dicembre

Genoa-Siena: tra farsa e realtà

Una tragedia inscenata sul palcoscenico dello Stadio Ferraris.
Papelitos
Gianmarco Galli Angeli
25 Maggio

L’importanza della tradizione

Il Manchester United fa valere l'esperienza, conquistando la sua prima Europa League.
Storie
Michelangelo Freda
21 Novembre

Shakhtar Donetsk, tra guerra e politica

In Ucraina si sta consumando da anni una guerra geopolitica, militare e infine anche calcistica.
Interviste
Michelangelo Freda
9 Gennaio

Shkendija, non chiamateci macedoni

Intervista ai Ballistet, ultras dello Shkendija, tra nazionalismo albanese e supporto alla causa kosovara.
Tifosi
Alberto Fabbri
14 Febbraio

Quando gli ultras scendono in piazza

Nel 2011 il tifo organizzato del Cairo è stato garante e difensore delle rivolte popolari.
Tifosi
Andrea Angelucci
20 Aprile

Il calcio è di tutti

Azionariato popolare e Finanziamento collettivo. L'utopia esiste.
Tifosi
Andrea Mainente
15 Ottobre

No one likes us, we don’t care

Viaggio nel mondo Millwall e nel popolo degli abissi.
Tifosi
Jacopo Benefico
7 Novembre

Sparta contro Slavia, storia di un odio

I due volti inconciliabili della Praga calcistica.
Tifosi
Domenico Rocca
4 Giugno

Nel nome di Antonio De Falchi

04/06/1989: il buio a San Siro.
Tifosi
Alessandro Imperiali
8 Gennaio

I tifosi del West Ham United tra storia e mitologia

Congratulations, you have just met the Inter City Firm.
Editoriali
Andrea Antonioli
23 Ottobre

Elogio della guerra

Il calcio è stato trasformato in uno spettacolo, e come tale deve sottostare alle leggi dello show business.
Tifosi
Diego D'Avanzo
12 Ottobre

In fondo al buio c’è la luce

La storia del Dortmund, la storia del Muro Giallo.
Editoriali
Gennaro Malgieri
2 Dicembre

Perchè il calcio non è solo uno sport

L’irresistibile “calcistizzazione” che ha ormai contagiato tutti gli strati e i ceti sociali, si spiega con un'inconscia e primordiale "spinta comunitaria" che è uno dei fondamenti, probabilmente il più importante, della “nuova” politicità, trascendente le forme tradizionali legate ai partiti e ai movimenti, che si va affermando ovunque.
Calcio
Gianluca Palamidessi
2 Ottobre

Abolite l’Europa League

Una competizione confusa nella teoria e brutta nella pratica.
Editoriali
Vito Alberto Amendolara
25 Dicembre

Elogio degli stadi pieni

Il regalo che tutti vorremmo: tornare sulle gradinate.
Papelitos
Lorenzo Santucci
27 Settembre

Aldrovandi vive nel ricordo

Lo stadio come luogo di coerenza sentimentale.
Tifosi
Michelangelo Freda
6 Maggio

L’altro volto del Paris Saint-Germain

La storia che non conoscete dietro al PSG.
Papelitos
Lorenzo Ottone
14 Maggio

Non ci ribelliamo perché non andiamo (più) in Curva

Il lockdown, in realtà, non ci è pesato affatto.
Interviste
Simone Meloni
4 Novembre

I ragazzi della Sud

Antonio Bongi racconta i gloriosi anni del Commando Ultrà Curva Sud.
Calcio
Alberto Fabbri
8 Febbraio

Ultras d’Italia, ep. IV

Italia 90, il "Calcio moderno" ed il principio della crisi.
Calcio
Alberto Maresca
12 Giugno

Tifare Sevilla tra sangue e sangria

I Biris Norte tra Federico García Lorca e Francisco Franco.
Calcio
Marco Gambaudo
13 Agosto

Genoa, un altro anno aspettando Godot

Sulla sponda rossoblù del Bisagno si naviga a vista.
Storie
Gianluca Palamidessi
24 Gennaio

Dare calci al Caffè Borghetti e fregarsene della partita

Cos'è un sapore antico?
Storie
Simone Galeotti
3 Dicembre

I giardini di Marzo o della Lazialità

La Lazio e i laziali visti da una lente esterna.
Calcio
Antonio Torrisi
17 Giugno

La Coppa Italia è antidemocratica

Un torneo che ci rappresenta: da rifondare, ma sempre domani.
Tifosi
Valerio Santori
9 Aprile

Il posto dei tifosi è all’inferno

Quello spot Nike in cui rappresentavano il Male.
Calcio
Alberto Maresca
20 Agosto

Il calcio a Baku

Tra politica, petrolio e assolutismo.
Tifosi
Jacopo Benefico
19 Novembre

Marsiglia vs Nizza, il derby del mare

Storia di due città che si odiano da sempre.
Papelitos
Marco Gambaudo
2 Maggio

Gli stadi nel post-umano

Dopo la carne non carne, arriva lo stadio non stadio!
Interviste
Alberto Fabbri
4 Novembre

Contucci, l’avvocato del diavolo

Voce all'avvocato Lorenzo Contucci, sindacalista dei tifosi.
Tifosi
Alberto Fabbri
28 Ottobre

Ultras d’Italia, ep. II

Il decennio della diffusione in tutta la Penisola.
Tifosi
Alberto Fabbri
5 Ottobre

Ultras d’Italia, ep. I

Incipit della storia del tifo italiano.
Tifosi
Alessandro Imperiali
12 Ottobre

Chi canta prega due volte

Chiesa, cultura popolare, stadio: l'evoluzione dei cori in terra anglosassone.
Tifosi
Alessandro Imperiali
1 Giugno

Il Casuals in Italia è solo questione di estetica?

Un fenomeno più mediatico che (sotto)culturale.
Papelitos
Alberto Fabbri
14 Marzo

Nein zu RB

La Red Bull e il calcio, un rapporto complicato (almeno per noi tifosi).
Calcio
Raffaele Scarpellini
24 Ottobre

Il Valencia non vede più la luce

Il magnate Peter Lim sta portando il club nel baratro.
Tifosi
Domenico Rocca
2 Febbraio

Le ombre del caso Speziale

Ricorre oggi l'anniversario di una tragedia dai tratti oscuri.
Tifosi
Alberto Fabbri
17 Maggio

Psicanalisi di Curva

Scambio di epistole digitali con Giuseppe Ranieri, autore Ultras.
Editoriali
Luca Giannelli
28 Dicembre

Il fallimento di un modello che non c’è

Concentrarsi sul singolo fatto per non mettere in discussione un sistema marcio.
Recensioni
Gezim Qadraku
8 Luglio

Forever Pure

La squadra più razzista del mondo.
Papelitos
Alberto Fabbri
7 Agosto

Tifa, consuma e crepa

L'umiliazione fisica e morale del tifoso.
Interviste
Giuseppe Cappiello
12 Marzo

US Fasano, il calcio del suo popolo

Il pallone come rito e bene collettivo.
Interviste
Michelangelo Freda
27 Aprile

Lo strano caso dello Sheriff Tiraspol

Abbiamo intervistato Roberto Bordin, allenatore dello Sheriff Tiraspol, e gli ultras indipendentisti della squadra: così abbiamo scoperto l'autoproclamatasi Repubblica di Transnistria.
Papelitos
Jacopo Benefico
22 Agosto

Se il calcio è mero spettacolo, noi tifosi siamo dei guardoni

Il nuovo pallone ha avuto la meglio sulla nostra umanità.