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21 Luglio

C’è vita in Formula 1

Luca Pulsoni

73 articoli
Tra Hamilton e Verstappen volano gli stracci dopo l’incidente di Silverstone

Abbiamo sognato per 50 giri. Silverstone come Wembley. Il Rosso Ferrari come l’azzurro dell’Italia di Mancini. Stavolta ai rigori sorridono loro, i 140 mila inglesi accorsi a gremire le tribune di Silverstone alla vigilia del ‘Freedom Day’ fissato dal premier Boris Johnson.

Sarebbe stato un altro golpe, noi a casa loro. Invece Hamilton ha battuto Leclerc e la Mercedes ha battuto la Ferrari. Fin qui nulla di nuovo, data la superiorità tecnica della stella su Maranello. Ma fino a due tornate dal termine era Leclerc a dettare il passo e Sir Lewis a inseguire. Preda e cacciatore, il mondo alla rovescia. Il ferrarista ha preso il comando della gara dopo il contatto al primo giro tra Hamilton e Verstappen, con l’olandese finito a muro e trasportato in ospedale.

Il motorsport si è diviso: chi sta con Max, chi con Lewis. I commissari di gara hanno inflitto al pilota britannico una controversa penalità di dieci secondi che non hanno impedito la rimonta su Leclerc e il successo che ha riaperto il mondiale (ora Verstappen guida la classifica con appena 8 punti di vantaggio).



Max, intontito in un letto del vicino ospedale di Coventry, ha lanciato una bordata al rivale via social:

«La penalità inflitta non ci aiuta e non rende giustizia alla mossa pericolosa di Lewis in pista. Guardare i festeggiamenti mentre si è ancora in ospedale è un comportamento irrispettoso e antisportivo».

Hamilton, che a onor di cronaca ha chiesto informazioni sulle condizioni del rivale via radio appena dopo l’incidente, è passato alla difensiva:

«Sapevo di dover essere aggressivo con Max per superarlo, ma sono sicuro di avergli lasciato lo spazio».

Scontro verbale proseguito a suon di comunicati e dichiarazioni al vetriolo tra le due scuderie e i rispettivi team principal: «Penso che sia deludente da parte di un sette volte campione del mondo aver fatto una mossa così disperata e mandato un collega in ospedale», ha detto Chris Horner. «Nessuno dei due piloti era disposto a cedere e nessuno ha dato spazio all’altro – ha replicato il team principal Mercedes, Toto Wolff – C’è scritto chiaro nel regolamento che se ti trovi affiancato di mezza macchina all’interno la curva è tua e non di chi è all’esterno che a quel punto deve lasciare spazio». La sfida rischia di sfociare in tensione politica.



L’incidente alla Copse ha lasciato il segno e apre una nuova fase nel campionato mondiale. Hamilton ha tirato fuori gli artigli restituendo a Verstappen le ruotate di Imola e Barcellona. Lewis ha rotto gli indugi: non è più tempo di giochini psicologici (che Verstappen ha definito «stronzate») ma è l’ora di sporcarsi le mani ed entrare a gamba tesa nella tana del lupo, nel tentativo di aprire una crepa nel fortino di Verstappen.

A Silverstone Hamilton ha incassato il colpo nella prima Sprint Race della storia restituendolo a pochi chilometri dal semaforo verde.

Ruota a ruota, muso a muso, sguardi che si incrociano. Hamilton entra alla Copse dall’interno, velocità 290 km/h. Verstappen non alza il piede e si difende come al solito: non pensa ai punti mondiali ma soltanto a respingere l’assalto del rivale. Inevitabile l’incrocio, con la ruota anteriore sinistra della Mercedes che balza sulla posteriore destra della Red Bull. Incidente visto e rivisto, un precedente illustre: Senna-Prost a Suzuka 1990. Un tuffo nel passato.

Una mossa aggressiva che ha confermato la nuova dimensione di Hamilton nella sfida con Verstappen.

«Francamente non credo di aver mai visto Lewis così combattivo come a Silverstone domenica scorsa – ha detto l’ex campione del mondo Damon Hill in una puntata del podcast F1 Nation – Era solo una questione di tempo, prima o poi si sarebbero dovuti scontrare. Tutti e due stavano guidando in modo molto aggressivo».

L’ex boss della Formula 1 Bernie Ecclestone, che alla vigilia del Gran Premio non aveva risparmiato critiche rivolte a Hamilton («è meno combattivo di un tempo»), ha parlato di penalità «non adeguata alla pericolosità della manovra compiuta da Hamilton». «Avrebbero dovuto dare a Lewis una penalità di trenta e non di dieci secondi – ha detto al Daily Mail – Lewis non si trovava davanti a Verstappen nel punto in cui è avvenuto l’impatto e perciò la curva non era sua, era indietro di quasi un metro e infatti ha colpito Verstappen con il muso all’altezza della gomma posteriore destra».



Poi un dietrofront sulla combattività ritrovata di Hamilton: «Questo incidente gli ha dato quella fiducia che ancora non aveva trovato quest’anno. È tornato quello di prima e ora ha molte più possibilità di vincere il suo ottavo titolo mondiale e superare Schumacher».

L’aggressività di Hamilton rischia di diventare un fattore nella lotta mondiale. La ruotata di Silverstone rivela una fame atavica forse assopita dal dominio dispotico delle ultime annate. Hamilton, nelle settimane successive al rinnovo con la Mercedes, è pronto a una nuova rivoluzione: combattere e vincere, accettando la sfida lanciata da Verstappen. C’è vita in Formula 1. Finalmente.

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