Ha ragione Percassi: al Franchi si è toccato il fondo. Ma non a causa dei tifosi viola. Le lamentele di Giampiero Gasperini per gli insulti ricevuti durante Fiorentina – Atalanta (per la cronaca, persa dalla squadra bergamasca per 2-1) lasciano a dir poco a desiderare. Il Gasp sostiene che l’insulto Figlio di putt…na ricevuto dai tifosi avversari

 

“è una cosa esagerata che va al di là del calcio, un fatto di maleducazione e cafonaggine, un insulto pesante da accettare”.

 

Perdonate la sfrontatezza quasi stucchevole, siamo consapevoli di essere provocatori. E per questo ci scusiamo, ma a volte rimaniamo basiti dai comportamenti – in questo caso dalle dichiarazioni – di personaggi che masticano pallone da una vita. Sembrerebbe che Gasperini, durante la sua lunga carriera sui campi da calcio, non abbia mai ricevuto un insulto di questo tipo. In tal caso fortunato lui, ma ci permetterete quantomeno di rimanere dubbiosi.

 

Gasperini Iachini

Il saluto tra Gasperini e Iachini prima dell’incontro (foto di Claudio Villa/Getty Images)

 

Il patron Percassi ha addirittura chiesto la sospensione della partita. Inutile dire che, se dovessimo interrompere il gioco per insulti di questo tipo, probabilmente in Serie A, così come fuori dai confini nazionali, non si arriverebbe al secondo tempo. Non parliamo infatti dell’attacco alla libertà di una persona: non si lede, ad esempio, né l’origine culturale né tantomeno il credo. E’ semplicemente l’insulto più antico del mondo.

 

Soprattutto, il riferimento alla madre che ha combattuto la guerra è sembrato proprio fuori luogo. Che sia stata una donna eroica con un ruolo importante al quale questo paese deve essere grato nessuno lo mette in dubbio, ma non è proprio questo il punto. Alla cafonaggine si risponde con la maturità, quella che Gasperini non ha mostrato di avere, appellando tra l’altro i contestatori con lo stesso insulto.

 

“Io non ho mai insultato nessuno, sono sempre venuto da avversario ma non ho mai insultato nessuno. Mia madre ha fatto la guerra per dare la libertà di parola a quei deficienti che cantano ‘figlio di p…’, sono loro i ‘figli di p…’. E’ un insulto eccessivo, un fatto di maleducazione”.

Certo, quando viene toccata la mamma non ci si vede più (chiedere a Papa Francesco per credere), ma non possiamo dar credito a simili polemiche, né alle recriminazioni di Gasperini e Percassi: così si rischia anche di neutralizzare battaglie più serie, ma soprattutto si crea una frattura tra i rappresentanti dello sport e quello che molti – più o meno giustamente – definiscono paese reale. La rabbia del post partita ci sta tutta, la delusione anche, ma per favore: non perseveriamo nel ridicolo e torniamo ad ammirare la maschia e senza fronzoli Atalanta del Gasp.