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26 Ottobre

Gremio corsaro, Boca da sogno

Cosa ci hanno detto le due semifinali di andata della Copa Libertadores.

Finalmente giunti alla stretta finale, il penultimo atto della Copa Libertadores mette in scena la più classica delle rivalità sportive latine: la sfida incrociata Brasile-Argentina come semifinale del prestigioso trofeo. Il teatro designato per il primo atto è la capitale rioplatense dove La Banda del Muñeco Gallardo ospita il Grêmio campione in carica, mentre il giorno seguente è il Boca Juniors ad aprire il proprio cortile al Palmeiras, capolista del brasileirão. Il sipario si alza a Nuñez, dove gli spettacoli pirotecnici del Monumental accolgono le squadre e suonano la carica dei Millonarios.

 

La Banda prova ad affidarsi alle certezze dell’ultimo semestre e lancia le giocate del Pity Martinez che sembra disperdere la sua qualità nella desolazione dell’area avversaria, dove gli abulici Scocco e Santos Borrè hanno le polveri bagnate e non aiutano in fase di manovra; presto si capisce che il River non è in serata e la composta resistenza del Grêmio difende in modo decisamente tranquillo i pali di Marcelo. I pericoli arrivano solo dalla media distanza e la conclusione insidiosa di Palacios una delle poche serie occasioni da gol. D’altra parte il Tricolor gaúcho aspetta sornione la spia di riserva degli uomini di Gallardo e sfrutta tutte le debolezze del Más Grande: il ‘provincialismo’ con cui il Grêmio recapita in area argentina ogni calcio punizione, evidenzia lo studio attento dell’avversario. Non a caso, dopo un’ora di gioco, Michel, rientrante al posto di Luan dopo 5 mesi di calvario, beffa l’uscita maldestra di Armani e sfrutta la marcatura ballerina di Palacios: il colpo di testa vincente del volante Tricolor è il quinto gol su otto subito dal River in questo semestre sugli sviluppi di calci piazzati. Il River non reagisce e la sentenza passa in giudicato.

 

 

Uniti, ma solo idealmente. River e Gremio nell’inaugurale foto di gruppo (foto Amilcar Orfali/Getty Images)

 

 

Nel Risiko della Bombonera i carrarmati verdi arrivano per riaffermare il predominio in terra boquense, dopo la netta vittoria ottenuta nella fase a gironi del torneo. Felipâo Scolari mostra i muscoli e sfoggia tutta la compattezza difensiva che sta rendendo straordinario il semestre Verdão. La cerniera centrale, serrata dalla fisicità dell’ex rossonero Gomez, Luan Garcia e dalla diga sporca di Felipe Melo, costringono Barros Schelotto a presentare una formazione scevra del talento ancora troppo fragile del capitano Gago e del bomber Benedetto e puntare sulle corse di Barrios a centrocampo e le sportellate di Wanchope Ábila davanti. Il Boca tesse il gioco, prova ad azzannare, ma senza convinzione. Maurito Zarate non sembra ispirato e Wanchope riesce a trovare con discontinuità spazi e pallone. Così, proprio quando sembra completo e realizzato il piano tattico di Scolari, avviato al sedicesimo (16!) clean sheet stagionale, El Mellizo decide di giocare la carta del destino.

 

L’ingresso del Pipa Benedetto aggiunge finalmente l’oro necessario alla camiseta azul degli Xeneizes, trovando il tempismo giusto per incornare il calcio d’angolo di Villa a 10 minuti dalla fine. Ma il capolavoro, il Pipa, lo mostra a due minuti dalla fine, insegnando tecnica in mondovisione, con un controllo orientato di suola che disegna una mezza veronica sulla quale Luan vede triplo e perde il contatto visivo con palla, uomo, e probabilmente dimensione terrena. Con un solo movimento il bomber del Boca si crea lo spazio necessario a lasciar partire la conclusione secca che mette il punto finale sulla partita della Bombonera. Non segnava da 10 mesi il Pipa, quando, dopo l’ennesimo gol, il suo crociato anteriore aveva fatto disperare i tifosi Xeneizes e strappare il suo biglietto, già stampato, per Mosca. Prima di allora Benedetto aveva fatto registrare una media gol superiore persino a sua ‘titanide’ Martin Palermo e sembrerebbe condividere con il Loco la stessa propensione a essere un hombre de pelicula. Tra una settimana si passa dal Tango alla Samba. Il River Plate andrà nel Rio Grande Do Sul, a Porto Alegre, là dove i gáuchos diventano gaúchos, e la distanza è poca sia in senso geografico che sportivo: ribaltare il risultato possibile e alla portata della squadra di Gallardo. Al contrario, il Palmeiras, dovrà costruire in terra Paulista una rimonta solida e per farlo dovrà sbilanciarsi, minando così il suo castello difensivo, esponendosi alle ripartenze del Boca, che da oggi ha ritrovato il suo goleador principe.

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