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Italia
20 Settembre

Il calcio a Bari è un Ideale

Il pallone dal basso che non si arrende al business.

“La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”: così cantava Giorgio Gaber negli anni ’70 e, nel calcio, cosa può rappresentare meglio questi due valori di una tifoseria che segue la propria squadra ovunque essa giochi, senza vincoli o restrizioni, potendo utilizzare qualsiasi strumento per sostenere il proprio undici e divertirsi sulle gradinate? Poco e niente, eppure negli ultimi quindici anni l’idea di “tifo libero” è stata a più riprese messa in discussione e minacciata da strette repressive e facili propagande.

 

 

Di fronte a misure sempre più stringenti molti gruppi hanno deciso di cedere il passo, altri hanno continuato una lotta ad armi impari contro il Sistema Calcio, altri ancora hanno trovato nuove strade per sopravvivere. In quest’ultima specie possiamo annoverare il manipolo di amici ed ex frequentatori della Curva Nord di Bari, che ha fondato l’Ideale Bari Calcio.

 

“Il progetto nasce dalle ceneri di una nefasta epoca, quella del calcio moderno e delle sue degenerazioni: il calcio del business, della politica, degli interessi, il calcio delle scommesse e degli accordi sottobanco, il calcio dei pochi ma ricchi e della repressione. Nauseati da queste digressioni e ben consapevoli delle vere istanze che questo meraviglioso sport originariamente aveva, un gruppo di ultras ha deciso di fondare questa Società” – raccontano i fondatori dell’Ideale.

 

Nata il 28 maggio 2012, l’Ideale è una società ispirata da valori alternativi a quelli del “calcio business” imperante nelle serie maggiori, nonché una delle realtà più attive nel panorama del calcio popolare in Italia. I suoi colori sono un omaggio a quelli comunali, già caratteristici del Galletto, invece il nome si rifà ad una delle prime squadre del capoluogo pugliese (l’Unione Sportiva Ideale) che nel 1928 si fonderà con la Liberty Bari dando vita all’Unione Sportiva Bari. Sullo stemma è presente anche il disegno di un pallone di cuoio in stile retrò, simbolo di un football più spontaneo e passionale, non ancora affetto dalla malattia dell’affarismo.

 

 

Insomma, il progetto sportivo e sociale dell’Ideale si fonda sulla passione, al di là di qualsiasi fine lucroso, su coinvolgimento dal basso, mentalità del sacrificio e abnegazione assoluta alla causa, perché tra i dilettanti non ci sono santi in paradiso; e ne sono ancora più consapevoli le realtà che si raccolgono attorno alla bandiera dell’azionariato popolare. Coinvolgimento a 360° di ogni singolo socio nelle questioni organizzative, si diceva: una realtà nella quale il voto e l’opinione del presidente hanno lo stesso peso specifico del tifoso, che accende una torcia in tribuna allo “Stadio Lovero” di Palese; una società nella quale i calciatori giocano e si divertono celebrando il Dio Pallone nel senso più sacro del termine, sapendo bene che a fine mese riceveranno al più un rimborso spese.

 

 

Un sostegno sincero che meriterebbe altri palcoscenici.

 

 

Ogni anno, verso la fine di agosto, vengono organizzate sessioni di prova in cui i vecchi giocatori si allenano con le nuove leve che aspirano ad entrare in rosa, sotto l’attento giudizio del mister che sceglie l’organico per la nuova stagione. Una strategia sicuramente peculiare, che ha dimostrato l’efficacia di puntare sulla motivazione e sul senso di appartenenza dei giocatori. L’esordio nel campionato 2012/13 della federazione UISP è stato seguito da tre campionati di Terza Categoria FIGC, quindi sono arrivate due promozioni fino alla Prima Categoria, in cui l’Ideale Calcio si appresta a disputare il terzo campionato consecutivo. Per quanto riguarda il settore giovanile invece, la società ha recentemente annunciato l’inizio di una collaborazione con l’ASD di Cagno Abbrescia, storica realtà dello sport dilettantistico barese.

 

 

La struttura organizzativa dell’Ideale Bari permette ai soci di partecipare attivamente alla vita del club. Con un contributo minimo di 5 euro mensili si acquisisce il diritto di voto durante le assemblee, nelle quali si decide ogni aspetto della squadra e della società: si passa dal reperimento dei fondi per iscriversi al campionato alla pianificazione delle trasferte dei tifosi e della squadra; le riunioni si svolgono solitamente una volta al mese o, per questioni urgenti, con cadenza settimanale. In realtà, per evitare interferenze con soggetti esterni non coerenti con la ragione sociale del club, l’ammissione di nuovi soci è sempre vincolata al giudizio dei soci già esistenti. Tuttavia, in genere le riunioni sono aperte all’intero popolo dell’Ideale, che segue in massa i propri beniamini in giro per la Puglia.

 

Oltre al contributo associativo, i finanziamenti provengono dalla sottoscrizione degli abbonamenti, così come dalle piccole sponsorizzazioni di negozi ed imprese che supportano la causa. In realtà il concetto di “abbonamento” è differente da quello universalmente riconosciuto: il principio fondante è l’offerta libera, in base a cui il tifoso riceve il materiale prodotto dal gruppo; con vari tipi di offerte si possono così acquistare la tessera stagionale, il cappellino e la maglietta nella tradizione del banchetto di curva, volto all’autofinanziamento. Allo stesso modo, l’accesso allo stadio è a contributo libero.

 

Come sappiamo le realtà del calcio popolare si distinguono per l’impegno sociale e l’attivismo sul territorio, tant’è che anche l’Ideale Bari non ha mai mancato di dimostrare il suo radicamento attivo sul territorio. Ogni anno vengono organizzate numerose iniziative di beneficenza, oltre a dibattiti ed eventi come la rassegna “Pensieri Liberi”, un cineforum dedicato al mondo del pallone, che spazia dalle monografie sui grandi protagonisti del calcio fino ai temi di scottante attualità, come gli omicidi Cucchi o Aldrovandi.

 

 

Tra le altre iniziative, bisogna citare gli incontri sulle tematiche di curva e le attività di forte impatto sociale, come l’istituzione del gruppo dei donatori di sangue “Gabriele Sandri”. Inoltre l’Ideale aderisce alla “Rete 21 Maggio”, costituita da diverse tifoserie nazionali che, nella fase più critica della pandemia, hanno tappezzato varie città con gli striscioni: “Basta profitto, sport e salute sono un diritto”.

 

 

A proposito, tra le realtà del panorama italiano con cui i ragazzi al seguito dell’ideale si confrontano più spesso, meritano una menzione i ragazzi del Quartograd di Napoli, del Sulmona, del Gravina, del Monopoli, di Salerno e infine della Reggina calcio (presenti in alcune partite dell’Ideale con la pezza ufficiale del gruppo) e della Viola Reggio Calabria Basket. L’amicizia forse più particolare è quella con i tifosi della Lokomotiv Lipsia, squadra della Quarta Divisione tedesca, anima verace ed appassionata della città sassone: le visite tra i due gruppi sono regolari e, all’esterno dello stadio Lovero di Palese, è presente anche un murale disegnato dai ragazzi tedeschi, in segno di fratellanza e rispetto tra le due tifoserie.

 

 

Nella coreografia la testimonianza dell’amore per la propria città.

 

 

Negli ultimi mesi si è fatta ancor più aspra la lotta per la sopravvivenza delle società dilettantistiche, in particolare per le società fondate sull’azionariato popolare, e ai problemi di natura finanziaria si sono aggiunti quelli di carattere logistico, organizzativo ed ovviamente sanitario. Queste realtà hanno dovuto affrontare, e pagare a caro prezzo, tutte le conseguenze delle restrizioni imposte dall’emergenza Covid-19: così un appello firmato e sottoscritto da moltissimi club, tra i quali anche l’Ideale Bari, è stato consegnato a giugno direttamente al Presidente della Figc, Gabriele Gravina.

 

 

I club hanno richiesto sia l’abbattimento o l’azzeramento dei costi di iscrizione ai campionati, sia una copertura delle cosiddette “spese vive” per l’affitto dei campi sportivi e per attuare tutte le misure di tutela della salute dei tesserati. Oltre ad avere un valore pratico, questo appello chiede a gran voce che possa essere finalmente riconosciuto il valore che il calcio e lo sport di base hanno per il tessuto sociale italiano.

 

 

In “tribuna d’onore” insieme alla proprietà dell’Ideale Bari Calcio.

 

 

Una prima importante novità circa la ripresa dell’intero mondo dilettantistico è arrivata con il DPCM del 7 agosto, che ha stabilito la ripresa dell’attività con la partecipazione del pubblico per un massimo di 1000 spettatori all’aperto e di 200 al chiuso per gli eventi a carattere territoriale (recentemente il DPCM è stato aggiornato in base alle disposizioni del Ministero dello Sport, ndr). Ad ogni modo, la partecipazione rimane vincolata al rispetto delle misure di contenimento del Covid-19 quali il distanziamento fisico, l’uso delle mascherine, la corretta aerazione dei locali al chiuso e l’obbligo di misurazione della temperatura corporea all’ingresso delle strutture sportive.

 

 

Così, il DPCM ha provato a regolamentare l’accesso allo stadio per la ripresa dei campionati ma, con l’emergenza tuttora in corso, sicuramente sarà difficile in tempi brevi rivivere l’atmosfera di aggregazione tipica della domeniche pomeriggio allo Stadio Lovero, delle feste o dei raduni tra tifoserie amiche.

 

 

Ma ora è il caso di lasciarsi alle spalle i mesi trascorsi: ormai è prossimo il fischio d’inizio di una nuova stagione in Prima Categoria, un’annata tanto difficile sul campo quanto anomala e precaria fuori. Di fronte ai dubbi che sorgono sul futuro, la consapevolezza è che i ragazzi che sostengono l’Ideale sono pronti. Perché, come dimostrano le tristi gradinate deserte di questo periodo, vi è una sola certezza: dal passato al presente, il calcio è della gente!

 


Per le immagini ed il supporto alla realizzazione dell’articolo, si ringraziano Emmanuele e Gianluca del direttivo Ideale Bari Calcio.


 

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