Per il Barcellona il Clasico di ieri sera era l’ultimo appello disponibile per salvare una stagione che rischiava di diventare disastrosa; per il Real Madrid era l’opportunità di mettere definitivamente in cassaforte il discorso campionato.  Le due squadre sono arrivate alla sfida decisiva del Santiago Bernabeu in maniera completamente opposta. Gli uomini di Luis Enrique ancora intontiti dall’eliminazione di coppa ad opera della Juventus. Centottanta minuti che sembravano ridimensionare il valore dei blaugrana. I Blancos, al contrario, con il morale alle stelle dopo aver eliminato una delle favorite della Champions, e con la possibilità di potersi accontentare di due risultati su tre contro i rivali di sempre. Oltre alla pressione sulle proprie spalle, il Barcellona doveva rinunciare a Neymar. Assenza che non prometteva nulla di buono.

Neymar non c'è, ma il Barcellona non ne risente troppo. Sono sette i giocatori pronti a offendere, compresi i due terzini. Messi gioca praticamente da regista e Paco Alcacer agisce da punta accanto a Suarez

Neymar non c’è, ma il Barcellona non ne risente più di tanto. Sono sette i giocatori pronti a offendere, compresi i due terzini. Messi gioca praticamente da regista e Paco Alcacer agisce da seconda punta accanto a Suarez

Non è stato necessario aspettare più di tanto per capire che Messi fosse “in giornata”. Verso il quarto d’ora l’argentino si è letteralmente preso gioco di Casemiro con una giocata fenomenale, costringendo il brasiliano all’intervento da dietro, costatogli il cartellino giallo. Due novità in entrambe le formazioni: da una parte il rientro di Bale ha permesso di ricomporre la BBC, mentre come sostituto di Neymar, Luis Enrique ha optato per Paco Alcacer. Lo spagnolo ha permesso al tecnico di poter schierare un 4-4-2 in fase di non possesso, che in certe situazioni si trasformava addirittura in un 5-3-2, con Rakitic che si abbassava sulla linea dei difensori, per cercare di coprire le avanzate di Marcelo. Busquets, invece, in fase di possesso arretrava in mezzo a Piquè e Umtiti, creando una singolare difesa a 3 (2+1). Questo atteggiamento, volto ad offendere, rischiava di favorire tuttavia i due esterni di difesa del Real Madrid – attualmente, con Alex Sandro, i due terzini più forti al mondo. Anche ieri sera Carvajal che si è reso immediatamente protagonista dopo il minuto di gioco, facendosi trovare pronto in posizione avanzata e pennellando in mezzo un pallone per Ronaldo, che ha costretto Umtiti ad un intervento irregolare, non sanzionato però dal direttore di gara. Marcelo, oltre alle solite scorribande da uomo a tutta fascia, ha picchiato duro (nel vero senso della parola) il povero Messi – costretto prima ad asciugarsi il sangue dalla bocca, poi a girare per il campo con un fazzoletto tra i denti, immagine già diventata un cult. Dopo i primissimi minuti di fuoco dei blancos, la partita ha preso la piega prevista. Possesso palla del Barcellona e atteggiamento di attesa degli uomini di Zidane, pronti a ripartire con i loro caratteristici contropiedi fulminei. Il gioco dei blaugrana è fortemente condizionato dall’assenza di Neymar, con Paco Alcacer che non si dimostra all’altezza di un incontro di tale spessore: la mancanza del brasiliano è da rilevare più per la personalità e l’attitudine mostrata in certe partite (nonostante sia solo del ’92) che non per la decisività durante la manovra blaugrana. Ieri, quando bisognava offendere, c’era – soprattutto – Lionel Messi.

Lo sguardo del fuoriclasse argentino poco prima della stoccata finale

Lo sguardo del fuoriclasse argentino poco prima della stoccata finale

Sono gli uomini di casa a portarsi per primi in vantaggio con Casemiro, che sfrutta nel migliore dei modi la respinta del palo sul tocco ravvicinato di Sergio Ramos. Neanche il tempo di godersi la rete, che Messi riporta a galla i suoi, prendendosi gioco di Modric e Carvajal e appoggiando in rete con un preciso diagonale rasoterra. Prima del duplice fischio Zidane perde Bale, che si ferma ancora una volta per il problema al polpaccio. Al suo posto il sinistro vellutato di Asensio. Nella ripresa i blancos si mostrano volenterosi nel giocarsi tutte le carte a loro disposizione. La partenza degli uomini di Zidane è fulminea, con Ter Stegen (ottima la prestazione del portiere tedesco) chiamato a due difficili interventi nei primi minuti di gioco. Nella prima metà del secondo tempo sono i due estremi difensori i veri protagonisti del match, con salvataggi decisivi, sia da una parte che dall’altra. Spezzone di gara caratterizzato da tante conclusioni imprecise. In uno dei migliori momenti per i madrileni, è Rakitic, dopo una prestazione di sacrificio, a gelare completamente il Bernabeu con un sinistro superbo su cui Navas non può nulla. La gara sembra mettersi ancora più in discesa per il Barcellona, quando pochi minuti dopo Sergio Ramos si fa espellere per un brutto intervento ai danni di Messi. Gli uomini di Enrique commettono l’errore di abbassare la guardia e come un fulmine a ciel sereno arriva il pareggio di James Rodriguez, entrato in campo solo quattro minuti prima. Sembra l’ennesimo episodio favorevole per la stagione del Real Madrid e quando il quarto uomo segnala due minuti di recupero in tanti vedono la Liga nella bacheca dei blancos. È ancora una volta Sergi Roberto a ridare ossigeno vitale ai tifosi blaugrana. A pochi secondi dalla fine, il terzino canterano esegue una discesa palla al piede di quasi 70 metri, appoggiando per Andre Gomes, il quale premia l’ennesima sovrapposizione di Jordi Alba: cross rasoterra che esce verso il limite dell’area, dove c’è Messi. La conclusione dell’argentino è chirurgica, Navas non ci arriva. Il dieci esulta mostrando a tutto il Bernabeu la propria maglia, ammonizione inevitabile e Liga riaperta all’ultimo respiro.

Il mancino di Messi è imprendibile

Il mancino di Messi è imprendibile

Il Clasico si dovrebbe giocare almeno una volta al mese. Una gara pirotecnica come quella di ieri sera è la miglior ricetta per i palati fini degli amanti di calcio. Il gol di Messi a poco più di 10 secondi dal termine è un macigno che rischia di compromettere il proseguo della stagione madridista. Gli uomini di Zidane si trovano ora a pari punti con il Barcellona, ma hanno ancora una partita da recuperare. Su di loro pende tutta la pressione, visto che un passo falso potrebbe rivelarsi fatale. Più che una vittoria fondamentale per il Barça, quella di ieri è stata l’ennesima dimostrazione della grandezza di Lionel Messi. Il dieci blaugrana ha raggiunto quota 23 gol nei Clasico e 500 con la maglia del Barcellona. In settimana, Fabio Caressa aveva avuto il coraggio di prevedere una cessione dell’argentino, rispondendo alla domanda su quale sarebbe potuto esserne il degno erede, affermando: “ce ne sono tanti”. Dichiarazioni come queste, ed altre, lasciamo che le porti via il vento, godendoci, ancora per un po’, le gesta del Re catalano.