Carrello vuoto
Papelitos
20 Dicembre

Tra i tre litiganti, l’Inter gode

Gianluca Palamidessi

126 articoli
C'era una volta un campionato combattuto.

Campione d’inverno è un’espressione fastidiosa e semplicistica, forse quest’anno associata all’Inter di Simone Inzaghi un po’ meno. Ci eravamo lasciati parlando di un’Atalanta pronta a lottare per il vertice e lo crediamo ancora – ma Gasp vincerà quando alla gioia del gioco totale saprà aggiungere un pizzico di buon senso in fase di non possesso. Avevamo elogiato il lavoro di Spalletti, che ha già dato al suo Napoli un’impronta indelebile (Zielinski: «essere capitano di questa squadra mi rende orgoglioso. Per lo scudetto ci siamo e lotteremo fino alla fine») al di là degli interpreti – ma alcune assenze pesano più di altre e i numeri delle ultime settimane parlano chiaro. Infine, avevamo elogiato il Milan probabilmente sopravvalutandolo. Pioli, un po’ come Gasperini, non accetta compromessi, ma l’orizzonte dei rossoneri assomiglia al momento più al mare cartonato del Truman Show che ad un oceano vero e proprio.

E poi c’è l’Inter di Inzaghino. Inutile tornare sul gioco dei nerazzurri, che – come ha giustamente fatto notare Paolo Di Canio ieri sera al Club – è caratterizzato proprio da quell’equilibrio che sembra mancare alle altre per la lotta al vertice: l’Inter ha segnato gli stessi gol (48) in casa (24) e in trasferta (24), subendone appena 6 a San Siro e 9 lontano da Milano. Soprattutto, laddove le altre ricercano ossessivamente i tre punti, l’Inter preferisce non perdere (4 pareggi e 1 sconfitta). Il contrario di quanto facciano sia l’Atalanta di Gasperini (lo ha ammesso lui stesso ieri sera al Club) che il Milan di Pioli (che di partite ne ha perse tre).

L’Inter non solo gioca bene, dunque, ma conosce il proprio corpo. Sa quando deve accelerare e quando deve rifiatare stancando la pressione avversaria, sempre sapientemente elusa grazie ad un palleggio che già caratterizzava l’Inter di Conte. Con una differenza: che Inzaghi ha trasmesso ai suoi un concetto sconosciuto all’Inter scudettata, il divertimento. Quando Lautaro entra sullo 0-3, vuole segnare a tutti i costi e infatti segna. Quando Perisic segna, non esulta di rabbia ma sorride.

Per carità, l’avversario fa la sua parte, ma l’allenatore anche. Non torniamo nuovamente su Inzaghi, che abbiamo elogiato tanto come allenatore della Lazio che come allenatore dell’Inter, ma dovremo riparlarne a fine campionato. L’Inter, già forte come rosa e mentalità grazie al lavoro coordinato di Marotta e Conte negli ultimi due anni, con Inzaghi ha aggiunto il divertimento. E quindi il bel gioco. Perché, citando l’unico allenatore in grado di battere l’Inter quest’anno, «se l’allenatore si diverte i giocatori si divertono. Se i giocatori si divertono anche i tifosi si divertono, e in campo si vede» (Maurizio Sarri). Si divertono un po’ meno le altre, ma occhio al calendario asimmetrico: tra gennaio e febbraio l’Inter affronterà quasi esclusivamente squadre di vertice.



Infine un commento su quelle “appena” dietro. Con la solita impareggiabile ironia, Mourinho nel post-partita ha detto che «la Roma non vince con una big da 25 minuti». Scherzi a parte, la vittoria della Roma sul campo dell’Atalanta potrebbe aver riaperto i giochi per la corsa alla Champions, dove ora l’ultimo posto occupato dall’Atalanta con 37 punti dista appena sei punti per Roma, Juventus e Fiorentina. Usiamo il condizionale perché una partita non fa primavera, ma è anche vero che siamo ancora in inverno.

A proposito di sorprese, la partita tra Fiorentina e Sassuolo è stata un manifesto per il nostro calcio. Vi risparmiamo retoriche confabulazioni sul cambiamento climatico del calcio italiano, perché quando andiamo in Europa le pizze continuiamo a prenderle. Se c’è però una cosa che Italiano, Dionisi ma anche Andreazzoli, Tudor, Zanetti e Juric hanno compreso è che il divario con le grandi puoi ridurlo solo così: provando a vincere. Il nostro campionato ha perso dei campioni ma sta trovando una sua identità grazie ad allenatori giovani, preparati e coraggiosi. In attesa che tornino soldi e quindi campioni, forse dovremmo puntare sul potenziale che abbiamo in casa: «il talento va aspettato», ha detto ieri sera Beppe Bergomi con leggero disappunto. Gasp l’ha guardato storto: quando prese l’Atalanta c’erano quasi solo italiani. Oggi allena quasi solo stranieri. Un po’ come l’Inter di Inzaghi.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Storie
Massimiliano Vino
8 Gennaio

Unione Sportiva Milanese, il cuore a scacchi di Milano

L'Unione Sportiva Milanese, terza squadra di milano, alle radici dell'Ambrosiana.
Ritratti
Remo Gandolfi
2 Agosto

Francesco Rocca, con la Roma nel cuore

Kawasaki è tuttora nel cuore dei tifosi giallorossi.
Papelitos
Federico Brasile
10 Febbraio

L’Inter può vincere lo scudetto? Pro e contro

Riflessioni dopo un derby extra ordinario.
Calcio
Michelangelo Freda
10 Gennaio

Riconoscimento facciale, l’ultima folle idea della Serie A

L'ultima proposta della Serie A riguarda il riconoscimento facciale. De Siervo, amministratore delegato della Lega, sembra determinato.
Calcio
Alberto Maresca
26 Dicembre

Anche la pastasciutta è una droga

Racconto dell'ultimo, e storico, scudetto del Bologna.
Calcio
Luca Pulsoni
24 Agosto

La Serie A non par(l)a più italiano

Su 20 squadre di A, 13 hanno il portiere titolare straniero.
Papelitos
Federico Brasile
8 Dicembre

Siamo periferia d’Europa

Mai così impotente e lontana del centro.
Papelitos
Alberto Maresca
7 Novembre

Spaccanapoli

Non solo l'ammutinamento dei calciatori ma anche lo sciopero della curva: la situazione a Napoli sta esplodendo.
Papelitos
Lorenzo Ottone
23 Agosto

Il calcio post-Covid è più finto della Playstation

Quanto è triste alzare una coppa in uno stadio vuoto?
Ritratti
Marco Metelli
22 Dicembre

Beppe Bergomi, capitano e gentiluomo

Un omaggio allo Zio, che compie oggi 57 anni.
Calcio
Antonio Aloi
7 Ottobre

Il Milan senza pubblico è da Scudetto

Giovane, senza pressioni e solido: il Diavolo sta tornando?
Calcio
Alberto Maresca
5 Dicembre

Ali Adnan e l’Iraq

Storia di un figlio d'Oriente.
Papelitos
Niccolò Maria de Vincenti
16 Ottobre

Lezioni

Cosa ci ha insegnato l'8a giornata di campionato con il triplice incontro tra le prime (presunte) sei forze del campionato.
Interviste
Mattia Di Lorenzo
19 Aprile

L’educazione dello sport

Abbiamo intervistato la professoressa Maria Luisa Iavarone sul ruolo che lo sport può recitare come fenomeno sociale, creando comunità dal basso e sottraendo i giovanissimi alla strada.
Calcio
Remo Gandolfi
12 Dicembre

In ricordo di Pierino Prati

Il calciatore che ha segnato un'intera generazione.
Calcio
Diego Mariottini
20 Ottobre

Il caos calmo di Claudio Ranieri

Compie 70 anni un uomo innamorato del calcio (e della vita).
Ritratti
Francesco Andreose
19 Ottobre

Ho scelto Mandorlini per amico

Un allenatore tanto bravo quanto controverso.
Calcio
Niccolò Maria de Vincenti
27 Maggio

L’Antetotti

Compendio di storia romanista 1927-1993 per sopravvivere al 28 maggio.
Calcio
Gianluigi Sottile
1 Ottobre

I campionati non valgono più nulla

Ormai, per le grandi squadre, è solo la Champions il metro della stagione.
Ritratti
Marco Armocida
16 Gennaio

Ecce Homo

Il cuore, le radici e le idee di Gennaro Gattuso.
Papelitos
Lorenzo Santucci
9 Novembre

DAZN fa rima con disperazione

Tolta la concurrency.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
25 Ottobre

Zero a zero è puro punk

Roma vs Napoli è stata la partita perfetta.
Ritratti
Gianluca Palamidessi
19 Marzo

Le lacrime di Robinho

Il chicco di grano che non diede frutto.
Papelitos
Luca Rubeo
27 Febbraio

Quando il gioco si fa duro

Ventiseiesima giornata di Serie A (quasi) alle spalle, tra incroci ad alta quota e transizione domenicale.
Ritratti
Gianluigi Sottile
14 Luglio

Luis Enrique, leader e gentiluomo

L'allenatore che non accetta compromessi.
Interviste
Leonardo Aresi
15 Giugno

L’epica di Hugo Pratt, tra sport e avventura

Marco Steiner racconta il padre nobile della letteratura disegnata italiana.
Ritratti
Raffaele Cirillo
1 Aprile

Arrigo Sacchi, l’eretico

Le rivoluzioni si fondano sempre su un amore divenuto ossessione.
Calcio
Lorenzo Serafinelli
9 Gennaio

È la Lazio a sceglierti

122 anni di gioia, sofferenza e senso d'appartenenza.
Tifosi
Matteo Paniccia
28 Marzo

Ultras vuol dire Comunità

Tantissime sono le curve che, da Nord a Sud, si sono attivate durante l'emergenza.
Editoriali
Luca Giannelli
28 Dicembre

Il fallimento di un modello che non c’è

Concentrarsi sul singolo fatto per non mettere in discussione un sistema marcio.
Ritratti
Gianluca Palamidessi
27 Marzo

Luca Toni, tu sei per me il Numero Uno

L'italiano perfetto era pure un attaccante straordinario.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Agosto

Il caso De Ligt tra chiacchiera ed equivoco

Il calciatore moderno deve sempre dire la sua.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
22 Novembre

Serie A isola Felix (per gli stranieri)

Cosa ci dice la doppietta del classe 2003 giallorosso.
Critica
Pippo Russo
2 Ottobre

La sensazione del remix invasivo abbastanza esondante

Dalla Gazzetta a Sky Sport, come se non ci fossimo mai lasciati.
Calcio
Lorenzo Solombrino
14 Marzo

Ivan Gazidis e l’House Of Cards del calcio italiano

La storia di un manager machiavellico, tra luci (finanziarie) e ombre (sportive).
Papelitos
Lorenzo Santucci
31 Dicembre

Caro Romelu, non funziona così

Troppo facile giurare adesso amore eterno.
Critica
Pippo Russo
3 Novembre

Il portafoglio dagli occhi a mandorla

Champions League, Fritti Misti e letture esilaranti.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
28 Luglio

La dialettica di Antonio Conte è ormai superata

L'allenatore leccese è rimasto juventino dentro.
Calcio
Valerio Santori
2 Maggio

La scuola italiana ha vinto ancora

L'Inter di Conte è campione d'Italia.
Calcio
Luigi Fattore
30 Novembre

Delirio da fantacalcio

La deriva fantacalcistica ci porta in un mondo distopico, in cui i numeri dettano la legge della mente e del cuore.
Ritratti
Alberto Fabbri
13 Gennaio

Fulvio Bernardini, una vita per il pallone

Giocatore, allenatore, giornalista, dirigente. Dottore del calcio italiano.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
16 Maggio

Errare è umano, perseverare…

La classe arbitrale italiana ha bisogno di una rivoluzione.
Calcio
Marco Gambaudo
23 Dicembre

Il fu Mattia Perin

Le scelte sbagliate di un portiere straordinario.
Editoriali
Federico Brasile
29 Maggio

Un campionato da sfigati, guardoni e addetti ai lavori

Pronti a ripartire, nel menefreghismo di milioni di tifosi.
Papelitos
Marco Armocida
26 Agosto

Ci vuole equilibrio

La stampa italiana e la sindrome da titolite.
Cultura
Alessandro Imperiali
2 Settembre

Enrico Montesano, mille maschere una fede: la Lazio

C'era una volta Roma, c'era una volta la Lazio.
Papelitos
Federico Brasile
1 Novembre

Il Milan (in Italia) sta un passo avanti

Almeno ad oggi, almeno in Serie A.
Calcio
Ermanno Durantini
31 Maggio

Fare ordine nel caos

Per tutta la stagione la confusione ha regnato sovrana in casa Inter. In un futuro che appare costellato di luci e ombre, la certezza è una sola: l'Inter ha un disperato bisogno di ritrovare identità a livello societario.
Calcio
Renato Ciccarelli
24 Aprile

Perché sono vecchio

La mia generazione, il calcio, se lo immaginava.
Papelitos
Alessandro Imperiali
9 Gennaio

Chissenefrega dei tifosi

Questo, in sostanza, è il messaggio congiunto di Lega calcio e governo.