Carrello vuoto
Papelitos
27 Giugno

La sofferenza aiuta a crescere

Gianluca Palamidessi

127 articoli
La vittoria mette a tacere inutili polemiche, almeno per ora.

Se c’era una cosa che l’Italia di Mancini ancora non ci aveva dimostrato era di saper soffrire e vincere. Tanto nelle amichevoli, quanto nelle qualificazioni internazionali, infine al girone dell’Europeo, avevamo ammirato un’Italia perfetta, più club che nazionale per proposta di gioco, per qualità del fraseggio, per pressing asfissiante, per automatismi – tutte cose che già dimostrano la bontà del lavoro di Mancini e staff.

Poi però ci sono le partite che contano, e gli ottavi sono un’altra cosa. E anche la “piccola” Austria di Franco Foda può trasformarsi nel peggior incubo della competizione. Piccola, l’Austria, abbiamo detto. Si fa per dire. Non è il Belgio, non è il Portogallo, ma è comunque una squadra solida, con qualche nome scintillante – su tutti Sabitzer, Alaba, Arnautovic – e una difesa rognosissima, guidata da Dragovic e da quell’Hinteregger che finì nel polverone mediatico qualche mese fa per aver detto che «i tifosi fanno bene a picchiarsi, fa parte del gioco». L’Austria, al netto di un primo tempo di esclusiva marca azzurra – con due super occasioni al pallottoliere, una di Barella su assist del solito straripante Spinazzola e una di Immobile, creata dal nulla dall’attaccante biancoceleste –, col passare dei minuti ha preso le distanze agli Azzurri, togliendo le certezze dei dogmatici. Se il gioco dell’Italia fosse tolemaico, quello austriaco avrebbe preso le vesti di Copernico, almeno per una notte.

Almeno fino al gol di Arnautovic, quando l’Italia – per utilizzare un simpaticissimo gioco di parole di Paolo Brusorio su La Stampa – appariva «monocorde e pure un po’ sulle ginocchia (stavolta sì)». Il “no kneeling” dell’Italia aveva scatenato le penne dei maggiori quotidiani nazionali – e Sky, con Federico Ferri, si faceva portavoce in prima linea di questo scempio, l’ennesima occasione persa dal nostro paese razzista e retrogrado, in cui il Primo Ministro è costretto, di tanto in tanto, a redarguire su altri fronti il Papa e la Chiesa. Manco fossimo nel 1870.



Nella notte più polemica dell’Europeo per gli Azzurri, un po’ per le diaspore pre-gara, un po’ per la prestazione ambigua dell’11 di Mancini, a deciderla è stato proprio il ct con i suoi cambi. Chiesa, lanciato nella mischia dal Mancio al posto di un irriconoscibile Berardi – o forse di un Berardi finalmente riconoscibile –, 25 anni e 14 giorni dopo il padre Enrico riporta il sacro cognome al centro del villaggio (cit. Caressa): a proposito di secolarizzazione. Il raddoppio lo firma furia Pessina, l’ennesimo atalantino ad andare in gol (per lui sono addirittura due) dopo Mahele, Miranchuk e Gosens. Per la prima volta nella storia degli Europei, l’Italia vince una partita ai tempi supplementari. Non era mai accaduto. È il terzo e più importante dato della serata, dopo quello sull’imbattibilità (1169 minuti), sulle vittorie consecutive (12) e sui risultati utili consecutivi, con cui il Mancio ha superato quel mostro sacro di Vittorio Pozzo (1935-1939).

L’immagine della serata (dall’account Twitter di Roberto Mancini)

Neanche questi numeri, questa gioia smisurata, è riuscita ad arginare il dibattito sul kneeling/no kneeling. Citando un ineccepibile Italo Cucci sul Corriere dello Sport,

«“in piedi e seduti”, scriveva Leo Longanesi in uno dei suoi preziosi ritratti degli italiani. In piedi e in ginocchio, dovremmo essere noi, divisi non da una Guerra ma da un gesto ch’è nato sincero ed è diventato moda, un distinguo ipocrita di tanti che hanno bisogno di un atto eclatante per richiamare l’attenzione del potere, per schierarsi con chi grida più forte, con chi approfitta anche dello sport per rafforzare movimenti politici agonizzanti. Esibizioni sulla pelle dei neri che hanno subìto sopraffazioni di ogni genere nel Paese che si dice ultrademocratico.»

Sul Corriere dello Sport, 27.06.2021

Detto per inciso, anche l’Austria è rimasta in piedi. Prima della partita, e soprattutto durante. Si è giocato a calcio, finalmente. Esclusivamente. E una partita meravigliosa, sofferta, tosta, ha offuscato qualsiasi propaganda. «A Monaco, ha detto Mancini, mi porto soprattutto il fatto che i ragazzi hanno voluto vincere anche nelle difficoltà. Forse la partita di stasera era anche più difficile di quella che ci aspetta nei quarti. E adesso andiamo sereni». Ci basta rivedere l’abbraccio con Vialli per fidarci del nostro tecnico. Continuiamo a sognare, a testa alta. E al di là delle inutili e nocive polemiche.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Calcio
Gianluca Palamidessi
20 Ottobre

Italiani, popolo di tifosi ma soprattutto di gufi

La partita dal trespolo si vede meglio.
Tennis
Lorenzo Ottone
3 Luglio

Paolo Villaggio e lo sport come commedia sociale

Il ragionier Fantozzi alle prese con l'Italia sportiva.
Interviste
Leonardo Aresi
21 Settembre

A tu per tu con Dino Zoff

Conversazione con il campione friulano.
Calcio
Diego Mariottini
15 Agosto

Berlino 1936, il Ferragosto d’oro del calcio italiano

La nazionale di Pozzo che vinse l'oro alle Olimpiadi.
Editoriali
Alberto Fabbri
22 Aprile

Torneremo a cantare, ma non sui balconi

Siamo una tribù che non può rinunciare ai suoi riti.
Altro
Cristian Lovisetto
26 Febbraio

Sei Nazioni 2019, terzo atto

Come è andata la terza giornata di gioco tra i titani europei della palla ovale.
Interviste
Michele Di Virgilio
20 Novembre

Apocalypse now

La débâcle azzurra è davvero lo specchio del Paese dal quale è stata generata? Dove ricercare le cause? E come ripartire? Lo abbiamo chiesto ad alcuni tra i migliori scrittori, giornalisti, blogger e sociologi di casa nostra.
Altro
Leonardo Aresi
17 Marzo

Luna Rossa ci ha fatto sognare

La sconfitta in Coppa America non scalfisce la portata dell'impresa.
Storie
Pierfilippo Saviotti
10 Febbraio

Tifosi

Facciamo un viaggio alla scoperta dello spirito che ha animato le origini del nostro calcio, al riparo dalla compostezza e dal conformismo dell’attuale Serie A.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
8 Settembre

Ci son Cassano di nuovo!

Antonio pensa sia un gioco.
Cultura
Leonardo Aresi
17 Maggio

Il Bar Sport è l’Italia

Le corti dei baristi come crocevia del nostro vivere sportivo.
Calcio
Edoardo Franzosi
17 Settembre

Gianluca Vialli e il tempo della gratitudine

Il cancro, la fede, il calcio.
Papelitos
Niccolò Maria de Vincenti
29 Giugno

Francia, perdere e morire

Fuori dagli Europei e sull'orlo del collasso, il paese fa i conti con se stesso.
Papelitos
Luca Pulsoni
17 Giugno

Governare l’entusiasmo

Non soffiare sul fuoco, ma nemmeno spegnerlo.
Altro
Gabriele Fredianelli
29 Luglio

L’ultimo ballo di Aldo Montano

Il campione dice addio alla pedana con un argento al collo.
Recensioni
Alberto Fabbri
26 Novembre

ILVA Football Club

Ai piedi degli altiforni il pallone è un inno alla vita.
Calcio
Andrea Catalano
23 Marzo

USA 94 e l’Italia di Arrigo Sacchi

La favola imperfetta degli Azzurri sotto il torrido caldo americano.
Ritratti
Maurizio Fierro
7 Maggio

Oronzo Pugliese

L’antimago.
Calcio
Gianluca Palamidessi
13 Novembre

La crisi profonda del calcio nel Sud-Italia

Indagine di un problema storico e culturale.
Ritratti
Luigi Fattore
16 Marzo

Claudio Caniggia, l’antieroe

Uno dei calciatori più sottovalutati della storia, che ha pagato a caro prezzo un gol di troppo.
Storie
Nicola Ventura
3 Luglio

Cuori neri

Le origini del football americano in Italia e gli intrecci con il neofascismo romano.
Storie
Raffaele Arabia
20 Maggio

El Coloso de Santa Úrsula

Storia e leggende dello Stadio Azteca.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
23 Giugno

La virtù dei vinti

E la paura dei vincitori.
Calcio
Enrico Leo
4 Novembre

Padova, amare l’amaro

Sotto la notte stellata di Giotto, il calcio è una ferita aperta.
Critica
Pippo Russo
18 Novembre

Portate Aldo Cazzullo (e il Corrierone) nel 2017

Il Corriere della Sera ha bisogno d'un viaggio nel tempo.
Editoriali
Andrea Antonioli
11 Luglio

Gareth Southgate, l’inglese

Unire il Paese attraverso il football.
Calcio
Alberto Fabbri
6 Ottobre

Arte e calcio, un amore lungo un secolo

Gli artisti hanno usato il pallone per raccontare la storia d'Italia nel '900.
Interviste
La Redazione
17 Aprile

Ragazzi di stadio

Intervista a Daniele Segre, il regista che ha raccontato la nascita dei gruppi ultras italiani.
Tifosi
Alberto Fabbri
8 Marzo

Ragazze Ultrà

L'emancipazione femminile è passata anche dalle curve.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
2 Agosto

Sul tetto del mondo

L'estate italiana non è mai stata così dolce.
Recensioni
Alberto Fabbri
22 Marzo

Il ricordo di un’estate italiana

Dopo il Mondiale delle Notti Magiche l'Italia ed il calcio non sarebbero stati più gli stessi.
Altro
Vito Alberto Amendolara
3 Dicembre

Basta retorica buonista sul rugby italiano

Siamo stanchi delle “sconfitte onorevoli”.
Calcio
Annibale Gagliani
20 Novembre

La migliore Nazionale di tutti i tempi

Abbiamo provato a selezionare l'XI azzurro più forte di sempre.
Tifosi
Alberto Fabbri
18 Agosto

In curva non sventola bandiera bianca

Malgrado il periodo più buio di sempre, i tifosi non si arrendono.
Altro
Leonardo Aresi
12 Febbraio

Disavventure italiane

L'Italrugby continua a navigare in acque agitate nel mare del Sei Nazioni, in attesa che il nuovo comandante aggiusti la rotta.
Calcio
Emanuele Meschini
7 Luglio

It’s (not) coming home

Storia controculturale dell'inno calcistico inglese per eccellenza.
Altri Sport
Giacomo Cunial
24 Settembre

Nino Vaccarella: Professore, Pilota, Semi-Dio

L'automobilismo siciliano perde il suo simbolo.
Storie
Mattia Di Lorenzo
10 Giugno

Nicolò Carosio e il razzismo inesistente

Un insulto razzista mai pronunciato può costare l'epurazione.
Altro
Lorenzo Innocenti
5 Ottobre

Cosa è andato storto?

L'Italia del rugby da tempo ha smesso di crescere. Dove nascono i problemi e quali sono i punti da cui ripartire.
Papelitos
Luca Pulsoni
19 Luglio

Il boomerang del Decreto Crescita

Il capolavoro di Mancini rischia di essere un episodio isolato.
Ritratti
Andrea Catalano
18 Luglio

Giacinto Facchetti, capitano mio capitano

Il 18 Luglio del '42 nasceva una leggenda dell'Inter e colonna della Nazionale.
Calcio
Luca Pulsoni
30 Giugno

L’Inghilterra non convince, ma vince

E può sfruttare un tabellone favorevolissimo.
Storie
Antonio Aloi
13 Aprile

L’epica della scuola pugilistica italiana

La Nobile Arte scorre nelle vene del Bel Paese.
Calcio
Matteo Mancin
14 Gennaio

Maurizio Mosca, il colto giullare

Qual è il vero Maurizio Mosca?
Calcio
Nicola Ventura
7 Novembre

Mitologia di Gigi Riva

Breve fenomenologia del "Rombo di tuono".
Papelitos
Gianluca Palamidessi
5 Ottobre

Il futuro del calcio? Lo decidono i vecchi

Wenger come Perez: giudici supremi del pallone che verrà.
Interviste
Jacopo Falanga
16 Giugno

Il Senso del gioco

Intervista in libertà a Francesco D'Arrigo, docente a Coverciano ed ex allenatore, sulle prospettive (e gli errori) del movimento calcistico italiano.
Calcio
Emanuele Meschini
22 Giugno

Repubblica Ceca, calma e libertà

Una nazionale sospesa nel tempo.
Ritratti
Marco Metelli
2 Novembre

Antonio Cassano

Il ragazzo che non voleva crescere.
Podcast
La Redazione
8 Giugno

Essere scozzesi

Essere scozzesi è una merda, ed è anche meraviglioso.