Recensioni
01 Luglio 2017

Jimmy Grimble

Quando tifare il Manchester City era una questione d’amore.

C’è stato un tempo in cui il Manchester City giocava le sue partite casalinghe al Maine Road, un tempo in cui i milioni della proprietà araba erano lontani anni luce e i citizens erano la seconda squadra di Manchester, perché quando si nominava il nome della città si pensava subito ai red devils, al Manchester United. Quello era un tempo in cui tifare i ragazzi dalla maglia celeste era difficile, come essere un animale in via di estinzione in una giungla di predatori pronti a farti fuori.

 

Jimmy è un ragazzino timido e impacciato, che si guarda allo specchio e si ripete di essere una tigre, ma poi finisce col ricordarsi che in realtà ha paura anche della sua ombra. Un fanciullo che deve affrontare una quotidianità piuttosto complicata, a scuola è la vittima preferita dei bulli, tutti tifosi del Manchester United. Mentre quando torna a casa cerca disperatamente un genitore al quale appoggiarsi, ma il padre non c’è più e la madre è presente solo fisicamente, sempre più attenta alla sua vita amorosa piuttosto che a quella del figlio.

 

Jimmy Grimble bullizzato da alcuni tifosi Red Devils
Grimble bullizzato da alcuni tifosi Red Devils

 

Jimmy è abituato a correre nei corridoi della scuola, dove cerca di scappare dalle punizioni dei bulli, ma il suo sogno è quello di correre in un prato verde e diventare un calciatore. L’occasione gli si presenta proprio in quei corridoi, quando il professore di educazione fisica appende l’annuncio con la convocazione per la composizione della squadra di calcio della scuola. Come ogni anno c’è in palio il torneo studentesco e per fortuna di Jimmy al provino si presentano solo dodici ragazzi, permettendogli così di entrare a far parte automaticamente del gruppo come riserva.

 

Due da sei? Quindi siamo solo in dodici ed io faccio parte della squadra. Non c’è bisogno di essere Einstein per capirlo. Quanto meno sono in panchina e per questo mi farei sputare in faccia tutti i giorni.

 

Sempre scappando dai suoi nemici trova la persona che gli cambia la vita, una signora anziana che vive in una casa abbandonata, la quale decide di regalargli un paio di scarpini, a sua detta magici. Il ragazzino naturalmente non crede alla favola e mentre torna a casa decide che il loro posto è tra l’immondizia. Ritornerà a prenderli il giorno dopo, quando dopo essersi presentato al ritrovo per la prima partita, viene puntualmente bullizzato e le sue scarpe finiscono in un furgone dei rifiuti. L’unico modo per poter presentarsi alla gara è quello di indossare quei vecchi scarpini, che arrivano da un’epoca così lontana.

 

C’è solo un piccolissimo problema: se qualcuno mi guarda, dimentico all’istante come si gioca e mi muovo come uno stupido fantoccio. “Ansia da prestazione” la chiamano in questo libro. Qualcosa non va nei miei motoneuroni. Io la chiamo semplicemente “farsela sotto”.

 

Il ragazzo si ritrova a debuttare nelle peggiori condizioni possibili. La partita è solo fisica e il campo è uno spiazzo ricoperto di fango, stare in panchina è la miglior cosa che gli possa accadere. La fortuna però dura poco, perché nel secondo tempo viene chiamato ad entrare in campo. Grimble risulta subito cruciale, decidendo la partita con un tiro dalla lunghissima distanza. La scintilla che sblocca definitivamente il ragazzo. Jimmy prende fiducia e si convince che quegli scarpini siano veramente magici. La pellicola prosegue con la squadra della scuola Greenock che continua ad inanellare una vittoria dopo l’altra grazie alle giocate del ragazzino con gli scarpini vecchi, mentre lui continua inutilmente a cercare Robby Brewer, il proprietario di quelle scarpe.

 

Jimmy Grimble esulta dopo aver guidato i suoi alla vittoria
Jimmy esulta dopo aver guidato i suoi alla vittoria

 

I gol del ragazzo portano la scuola a disputare la finale del torneo, che si gioca proprio al Maine Road. Mentre le sue ottime prestazioni hanno acceso le sirene del Manchester United, la mattina della partita è tragica; Jimmy scopre che la signora anziana è passata a miglior vita, un suo compagno decide di far sparire gli scarpini magici e il giovanissimo talento si trova costretto a giocare con un piano di Nike nuove di zecca, le quali – ovviamente – non hanno alcun effetto su di lui. Il primo tempo è disastroso, due a zero per gli avversari e Grimble peggiore in campo.

 

Durante l’intervallo dovrebbe essere sostituito, ma scopre che Brewer è l’uomo cieco che vende i programmi allo stadio. L’ex giocatore del City gli riferisce che quegli scarpini non avevano niente di magico. Sono i piedi di Jimmy i fautori di quelle splendide giocate. Sulle note di “Right here, right now” dei Fatboy Slim, il ragazzo torna ad essere quello che era, prendendo per mano i suoi compagni nel secondo tempo. Un gol e due assist che permettono alla squadra di aggiudicarsi il torneo scolastico.

 

Scout dello United: “Jimmy, vieni qua! Ascolta! Purtroppo c’è un solo posto disponibile per quest’anno e quindi… ci verresti a giocare per il Manchester United?”
Jimmy: “È gentile da parte sua ma ho appena ricevuto un’offerta migliore!”
Scout dello United: “Cosa può esserci di meglio dello United?”
Jimmy: “Il Manchester City!”

 

Una pellicola che ci riporta un po’ indietro con gli anni e ci immerge nella periferia inglese. Le nuvole grigie, una quotidianità complicata e il calcio di provincia, fanno da sfondo ad un film che riesce a mostrarci quanto sia difficile e allo stesso tempo motivo di orgoglio tifare la seconda squadra della città, cosa significhi vivere nelle stesse vie dei tuoi rivali, abituati a vincere e a demolirti ogni stagione. Jimmy Grimble è un’ottima rappresentazione di come un ragazzino viva il sogno di diventare un calciatore, perché nulla ha più valore se comparato alla maglia della propria squadra del cuore; nulla ha più valore di giocare nel proprio stadio. Il film ci spiega lucidamente il concetto di tifoso, di quanto una squadra possa essere cruciale nella quotidianità di un semplice ragazzo, che si riconosce nella situazione dei propri colori preferiti, ma non per questo si dà per vinto. Una squadra la si ama sempre, nei momenti di gloria come nelle peggiori delusioni.

 

Giurare amore ad una maglia non è una moda, andare allo stadio non è un semplice passatempo. Il fatto che la storia sia incentrata sul Manchester City risulta essere (stata) una scelta azzeccatissima, considerando quello che i citizens sono diventati oggi. Un prodotto economico, più che una squadra di calcio. Ora è facile tifare i citizens, ora che c’è Guardiola, che si gioca all’Etihad Stadium e che a Manchester le squadre sono di nuovo due. C’è stato un periodo in cui difendere quei colori era difficile, e farlo significava amare più d’ogni altra cosa quella maglia. Quel tipo di sentimento che non conosce tradimento, che è al di là di se stessi; ti riguarda, ma non riguarda solo te. E’ il calcio.

SUPPORTA !

Ormai da anni rappresentiamo un’alternativa nella narrazione sportiva italiana: qualcosa che prima non c’era, e dopo di noi forse non ci sarà. In questo periodo abbiamo offerto contenuti accessibili a tutti non chiedendo nulla a nessuno, tantomeno ai lettori. Adesso però il nostro è diventato un lavoro quotidiano, dalla prima rassegna stampa della mattina all’ultima notizia della sera. Tutto ciò ha un costo. Perché la libertà, prima di tutto, ha un costo.

Se ritenete che Contrasti sia un modello virtuoso, un punto di riferimento o semplicemente un coro necessario nell'arena sportiva (anche quando non siete d’accordo), sosteneteci: una piccola donazione per noi significa molto, innanzitutto il riconoscimento del lavoro di una redazione che di compromessi, nella vita, ne vuole fare il meno possibile. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo.

Sostieni

Gruppo MAGOG

Gezim Qadraku

22 articoli
Mosca Football Guide
Recensioni
Gezim Qadraku
14 Giugno 2018

Mosca Football Guide

Alla scoperta del calcio nella capitale russa.
La prepotenza del Bayern Monaco
Calcio
Gezim Qadraku
19 Maggio 2018

La prepotenza del Bayern Monaco

Mangiarsi gli avversari, e non solo sul campo.
Curva Est
Recensioni
Gezim Qadraku
10 Maggio 2018

Curva Est

Un viaggio calcistico nella cultura dei Balcani.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Elogio degli stadi pieni
Editoriali
Vito Alberto Amendolara
25 Dicembre 2020

Elogio degli stadi pieni

Il regalo che tutti vorremmo: tornare sulle gradinate.
Prime sentenze
Calcio
Alberto Fabbri
08 Ottobre 2018

Prime sentenze

All'ottava giornata la Serie A si è già espressa.
Italiani, popolo di tifosi ma soprattutto di gufi
Calcio
Gianluca Palamidessi
20 Ottobre 2020

Italiani, popolo di tifosi ma soprattutto di gufi

La partita dal trespolo si vede meglio.
Quel mitomane di Giancarlo Dotto
Interviste
Niccolò Maria de Vincenti
07 Marzo 2020

Quel mitomane di Giancarlo Dotto

Federer e Nadal, Carmelo Bene e il ping pong, Totti: abbiamo scambiato due chiacchiere con un giornalista extra-ordinario.
Wonderwall
Calcio
Vito Alberto Amendolara
13 Maggio 2019

Wonderwall

Al termine di una Premier League entusiasmante, la spunta il Manchester City.