A giudicare dalla prima giornata, viene quasi il dubbio che i tre mesi di sole, mare e dannato calciomercato non siano mai trascorsi. In vetta alle aspettative della classifica, vincono sabato, aprendo la nuova stagione di Serie A, Juventus (senza infamia) e Napoli (senza lode). Aspettando l’Inter di Antonio Conte, l’unica nave che per marinai e timoniere può realmente rispondere alle due potenze sopracitate, a regalarci una serata ricca di calcio – e sbavature difensive – sono le tre principali concorrenti alla Champions League: Lazio, Roma e Atalanta.

 

Alle 18 il Milan si infrange contro il testone di Becao che premia l’Udinese – tre punti d’oro al netto della qualità della rosa, tutt’altro che eccezionale – e già addensa le nubi sopra il povero Giampaolo. Alle 20.45 va in scena la nuova Roma di Fonseca, ritorna l’Atalanta di Gasperini e la Lazio di Simone Inzaghi. I giallorossi sembrano già aver acquisito i dettami del neo allenatore portoghese: «Voglio che la mia squadra sia molto offensiva, che giochi nella metà campo avversaria». Tre gol al Genoa, uno più bello dell’altro, ma anche tre gol presi. Sembra una storia già vista. E tra una settimana c’è il derby.

 

L’esultanza di Kouame per il gol del 3-3 (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

 

A leccarsi i baffi è la Lazio di Inzaghi, vittima del solito copione mediatico: squadra forte, ma non da Champions. I numeri parlano a favore del Si dice, perché per vedere i biancocelesti in Champions bisogna risalire al 2007, o al 2013 per un turno di qualificazione finito male. Fatto sta che la Lazio quest’anno è una squadra davvero forte, pronta al grande salto. Con Vavro e Lazzari ha puntellato la rosa, spendendo poco e bene (come spesso le capita negli ultimi anni). Ha tenuto Milinkovic-Savic, che ieri ha dato spettacolo, ma anche Luis Alberto e Correa, entrambi oggetto di mercato. Con Immobile già a segno (doppietta ieri sera), i tifosi sembrano essere gli unici a credere davvero all’obiettivo. Aspettando che la stampa si ricordi della Lazio, c’è chi non se ne è mai dimenticato: Di Francesco, neo allenatore della Sampdoria. L’ultima volta contro i biancocelesti era finita con lo stesso risultato: sconfitta per 3-0.

 

L’Atalanta vince ma convince per un solo tempo. Sotto di due reti, la Dea rimonta la SPAL grazie al fulmineo talento di Luis Muriel, autore di una doppietta (gli esordi sono la sua passione). Il Torino, chiamato tra pochi giorni ad un miracolo al Molineux Stadium, risolve la questione Sassuolo con un 2-1 a firma dell’ex Zaza. Il Brescia, infine, la spunta sul campo del Cagliari – che perde Pavoletti per infortunio. Due squadre da cui ci si aspetta molto. In attesa di Balotelli, la decide Alfredo Donnarumma. Almeno per una sera, è lui a prendersi la scena sull’omonimo Gigio.