Ultra
09 Marzo 2024

Il Lanerossi Vicenza è una preghiera

La squadra e la città, in qualsiasi sorte.

Vicenza, la guardi e velata sfugge. Soltanto chi sia asceso al suo colle sacro può forse dire di averci capito qualcosa di più, alla maniera delle formichine che la domenica, azzimate come possono, si vedono salire sulla cima di Monte Berico, contando passo dopo passo i gradini che portano alla Madonna del loro Santuario. Da lassù Vicenza appare come una piccola Lisbona senza oceano, intarsiata da viuzze e osterie, da ramificazioni irregolari e armoniche linee neoclassiche.

Una Praga disegnata da Palladio, reale e immaginifica allo stesso tempo, fatta anche di magie, a cui nessuno conviene di non credere, e di speranze radicali, accompagnate come un’ombra dall’atavica rassegnazione della sua gente. Una terra che si ama e si odia: con astio quando, filistea come poche sanno essere, pare restringersi nel suo perbenismo di facciata; ma anche con l’intenerito affetto che ti cava a forza il luogo natale. Che come tutti i luoghi natali porta su di sé le palpabili tracce di coloro che lo vivono.

Uno di questi segni, senza il quale a fatica si può comprendere l’anima viva del capoluogo veneto, ha a che fare con il calcio, il cui legame con la città si trova inciso sulla sua scorza di mattone da ben prima che le regole del gioco fossero messe per iscritto. Chi passi per Via Corpus Domini, laddove un tempo dimoravano le agostiniane, facilmente si imbatte in una prodigiosa premonizione di quello che sarebbe stato il rapporto tra i vicentini e il pallone: un chiassoso sbalonare di piazza, tra le urla scoccate da parte a parte, con le imprecazioni di chi subisce e l’irriverente esultanza di chi ha messo a segno un punto in più.

Così già alla metà del ’700 le religiose si lamentano a tal punto per le grida che a ridosso del monastero turbano le litanie del giorno, che il podestà è costretto ad intervenire. A chiare lettere, su una lapide ancora esposta, si avverte che di lì in avanti sarà vietato «l’abuso da qualche tempo introdotto di far giuoco di palla»: troppi strepiti, impudiche eresie, moleste scazzottate. Ma, come tanti, rimane solo un monito inciso sulla pietra. A Vicenza il calcio, o come si dice, el balòn, è un abito


Contrasti ULTRA

Dopo sette anni lanciamo la nostra sfida. E chiediamo il vostro sostegno per farlo. Contrasti ULTRA, il piano di abbonamenti della rivista, è lo sbocco naturale di un progetto che vuole svincolarsi dalle logiche dei trend topic e del clickbaiting, delle pubblicità invasive e degli investitori invadenti. Un progetto che vuole costruirsi un futuro solido e indipendente.

L'abbonamento darà accesso ai migliori articoli del sito e ad una newsletter settimanale di lotta, di visione e di governo. Il vostro sostegno, in questo grande passo, sarà decisivo: per continuare a rifiutare i compromessi, e percorrere fino alla fine questa strada - lunga, tortuosa, solitaria - che ci siamo scelti. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo. Grazie.

Abbonati

Ti potrebbe interessare

Il livello successivo di Davide Nicola
Interviste
Domenico Rocca
29 Marzo 2018

Il livello successivo di Davide Nicola

Intervista a Davide Nicola, tra calcio e filosofia.
Il calcio a Bari è un Ideale
Calcio
Giuseppe Cappiello
20 Settembre 2020

Il calcio a Bari è un Ideale

Il pallone dal basso che non si arrende al business.
Avellino resiliente
Calcio
Michelangelo Freda
28 Marzo 2019

Avellino resiliente

L'Avellino calcio è l'espressione di un popolo abituato a soffrire ma che ha sempre saputo rialzarsi, anche nei momenti più duri.
La Serie A sta diventando una casa di riposo
Papelitos
Sebastiano Caputo
18 Agosto 2020

La Serie A sta diventando una casa di riposo

Da campionato più bello del mondo a resort di lusso.
Contucci, l'avvocato del diavolo
Interviste
Alberto Fabbri
04 Novembre 2019

Contucci, l'avvocato del diavolo

Voce all'avvocato Lorenzo Contucci, sindacalista dei tifosi.