Papelitos
08 Novembre 2021

Sogno un Lautaro con capelli lunghi e scompigliati

In nome delle radici sudamericane, e della divinità delle punte.

Pensare che i capelli siano innocui è stupido. Quando Beckham si presentò a Wembley con una cresta da mohicano, Sir Alex Ferguson lo obbligò a rasarsi completamente. L’ha raccontato lo stesso Spice boy in un’intervista al Mirror qualche anno fa: «Mi disse che teneva molto alla reputazione del club e, soprattutto, al fatto che i calciatori avessero aspetto e comportamento professionali. Il mio non era il look giusto… Oltretutto stavamo per scendere in campo a Wembley e in quello stadio non poteva permettere che mi presentassi acconciato in quel modo». Perché se c’è un’etichetta rispettarla o meno è sempre una scelta politica. 

Si potrebbe scomodare Pier Paolo Pasolini sull’argomento, e il “discorso dei capelli” circa i capelloni che profeticamente snocciolò sulle pagine del Corriere della Sera, ma non serve neanche arrivare a tanto. I monaci si rasano, così come i soldati: segno di annullamento del proprio ego. Ma a Lautaro Martinez chiedo tutt’altro, chiedo di abbandonare il doppio taglio prefabbricato e permettere alla sua criniera di conquistare spazio, deformarsi, rendersi unica. Chiedo di smettere di rinnovare quel discorso dei suoi capelli che sostanzialmente dice:

Siamo uguali a quelli di milioni di altre persone, siamo alla moda, abbiamo paura di distinguerci.

Una delle cose che ci ha insegnato Maradona è che persino il più grande di tutti può fallire quando prova a sistemarsi i capelli. Nel 1993 sfoggiò il taglio più feroce e corto della sua vita, con cui cercò di dimostrare al mondo di essere ancora affidabile… Fu in realtà il preludio del crollo definitivo a USA 94. Ma pensiamo anche a Lionel Messi, costretto ad abbandonare i capelli biondi da bad boy di carattere … Il discorso non vale ovviamente per tutti, di Javier Zanetti non si ricorda un capello fuori posto. Ma il suo era un gioco pulito, diligente, cavalleresco, perfettamente rispecchiato in quel suo taglio unico al mondo. Niente a che vedere con quello del toro, coatto perché costretto, recinzione invalicabile per ogni guizzo o manifestazione dell’essere, priorità manifesta della versione più recente del mestiere del calciatore.



E così sogno un Lautaro Martinez con capelli lunghi e scompigliati, le sopracciglia di Beppe Bergomi e l’espressione di Pippo Inzaghi. Un Lautaro che rinuncia alla cura della sua immagine, alle ali di gabbiano, persino all’esultanza da power ranger – e quindi al suo brand –, in nome delle sue radici sudamericane e della dedizione totale alla divinità delle punte, quella che sceglie dove far cadere la palla sui calci d’angolo, e che se gli va ti sposta la porta proprio sul più bello.

Si può essere devoti anche col doppio taglio tamarro, ma a patto che sia effimero. Se invece viene riproposto identico ogni domenica da più di tre anni, mentre le difficoltà sotto porta non cessano, il discorso dei capelli cambia radicalmente. La cura maniacale lo arricchisce, gli appuntamenti settimanali dal parrucchiere lo rendono spietato:

il nostro padrone può sbagliare un gol ma mai una messa in piega, ecco cosa ammette candidamente.

E dire che l’esempio virtuoso sarebbe lì a pochi passi, nella vicina Genova. È lì che Mattia Destro è tornato il Riccetto pasoliniano dei bei tempi romani, ritrovando insieme alla bella chioma i gol e gli istinti da bomber. Sembrava un calciatore finito fin quando non ha smesso di curarsi delle sue estremità superiori per concentrarsi anacronisticamente sul rettangolo verde. Lontani i tempi di Milano, e di un altro scialbo doppio taglio.


Foto copertina Twitter


SUPPORTA !

Ormai da anni rappresentiamo un’alternativa nella narrazione sportiva italiana: qualcosa che prima non c’era, e dopo di noi forse non ci sarà. In questo periodo abbiamo offerto contenuti accessibili a tutti non chiedendo nulla a nessuno, tantomeno ai lettori. Adesso però il nostro è diventato un lavoro quotidiano, dalla prima rassegna stampa della mattina all’ultima notizia della sera. Tutto ciò ha un costo. Perché la libertà, prima di tutto, ha un costo.

Se ritenete che Contrasti sia un modello virtuoso, un punto di riferimento o semplicemente un coro necessario nell'arena sportiva (anche quando non siete d’accordo), sosteneteci: una piccola donazione per noi significa molto, innanzitutto il riconoscimento del lavoro di una redazione che di compromessi, nella vita, ne vuole fare il meno possibile. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo.

Sostieni

Gruppo MAGOG

Valerio Santori

35 articoli
Cosa significano i deliranti cambi di Inzaghi
Calcio
Valerio Santori
21 Settembre 2022

Cosa significano i deliranti cambi di Inzaghi

Responsabilizzare i giocatori è una prassi superata.
In morte di Sua Maestà il Calcio
Papelitos
Valerio Santori
12 Settembre 2022

In morte di Sua Maestà il Calcio

Allo Juventus Stadium ieri sera si è consumato un delitto.
L’ultima follia dei nerd: vietare i colpi di testa
Papelitos
Valerio Santori
22 Agosto 2022

L’ultima follia dei nerd: vietare i colpi di testa

A forza di safety-first non usciremo più di casa.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Cosa accade quando un teologo s’interroga sul calcio?
Recensioni
Francesco Valerio Tommasi
15 Marzo 2020

Cosa accade quando un teologo s’interroga sul calcio?

Perché bisogna leggere la Filosofia del calcio di Bernhard Welte.
Vittorio Sereni e il fantasma nerazzurro
Cultura
Andrea Mainente
10 Febbraio 2022

Vittorio Sereni e il fantasma nerazzurro

Un amore dolce e intenso come pochi, consumato a San Siro.
L’Inter ha licenziato tre magazzinieri (ma Lautaro ha rinnovato)
Calcio
Gianluca Palamidessi
29 Ottobre 2021

L’Inter ha licenziato tre magazzinieri (ma Lautaro ha rinnovato)

Il motivo? Carenza di liquidità.
Il pallone come terapia
Altro
La Redazione
05 Aprile 2019

Il pallone come terapia

Maestri, Episodio I: Pier Paolo Pasolini.
Giovanissimi di Forgione è un inno alla vita
Interviste
Annibale Gagliani
02 Aprile 2020

Giovanissimi di Forgione è un inno alla vita

Nel nuovo romanzo dello scrittore partenopeo il calcio e Napoli giocano un ruolo fondamentale.