L’ultimo verdetto della serie cadetta è arrivato dal moderno Benito Stirpe di Frosinone, dove i padroni di casa si sono imposti, con più di qualche polemica, per due reti a zero su un poco cinico Palermo che si era precedentemente aggiudicato la gara d’andata per 2-1. Così, insieme ad Empoli e Parma, è il Frosinone la terza squadra ad approdare nella massima serie.

 

L’invasio di campo seguita al fischio finale della finale di ritorno tra Frosinone e Palermo, che ha sancito la promozione dei Frusinati.

 

L’elemento più interessante, matrice e rimorchio di questa stagione di B, è stato senza dubbio il fattore incertezza. Un equilibrio che da settembre a maggio ha caratterizzato la classifica, per trovar fine solo nelle ultime due giornate, che hanno visto la retrocessione di Ternana, Pro Vercelli, Novara ed Entella (quest’ultima perdente nei play out per mano dell’Ascoli di Serse Cosmi).

 

LA SORPRESA

 

Era già successo con il Crotone e con il Benevento, squadre che avevano espresso un ottimo gioco, grazie al quale si erano imposte sulla scena nazionale, ma che allo stesso tempo – ad inizio campionato – non lasciavano presagire la sicurezza e la concretezza con le quali raggiunsero la tanto sperata promozione in A. Non possiamo dire lo stesso del Parma, che per quanto rappresenti comunque la ‘’sorpresa’’ di questo campionato, ha solo a tratti lasciato presagire un buon gioco ed una verve agonistica tipica di una squadra con un obbiettivo preciso, nonostante una rosa importante e un discreto parco attaccanti. L’entusiasmo dato dalle tre promozioni di fila ha senz’altro contribuito, ma allo stesso tempo ha lasciato diverse perplessità, a partire dal campionato di Lega Pro (tornata ad essere Serie C) dell’anno precedente, per concludersi con la bomba scoppiata a poche settimane dalla fine di questo campionato, riguardate un presunto scambio di messaggi aventi contenuti ‘’sospetti’’ tra alcuni giocatori dei Parmensi prima della decisiva partita contro lo Spezia (anche questa sotto la lente d’ingrandimento degli addetti). Tutto ciò è ora oggetto d’indagine e noi non possiamo che limitarci a giudicare (per adesso) solo il verdetto del campo.

 

La squadra Parmense festeggia una promozione diretta ottenuta nell’ultima giornata di campionato a La Spezia. Una partita sotto la lente d’ingrandimento.

 

Il Venezia di Pippo Inzaghi, è invece una piacevole new entry, che con un organico discreto, ma soprattutto giovane, si è dimostrata una squadra solida, per certi versi forse statica, ma difficilissima da affrontare. L’esperienza del campione del Mondo in panchina già dallo scorso anno in Lega pro ha senza dubbio trasmesso una serenità ed un equilibrio importante alla squadra ed all’ambiente, fattori che rappresentano forse la vera chiave del meritato raggiungimento dei play off, un traguardo importante, spezzato solo dall’ostico Palermo in semifinale.

 

L’OUTSIDER

 

Senza dubbio il neopromosso Foggia. Una squadra indecifrabile per tutto il girone d’andata, che si è leggermente scostata da quell’alone di mistero solo nella seconda parte della stagione. Non male per una piazza che attendeva il ritorno in serie B da molto tempo. Mazzeo e Kragl tra i migliori, in una squadra mix di giovani ed esperti della categoria, che trascinata costantemente dai massicci esodi dei propri sostenitori ha persino sfiorato l’ingresso nei play off. Un gioco concreto e volto all’attacco, ne sono prova i 66 gol all’attivo, terzo attacco della categoria, ad un goal dal Perugia e staccatissimo, tuttavia, dagli 88 gol segnati dalla capolista Empoli.

 

I Foggiani sono stati la tifoseria che più ha seguito la squadra in trasferta. Un dato accattivante, coronato da un campionato al di sopra delle attese.

 

CERTEZZE

 

L’Empoli non delude le aspettative. Nonostante l’altalenante partenza che ha visto l’esonero a dicembre di Vivarini, al quale è subentrato il ‘’freddo’’ Andreazzori, il 2018 ha visto i Toscani giocare sul velluto. Un girone di ritorno praticamente perfetto, dove le il talento dei singoli e le doti del gruppo sono scoppiate in tutto il loro colore. Protagonista il tandem d’attacco Caputo (26) – Donnarumma (23) capace di segnare un totale di 49 sigilli, posizionandosi rispettivamente primo e secondo nella classifica generale marcatori. Insomma, una vera e propria sicurezza.

 

Donnarumma e Caputo, l’attacco che ha garantito all’Empoli l’immediato ritorno in A.

 

Cittadella e Perugia, ce lo aspettavamo. La prima è una sicurezza fin da inizio campionato, una stagione che ripercorre inesorabilmente lo splendido percorso dello scorso anno, terminatosi anche in quel caso ai play off, giungendoci attraverso un gioco fluido e per certi versi accattivante. Del Cittadella ha colpito la perspicacia nella crescita e nell’inserimento di giovani, uno tra tutti il ventenne Christian Kouamè, segnatevi questo nome. Il Grifo invece, nonostante una partenza deludente, ha trovato costanza e determinazione nella seconda parte della stagione, forse poteva ambire a qualcosa in più se pensiamo alla rosa a disposizione, tuttavia anche quest’anno, come nel caso del Cittadella, gli Umbri sono riusciti a centrare i play off, sfumati nella fase preliminare contro il Venezia.

 

DELUSIONI

 

Il Bari, che ha palesato come l’acquisto di importanti nomi, il dispendio di risorse economiche, non garantiscono risultati senza una buona pianificazione e senza un allenatore motivato, non ce ne voglia Fabio Grosso, ma il Bari non ha mai dato l’impressione di poter effettuare il salto di categoria, un peccato per l’importante piazza che merita certamente palcoscenici migliori.

Nessuno si aspettava un campionato così in bilico dei lupi Avellinesi. Dopo un inizio mozzafiato la squadra ha clamorosamente smarrito la propria identità dopo il derby d’andata perso con i sentiti rivali della Salernitana (ricordate la beffa di Minala a pochi secondi dalla fine?). L’esonero di Novellino e gli svariati infortuni, Morosini in primis, hanno certamente contribuito, ma la mancanza di gioco, di organizzazione e di unità sono ancora inspiegabili per buona parte del caloroso tifo Irpino. La salvezza è arrivata in extremis grazie al solito Gigi Castaldo, una vera e propria leggenda per la categoria.

 

La squadra bianco-verde festeggia una sofferta salvezza sul campo della retrocessa Ternana, nell’ultima giornata di campionato.

 

I rosa-nero del Palermo, un’illustre retrocessa, che come l’Empoli doveva sfruttare al meglio il proprio prestigio, ma anche il goloso paracadute economico fornitogli dalla retrocessione dello scorso anno, che invece ha in parte faticato, in parte arrancato. La tragica sconfitta nella finale play off lascia senza dubbio l’amaro in gola per una stagione che poteva chiudersi con un secondo posto ed una promozione diretta, come tutti avremmo pronosticato, e che invece ha trovato fine allo Stirpe di Frosinone, tra palloni gettati in campo ed innumerevoli interruzioni di gioco.

 

 

FUTURO

 

L’estate per un calciofilo è un limbo, una fantasia continua, per certi versi una desolazione che viene a tratti soffocata dal chiacchiericcio mediatico del calciomercato, ma che rispunta subito dopo. Quest’estate l’attesa sarà ancora più ardua da sopportare dato il campionato che si presenterà a settembre. Era da tantissimo tempo che la serie B non elencava una kermesse calcistica così interessante, tanto da essere già appellata come A2. Scorrendo la lista delle partecipanti sembra di essere catapultati negli anni 80, le squadre presenti sono quasi tutte piazze storiche, sia a livello calcistico e soprattutto a livelli di tifo.

Saranno interessantissimi i derby, in un campionato a predominanza meridionale. Il triangolo Pugliese tra Bari, Lecce e Foggia. Quello Campano tra Avellino, Benevento e Salernitana. Quello Veneto tra Padova, Verona e Venezia. Il derby Calabrese tra Crotone e il neopromosso Cosenza. E le tantissime altre sfide di cartello che vedranno affrontarsi Livorno, Brescia, Ascoli, Pescara, Cesena, Perugia, Palermo, e tutto il resto. Insomma, quello che ci aspetta è un campionato all’insegna dellamarcord futbolistico, che purtroppo sarà in parte rovinato dallo sconvolgimento televisivo che andrà a condizionare il calendario. Via la contemporaneità e spazio ad un incremento di anticipi e posticipi, perché per quanto il gioco sia necessario, resta sempre la spettacolarizzazione a farla da padrone.