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14 Settembre

Melissa Satta al Club è un insulto a questo mestiere

Matteo Paniccia

17 articoli
Qualcuno ha già avuto il coraggio di alzare la voce.

Tre lunghissime settimane. Si tratta del tempo infinito che i tifosi di calcio hanno dovuto aspettare per la “vera” ripartenza del campionato, quella che coincide con un appuntamento diventato, dal 20 settembre 2015, un vero e proprio mantra: stiamo parlando di “Sky Calcio Club”, l’ultimo baluardo a cui la pay-per-view più longeva al mondo sta cercando di aggrapparsi per non affondare del tutto nell’Annus horribilis post-pandemia. Con pessimi risultati. L’Italia è un paese che mastica calcio. Un sondaggio condotto da Kantar Media, sotto commissione della FIGC, è arrivato a stimare che ben 32 milioni di italiani seguono, ogni anno, il campionato di Serie A. All’Italia piace dunque parlare di calcio. E a “Sky Calcio Club” di calcio si parlava piuttosto bene.

Per chi non lo sapesse, “Sky Calcio Club” è (stato) un mix adattato alla perfezione dei vari “Controcampo”, “La domenica Sportiva” e compagnia bella. A rendere possibile tutto ciò è stato Fabio Caressa, capace di creare un format perfetto, amalgamato alla perfezione con i suoi ospiti: Stefano De Grandis con la sua immancabile “Top five horror”; Paolo Di Canio, Fabio Capello, Sandro Piccinini, Alessandro Del Piero e qualche comparsata speciale, come quella di Massimiliano Allegri, capace di far registrare il picco di share televisivo per il programma. Ma quella degli ospiti è inaspettatamente diventato una nota dolente, abbassando drasticamente la qualità della trasmissione già dalla prima puntata della nuova stagione.



Fabio Caressa e i suoi soci nel corso degli anni hanno lavorato talmente bene da riuscire a guadagnarsi svariate pagine social create dagli spettatori interamente dedicate al programma. Si tratta di pagine satiriche, è vero, ma con un unico fondo di verità: al club di calcio si parla in maniera piacevole, al punto da riuscire a tenere incollati davanti a televisioni, tablet, pc e smartphone, una marea di appassionati per quasi due ore ogni domenica sera. Ma allora cos’è che ha causato questo velocissimo e ahinoi inesorabile declino? La vittoria da parte di Dazn del bando dei diritti televisivi della Serie A per il triennio 2021-2024 aveva già insinuato più di qualche dubbio su quello che sarebbe stato il futuro di Sky Italia prima, e “del Club” poi. In quel di Via Monte Penice, quartier generale dell’emittente, sicuramente sapevano in tanti che al termine della passata stagione (2019-2020, l’ultima dell’era Sky) si sarebbe scatenato l’inferno: licenziamenti a cascata e circa 400.000 abbonati persi solamente nel 2020. Imbarazzante anche il bilancio di fine anno della società: ben 690 milioni di perdita rispetto ai “soli” 18 dell’anno precedente.

Per i tagli a costi e personale era dunque solo questione di tempo, e neanche il programma di maggior successo di tutto il “pacchetto calcio” è stato risparmiato: Sandro Piccinini è andato ad indossare la maglia di Amazon Prime per commentare la Champions League, mentre Alessandro Costacurta e Stefano De Grandis sono stati sostituiti da Marco Bucciantini e Melissa Satta. Ed è stata proprio quest’ultima la principale catalizzatrice di tutte le polemiche da parte degli spettatori. Nessuno dei fan ha infatti apprezzato la presenza dell’ex compagna di Kevin Prince Boateng: impacciata, interventi esclusivamente fuori tema e assolutamente impreparata. Non è stato difficile, ma è stato imbarazzante, accorgersi del copione nascosto a cui Melissa attingeva ogni volta in cui era chiamata ad intervenire o prendere parola.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco è stata anche un’ex della trasmissione, la giornalista Alessia Tarquinio.

Sui suoi profili social ha commentato le polemiche – e anche gli sgradevoli insulti – mosse dagli spettatori verso la Satta, non risparmiando frecciatine e invitando a riflettere sulla considerazione che si ha del ruolo della giornalista sportiva: se Melissa Satta non è a conti fatti una giornalista sportiva, perché è stata scelta per partecipare alla trasmissione, a discapito di molte altre ragazze sicuramente più preparate? Perché far passare l’idea che questa cosa possono farla tutte? Se mi chiedessero di fare la show girl probabilmente non accetterei”.

A conti fatti quello dell’inserimento della show girl si è rivelato nient’altro che un goffo tentativo di mascherare un deficit di contenuti, con cui Caressa e i suoi “soci” hanno dovuto sbattere il muso dopo che Dazn si è aggiudicato i diritti televisivi in esclusiva della gran parte dei match di Serie A. Ma è qui che sorge spontanea una domanda: al momento dell’assegnazione dei diritti televisivi, messo in conto di doversi accontentare delle sole tre partite per turno di campionato, perché nessuno ai piani alti della dirigenza ha preteso e ottenuto almeno la possibilità di poter mostrare gli highlights di tutti i match di giornata? Da contratto infatti, al momento – ma non sono escluse sorprese – Sky può mostrare tutti i gol di ogni giornata di Serie A solamente passando dal proprio telegiornale sportivo, ovvero “Sky Sport 24”; sembrerebbe che la società di Murdoch abbia chiesto a Dazn la cessione dei diritti relativi ai goal del campionato, ma quest’ultima avrebbe risposto con un secco e deciso rifiuto.

A quella che nel corso degli anni abbiamo imparato a ritenere come la miglior trasmissione calcistica del nostro campionato, sono venuti dunque a mancare spunti fondamentali come le interviste post posticipo, che davano alla trasmissione una partenza col brio: tolti i diritti dal trono di Sky, è poi cominciato a crollare tutto il castello, e le scelte editoriali decisamente discutibili che si sono susseguite non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. Senza interviste post partita, goal da mostrare al pubblico e i famosi “Sky tech” analizzati da Fabio Capello, cosa resta? Come riempire due ore di trasmissione? Invece di fare un mea culpa e lavorare a un cambiamento del format – inclusa anche la durata – si è scelto di diventare come Mediaset, puntando sulla presenza di una show girl di bella presenza ma abbassando la qualità della trasmissione. Del “club” resterà soltanto l’affetto di tutto ciò che è stato, ci sarà sicuramente chi continuerà a seguirlo per abitudine, ma l’apoteosi raggiunto con la puntata dedicata a Massimiliano Allegri rimarrà solo un dolce, lontano ricordo. Comunque andranno le cose (la permanenza di Melissa Satta all’interno della conduzione fino a fine stagione non è ancora certa), siamo sicuri che Caressa dovrà davvero impegnarsi parecchio per mantenere vivo l’interesse verso la sua creatura, che sicuramente ha visto ospiti (e puntate) migliori.

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