Italia
15 Maggio 2022

Il Milan non è più forte ma merita lo Scudetto

Siamo a novanta minuti da un miracolo sportivo.

«Lo stadio ci darà ancora più carica», aveva detto Pioli prima della partita. «Abbiamo giocato da squadra, con i tifosi», ha ribadito Theo Hernandez – autore di un gol da scudetto, simbolo della volontà di potenza rossonera – al termine della stessa (il Milan non vinceva in casa contro l’Atalanta da otto anni). Lo avevamo già sottolineato qualche settimana fa: a Milano, sponda rossonera, un clima così non si respirava da decenni. Pioli, prima ancora che con la tattica (visionaria) e le scelte – anche forti, come quella di togliere Giroud sullo 0-0 – sta vincendo il testa-a-testa con l’Inter grazie al clima unico, irripetibile, che è riuscito a creare in questi due anni e mezzo con la piazza (da quando, cioè, era uscito con le ossa rotte proprio da Bergamo: 5-0, 22 dicembre 2019).

Notando a latere di un San Siro vestito a festa l’ennesimo scempio riservato al settore ospiti, lo stadio non ha smesso di incitare il Milan neanche per un secondo. La Curva Sud, tornata sui livelli degli anni ’80, ha sostenuto la propria squadra con un esodo poderoso prima a Roma (contro la Lazio) poi a Verona (contro l’Hellas), spingendo il Diavolo all’ultimo colpo di coda. Ecco spiegato il ritardo di Pioli nell’intervista post-partita a DAZN:

«Dovevo salutarli, era l’ultima partita. È un anno che ci fanno emozionare».

I gol segnati negli ultimi minuti da Tonali, la crescita di Leao – sempre più decisivo quando conta –, la cattiveria e la sovrumana concentrazione della difesa rossonera: sono tutti segnali di un cammino difficile ma credibilissimo. Che ha certamente in Pioli (senza dimenticarci di Massara/Maldini) il suo artefice fondamentale, ma che ritrova nell’entusiasmo della tifoseria rossonera la sua formula magica. Un po’ come sta accadendo a Roma, sponda giallorossa, dove Mourinho è riuscito a creare un’alchimia speciale con la piazza più ingarbugliata d’Italia.


Poi però ci sono anche gli interpreti, senza i quali alcuni numeri sarebbero inspiegabili. Kalulu-Tomori è la miglior coppia di centrali del campionato, e dietro di loro c’è un portiere (Maignan) che già solo per la parata su Cabral nell’ultimo Milan-Fiorentina meriterebbe la palma di miglior interprete nel campionato. Mentre Radu e l’Inter di Inzaghi si suicidavano superbamente a Bologna, il Milan totalizzava otto clean sheets nelle ultime dieci giornate di campionato.

Due soli i gol subiti dalla squadra di Pioli da inizio marzo (vittoria a Napoli) ad oggi. Il Milan non è la squadra più forte del campionato, ma è senza alcun dubbio quella che ci ha creduto di più. E che quindi merita (al momento) di vincerlo. Dopo la sconfitta per 3-0 nel derby di Coppa Italia, in pochi avrebbero scommesso sul filotto dei rossoneri in campionato. Da quella disfatta, sono maturate quattro vittorie pesantissime contro squadre tutt’altro che semplici: 1-2 alla Lazio, 1-0 contro la Fiorentina, 1-3 a Verona e ieri sera 2-0 contro l’Atalanta. È come se il Milan si fosse esaltato nelle difficoltà. È così da inizio anno (si pensi anche agli episodi contro lo Spezia e l’Udinese), ma ora ad una giornata dal termine fa ancora più impressione.


Se ne è accorto anche Gian Piero Gasperini, che nel post-partita di Milan vs Atalanta ha dichiarato: «il Milan merita lo scudetto». Pioli sa che questo Milan merita lo scudetto, ma il suo atteggiamento rimane quello di un monaco tibetano. E in effetti che Pioli sia cambiato tanto è sotto gli occhi di tutti, anche di chi – come Setti, presidente dell’Hellas – una settimana fa a SuperTele parlava di un uomo cambiato in tante cose, ma soprattutto nell’atteggiamento e nelle dichiarazioni.

«Sto vivendo settimane normali a Milanello perché vedo i ragazzi sereni e tranquilli e che lavorano nel modo giusto. […] Ai ragazzi ho fatto vedere un’intervista di Kobe Bryant (tifosissimo del Milan, ndr) in cui diceva che, nonostante il 2-0 nei playoff di NBA, il lavoro non era ancora finito. E lo stesso vale per noi, abbiamo fatto tanto ma non ancora tutto. Quindi concentrazione, determinazione e serenità».

Sarà difficile mantenerla, soprattutto sapendo che si deciderà tutto all’ultimo respiro. La vittoria dell’Inter a Cagliari – partita niente affatto scontata – ha dato ai nerazzurri un’ultima speranza. La stessa che coviamo noi e presumibilmente i due club di Milano nel vedere l’ultima giornata in contemporanea: una soluzione che andava adottata anche nella penultima, con buona pace del calcio spezzatino e dei suoi effetti postumi – perché in fondo sono gli stessi club di Serie A, oggi indispettiti, ad aver spinto per quel tipo di soluzione. Il Milan giocherà in casa del Sassuolo di Dionisi – simpatizzante nerazzurro –, l’Inter in casa contro la Sampdoria (già salva dopo la sconfitta del Cagliari proprio contro i nerazzurri). Il Milan merita questo scudetto, ma in 90′ può ancora cambiare tutto.

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