Carrello vuoto
Papelitos
1 Novembre

Il Milan (in Italia) sta un passo avanti

Federico Brasile

62 articoli
Almeno ad oggi, almeno in Serie A.

Dopo tutti gli episodi di ieri sera all’Olimpico, culminati con le parole di Mourinho a caldo «non fatemi parlare sennò la prossima in panchina non ci vado», diventa difficile essere lucidi e analizzare i reali rapporti di forza in campo. Perché volenti o nolenti rimane negli occhi, e nella mente, l’inquietante direzione di gara di Maresca, un arbitro già la cui designazione per un big match di Serie A equivale un po’ al terzo segreto di Fatima. Cerchiamo però di andare oltre. Sì perché al di là del fischietto di Napoli (neanche rimandato ma direttamente bocciato e senza appello), e al di là della comprensibile reazione di Mourinho e dei tifosi romanisti, c’è stata una partita in cui il Milan ha dimostrato ancora una volta di essere – al momento – la migliore squadra italiana.

Inutile girarci intorno: nel primo tempo, davanti ai 50mila dell’Olimpico, i rossoneri hanno imposto e dominato il gioco; fraseggiando con grande sicurezza, scambiandosi i ruoli, attaccando l’area di rigore in cinque e pressando sempre alti, togliendo fiato e palleggio alla Roma; quest’ultima ha reagito come ha potuto, con un paio di occasioni più di strappo che di ripartenza, estemporanee a confronto della perfetta orchestra rossonera. Nella sinfonia milanista infatti – in cui il risultato finale è molto, ma molto di più della somma degli strumenti, e in cui ciascuno sembra sempre sapere cosa fare (e ha costantemente più opzioni) – anche il valore dei singoli viene esaltato.

Ibrahimovic punisce ancora i giallorossi, ormai vittime preferite, e forse aveva già segnato nel momento stesso in cui era sceso in campo; Simon Kjaer, versione Cannavaro Germania 2006, erige un muro che a confronto quello di Berlino è una barzelletta. E poi tutti gli altri, responsabilizzati e apparentemente esaltati, sempre alla ricerca della giocata più difficile, del movimento più ambizioso, del passaggio meno scontato. Insomma il Milan sembra un meccanismo perfetto. È vivo, innovativo, gioca e vola sulle ali dell’entusiasmo, spinto dallo spirito calcistico del tempo.


È come se durante il football pandemico i rossoneri si fossero liberati e avessero accumulato certezze, riuscendo a sviluppare un carattere e una sfrontatezza che ormai prescinde dal peso del pubblico – tanto di quello di San Siro quanto di quello avversario. In questo processo Pioli è stato fenomenale, e forse ha stupito addirittura se stesso. È stato capace, come solo pochi sono in grado di fare, di leggere e anticipare le tendenze; di capire dove “stesse andando” il calcio contemporaneo, di non essere investito dall’onda acceleratrice della pandemia né di governarla, ma proprio di cavalcarla. E così, nel momento in cui la sua gestione venne preferita all’innovazione Rangnick (Stefano deve ancora ringraziare il suo santo in paradiso, ovvero Ibrahimovic), quella di confermarlo non fu una scelta di retroguardia bensì di avanguardia. A posteriori parlando.

“Pioli, che la «stampa bue» voleva sacrificare sull’altare del «professor» Rangnick, ha creato un’orchestra gradevole ed efficace, aggettivi che non sempre vanno a letto assieme”.

Così scrive il maestro Beccantini, e come dargli torto, che poi prosegue: «la differenza (ieri sera, ndr) era abissale. Di gioco, di velocità, di nervi saldi». La Roma mourinhana, torniamo a ripetere, ha cucinato con quel che aveva: poco, anche tra quei famosi 11 che secondo la narrazione ufficiale – di allenatore e media – sarebbero al livello dei migliori. Davanti in particolar modo i giallorossi faticano terribilmente, tra un Abraham la cui operazione simpatia sta pian piano lasciando spazio a prestazioni impalpabili, soprattutto con le grandi, e un Mkhytarian che, a guardare bene, in versione halloween ci sta già da tempo – sarà anche per la differenza di stile di gioco tra Fonseca e Mourinho, come sentenzia Di Canio: con il primo sempre nel vivo del gioco sulla trequarti, con il secondo costretto ad allargare, ad allungare e quindi a cedere.



Risultato: una Roma indiscutibilmente inferiore, appesa a Pellegrini in prima battuta o a Zaniolo in seconda, squadra nel carattere e nella predisposizione ma non nelle trame, a differenza degli avversari. Per un tempo e forse un’ora, con un Milan a tratti in versione Bergamo e prima che intervenisse Maresca a fare un gran casino, è stato questo il verdetto: i picchi di gioco del Diavolo, ad oggi, sono probabilmente quelli dell’intera Serie A. E però… c’è un però, perché in Italia sembra tutto fin troppo semplice. Si ripete a destra e a manca che il Milan è la più “europea” delle squadre, e probabilmente è vero, prendendo per buona un’etichetta molto vaga e problematica. Fatto sta che, malgrado le grandi prestazioni, in Europa i rossoneri non decollano (per usare un eufemismo).

L’impressione è quindi che il Belpaese sia la periferia del grande impero europeo, un luogo in cui una gran bella sinfonia come quella rossonera viene scambiata troppo facilmente per l’Inno alla gioia di Beethoven.

Si perché quando si mette peso e intensità nelle partite, ed è sufficiente per farlo anche un Porto, la musica cambia: passino le assenze, ma in terra lusitana ad esempio il Milan è stato proprio surclassato dal punto di vista fisico, del ritmo di gara, e anche caratteriale, cosa che qui da noi probabilmente non capiterebbe nemmeno con dieci/undicesimi fuori causa. Allora a volte, negli interminabili post-partita, c’è quasi l’impressione che parlando del Milan si faccia lo stesso errore di quell’architetto che aveva progettato una splendida biblioteca, costruzione perfetta, la quale però ogni anno sprofondava di 1 cm nel suolo. Non aveva calcolato il peso, il peso dei libri.

Ecco, in una Serie A mai così leggera e povera di idee, noi abbiamo dimenticato il peso. Crediamo che la competizione al vertice significhi competitività, che basti giocare da “squadra europea” per diventarlo davvero. Sia chiaro, questo non sminuisce gli enormi meriti e il percorso di crescita del Milan, della società e di Pioli: parliamo di quella che ad oggi è la squadra più contemporanea e innovativa del nostro campionato, quella con più idee e più coraggio; probabilmente, ora come ora, della migliore squadra italiana.

Eppure dopo averla vista strapazzare per un’ora fuori casa la Roma (tre anni fa semifinalista di Champions) e con tutto il rispetto per il percorso straordinario, per i giovani che hanno tempo di crescere sui palcoscenici internazionali, per Calabria, Bennacer e Ibra 40enne, non riusciamo ad abbandonarci al solo entusiasmo. Il Milan è una costruzione perfetta, oltre le più rosee aspettative, ma siamo sicuri che questa sia una buona notizia? E soprattutto, siamo sicuri di star calcolando il peso?

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Papelitos
Gianluca Palamidessi
24 Maggio 2022

Evviva lo striscione dei calciatori del Milan!

Il calcio vive di sfottò, non di leccate social.
Italia
Annibale Gagliani
24 Maggio 2022

Perdere per vincere, come Pioli

Una storia che parte da lontano e sterza bruscamente.
Calcio
Matteo Mancin
3 Aprile 2022

Maurizio Mosca, il colto giullare

Qual è il vero Maurizio Mosca?
Italia
Raffaele Scarpellini
18 Marzo 2022

La tragica commedia del Parma di Manenti

La pagina più triste della storia dei Ducali.
Papelitos
Valerio Santori
7 Febbraio 2022

I want you, Serie A TIM!

Siete pronti a trasferirvi a Nuova York?
Papelitos
Valerio Santori
18 Gennaio 2022

Gli arbitri non contano più nulla

Dopo il VAR, ora addirittura le scuse dell'AIA.
Italia
Vito Alberto Amendolara
13 Gennaio 2022

L’anno del Serpente

L'Inter è ancora la squadra da battere.
Papelitos
Alessandro Imperiali
9 Gennaio 2022

Chissenefrega dei tifosi

Questo, in sostanza, è il messaggio congiunto di Lega calcio e governo.
Italia
Lorenzo Serafinelli
9 Gennaio 2022

È la Lazio a sceglierti

122 anni di gioia, sofferenza e senso d'appartenenza.
Italia
Marco Armocida
6 Gennaio 2022

La crisi della Juventus non può sorprendere

Analisi alla prima parte di stagione della Vecchia Signora.
Italia
Gianluca Palamidessi
4 Gennaio 2022

Il sarrismo non esiste, Sarri sì

Il tecnico toscano ha bisogno di più tempo e meno retorica.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Dicembre 2021

Tra i tre litiganti, l’Inter gode

C'era una volta un campionato combattuto.
Papelitos
Federico Brasile
8 Dicembre 2021

Siamo periferia d’Europa

Mai così impotente e lontana del centro.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
6 Dicembre 2021

L’Atalanta è pronta per vincere lo Scudetto

Come è cambiata quest'anno la Dea.
Italia
Lorenzo Santucci
28 Novembre 2021

La normalità di Simone Inzaghi

L'allenatore dell'Inter non fa notizia, ed è un bene.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Novembre 2021

Sarri e Ancelotti parlano anche per noi

Troppe partite, troppo calcio. Ma noi tifosi siamo pronti a rinunciarci?
Papelitos
Gianluca Palamidessi
22 Novembre 2021

Serie A isola Felix (per gli stranieri)

Cosa ci dice la doppietta del classe 2003 giallorosso.
Papelitos
Lorenzo Santucci
9 Novembre 2021

DAZN fa rima con disperazione

Tolta la concurrency.
Papelitos
Federico Brasile
8 Novembre 2021

Un derby che viene dal futuro

Per intensità, ritmo, qualità. La partita dell'anno.
Italia
Pierfilippo Saviotti
7 Novembre 2021

Baùscia contro Casciavìt

Quando il derby aveva un sapore tipicamente meneghino.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
25 Ottobre 2021

Zero a zero è puro punk

Roma vs Napoli è stata la partita perfetta.
Papelitos
Federico Brasile
20 Ottobre 2021

L’Europa chiama, l’Italia non risponde

Il calcio italiano deve guardarsi allo specchio.
Tennis
Marco Armocida
19 Ottobre 2021

Radja Nainggolan, guerriero incompreso

Un giocatore irripetibile, come i suoi eccessi.
Italia
Edoardo Franzosi
3 Ottobre 2021

Il Pisa parla russo

Una squadra da capogiro con un progetto serissimo alle spalle.
Calcio
Gianluigi Sottile
1 Ottobre 2021

I campionati non valgono più nulla

Ormai, per le grandi squadre, è solo la Champions il metro della stagione.
Papelitos
Federico Brasile
24 Settembre 2021

Pioli, non t’allargare

Il calcio non è flipper, grazie.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
23 Settembre 2021

Anche basta

Il terribile teatrino dei calciatori allenatori.
Italia
Antonio Torrisi
22 Settembre 2021

Joe Tacopina, il primo tifoso

Il giro d'Italia del Presidente d'America a tempo determinato.
Interviste
Leonardo Aresi
21 Settembre 2021

A tu per tu con Dino Zoff

Conversazione con il campione friulano.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
21 Settembre 2021

Impossibile nascondersi

Zitto zitto, il Napoli di Spalletti è in testa alla classifica.
Italia
Antonio Aloi
18 Settembre 2021

Allenatore padre padrone

Quanto incide sul risultato finale il lavoro di un tecnico.
Papelitos
Valerio Santori
11 Settembre 2021

Il lancio degli Inter Fan Token è stato imbarazzante

Il sonno dei tifosi produce mostri.
Tifo
Lorenzo Santucci
6 Settembre 2021

State attenti ad insultare i tifosi

La protesta dei tifosi del Milan è sacrosanta ma non sufficiente.
Papelitos
Vittorio Ray
5 Settembre 2021

Lunga vita ai fantallenatori

Vitelloni, immobili, finto-impegnati. Meravigliosamente italiani.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
30 Agosto 2021

Ridateci la fascia di Davide Astori

La Lega insegna che anche la memoria ha una data di scadenza.
Papelitos
Marco Armocida
26 Agosto 2021

Ci vuole equilibrio

La stampa italiana e la sindrome da titolite.
Italia
Luca Pulsoni
24 Agosto 2021

La Serie A non par(l)a più italiano

Su 20 squadre di A, 13 hanno il portiere titolare straniero.
Italia
Gabriele Fredianelli
20 Agosto 2021

Il sentimento infinito di Borja Valero e Francesco Flachi

Quando il calcio è qualcosa di simile all'amore.
Ritratti
Edoardo Franzosi
17 Agosto 2021

Smetto quando voglio

Da campione a clochard. Le mille vite di Maurizio Schillaci.
Italia
Raffaele Scarpellini
31 Luglio 2021

Lo Scudetto dimenticato a La Spezia

Sotto le bombe i Vigili del Fuoco diventavano Campioni d'Italia.
Ritratti
Marco Metelli
23 Luglio 2021

Julio Cruz, il giardiniere di San Siro

Il dodicesimo uomo nerazzurro.
Papelitos
Luca Pulsoni
19 Luglio 2021

Il boomerang del Decreto Crescita

Il capolavoro di Mancini rischia di essere un episodio isolato.
Podcast
La Redazione
13 Luglio 2021

Lasciateci il pallone

Due chiacchiere con Francesco Repice.
Ritratti
Marco Metelli
3 Luglio 2021

La leggenda di Osvaldo Bagnoli

Compie oggi 86 anni un mito della panchina.
Ritratti
Marco Metelli
5 Giugno 2021

Alberto Malesani, l’ultimo degli umani

Sorridere in faccia al fallimento.
Papelitos
Valerio Santori
4 Giugno 2021

Il calcio spezzatino è un calcio dilaniato

Dieci partite, dieci orari differenti: è la proposta di Dazn alla Lega Calcio.
Italia
Luca Pulsoni
4 Giugno 2021

Un Italiano a La Spezia

Il Golfo dei poeti ha stregato la Serie A.
Ritratti
Luca Giannelli
29 Maggio 2021

Bruno Pesaola, napoletano d’adozione

Le estrose geometrie calcistiche attraverso il fumo delle sigarette.
Italia
Lorenzo Santucci
28 Maggio 2021

Sempre il solito Conte

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Italia
Edoardo Franzosi
25 Maggio 2021

Salvate il Tardini, salvate Parma

Cosa si nasconde dietro al rifacimento dello stadio gialloblu.