Ultra
07 Maggio 2024

Mkhitaryan, la gemma del Caucaso

Dall'Armenia profonda nascono fiori luminosi.

L’Armenia è una delle più antiche realtà politiche nella storia dell’umanità. Collettività ancestrale, le cui prime tracce si possono far risalire addirittura all’800 a.C., momento in cui andò a costituirsi il Regno di Urartu, il primo impero armeno. Attraverso i secoli, le popolazioni proto-armene ridefinirono costantemente la propria identità anche in relazione ai nemici, desiderosi di sfruttare la straordinaria posizione geografica dell’Armenia che dal cuore del Caucaso è vettore di influenza in Anatolia e verso le sorgenti del Tigri e dell’Eufrate.

Parlare dell’Armenia significa dunque riferirsi alle origini stesse della civiltà umana e al Caucaso sacro, in cui riecheggiano il mito di Prometeo e l’Antico Testamento.

Significa parlare del primo regno nella storia dell’umanità ad adottare il cristianesimo come religione ufficiale. Di un territorio conteso e in grado di preservare la propria identità nei millenni. Da una simile eredità doveva scaturire un popolo orgoglioso e travagliato.

Per secoli, prima e durante l’annessione all’impero zarista nel XIX secolo, gli armeni furono straordinari mercanti e popolazione colta, classe intellettuale al servizio di ottomani, persiani e russi. La Prima Guerra Mondiale e la Rivoluzione russa, con annesso lo spaventoso – e mai pienamente riconosciuto – genocidio perpetrato dai turchi ai loro danni, con slittamento del baricentro della cultura armena dall’Anatolia interna al Caucaso vero e proprio, costituiscono ulteriori traumi di un lungo processo storico.

Un assaggio del Manoscritto armeno del XV secolo conservato al Metropolitan Museum of Art di New York

Un processo che è ancora in corso, laddove il duplice accerchiamento turco e azero ha portato all’occupazione del Nagorno-Karabakh nel settembre del 2023, con buona pace dell’unico alleato armeno l’Iran e con il tacito assenso della Russia. A denunciare la nuova questione armena già nel 2020, sparita dai radar degli Occidentali, con colpevole ipocrisia, è stata quella che probabilmente è oggi la più luminosa gemma del panorama sportivo e calcistico della repubblica caucasica, Henrikh Mkhitaryan, all’epoca in forza alla Roma:

“Sono un atleta professionista che rappresenta orgogliosamente in tutto il mondo l’Armenia, e oggi scrivo questa lettera con grandissime preoccupazioni. Mentre il mondo è testimone di una tragica guerra senza precedenti in Nagorno Karabakh, permettetemi di dar voce alla profonda preoccupazione che il mio Paese si trovi in grande pericolo”.

Henrikh Mkhitaryan, 6.10.2020

Contrasti ULTRA

Dopo sette anni lanciamo la nostra sfida. E chiediamo il vostro sostegno per farlo. Contrasti ULTRA, il piano di abbonamenti della rivista, è lo sbocco naturale di un progetto che vuole svincolarsi dalle logiche dei trend topic e del clickbaiting, delle pubblicità invasive e degli investitori invadenti. Un progetto che vuole costruirsi un futuro solido e indipendente.

L'abbonamento darà accesso ai migliori articoli del sito e ad una newsletter settimanale di lotta, di visione e di governo. Il vostro sostegno, in questo grande passo, sarà decisivo: per continuare a rifiutare i compromessi, e percorrere fino alla fine questa strada - lunga, tortuosa, solitaria - che ci siamo scelti. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo. Grazie.

Abbonati

Ti potrebbe interessare

Peppino Prisco, primo ufficiale dell'Inter
Ritratti
Jacopo Gozzi
10 Giugno 2023

Peppino Prisco, primo ufficiale dell'Inter

Vita, morte e miracoli di un grande nerazzurro.
Tra i tre litiganti, l'Inter gode
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Dicembre 2021

Tra i tre litiganti, l'Inter gode

C'era una volta un campionato combattuto.
La normalità di Simone Inzaghi
Calcio
Lorenzo Santucci
28 Novembre 2021

La normalità di Simone Inzaghi

L'allenatore dell'Inter non fa notizia, ed è un bene.
5 maggio
Calcio
Lorenzo Santucci
04 Maggio 2018

5 maggio

La Waterloo nerazzurra.
I colori dividono le torcidas, Bolsonaro le unisce
Calcio
Alberto Fabbri
19 Novembre 2020

I colori dividono le torcidas, Bolsonaro le unisce

Le tifoserie organizzate unite contro il presidente.