Papelitos
27 Febbraio 2018

Il muro giallo contro il calcio spezzatino

La protesta intelligente dei tifosi del Borussia Dortmund contro il “calcio moderno”.

Alla faccia di chi pensa che la Germania sia la terra dell’innovazione calcistica ad ogni costo, dell’accelerazione e del progresso continuo. Ieri sera (Lunedì 26 Febbraio, ndr) si giocava Borussia Dortmund-Augsburg. Una novità il Monday night per il calcio tedesco, che per la seconda volta in due settimane ha risposto negativamente. Lo scorso lunedì era toccato ad Eintracht Francoforte-Lipsia, e allora i tifosi di casa avevano fatto slittare l’inizio della partita posizionandosi dietro la porta in segno di protesta, una sorta di mite e pacifica invasione di campo. Stavolta è stato il turno della Südtribune – il celebre Muro Giallo di Dortmund – che ha raccolto il testimone della protesta e disertato in buona parte lo stadio.

Gli striscioni dei tifosi dell’Eintracht contro il Monday night, uno dei quali recitava: “Anche il mio barbiere il lunedì ha il giorno libero”

350 sono stati i fan club del BVB, per un totale di oltre 15mila persone, a protestare contro il calcio spezzatino che ormai imperversa in Europa. Da un lato c’è la Federazione calcistica tedesca, che con la scusa del riposo per le squadre impegnate nelle coppe europee ricorre al posticipo del lunedì, dall’altra i tifosi che mettono in atto una protesta intelligente contro il “calcio moderno”, non limitandosi come da noi alle lamentele al bar per poi tornare a casa e sintonizzarsi su Sky Sport o Mediaset Premium

“Questa decisione non è in alcun modo rivolta alla squadra ma non possiamo né vogliamo accettare che le partite della Bundesliga si giochino al lunedì. Organizzare delle partite quando nessuno ha il tempo di andare allo stadio è sintomo di una mostruosa indifferenza verso l’importanza sociale del calcio e dei tifosi”.

Questa è parte della nota con cui i tifosi del Borussia hanno motivato l’assenza dal Westfalenstadion (ora Signal Iduna Park, ahiloro). Beh, che altro aggiungere; sentir parlare ancora di importanza sociale del calcio, di questi tempi, fa quasi commuovere. E la tanto decantata innovazione calcistica in Germania è studiata, pianificata ed approfondita, non introdotta come fosse il Vangelo, processo inevitabile nell’epoca della fine della storia, in cui l’aspetto commerciale, economico, finanziario è destinato a prevalere su tutto e tutti. È così che si costruiscono i successi perché il progresso, senza avere alle spalle un retroterra culturale e una tradizione, assume la forma (e il valore) della plastica.

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