Altri Sport
23 Aprile 2018

Nadal e Jungles, epifanie e conferme

Nadal trionfa a Montecarlo mentre Jungels vince la sua prima grande gara, la Liegi-Bastogne-Liegi.

Quasi in contemporanea, due eventi segnano il pomeriggio di domenica 22 aprile 2018. Da un lato un veterano, un campione affermato, un atleta di cui le generazioni parleranno come il Re della Terra Rossa, vince l’ennesimo trofeo, e dall’altro un giovane ciclista mette per la prima volta il suo nome tra i vincitori delle Classiche Monumento. Per Nadal quella di Montecarlo è stata una cavalcata trionfale: nessun set perso e mai più di 5 giochi ceduti ad ogni avversario. 31° Masters 1000 (battuto il record dei 30 di Novak Djokovic), 76° torneo vinto in carriera e 11° titolo nel Principato di Monaco. In finale ha incontrato un redivivo Kei Nishikori, al rientro dall’infortunio al polso destro, arrivando all’ultimo match dopo due lunghe e faticose sfide contro Cilic e A. Zverev. I primi tre game hanno permesso al nipponico di strappare l’unico break point della settimana a Nadal, sul 2-1, ma poi si è dovuto anche lui arrendere alla supremazia del maiorchino. Con la finale, Nishikori rientra nella top 30 ATP mentre Rafa, vittorioso, si consolida n.1.

 

Bob Jungels (Quick-Step) è invece l’eroe della Liegi-Bastogne-Liegi, la Classica Monumento che porta via con sé la primavera e il sapore delle corse del nord. Parliamo di ciclismo moderno, e quindi attendismo – tanto attendismo – almeno fino alla côte de la Redoute, a circa 40km dall’arrivo. Lì, poco dopo aver ripreso la fuga di giornata, iniziano le prime schermaglie e i big davanti ci sono tutti, tra cui il sempre favorito Valverde, Kreuziger, Wellens e le tre punte della Quick-Step: Alaphilippe (fresco vincitore della Freccia Vallone), Gilbert, Jungels. Dopo aver praticamente monopolizzato quasi tutte le gare del nord, questa volta la squadra belga aveva pronti tre piani diversi. L’attacco lungo di Gilbert alla Roche-au-Faucons, la sparata successiva di Jungels e Alaphilippe per un arrivo tirato. Il piano A (Gilbert, non in formissima) fallisce, ma in contropiede parte il campione di Lussemburgo Jungels: 25 anni e una purezza estetica che ricorda quella del suo ultimo connazionale vittorioso alla Doyenne, Andy Schleck. II suo allungo non è giudicato pericoloso dal gruppo di testa, che si crede forte perché numeroso. Eppure Bob pesta bene sui pedali e arriva da solo con buona pace di chi si aspettava di rientrare, e invece è rimasto a guardarsi, senza seguire i tentativi di riallacciare dei Bahrain-Merida Gasparotto (poi 6°) e Pozzovivo (5°) o del Bora Formolo (7°). Sono Woods (EF-Drapac) e Bardet (AG2R-La Mondiale) a completare il podio, a 37″ di distacco. Una sola nota su Vincenzo Nibali: arriva in forma ma trova la giornata no, peccato per tutto il lavoro fatto, ma nulla si può recriminare al campione siciliano, che infatti lascia strada libera al compagno Gasparotto.

 

Ecco dunque che se da un lato abbiamo un giovane corridore già riconosciuto come forte e talentuoso, ma ancora fino a ieri senza il grande successo, dall’altro troviamo un vero fuoriclasse del tennis. Ora inizia la parte di stagione ciclistica delle corse a tappe, e si vedrà se il lavoro di costruzione fatto finora porterà frutto. Per il tennis invece siamo davanti al terreno di caccia di Nadal: i tornei sulla terra sono il suo pane, e non c’è nessuno all’orizzonte che sembri in grado di contrastarlo. Anzi, desta un po’ di perplessità questa situazione: Nadal si ritrova a 31 anni ad essere ancora all’apice delle classifiche con prestazioni di massimo livello, e l’unico a contendergli il palco è quel Roger Federer che sopravvive alla durezza del tennis moderno centellinando le discese in campo. Oltre loro, oltre la loro “rivalità”, il nulla. Murray e Djokovic non pervenuti, Wawrinka, Dimitrov, Cilic, lo stesso Nishikori, Zverev junior…nessuno è in grado di arrivare a superare Federer o Nadal. Ancora oggi la loro presenza resta l’unico perno attorno cui tutto il circo tennistico internazionale ruota.

 

SUPPORTA !

Ormai da anni rappresentiamo un’alternativa nella narrazione sportiva italiana: qualcosa che prima non c’era, e dopo di noi forse non ci sarà. In questo periodo abbiamo offerto contenuti accessibili a tutti non chiedendo nulla a nessuno, tantomeno ai lettori. Adesso però il nostro è diventato un lavoro quotidiano, dalla prima rassegna stampa della mattina all’ultima notizia della sera. Tutto ciò ha un costo. Perché la libertà, prima di tutto, ha un costo.

Se ritenete che Contrasti sia un modello virtuoso, un punto di riferimento o semplicemente un coro necessario nell'arena sportiva (anche quando non siete d’accordo), sosteneteci: una piccola donazione per noi significa molto, innanzitutto il riconoscimento del lavoro di una redazione che di compromessi, nella vita, ne vuole fare il meno possibile. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo.

Sostieni

Gruppo MAGOG

Elena Isinbaeva e la Madre Russia
Ritratti
Alberto Girardello
03 Giugno 2020

Elena Isinbaeva e la Madre Russia

Un modello tutto russo di “femminismo”.
Come il mare, all’alba
Altri Sport
Alberto Girardello
20 Luglio 2018

Come il mare, all’alba

Di fronte a un'ingiustizia che sa di sconfitta, Nibali ci insegna a perseverare nella pazienza. Invece della burrasca, il mare calmo, prima che il sole sorga.
Tornate al prossimo appello
Altri Sport
Alberto Girardello
17 Luglio 2018

Tornate al prossimo appello

Majka, Zakarin e Mollema: non vengono al Giro d'Italia per preparare la Boucle. E il professor Tour, giustamente, li boccia.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

LLeyton Hewitt
Altri Sport
Edoardo Pastorello
17 Febbraio 2018

LLeyton Hewitt

Un tennista capace di restare 80 settimane al n.1 ATP imploso su se stesso, perché spesso grinta e abnegazione non sono sufficienti.
Froome è uno di noi
Altri Sport
Alberto Girardello
26 Maggio 2018

Froome è uno di noi

Chris Froome spezza il tempo in due, prima e dopo il Colle delle Finestre, prima e dopo il 25 maggio 2018. Con un gesto di 82km ha distrutto il ciclismo che lui stesso ha contribuito a creare.
Apollo Merckx 11
Altro
Luca Pulsoni
20 Luglio 2019

Apollo Merckx 11

Mezzo secolo fa la prima carneficina del Cannibale nel giorno dello sbarco sulla luna.
Tom Simpson
Ritratti
Matteo Latini
13 Luglio 2018

Tom Simpson

Un vita in fuga, la morte sul Ventoux. Era Tom Simpson, l'uomo che non sapeva ascoltare il proprio dolore.
Occidentali’s karma
Editoriali
Andrea Antonioli
15 Maggio 2017

Occidentali’s karma

Da predatore a preda: la parabola sportiva e spirituale di Novak Djokovic.