Papelitos
28 Maggio 2024

Newcastle v Tottenham, ma la Premier non era finita?

A Melbourne si è disputata un'amichevole surreale per tempi e modalità.

Mentre scriviamo si è da pochi giorni conclusa Tottenham v Newcastle. Risultato finale di 1-1. Tutto qui? Purtroppo no. Perché quel che è importante non è l’esito, ma la “competizione” disputata dalle due squadre: un’amichevole al Melbourne Cricket Ground, a 48 ore dalla fine della Premier e a meno di un mese dall’inizio di Copa America ed Europei. Sintetizzando, possiamo dire che la stagione ‘24-’25 è già iniziata. La follia di chi comanda il calcio non conosce eccessi.

Quante volte abbiamo scritto, parlato, pensato di “limite oltrepassato”? Abbiamo vergato papelitos e newsletter, intavolato discussioni attorno a una birra, agitato chat di amici. Eppure siamo sicuri che, una volta conclusa la sbornia dei tornei continentali, il famigerato limite si sposterà un po’ più in avanti. Magari sottotraccia, come un’anonima amichevole nel gelo del deserto australe, o forse in pompa magna come piace a Sua Umiltà Gianni Infantino. Un bel campionato del mondo tra i campioni del mondo, gli sconfitti dai campioni del mondo e i ripescati ai campionati del mondo.

La pagina satirica “Lercio”, tempo fa, scrisse “trovato un buco al venerdì mattina, la FIFA organizza un nuovo torneo. Ma la fantasia è ormai superata dalla realtà.

Trattenendo a fatica la voglia di mandare tutt* in Qatar o in Arabia, occorre per forza usare qualche vocabolo per un banale ragionamento. Al termine (parliamo della sola Premier) di una stagione che prevedeva il campionato nazionale, due coppe, le competizioni europee, le qualificazioni a Germania ‘24, le amichevoli dei Tre Leoni con annessi stage, era davvero il caso di sobbarcarsi un giorno d’aereo per palleggiare di fronte a qualche migliaia di “aussie” per un pugno di dollari e tanto ridicolo? Dove sono tutti coloro che battono i pugni sul tavolo ogni qual volta un serio infortunio manda in stampelle per sei mesi la stella di qualche team? Se aggiungiamo che anche il chief executive della Premier League, Richard Masters ha affermato che “il numero massimo di partite sta raggiungendo il limite” che si fa?



Deve esistere qualcuno che tiri il freno a mano di questo treno impazzito, faccia scendere tutti e riporti il calcio al lume della ragione. Perché l football rischia, parafrasando Antonio Conte, “sotto tanti punti di vista”. Il calendario a ciclo continuo che non consente la benché minima sosta agli atleti, conseguenza naturale di infortuni a catena o prestazioni scadenti. Il livello del gioco, adattato per tirare il fiato, a meno di non voler creare rose più extra large di quanto lo siano ora (per chi, bontà loro, se lo fosse perso, nell’estate del 2025 arriva il mondiale per club).

Soprattutto, ed ecco scendere in campo noi romantici e anche un po’ nostalgici, tutto questo calderone che ha trasformato lo sport in un supermarket on demand, dove puoi scegliere tra una tourneè americana o un mondiale nel deserto al prezzo che desideri, ha sfiancato anche il tifoso più fedele.

Ormai non si contano i Milan–Bayern Monaco o gli Juventus–Barcelona di ogni stagione. E pensare che, nemmeno vent’anni fa, erano una stupenda e attessisima eccezione, ora trasformata in noiosa regola. Si sognava il Davide contro Golia quanto lo scontro tra titani. La trasferta della big in provincia, dentro un catino che pareva d’essere a La Boca. Il big match primaverile in Champions. Il sorteggio dei mondiali. Esageriamo. Pure Europa vs Resto del Mondo del dicembre ‘97 con Zidane e Ronaldo era, nel suo piccolo, un evento.

Signori miei, non ne possiamo più! Siamo saturi di calcio, più gonfi dello stomaco di Tognazzi ne “La Grande Abbuffata”. Perdiamo interesse. Sbadigliamo. Nulla ci interessa come prima, al punto che sono sparite pure le polemiche da bar. I “millenials” si dedicano agli Expected Goal e altre idiozie del genere, non capendo che questa è solo una malattia senile del pallone, una forma di disperata pornografia laddove il football ha perso il mistero, l’attesa, il rito e con essi l’anima. Tanto il calcio e gli esports, ormai, sono quasi equiparabili.

Siamo talmente esausti di Conference, Nations, mondiali per club e tutto il carrozzone che si fa quasi fatica a scrivere questo commento. E, infatti, sarà meglio chiuderla qui. Voi continuate a creare cazzate made in FIFA. Noi usciamo in cortile a tirare due calci al pallone. Fateci un fischio quando le idee sono finite. E, una volta finite, non mettete più piede nel nostro fu amato mondo del calcio.

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Giovanni Guido

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