Carrello vuoto
Interviste
2 Marzo

Patrizio Oliva, da Poggioreale all’oro olimpico

Mattia Di Lorenzo

13 articoli
Uno dei più grandi rappresentanti del pugilato tricolore ci ha raccontato la sua storia, umana ancor prima che sportiva.

Una infanzia difficile. Segnata dal disagio familiare e da frustranti privazioni cui si è aggiunto l’ ulteriore, doloroso carico della morte prematura del fratello, grande promessa del calcio, stroncato nel fiore degli anni da una malattia incurabile. Il pugilato come rifugio per schermirsi dal canto ammaliante delle sirene della malavita, mai dome in un quartiere difficile come quello di Poggioreale, in cui è nato e vissuto. Poi il successo. E la gloria di un titolo olimpico, di un mondiale e di tante altre vittorie.

 

Appesi i guantoni, la consapevolezza che le sfide della vita le si affronta meglio con un solido bagaglio culturale. E così arrivano addirittura due lauree. Nel mezzo l’onere di far da trainer agli azzurri del pugilato nella categoria, compito svolto con la consueta passione e il solito spirito di abnegazione. Oggi, tra gli altri, l’impegno per i giovani meno abbienti della sua amata Napoli. C’è poco da obiettare, Patrizio Oliva è un esempio da seguire e un uomo che ha tanto da raccontare. Ha dunque deciso di farlo con uno spettacolo teatrale: Patrizio versus Oliva, che ha subito riscosso il consenso del pubblico ed il favore della critica.

 

Dal ring al palcoscenico. Patrizio Oliva alza il sipario sulla difficile esperienza di vita che ha anticipato l’avvento del grande campione di sport. Qual è il messaggio che vuole trasmettere col suo spettacolo teatrale?

Che ci si può risollevare anche dalle macerie, anche quando tutto sembra irrimediabilmente compromesso. A patto di avere una devastante forza di volontà e le motivazioni giuste. Nel mio spettacolo è questo che racconto, lanciando ai giovani un messaggio chiaro: “dovete crederci sempre”. Se si crede in qualcosa, se si lotta, si combatte, si vince pure. Il mio spettacolo è una vera tragedia greca, perché la mia vita è stata una avventura tragica. Ho avuto purtroppo un padre violento, che a sua volta aveva vissuto una infanzia in un contesto violento, e che scaricava i suoi istinti su mia madre.

 

Per sfuggire alle tentazioni della criminalità, sempre pronta, in un quartiere a rischio come quello di Poggioreale in cui sono cresciuto, ad arruolare giovani, mi sobbarcavo oltre 15 km a piedi per raggiungere la palestra in cui mi allenavo. Alla fine ce l’ho fatta, ne sono venuto fuori ed ho tenuto fede al giuramento che feci in punto di morte a mio fratello: per me una grandissima motivazione. Quando avanzava la stanchezza, quando mi mancavano le forze, pensavo a quel giuramento. A quel fratello, più grande di me, strappatomi sul più bello. Pensavo che io avevo avuto dalla vita il privilegio di esaltare il mio talento, a differenza sua che, pur essendo un predestinato all’Olimpo del calcio, perché fortissimo, aveva trovato la strada del successo sbarrata dal mostro del cancro.

 

Però mi lasci dire una cosa. Il mio spettacolo è tratto dal libro Sparviero, la mia biografia, scritta da mio nipote Fabio Rocco. Non smetterò mai di ringraziarlo. E non è un caso che quel testo sia stato considerato, da valenti esperti del settore, qualcosa di più di una semplice biografia. In effetti è scritto benissimo con un crescendo di pathos che strozza il fiato in gola.

 

Patrizio Oliva
Qui nel suo spettacolo teatrale “Patrizio vs Oliva”, una storia sportiva ma ancor prima umana

Milleculure” è invece il nome della associazione a cui lei dedica gran parte delle sue giornate per assicurare, sopratutto a quei ragazzi che altrimenti non potrebbero permetterselo, l’accesso alla pratica sportiva. Lo sport può essere, specie in una città problematica come Napoli, stremata dal flagello delle baby gang, un efficace antidoto per scongiurare il reclutamento dei giovani dai purtroppo diffusi sodalizi criminali?

Solo lo sport può farlo, è l’unico strumento di accertata efficacia. Sport significa disciplina, rispetto dell’avversario, rigore, sacrificio, gerarchie. Valori che, traslati sul piano civile, delineano il buon cittadino. Ai ragazzi dico credeteci, praticate lo sport, reagite ai bulli denunciando, senza paura. Alle istituzioni invece rivolgo un appello perché si colpiscano le baby gang abbassando la soglia dell’età punibile.

Se fosse investito oggi da ruoli di responsabilità politica, quale sarebbe il primo provvedimento che adotterebbe a favore delle giovani generazioni?

Incentiverei lo sport nelle scuole. È ridicolo come lo si fa da noi in Italia. Le ore di sport dovrebbero essere 7-8. Pensi che in Islanda, tanto per fare un esempio, avevano un problema con l’alcolismo giovanile e le baby gang. Hanno investito nello sport, più che triplicato le ore a scuole, e sono riusciti drasticamente ad abbattere le percentuali relative ai due fenomeni. In Italia dobbiamo seguire il canovaccio del nord Europa. Anche perché oggi la crisi della scuola riflette quella della famiglia, dove i genitori o sono autoritari o, mi consenta, di “ricotta”.

 

Ci vuole la via di mezzo, quella dell’autorevolezza. Lo sport a scuola può aiutare a crescere i giovani e puntellare le famiglie, colmandone le carenze. Mi impegnerei per questo. E spalancherei le porte delle scuole, dei carceri minorili e degli altri luoghi di aggregazione, a quei personaggi che possono rappresentare dei modelli positivi cui ispirarsi: campioni dello sport, grandi attori, personalità della cultura, del mondo del lavoro ecc. L’universo dei giovani si alimenta di miti e simboli.

 

Le sue vittorie hanno fatto sognare l’Italia e Napoli, la sua città, verso la quale lei ancora oggi esprime una forte carica identitaria, non ha mancato di celebrarle nel modo più solenne. Persino la “Mano de Dios”, che pure non l’aveva esattamente in simpatia, fu “costretta” ad inchinarsi ai suoi…”pugni”…. premiandola un po’ controvoglia davanti ad un San Paolo tirato a festa ed orgogliosamente entusiasta. Ci dica, oggi con Maradona è pace fatta?

Ma non ho mai litigato con lui. E non potrebbe essere diversamente. Quale napoletano verace, ed io lo sono, può andare in rotta di collisione con Diego? Semplicemente accadde che io battei un pugile argentino, Sacco, e che lui, essendo come tutti i suoi connazionali un nazionalista irriducibile, lo difendeva a spada tratta, sostenendo, a torto, che io avessi scippato quella vittoria. Ma poi ci incontrammo in un famoso ristorante di Napoli casualmente: ci chiarimmo, ci abbracciammo, e finimmo a brindare con una pregiata bottiglia di champagne offerta da lui.

 

Oliva e Pollio a Napoli con l’oro olimpico, al rientro da Mosca

Nino Benvenuti e Mohamed Alì sono stati i suoi riferimenti sportivi ai quali ha dichiarato di essersi sempre ispirato. Cosa apprezzava di quei grandi campioni? Ed oggi quale pugile le piace?

Benvenuti, Ali, Leonard, pugili di cui apprezzavo innanzitutto la grande intelligenza tattica. Tra gli attuali mi piace Vasil Lomacenko.

 

Ma invece, com’è messo oggi il pugilato di casa nostra?

Male, molto male. Mancano le competenze ed una precisa strategia di crescita. Pensi che io da anni non vengo neppure interpellato. Rischiamo di non qualificarci alle Olimpiadi ed in ogni caso meglio il comparto femminile. Nel mio spettacolo c’è una frase che rivolgo a mia madre e che ben si addice ai vertici del nostro pugilato: “Io sono un pugile e combatto con i guantoni, ma ci sono uomini che, pur non avendoli, sono molto più violenti”. Le ho detto tutto.

Nel futuro di Patrizio Oliva cosa c’è?

Vorrei poter portare il mio spettacolo nel maggior numero di scuole possibile, magari con un coinvolgimento del livello centrale del comparto della pubblica istruzione. Beninteso, il mio interesse è per la causa del recupero dei giovani o della prevenzione di talune piaghe, la mia è una missione. Non penso mai al mio personale tornaconto.

Attesa la sua notevole attività civica, è lecito attendersi anche un “ritorno” diretto in politica?

Sono molto leale e molto sanguigno, poco incline al compromesso e la politica è precipuamente compromesso. In passato ho provato con dei timidi approcci, ma adesso avrei forti resistenze. Però apprezzo quelle persone che scendono in politica dopo aver vissuto esperienze di vita all’insegna del coraggio.

 

 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Cultura
Diego Mariottini
2 Aprile 2022

Entrenamos en suelo argentino!

Lo sport argentino nel conflitto delle Malvinas.
Podcast
La Redazione
23 Febbraio 2022

Il più sudamericano dei nove italiani

Un podcast con Bruno Giordano.
Altri Sport
Matteo Zega
4 Febbraio 2022

Le Olimpiadi del sovrano Xi Jinping

La Cina è vicina.
Interviste
Mattia Di Lorenzo
20 Gennaio 2022

Mario Kempes: dalla strada alle stelle

La nostra intervista a un mito vivente del fútbol.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Dicembre 2021

Tra i tre litiganti, l’Inter gode

C'era una volta un campionato combattuto.
Ritratti
Diego Mariottini
12 Novembre 2021

Nadia Comaneci, Stella dell’Est

La ginnastica della perfezione.
Altro
Luca Pulsoni
9 Novembre 2021

La Generazione Z distruggerà lo sport tradizionale

I Giochi del Commonwealth come esperimento sociale.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
25 Ottobre 2021

Zero a zero è puro punk

Roma vs Napoli è stata la partita perfetta.
Papelitos
Federico Brasile
4 Ottobre 2021

Razzismo non è i cori contro Napoli

Bensì gli insulti razziali rivolti a Koulibaly, Anguissa e Osimhen.
Papelitos
Luca Pulsoni
1 Ottobre 2021

Carlos Bilardo e il fantasma di Maradona

Il mitico ct dell'Argentina campione del mondo non sa ancora che Diego è morto.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
21 Settembre 2021

Impossibile nascondersi

Zitto zitto, il Napoli di Spalletti è in testa alla classifica.
Storie
Andrea Tavano
21 Settembre 2021

Boris Arkadiev, maestro del calcio sovietico

Demiurgo (a sue spese) dello sport nell'URSS.
Italia
Diego Mariottini
15 Agosto 2021

Berlino 1936, il Ferragosto d’oro del calcio italiano

La nazionale di Pozzo che vinse l'oro alle Olimpiadi.
Altro
Antonio Aloi
7 Agosto 2021

Luigi Busà, il Gorilla d’Avola con l’oro al collo

Il primo karateka a vincere un oro olimpico è italiano.
Cultura
Gabriele Fredianelli
5 Agosto 2021

Il lungo viaggio della scherma italiana

La scherma in Italia, parte II: il Novecento e i Giochi Olimpici.
Interviste
Mattia Di Lorenzo
4 Agosto 2021

Fernando Signorini, all’ombra di Maradona

Due chiacchiere con lo storico preparatore di Diego.
Altro
Giacomo Rossetti
3 Agosto 2021

La vela italiana si ricopre d’oro

La strana coppia Tita-Banti ha compiuto un'impresa incredibile.
Altro
Gabriele Fredianelli
2 Agosto 2021

Il momento cruciale della scherma italiana

Non (più) top ma nemmeno flop.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
2 Agosto 2021

Sul tetto del mondo

L'estate italiana non è mai stata così dolce.
Altro
Antonio Aloi
1 Agosto 2021

Irma Testa, nella direzione giusta

La rivincita della scuola pugilistica italiana.
Tennis
Gianluca Palamidessi
1 Agosto 2021

Immagine e depressione

Non un problema sportivo, ma culturale.
Interviste
Leonardo Aresi
30 Luglio 2021

Conversazione con Jorge Burruchaga

A tu per tu con il campione argentino.
Altro
Gabriele Fredianelli
29 Luglio 2021

L’ultimo ballo di Aldo Montano

Il campione dice addio alla pedana con un argento al collo.
Altro
Gabriele Fredianelli
25 Luglio 2021

Luigi Samele, l’argento contro tutti i pronostici

Lo schermidore foggiano ha vissuto il punto più luminoso della sua carriera.
Altro
Giacomo Rossetti
25 Luglio 2021

Vito Dell’Aquila, il guerriero timido con l’oro al collo

Il metallo più prezioso ha cinto il collo di un ragazzo pugliese che incarna lo spirito del taekwondo.
Papelitos
Giacomo Rossetti
23 Luglio 2021

La mia pazza estate alle Olimpiadi di Tokyo

Seguire i Giochi dal vivo, sputo dopo sputo.
Tennis
Francesco Domenighini
23 Luglio 2021

Le Olimpiadi mutilate

Al via i Giochi più discussi di sempre.
Altro
Alessio Nannini
18 Luglio 2021

Laurel Hubbard, la prima trans alle Olimpiadi

Una competizione sleale, ma secondo le regole.
Italia
Paolo Cammarano
10 Luglio 2021

Maurizio Sarri torna alle origini

La Lazio non è la Juventus, per sua fortuna.
Italia
Gianluca Palamidessi
9 Luglio 2021

Amici miei

Il ritorno col botto di Mourinho e Spalletti.
Basket
Giacomo Rossetti
5 Luglio 2021

L’Italia del basket rinasce a Belgrado

Con una gara da consegnare ai posteri, gli azzurri di Meo Sacchetti conquistano l’accesso alle Olimpiadi di Tokyo.
Ritratti
Gabriele Fredianelli
4 Luglio 2021

Aldo Montano, la scherma nel sangue

Cinque olimpiadi e non sentirle.
Altro
La Redazione
28 Giugno 2021

I colletti bianchi

Maestri, Episodio II: Vladimir Dimitrijević.
Tennis
Enrico Ricciulli
26 Giugno 2021

Juan Martìn Del Potro, eroe del popolo

Un gigante dal cuore d'oro che lotta per non arrendersi.
Ritratti
Mattia Di Lorenzo
27 Aprile 2021

Achille Lauro, ‘O Comandante

Governa Napoli e poi muori.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
6 Aprile 2021

Lasciate riposare Maradona

Non l'abbiamo fatto vivere, e neanche morire, in pace.
Altro
Francesca Lezzi
31 Marzo 2021

Jesse Owens oltre la retorica

Un'icona dello sport, non dei diritti.
Altro
Beniamino Scermani
21 Marzo 2021

Non esiste solo il calcio

Perché l'Italia non considera gli altri sport.
Interviste
Gianluca Losito
15 Marzo 2021

Clemente Russo, una vita sul ring

Intervista con il pugile campano, pronto per la sua quinta Olimpiade.
Altro
Gennaro Chiappinelli
23 Febbraio 2021

Il Tiro con l’arco ha radici profonde

Una disciplina in cui riecheggiano millenni di storia.
Editoriali
Andrea Antonioli
15 Febbraio 2021

Tu vuò fà l’americano

De Laurentiis e il Napoli non si sono mai capiti.
Tennis
Lorenzo Santucci
26 Gennaio 2021

Alla faccia dei responsabili

Per le Olimpiadi evitata la sanzione, non la figuraccia.
Ritratti
Marco Armocida
16 Gennaio 2021

Ecce Homo

Il cuore, le radici e le idee di Gennaro Gattuso.
Papelitos
Lorenzo Santucci
14 Gennaio 2021

Olimpiadi 2021, saremo senza bandiera?

L'Italia rischia un danno di immagine spaventoso.
Ritratti
Luca Pulsoni
5 Dicembre 2020

Jay Jay Okocha ha dilatato spazio e tempo

La magia del 10 africano più forte di sempre.
Papelitos
Andrea Antonioli
27 Novembre 2020

Il VAR ha ucciso l’epica

Cosa ne sarebbe stato del mito con la tecnologia?
Papelitos
Niccolò Maria de Vincenti
25 Novembre 2020

Nessuno tocchi Maradona

L'arte è arte perché amorale, al di là del bene e del male.
Calcio
Antonio Torrisi
11 Novembre 2020

Lorenzo Insigne è ancora incomprensibile

Se la realtà non sorregge la narrazione.
Calcio
Andrea Meccia
30 Ottobre 2020

Il Maradona politico

Populista, socialista e terzomondista, ma soprattutto Diego.
Ritratti
Jacopo Benefico
13 Ottobre 2020

Ian Thorpe, se la gloria cela lo spettro della depressione

Una vita in vasca tra estasi e ricadute.