Carrello vuoto
Calcio
17 Settembre

Perù

Alberto Maresca

27 articoli
Il periodo aureo de Los Incas. E la successiva caduta nelle tenebre.

Il marxismo-leninismo è il sentiero luminoso del futuro”.

E’ la frase introduttiva al libro “Sette saggi d’interpretazione sulla realtà peruviana” di Josè Carlos Mariategui, il testo descrive minuziosamente dal punto di vista economico e antropologico la situazione del Primo governo repubblicano del Perù, dopo l’Indipendenza ottenuta nel 1879. In tutti e sette in capitoli, l’autore dipinge la cruda realtà dell’invasione imperialista yankee nel Paese, un rapporto quello fra lo Stato e gli USA controverso e senza scrupoli che opprime il popolo locale ancora a maggioranza analfabeta, legato all’agricoltura e alle tradizioni indigene oramai vicine all’essere spazzate via dal colonialismo a stelle e strisce.

José Carlos Mariátegui

Mariategui si sofferma particolarmente sul ruolo dell’indio all’interno della società peruviana, incline all’alcolismo e orfano della propria identità, nonostante la lingua quechua venga parlata dal 45% della popolazione, un dato tanto affascinante quanto triste per un professore di filosofia all’Università Nazionale Sàn Cristòbal de Huamanga di Ayacucho, ai piedi delle Ande. Si chiama Abimael Guzmàn, è figlio di un commerciante dell’Islay avvicinatosi al marxismo proprio grazie agli scritti di Mariategui; Abimael decide di studiare gli idiomi precolombiani e fondare il Partito Comunista Peruviano. Nel 1965 si reca in Cina per comprendere da vicino l’esperienza maoista dalla quale prende la collettivizzazione, la rivoluzione culturale e il culto della persona, ritorna quindi in patria e si afferma come “quarta spada del socialismo” dopo Marx, Lenin e Mao Tse Tong.

La scalata sovversiva di Guzmàn inizia nei luoghi di cultura quali scuole e collegi, dove si presenta come Presidente Gonzalo, un nome in codice che utilizzeranno anche tutti gli altri membri dell’organizzazione terroristica Sentiero Luminoso. Dal porto di Callao a Lima, il Perù è il centro nevralgico del Sudamerica negli anni settanta, cosparso di tensione e fervore politico, è una Nazione ricca in maniera eterogenea ma unita da una grande passione comune, la Nazionale. La selecciòn dell’epoca è ben distante da quella attuale sul piano qualitativo; tanto per intenderci, el Barbaro Guerrero probabilmente sarebbe stato un convocato sporadico. La generazione d’oro si impone come potenza del calcio extraeuropeo per un’intera decade dal mondiale messicano del 1970.

Perù, 1970

Già la qualificazione della blanquirroja al secondo campionato del mondo nella sua storia è un antipasto del tasso tecnico in dotazione: il Perù asfalta l’Argentina alla Bombonera, in una partita ripetutasi più volte, drammaticamente, nel corso degli anni. La selezione andina che stupisce nel girone di qualificazione è nelle mani di Valdir Pereira, classico allenatore avventuriero brasiliano, si direbbe. Se non fosse che il soggetto in questione ha sollevato per due volte la Coppa Rimet al fianco di Vavà, Pelè e Garrincha; a completare la filastrocca è Didì. Il Brasile è senza dubbio la favorita per il mondiale, e oltre ad avere in rosa quel numero dieci che ha appena raggiunto quota 1000 reti in carriera, è determinato a portare il trofeo nella sede federale di Rio de Janeiro. Di comune accordo con Didì, i verdeoro organizzano un’amichevole per sondare questo sorprendente Perù al fine di prendere le misure in un possibile incontro nelle fasi eliminatorie, e ne avranno ben donde.

Dopo il Conejo Benitez, campione d’Europa col Milan nel ’63, il nuovo faro della nazionale peruviana è Teòfilo Cubillas, il 48esimo calciatore più forte di tutti i tempi stando alle classifiche dell’istituto statistico IFFHS, un calciatore che potremmo definire moderno persino oggi, centrocampista prolifico e bravo negli inserimenti, possiede le chiavi del reparto offensivo insieme a Sotil, mentre quelle dell’anima del gruppo appartengono unicamente a Hector Chumpitaz, un capitano in tutti i sensi; quest’ultimo compone la spina dorsale dei cavalieri difensivi del calcio sudamericano insieme a Nasazzi, Passarella ed Elìas Figueroa, ed è lui il primo a capire quanto siano tesi i nervi quella sera al Maracanà. Il punteggio è sul 3-3, quando Gerson crivella letteralmente a suon di tacchetti il menisco di De La Torre. Parte un tutti contro tutti degno dell’epica battaglia fra Achei e Troiani, ed è Capitan America stesso a chiedere all’arbitro di sospendere la gara, ma gli Dei del calcio amano redigere copioni a tinte thriller, basta attendere i quarti di finale.

Teofilo Cubillas e Percy Rojas

Nel gruppo D il Perù affronta Bulgaria, Marocco e Germania Ovest, rimontando 3-2 i bulgari grazie proprio a un’incornata di Chumpitaz, malgrado i soli 170 cm di altezza, e sconfiggendo i magrebini grazie a Cubillas in cattedra e al frangiflutti Roberto Chale. Il rendimento dei peruviani è degno di nota, ma la legittima sconfitta contro Kaiser Franz Beckenbauer riserva loro la parte complessa del tabellone, quella dove incontreranno proprio il Brasile. Ci sono milioni di teorie sull’esito di quel quarto, molti peruviani definiscono Didì un corrotto! Fatto sta che De La Torre, senza giustificarne il motivo, finisce in panchina, Valdir sa che il suo difensore si vendicherà su Gerson alla prima occasione buona. In ogni caso, ne esce fuori una delle più belle partite di sempre, a Rivelino e Tostao rispondono Gallardo e Cubillas per il pareggio, poi Jairzinho e ancora l’attaccante rimandano i ragazzi a Lima. Per i tifosi è un piccolo dramma.

Abimael Gùzman resta vigile sulla ritrovata fragilità dei propri connazionali, e cerca di inserire liste di Sentiero Luminoso nelle elezioni universitarie della capitale: è un fallimento che segna la svolta del proprio progetto sociale. Entra così in clandestinità e dalle urne si passa alle autobombe. Per risollevare le sorti calcistiche del Paese, la federazione contatta Marcos Calderòn, l’allenatore più vincente del calcio peruviano, col compito quantomeno di non far fare una brutta figura alla nazionale durante la Copa America itinerante del ’75. Calderòn intuisce l’immutato valore dell’organico, ci sono le certezze del passato e qualche volto nuovo come Oswaldo Ramirez e Melendez, garanzia e freschezza dimostrate nel girone contro Bolivia e Chile dal quale sono usciti imbattuti.

Brasile – Perù nel resoconto dell’epoca

Forse, sulla carta, per il Perù aver evitato l’Uruguay allenato da Schiaffino in semifinale è stato un bene, ma a livello empatico non ci sarebbe potuto essere avversario peggiore del Brasile. Non è la solita selecao, orfana di Pelè e sbiadita, schematica e con poco calcio bailado. Sarà Colombia-Perù per ben tre occasioni. Sì, perché sia in casa dei Cafeteros sia al Matute finisce 2-0 per i padroni di casa, dunque, secondo il regolamento in vigore, sarà il re-match di Caracas ad assegnare il trofeo, e ci pensa Sotil che di reti internazionali in carriera ne annovera soltanto 4, ma questa quanto vale. Secondo titolo continentale per i peruviani. Nel periodo dei golpe, anche il Perù ha avuto il suo, seppur illusorio, che ha scosso gli animi depressi dei cittadini, sicuri di nuovo a stringersi intorno ai propri beniamini.

La speranza è completamente volta ai mondiali di Argentina 1978, edizione che ricorda quella italiana del ’34 nell’influenza politica per costruire l’immagine propagandistica della nazionale ospitante. Dopo aver battuto Scozia e Iran, i peruviani affrontano i poi finalisti dell’Olanda a reti bianche per passare successivamente all’Argentina. Gli uomini di Menotti rischiano di uscire se la cavano segnando 5 gol e vincendo con 3 reti di scarto a Rosario, culla del bomber Kempes e città natale di Quiroga, il portiere del Perù. Sentiero Luminoso ha intrapreso la strada più cruenta ed efficace e sta mettendo in ginocchio lo Stato, lo sanno bene Kissinger e Videla che visitano i peruviani nello spogliatoio prima del match, promettendo aiuti umanitari in caso di “passività” in campo, come riportato di recente da Velasquez, allora numero cinque della squadra.

Dopo quasi mezzo secolo, Velasquez ha fatto i nomi di Manzo, Gorriti, Quiroga e Munante in quanto coinvolti nel losco 6-0 finale, il giorno che ha segnato la fine dell’epopea peruviana tramontata subito nella Copa America dell’anno seguente, sebbene fosse già proiettata in semifinale da campione in carica. Per trentasei anni, il calcio peruviano ha corso parallelamente alle disgrazie della Nazione. Lo ha fatto in pieno stile Incas; dolore estremo, estrema gloria.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Cultura
Annibale Gagliani
25 Maggio 2022

Enrico Berlinguer, il calciatore

Tra una passione autentica e la Juventus “comunista”.
Ritratti
Raffaele Scarpellini
3 Maggio 2022

Paul Breitner tra Marx, Mao e Che Guevara

Eroe della controcultura, fino ai patti col sistema.
Ritratti
Emanuele Iorio
22 Febbraio 2022

La telecronaca è una cosa seria

Ritratto di Nando Martellini.
Cultura
Francesca Lezzi
29 Gennaio 2022

Cossiga e lo stile Juventus

Il più bianconero tra i nostri Presidenti della Repubblica.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
29 Dicembre 2021

Calciatori, state attenti: meno partite significa meno soldi

Salute contro denaro, chi la spunterà?
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Novembre 2021

Sarri e Ancelotti parlano anche per noi

Troppe partite, troppo calcio. Ma noi tifosi siamo pronti a rinunciarci?
Tifo
Alberto Fabbri e Domenico Rocca
26 Novembre 2021

Curve pericolose: quando le gradinate minacciano il potere

Intervista-recensione a Giuseppe Ranieri, penna militante sulla strada e sui gradoni.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
16 Novembre 2021

Questi siamo

Campioni d'Europa, ma dove sono i campioni?
Interviste
Eduardo Accorroni
14 Novembre 2021

Conta vincere, conta il risultato

Intervista a Stefano Cusin, allenatore del Sud Sudan.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
12 Novembre 2021

A nessuno frega più niente della nazionale

E forse a nessuno gliene è mai importato davvero.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
5 Ottobre 2021

Il futuro del calcio? Lo decidono i vecchi

Wenger come Perez: giudici supremi del pallone che verrà.
Storie
Andrea Tavano
21 Settembre 2021

Boris Arkadiev, maestro del calcio sovietico

Demiurgo (a sue spese) dello sport nell'URSS.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
19 Agosto 2021

Ci mancava solo la Conference League

La competizione di cui proprio non avevamo bisogno.
Estero
Eduardo Accorroni
9 Agosto 2021

Il calcio in Cina è pura propaganda?

Per il governo cinese, il calcio è molto più di un semplice sport.
Estero
Alberto Maresca
16 Luglio 2021

Viaggio calcistico nel Messico mitologico

Siamo stati a Città del Messico tra calcio, vita e morte.
Editoriali
Andrea Antonioli
11 Luglio 2021

Gareth Southgate, l’inglese

Unire il Paese attraverso il football.
Editoriali
Andrea Antonioli
24 Giugno 2021

Che stanchezza il calcio arcobaleno

Kneeling, rainbows and conformism.
Tifo
Antonio Torrisi
31 Maggio 2021

La Ternana ha il cuore d’acciaio

Il calcio come specchio della città.
Italia
Raffaele Scarpellini
8 Aprile 2021

Mundialgate, le ombre dell’Italia ’82

Fu vera gloria?
Papelitos
Federico Brasile
30 Marzo 2021

Perché boicottare quando si può sensibilizzare?

Le nobili battaglie degli sportivi impegnati.
Editoriali
Valerio Santori
24 Marzo 2021

Lo sport è politica, non propaganda

Gli atleti impegnati non sono tutti uguali.
Storie
Pablo Malevic
20 Gennaio 2021

Garrincha viveva per il dribbling

Abbasso la scienza, viva la fantasia!
Storie
Alberto Maresca
18 Gennaio 2021

Morto un Re Cecconi non se ne fa un altro

44 anni fa un omicidio assurdo, nel pieno degli anni di piombo.
Storie
Gianpaolo Mascaro
23 Dicembre 2020

(Piccola) Patria basca

Orgoglio e radici dell'Euskal Selekzioa.
Calcio
Carlo Brigante
19 Dicembre 2020

La cabala del numero 7

Da Garrincha a Cristiano, passando per Best e Cantona.
Calcio
Marco Gambaudo
12 Dicembre 2020

La Familia Abraham

Gli accordi di Abramo portano gli sceicchi nella squadra più razzista d'Israele.
Ritratti
Luca Pulsoni
5 Dicembre 2020

Jay Jay Okocha ha dilatato spazio e tempo

La magia del 10 africano più forte di sempre.
Ritratti
Massimiliano Vino
3 Dicembre 2020

Quel meticcio di Luciano Vassallo

La condanna senza patria del miglior calciatore etiope.
Tifo
Alberto Fabbri
19 Novembre 2020

I colori dividono le torcidas, Bolsonaro le unisce

Le tifoserie organizzate unite contro il presidente.
Storie
Emanuele Meschini
12 Novembre 2020

Amatori Ponziana, la squadra che scelse Tito

La squadra di Trieste che giocò nel campionato jugoslavo.
Calcio
Andrea Meccia
30 Ottobre 2020

Il Maradona politico

Populista, socialista e terzomondista, ma soprattutto Diego.
Storie
Matteo Picconi
27 Ottobre 2020

La squadra di Ceausescu

Il Viitorul Scornicesti per capire il regime rumeno.
Storie
Massimiliano Vino
14 Ottobre 2020

Lo sport in Libia per capire il Fascismo

Calcio, ciclismo e motori per forgiare l'uomo nuovo fascista.
Storie
Domenico Rocca
25 Settembre 2020

San Siro a mano armata

La parabola criminale di Gilberto Cavallini, dai Boys SAN ai Nuclei Armati Rivoluzionari.
Storie
Massimiliano Vino
10 Settembre 2020

Argentina ’78 segnata dalla loggia P2

Quando la massoneria scese letteralmente in campo.
Tifo
Alberto Fabbri
18 Agosto 2020

In curva non sventola bandiera bianca

Malgrado il periodo più buio di sempre, i tifosi non si arrendono.
Tennis
Diego D'Avanzo
7 Agosto 2020

Leandro Arpinati: il dissidente creatore dello sport fascista

Anarchico, poi gerarca e ideatore dello sport in camicia nera. Infine fiero dissidente.
Storie
Roberto Puglisi
7 Luglio 2020

Schillaci era un ragazzo come noi

Gli occhi ridenti di Totò, le sere d'estate e i profumi dei gelsomini.
Storie
Luigi Della Penna
15 Giugno 2020

Mussolini e il calcio come arma di consenso

Il Duce intuì il valore politico e sociale del pallone.
Ritratti
Giacomo Amorati
29 Maggio 2020

Miroslav Klose, l’umiltà porta alla gloria

Controritratto di un fuoriclasse.
Cultura
Domenico Rocca
8 Aprile 2020

La sciarpa, il tamburo e la siringa

Negli anni '70 l'eroina ha cancellato una generazione, dalle piazze e dagli stadi.
Recensioni
Alberto Fabbri
22 Marzo 2020

Il ricordo di un’estate italiana

Dopo il Mondiale delle Notti Magiche l'Italia ed il calcio non sarebbero stati più gli stessi.
Ritratti
Matteo Mancin
8 Marzo 2020

Bruno Pizzul, un’icona nazionale

Uno dei più grandi artigiani della parola sportiva.
Calcio
Federico Brasile
23 Gennaio 2020

Il Mihajlovic politico

Non possiamo giudicare Sinisa Mihajlovic con le nostre categorie.
Calcio
Marco Gambaudo
5 Dicembre 2019

Gli sportivi e la politica, una breve storia conformista

Le battaglie degli sportivi sono, ormai, l'infallibile ritornello del mediaticamente corretto.
Calcio
Andrea Muratore
4 Dicembre 2019

Il calcio tra politica e globalizzazione

Come lo sport più bello del mondo è stato plagiato da geopolitica e globalizzazione finanziaria.
Recensioni
Alberto Fabbri
26 Novembre 2019

ILVA Football Club

Ai piedi degli altiforni il pallone è un inno alla vita.
Recensioni
Gianluca Palamidessi
25 Novembre 2019

Qatar 2022, l’isola che (non) c’è

Inchiesta dal libro di Gianluca Mazzini.
Interviste
Alberto Fabbri
4 Novembre 2019

Contucci, l’avvocato del diavolo

Voce all'avvocato Lorenzo Contucci, sindacalista dei tifosi.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
24 Ottobre 2019

Di Maria, ultimo tango a Parigi

La corsa contro il tempo di Ángel Di Maria.