Calcio
12 Marzo 2019

Quo vadis, Trapani?

Il Trapani calcio cambia proprietà, con la famiglia Morace pone la parola fine all'idillio calcistico. Intanto il nuovo proprietario, Maurizio De Simone, non convince.

Nelle ultime ore il Trapani calcio ha cambiato proprietà, scrivendo la parola fine all’epoca della famiglia Morace. Un rapporto fra la Liberty Lines – compagnia di navigazione italiana della stessa famiglia Morace – e la città di Trapani, che ha portato la società calcistica dalla Serie D fino alla Serie B per la prima volta nella sua storia in quattordici anni di gestione. Adesso la proprietà lascia il Trapani calcio, una vera e propria creatura sportiva, al secondo posto nella classifica di Lega Pro, con la squadra in piena corsa promozione: così finisce quello che sembrava un rapporto sportivo idilliaco.

 

Un passaggio di proprietà non del tutto improvviso, considerato che Vittorio Morace già da tempo stava cercando acquirenti a cui affidare la società. La volontà della famiglia Morace di vendere il Trapani calcio, infatti, matura a seguito dell’inchiesta Mare Monstrum, riguardante unafitta rete di corruzione e scambi di favori per la gestione dei collegamenti veloci con le isole minori della Sicilia: in essa sono coinvolti il Governatore della Sicilia Rosario Crocetta, l’ex sottosegretario Simona Vicari, l’attuale deputata regionale Marianna Caronia e l’ex vice presidente della commissione antimafia regionale Mimmo Fazio, oltre all’ex dirigente del dipartimento Trasporti Salvatrice Severino, l’ex segretario dell’assessore regionale Pistorio ed altre sei persone. Il presidente Vittorio Morace, anch’egli coinvolto, ha così deciso di vendere la società cercando acquirenti fin dall’estate 2018, periodo di inizio dell’indagine condotta dai Carabinieri di Trapani.

 

Il direttore generale del Trapani Anne Marie Collart insieme al marito Vittorio Morace, presidente del club siciliano (foto dal sito ufficiale)

 

Questi mesi di forte pressione psicologica e mediatica hanno fatto sì che la Liberty Lines abbia ceduto le quote della società calcistica all’imprenditore irpino Maurizio De Simone, a guida dell’azienda FM Service, in una trattativa serrata. Una cessione di attività finita subito sotto la lente d’ingrandimento della Lega Pro, che ha immediatamente pubblicato un comunicato stampa in cui venivano espresse perplessità in merito al cambio di proprietà.

 

Non possiamo nascondere la nostra preoccupazione dopo aver effettuato una sia pur sommaria verifica della visura camerale e del bilancio della società che ci è stata indicata quale cessionaria delle quote del Trapani.

 

La figura di Maurizio De Simone, tra l’altro, non è nuova agli addetti ai lavori: quest’estate è stato implicato nell’inchiesta della Guardia di Finanzia di Avellino in merito ad un giro di fatture inesistenti tra tre società fornitrici di servizi – la Mabevi srl, Irpiniatechnolife, la Lps sas – e l’Us Avellino.

 

Rosario Lamberti e Maurizio De Simone all’epoca del Matera Calcio. (Foto di Emanuele Taccardi)

Gli indagati coinvolti nella vicenda furono: il presidente dell’Us Avellino Walter Taccone, a cui sono contestati i reati di false comunicazioni e ostacolo alle funzioni di vigilanza; l’amministratore unico della Mabevi srl (software) e di Irpiniatechnolife srl (attrezzature tecnologiche) negli anni 2015-2016 Maurizio De Simone, ed altre cinque persone. L’indagine ha comportato le dimissioni di De Simone dalla carica di amministratore delegato dell’azienda e dal progetto Matera, che successivamente finì nella mani di Rosario Lamberti, comportando l’esclusione del club lucano dal campionato di Serie C.

 

Le stesse preoccupazioni sono state espresse dal Sindaco del capoluogo siciliano, Giacomo Tranchida, e dall’assessore allo sport, Vincenzo Abbruscato, immediatamente dopo il comunicato della Lega di Serie C, richiedendo un confronto immediato con la nuova proprietà. Il passaggio di consegne dalla famiglia Morace a De Simone ha destato troppe perplessità, che dovranno essere sciolte nel tempo da parte della stessa società e dalla Lega di Serie C, sottoponendo alla propria verifica la documentazione attestante i requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria che verrà presentata dalla Fm Service srl entro trenta giorni dall’acquisizione della partecipazione.

 

La mancata presentazione della documentazione, o l’assenza di anche uno solo dei requisiti, non consente infatti il riconoscimento, ai fini sportivi, del trasferimento delle quote e/o azioni all’acquirente e determina l’impossibilità per la Società sportiva di associarsi alla Lega per la stagione immediatamente successiva.

 

La Curva del Trapani

Non è dato sapere per quale cifra sia stata ceduta la società trapanese all’imprenditore irpino: tra le parti esisterebbe un patto di riservatezza della durata di cinque anni, possiamo basarci solo sui dati a nostra disposizioni che evidenziando la “forza economica” della Fm Service. L’azienda irpina specializzata in assistenza informatica, stando al bilancio 2017, presentato solo dopo 9 mesi dalla creazione dell’attività, presenta un volume di affari di 696.842,00€ ed un utile pari a 217.615,00 euro.

 

Solitamente il passaggio di proprietà di un club genera entusiasmo ed effervescenza tra i tifosi, cosa che finora questo cambio di rotta non sembra aver provocato nella città dei due mari, tormentata dalla vicende giudiziarie e da un primo posto lontano (ma non lontanissimo) occupato dalla Juve Stabia. Quello che doveva essere un nuovo inizio per il Trapani Calcio, si è scontrato con lo scetticismo di una piazza che non ha visto di buon occhio l’insediamento dell’imprenditore avellinese, muovendo non pochi dubbi sulla sua solidità economica. Sono in molti a chiedersi come potrà onorare gli impegni, e reggere il peso di una società con un monte ingaggio, solo dei calciatori, almeno due volte più alto dell’intero fatturato aziendale. De Simone per adesso ha tranquillizzato tutti, ma siamo sicuri che basterà?

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