Carrello vuoto
Tifo
8 Marzo

Ragazze Ultrà

Alberto Fabbri

77 articoli
L'emancipazione femminile è passata anche dalle curve.

«Eravamo lì per la curva e per il Toro, per fare casino come loro». Così Susanna e Luisa giustificano la loro presenza in Curva Maratona negli anni ’70, ma queste parole non suonano soltanto come una dichiarazione d’amore per i Granata. Infatti con “loro” si riferiscono ai colleghi maschi, i primi ultras che cominciavamo in quel periodo a colonizzare gli stadi di tutta la Penisola. In maniera sorprendente, ma senza dubbio fedele, queste ragazze incarnavano le coeve istanze femministe di stampo impolitico; allo stesso tempo i settori popolari divenivano inattesi laboratori d’emancipazione.

Nella transizione tra i Sessanta ed i Settanta il “boom” ha ormai esaurito il carburante e la locomotiva dello sviluppo è entrata in una crisi che destabilizza le fasce più basse della società. Dagli schermi delle televisioni si fanno promesse che in realtà l’economia non è in grado di mantenere e negli Stati Uniti, epicentro dello stile di vita occidentale, la società degli adulti sembra vacillare sotto il vento della Controcultura.

Alla fine degli anni Sessanta anche la gioventù italiana è in subbuglio. Nel ’68 studenti ed operai si prendono università, strade e piazze, ma la spinta rivoluzionaria si esaurisce nel parto di una serie di formazioni politiche extraparlamentari, sia di sinistra sia di destra. In breve dal disimpegno delle masse si passa al terrorismo dei piccoli gruppi, quando la sanguinosa giornata della strage di Piazza Fontana a Milano inaugura gli Anni di Piombo.

Le Donne Ultras della Maratona.

In ambito sportivo, soltanto il ciclismo può competere con il pallone nel cuore degli Italiani che, dopo la messa ed il pranzo in famiglia, ogni domenica si precipitano allo stadio a celebrare l’unico rito nazional-popolare rimasto. Nel frattempo sono stati fondati i primi club di fedelissimi, collettivi ufficialmente riconosciuti e promossi dalle società, allo scopo di fidelizzare la base di sostenitori; in molti casi proprio le sezioni giovanili di questi aggregati rappresentano i boccioli da cui fioriscono i gruppi ultras.

Il clima di violenza diffusa, il fallimento dei modelli politici del ’68 e la crisi dei valori tradizionali descrivono la realtà vissuta dai ragazzi all’inizio degli anni Settanta, un disagio che si accentua di di fronte all’irraggiungibilità del modello totalizzante diffuso sui massmedia. Mentre gli ambienti cittadini sono stravolti dalla ricostruzione del Dopoguerra, la ricerca di nuovi spazi vitali si conclude sotto i palchi dei concerti rock e, su ampia scala, nei settori popolari degli stadi, dove vive un sottobosco interclassista ma marcatamente giovanile.

Qui il terreno è fertile per la costruzione di “zone liberate” in cui le regole sono dettate dagli stessi occupanti;  questa rivendicazione ricorda le contemporanee comuni, dove i giovani americani cercano di alimentare il fuoco acceso con la Summer of Love di San Francisco del 1967. Negli stadi italiani la passione per la squadra diviene un mezzo per veicolare istanze antisistemiche e per dare nuovo significato alla militanza politica; dalle esperienze extraparlamentari si mutuano l’estetica del vestiario da combattimento ed il simbolismo, oltre a dinamiche e pratiche organizzative. La violenza diviene un rituale per annichilire gli avversari e per difendere il proprio territorio dai nemici, siano essi tifosi ospiti o forze dell’ordine.

«Autonomia dalla tutela paterna, modelli parapolitici di coesione del gruppo, assimilazione per via imitativa delle forme inedite di tipo hooligan sembrano dunque essere, in breve, i principali elementi che si coagulano nel dar vita ai gruppi ultrà italiani dei primi anni Settanta».

A. Roversi – “Calcio e violenza in Italia”

La trasversalità dell’estrazione sociale dei primi ultras ed il comune passato politico permettono di sviluppare uno stile curvaiolo, che diviene universalmente noto come “tifo all’italiana” e segna un netto salto di qualità rispetto alla coeva tradizione del hooligan britannico, da cui si trae la figura del “giovane maschio ribelle e violento”. Infatti l’attività dei gruppi non si esaurisce nei 90 minuti di sostegno in gradinata, ma si protrae durante la settimana quando ci si incontra per cucire strisicioni e bandieroni, scrivere le fanzine ed organizzare le coreografie. Collettivi che si ampliano e saldano sui rapporti d’amicizia tra i membri, che ritrovano così forme aggregative ormai venute meno nel contesto delle associazioni politiche e religiose.

Sulle gradinate, in cui si abbattono gli schemi sociali vigenti, anche le ragazze reclamano il loro spazio di espressione. Sono state iniziate all’ambiente dello stadio soprattuto dai parenti, ma ora sono pronte ad impegnarsi al fianco dei compagni maschi, in quella che diventa un’autentica scuola di vita. Susanna e Luisa rappresentano le prime due lettere di S.L.A.S Donne Ultras che campeggia nella Curva Maratona del Comunale insieme allo striscione Ultras Granata.

Il loro primato è conteso dalle Ultra Girls della Sampdoria, ma presto le quote rosa crescono e si fanno riconoscere nelle curve di tutta Italia. In risposta alle rivali blucerchiate, sulla sponda opposta del Bisagno ecco le Ragazze delle Fossa, invece a Milano e Roma ci sono le Donne Rossonere e le Ragazze Giallorosse, a Bologna le U.R.B. Girls, come a Bergamo e Bari dove nascono sezioni femminili di Brigate Nerazzurre ed Ultras.

Susanna Laura Anna e Silvia dietro allo striscione.

Non si commetta l’errore di ritenere minoritario l’apporto delle ragazze alle attività dei vari gruppi; le giovani si mettono in gioco in tutti i modo possibili e non si tirano indietro nelle situazione più calde. La loro partecipazione è massima nell’organizzazione del tifo e nella produzione del materiale, come testimonia la realizzazione da parte delle succitate Ultras Girls del primo bandierone copricurva d’Italia, apparso nella gradinata doriana nel 1982. Tuttavia le cronache testimoniano che il “gentil sesso” non si risparmia nemmeno negli scontri.

Clamoroso l’episodio del Manuzzi di Cesena, dove i padroni di casa ospitano la Sampdoria nel 87/88: sotto gli occhi attoniti dei tifosi dei distinti, le amazzoni delle due fazioni si fronteggiano animando l’intervallo tra primo e secondo tempo. Tragicamente, la diffusione della presenza femminile in curva è ribadita anche dal bilancio del rogo dello Stadio Fratelli Ballarin di San Benedetto del Tronto, i cui postumi costano la vita a due giovanissime sostenitrici della Samba.

In un ambiente che rimane fortemente maschilista, in cui probabilmente si cela l’ultima difesa della società patriarcale, anche il coinvolgimento delle ragazze nei disordini racconta con forza il desiderio di emancipazione della donna nella società italiana.

Un attivismo che in quelli anni trova corrispondenza nelle manifestazioni di piazza, nei partiti istituzionali ed extraparlamentari, ma soprattutto nelle cellule terroristiche.

Apparentemente meno impegnate delle animatrici delle formazioni femminili, che dalla fine degli Anni Sessanta manifestano per il riconoscimento della parità dei diritti sociali, si può dire però che “le ultras” incarnino fedelmente lo spirito del tempo e riempiano di nuovo significato il crogiolo interclassista delle curve. Queste ragazze sarebbero poi diventare lavoratrici, mogli e madri, scrivendo una storia poco nota ma significativa del femminismo italiano.

Oggi che non sembra esserci più spazio per iniziative di matrice antagonista, negli stadi e nei palazzetti italiani i gruppi ultras sono bersaglio di una repressione indiscriminata, quando la loro attività aggregativa non è squalificata da derive affaristiche. Nell’ormai storica crisi della società occidentale, ci si domanda se i giovani di entrambi i sessi saranno in grado di trovare nuovi spazi e pratiche per “vivere insieme”, trovando risposte alla desolazione che la postmodernità presenta loro.


Per approfondire:

“Ultrà, le sottoculture giovanili negli stadi d’Europa” di V. Marchi (Red Star Press, 2015)

“I ribelli degli stadi, una storia del movimento ultras italiano” di P. Spagnolo (Odoya, 2017)

“Ultras, gli altri protagonisti del calcio” di S. Louis (Meltemi editore, 2020)

“Fanzine Contrasti” a cura di G. Palamidessi e Domenico Rocca (Facebook Rivista Contrasti, 11/02/21)


Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Tifo
Jacopo Benefico
20 Marzo 2022

Feyenoord v Ajax, il classico del calcio olandese

Due Olande diverse, due visioni del mondo inconciliabili.
Tifo
Jacopo Benefico
9 Febbraio 2022

Sparta contro Slavia, storia di un odio

I due volti inconciliabili della Praga calcistica.
Tifo
Alessandro Imperiali
27 Gennaio 2022

Sì, viaggiare

Alba e tramonto degli Eagles Supporters, storico gruppo della Curva Nord laziale.
Italia
Lorenzo Serafinelli
9 Gennaio 2022

È la Lazio a sceglierti

122 anni di gioia, sofferenza e senso d'appartenenza.
Tifo
Simone Meloni
25 Dicembre 2021

Avellino e Foggia, amici mai

Reportage sul tifo delle due curve dal Partenio.
Tifo
Alessandro Imperiali
15 Dicembre 2021

Andy Capp tra denuncia sociale e post-modernità

Icona Ultras, il fumetto ha radici storiche e politiche ben definite.
Tifo
Alberto Fabbri e Domenico Rocca
26 Novembre 2021

Curve pericolose: quando le gradinate minacciano il potere

Intervista-recensione a Giuseppe Ranieri, penna militante sulla strada e sui gradoni.
Tifo
Alessandro Imperiali
24 Novembre 2021

Francia violenta

Negli stadi d'oltralpe la situazione sta degenerando.
Tifo
Lorenzo Serafinelli
3 Novembre 2021

L’Europa tifa solo il giovedì

Se lo spettacolo non è in campo ma sugli spalti.
Tifo
Emanuele Meschini
2 Novembre 2021

Avete mai giocato a PES con Andy Warhol?

Chi non salta, una mostra artistica tra calcio, cultura e identità.
Tifo
Andrea Mainente
15 Ottobre 2021

No one likes us, we don’t care

Viaggio nel mondo Millwall e nel popolo degli abissi.
Tifo
Diego D'Avanzo
12 Ottobre 2021

In fondo al buio c’è la luce

La storia del Dortmund, la storia del Muro Giallo.
Italia
Lorenzo Ottone
18 Luglio 2021

Il (difficile) Rinascimento italiano

La patria del tifo non ha un tifo nazionale.
Estero
Emanuele Meschini
7 Luglio 2021

It’s (not) coming home

Storia controculturale dell'inno calcistico inglese per eccellenza.
Editoriali
Andrea Antonioli
30 Marzo 2021

Psicopatologia del tifo

L'ultima grande narrazione collettiva rimasta.
Italia
Gianluca Palamidessi
14 Marzo 2021

Il modello AlbinoLeffe tra futuro e distopia

Luci e ombre della società bergamasca.
Editoriali
Alberto Fabbri
27 Febbraio 2021

Controstoria del tifo americano

Non tutti negli USA si accontentano dello Sports Entertainment.
Editoriali
Vito Alberto Amendolara
25 Dicembre 2020

Elogio degli stadi pieni

Il regalo che tutti vorremmo: tornare sulle gradinate.
Tifo
Emanuele Meschini
17 Dicembre 2020

Genoa-Siena: tra farsa e realtà

Una tragedia inscenata sul palcoscenico dello Stadio Ferraris.
Tifo
Jacopo Benefico
19 Novembre 2020

Marsiglia vs Nizza, il derby del mare

Storia di due città che si odiano da sempre.
Tifo
Alessandro Imperiali
11 Novembre 2020

Gabriele Sandri, storia di un omicidio

Tredici anni fa veniva ucciso un cittadino italiano.
Tifo
Alessandro Imperiali
12 Ottobre 2020

Chi canta prega due volte

Chiesa, cultura popolare, stadio: l'evoluzione dei cori in terra anglosassone.
Interviste
Alberto Fabbri
1 Ottobre 2020

Noi resistiamo: non c’è calcio senza tifo

Intervista ad Andrea Rigano, autore di #WeStand.
Tifo
Domenico Rocca
15 Settembre 2020

Supertifo, il peso del tempo

Parabola della prima storica rivista dedicata al tifo organizzato.
Calcio
Marco Gambaudo
13 Agosto 2020

Genoa, un altro anno aspettando Godot

Sulla sponda rossoblù del Bisagno si naviga a vista.
Papelitos
Lorenzo Ottone
4 Luglio 2020

L’insostenibile inutilità del derby di Torino

La fine delle rivalità attraverso la stracittadina all'ombra della Mole.
Tennis
Massimiliano Vino
28 Giugno 2020

Il tifoso Giacomo Leopardi

Prima del calcio, uno sport nazionale trascinava folle e intellettuali.
Tifo
Alessandro Imperiali
1 Giugno 2020

Il Casuals in Italia è solo questione di estetica?

Un fenomeno più mediatico che (sotto)culturale.
Papelitos
Lorenzo Ottone
14 Maggio 2020

Non ci ribelliamo perché non andiamo (più) in Curva

Il lockdown, in realtà, non ci è pesato affatto.
Calcio
Lorenzo Ottone
4 Maggio 2020

Support your local team!

Un viaggio nell'utopia dei nuovi ultras del calcio amatoriale britannico.
Storie
Gianluca Palamidessi
24 Gennaio 2020

Dare calci al Caffè Borghetti e fregarsene della partita

Cos'è un sapore antico?
Storie
Simone Galeotti
3 Dicembre 2019

I giardini di Marzo o della Lazialità

La Lazio e i laziali visti da una lente esterna.
Tifo
Jacopo Benefico
15 Novembre 2019

Oviedo vs Gijòn, le Asturie in lotta

Real Oviedo v Sporting Gijòn.
Papelitos
Lorenzo Santucci
27 Settembre 2019

Aldrovandi vive nel ricordo

Lo stadio come luogo di coerenza sentimentale.
Calcio
Gianni Agostinelli
7 Agosto 2019

I figli devono tifare la nostra squadra?

Se il sostegno ad una squadra non è solo una tradizione familiare, ma una scelta del singolo.
Tifo
Domenico Rocca
17 Giugno 2019

Caccia alle streghe

Nel modello che punta agli stadi-teatro, gli ultras rappresentano una minaccia e un ostacolo da eliminare nella loro interezza.
Altro
La Redazione
29 Maggio 2019

La gallina dalle uova d’oro

Maestri, Episodio VI: Massimo Fini.
Tifo
Alberto Fabbri
28 Ottobre 2018

Ultras d’Italia, ep. II

Il decennio della diffusione in tutta la Penisola.
Tifo
Alberto Fabbri
5 Ottobre 2018

Ultras d’Italia, ep. I

Incipit della storia del tifo italiano.
Papelitos
Domenico Rocca
18 Luglio 2018

Contro il campionato spezzatino

Il calcio che siamo abituati a conoscere è una carcassa abbandonata nel deserto: l’avvoltoio che la smembra è il business televisivo.
Interviste
Simone Meloni
4 Novembre 2017

I ragazzi della Sud

Antonio Bongi racconta i gloriosi anni del Commando Ultrà Curva Sud.
Storie
Pierfilippo Saviotti
10 Febbraio 2017

Tifosi

Facciamo un viaggio alla scoperta dello spirito che ha animato le origini del nostro calcio, al riparo dalla compostezza e dal conformismo dell’attuale Serie A.
Calcio
Luca Giorgi
6 Febbraio 2017

Sport USA e getta

Dobbiamo essere chiari, per come intendiamo noi lo sport gli Stati Uniti non hanno una cultura sportiva.
Papelitos
Andrea Antonioli
5 Dicembre 2016

Due a zero

Oggi il Bar dello Sport si trasferisce nella Capitale, e il tema all'ordine del giorno non può che essere il derby appena giocato. La Roma lo ha vinto due volte: la prima in campo, la seconda sugli spalti.
Editoriali
Gennaro Malgieri
2 Dicembre 2016

Perchè il calcio non è solo uno sport

L’irresistibile “calcistizzazione” che ha ormai contagiato tutti gli strati e i ceti sociali, si spiega con un'inconscia e primordiale "spinta comunitaria" che è uno dei fondamenti, probabilmente il più importante, della “nuova” politicità, trascendente le forme tradizionali legate ai partiti e ai movimenti, che si va affermando ovunque.