Ultra
20 Aprile 2024

René Houseman e la libertà assoluta

Un lampo di talento smisurato, la gioia di uno spirito libero.

Prima di tutto la fronte corrugata e un nido di capelli in balia del vento come panni spiegati sui balconi; poi, scendendo, la mascella forte su cui madre natura ha disegnato due labbra carnose, sempre socchiuse, quasi ci fosse una pattuglia di parole che scalpitano sulla punta della lingua senza mai venire. Ha vent’anni, ma ne dimostra quaranta (a quaranta sembrerà l’avanzo di un naufragio); e lo sguardo che evita l’obiettivo allo stesso modo in cui immaginiamo Adamo nascondersi alla vista di Dio la prima volta che si è scoperto nudo.

René Orlando Houseman, argentino purosangue, col nome da divo del cinema francese e l’apellido di un manovale giunto dal Vecchio Continente, è un altro irregolare talento del calcio ad aver solcato il cielo che dà su Rio de la Plata; ma con traiettoria fulminea, quella di un fuoco d’artificio pronto a innescarsi, a esplodere in tutta la sua chiassosa bellezza e ad inabissarsi subito dopo dietro le quinte del mondo.

Nasce nel luglio del ’53 a La Banda, oltre mille chilometri a nord-ovest dalla capitale, dove le estati sono calde e le antiche foreste di quebracho, che un tempo coprivano la regione, sono state via via sostituite da enormi distese agricole, lavorate da contadini che non di rado parlano un’antica lingua precolombiana e contano con le dita fino al quattro, dopodiché

«viene il molto, l’infinito, l’ignoto» (Borges).

Tuttavia a due anni Renè si trasferisce coi genitori a Buenos Aires, matrigna deliziosa e spietata, con il suo ventre enorme e un particolare favore per chi sa prendersi il seno senza troppi complimenti. Come tanti campesinos dell’epoca, anche suo padre aveva deciso di spostarsi in una metropoli che offre a quelli come lui la possibilità di affrancarsi dalla terra e dalla miseria. Eppure una volta che gli Houseman si trasferiscono a sud la realtà si rivela presto ben diversa da quella vagheggiata nelle capanne dei latifondi e prende la forma del rapporto ingestibile che il capofamiglia ha con l’alcol, la sua sopraggiunta demenza senile e la casa tenuta in piedi da una madre silenziosa e spaccata in due dalla fatica.

La fondazione di Buenos Aires, José Moreno Carbonero (1924)

Da che ha memoria, la storia del giovane Renè comincia davvero lì, tra le strade della periferia di Bajo Belgrano, dove cresce come un tanghero con la palla ai piedi, scartando oziosamente le lamiere e i sassi che inframmezzano il suo campo da gioco: un rettangolo tra le baracche degli ultimi arrivati, dove aggirarsi guardinghi, scattosi e con un sapone in tasca perché, non avendo l’acqua in casa, si doveva sempre approfittare dei temporali improvvisi dell’emisfero australe per darsi una lavata. «Era il posto più bello del mondo» confessa in un’intervista:

«Era una libertà assoluta. Giocavo tutto il giorno e la sera tornavo a dormire, senza nemmeno lavarmi. In effetti tutti mi conoscevano come il “Maiale”. Ero sporco, molto sporco, ma non mi importava».

Cerdo! Cerdo!”, dunque, è il primo nomignolo che Houseman si guadagna tra i compagni di scorribande pomeridiane. Ma è solo uno dei tanti che collezionerà nel corso degli anni.

Contrasti ULTRA

Dopo sette anni lanciamo la nostra sfida. E chiediamo il vostro sostegno per farlo. Contrasti ULTRA, il piano di abbonamenti della rivista, è lo sbocco naturale di un progetto che vuole svincolarsi dalle logiche dei trend topic e del clickbaiting, delle pubblicità invasive e degli investitori invadenti. Un progetto che vuole costruirsi un futuro solido e indipendente.

L'abbonamento darà accesso ai migliori articoli del sito e ad una newsletter settimanale di lotta, di visione e di governo. Il vostro sostegno, in questo grande passo, sarà decisivo: per continuare a rifiutare i compromessi, e percorrere fino alla fine questa strada - lunga, tortuosa, solitaria - che ci siamo scelti. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo. Grazie.

Abbonati

Gruppo MAGOG

Il Lanerossi Vicenza è una preghiera
Ultra
Andrea Mainente
09 Marzo 2024

Il Lanerossi Vicenza è una preghiera

La squadra e la città, in qualsiasi sorte.
La monarchia assoluta del Real Madrid
Ultra
Andrea Mainente
30 Settembre 2023

La monarchia assoluta del Real Madrid

Per storia, tradizione, investitura politica e divina.
Eugenio Gaggiotti, l’artista della truffa
Cultura
Andrea Mainente
05 Luglio 2023

Eugenio Gaggiotti, l’artista della truffa

Un personaggio surreale, per cui la vita stessa era una combine.

Ti potrebbe interessare

San Lorenzo de Almagro, un amore infinito
Tifo
Marco Gambaudo
01 Aprile 2023

San Lorenzo de Almagro, un amore infinito

Una squadra, un quartiere, un’identità. 115 anni di storia.
Juan Sebastian Veron, il pallone nel destino
Estero
Diego Mariottini
09 Marzo 2022

Juan Sebastian Veron, il pallone nel destino

Dal campo alla scrivania al campo.
Alle origini del carisma
Calcio
Luigi Fattore
06 Luglio 2017

Alle origini del carisma

Italia '90 non è stato il miglior mondiale di Maradona, ma è stato il Mondiale migliore per comprenderne l'essenza.
Quando uno spot racchiude l’anima di un popolo
Estero
Lorenzo Serafinelli
03 Novembre 2022

Quando uno spot racchiude l’anima di un popolo

La solita, arci-argentina, pubblicità pre-mondiale.
De Rossi al Boca è il finale perfetto
Calcio
Vito Alberto Amendolara
18 Luglio 2019

De Rossi al Boca è il finale perfetto

L'utopia si sta concretizzando: Daniele De Rossi, nel segno della tradizione, ha scelto il Boca Juniors.