Carrello vuoto
Tifo
17 Aprile

La guerra intestina del River Plate

La dirigenza (e le autorità) contro i tifosi.

Il River Plate formato europeo di Marcelo Gallardo continua a stupire e a mettere in mostra i suoi gioielli, Enzo Fernandez e Julian Alvarez; eppure a riempire le pagine di cronaca, soprattutto dei principali quotidiani nazionali, è quello che accade fuori dal campo. Prima dell’ultimo match del Monumental infatti, vinto per 4-2 dal River contro l’Argentinos Jrs, la polizia ha arrestato 150 membri della Barra del River, saliti a oltre 250 dopo le prime ricostruzioni, fermando i Los Borrachos del Tablon – LBDT, nome del gruppo organizzato – che si stavano dirigendo verso lo stadio incuranti del “derecho de admisión” emanato il 4 aprile dal “Ministerio de seguridad” (il quale impediva loro, per l’appunto, l’ingresso nell’impianto). L’accusa è di associazione illecita ma le sanzioni vanno inquadrate nel più ampio disegno, appoggiato dalla dirigenza del club, di “ripulire” le tribune.

Ripercorrendo i fatti di domenica scorsa, innanzitutto gli autobus che trasportano la banda guidata da Héctor Caverna Godoy vengono perquisiti da parte della polizia; poi, considerato che molti sono parte della lista “tribuna segura”, c’è un immediato tentativo di fuga che porta ai successivi scontri con gli agenti e alla detenzione di circa 253 persone nella zona di Cantilo y General Paz. Con il passare delle ore emergono ulteriori informazioni e si arriva al sequestro di armi bianche, stupefacenti e tessere dei soci. A primo impatto tutto questo può ricordare la repressione riservata ad alcuni dei maggiori gruppi ultras europei, sacrificati dai grandi club in nome del “cliente” tipo della Superlega. In realtà la situazione e il contesto sudamericano sono radicalmente diversi.

Sebbene in Europa non manchino gruppi divenuti vere e proprie organizzazioni criminali, con la collaborazione di istituzioni statali deboli, il raggio d’azione delle Barras arriva ben oltre il classico traffico di droga o il bagarinaggio.

Esse influenzano persino le politiche dei club, le scelte societarie in tema di mercato, ottenendo addirittura una percentuale sulla futura rivendita dei calciatori, ed esercitano un controllo pressoché totale su ogni attività commerciale nel loro quartiere di riferimento. Non a caso il ritorno sulla scena degli LBDT, avvenuto lo scorso 26 novembre 2021, è stato coordinato dal suo leader Caverna Godoy da una pizzeria, vero e proprio centro operativo dei loro affari, situata in zona Congreso y Libertador.

Tutto è (re)iniziato nella scorsa stagione, nella quale il River Plate si è laureato campione d’Argentina battendo il Racing: dopo tre anni dida quel lontano 2018 – giorno della finale di ritorno di Copa Libertadores contro il Boca, mai giocata, e poi spostata a Madrid – la barra si è infatti affacciata nuovamente, per usare un eufemismo, al Monumental. In tale occasione la polizia aveva sequestrato 300 carnet (tessere dei soci) e un somma pari a 7 milioni di pesos trovati a casa di “Caverna” Godoy. Da quel momento in poi la società, nell’occhio del ciclone anche internazionale e su cui gravava un procedimento penale, si impegna assieme alla procura di Nunez ad impedire l’ingresso a coloro su cui pendeva il “derecho de admisión”.

La fine della “tregua” però ha un significato ben preciso, che si muove in un contesto nel quale vi sono fazioni in lotta ormai da anni: i dissidenti, composti dai membri di La Banda del Oeste, Palermo e Zona Sud, e la barra “oficial”. Questi ultimi sono rappresentati in gran parte dalla vecchia guardia dei Los Borrachos del Tablon, tutti volti noti alle autorità e in gran parte colpiti dal divieto d’ingresso sin dai primi anni ‘90 con la presidenza di Daniel Passarella. Durante un River-Independiente del 2014, tuttavia, molti di loro si presentano comunque ai tornelli e ingaggiano una battaglia con gli agenti; poi, grazie all’aiuto di altri uomini meno noti entrati regolarmente all’interno dello stadio, li costringono a spostarsi e tornano ad occupare la Tribuna Centenario.



Tutti gli indizi sul come siano riusciti ad entrare, compresa l’analisi delle telecamere di sicurezza, portano la polizia al nome di Diego Rodriguez, il cui nome d’arte è “El Boletero” (bigliettaio): quest’ultimo è l’uomo di fiducia dei vecchi membri della Barra, ma anche il fratello dell’allora ministro della sicurezza Maria Cecilia Rodriguez, a proposito di coinvolgimento politico. Durante il match comunque i due gruppi lanciano cori l’uno contro l’altro relativamente dalla Sivori Alta e dalla Tribuna Centenario, mentre il resto dei tifosi millionarios canta sempre più forte “Soy de River, Soy de River” per coprirli. Quest’ultima speranza, di godersi il River Plate in pace e senza guerre intestine, viene in parte soddisfatta dal 2018 al 2021 con la perdita di influenza della “oficial” dopo il duro colpo del sequestro di denaro.

Dalla scorsa stagione però Godoy getta le basi per il ritorno: dapprima comincia a reclutare facce nuove e pulite senza divieto d’ingresso, poi propone un accordo alla barra dissidente per tornare come una sola anima, il tutto avallato dal ministero della sicurezza e dal club. La proposta ben presto salta ma l’opera di reclutamento va avanti. La pandemia offre quindi un terreno comune per gli affari, con gli ingressi contingentati che permettono la prevendita dei biglietti a peso d’oro. Al ritorno del pubblico i due gruppi sono presenti, poco meno di 100 uomini ciascuno, ma senza alcuna bandiera o segno distintivo.

Con il ritorno della capienza al 100% e la possibilità di vedere il River laurearsi campione, la “oficial” sfrutta l’occasione. La dissidente decide di vendere i biglietti a sua disposizione su consiglio della polizia, al contrario la banda di Godoy opta per “el regreso” riprendendosi la Sivori. Così, in un Monumental ovviamente sovrappopolato, il gruppo supera i tornelli prendendo il posto dei soci paganti con tessere e biglietti alla mano, rimasti fuori dall’impianto con le porte chiuse 40 minuti prima dell’inizio della partita.

A dettare questa scelta sono anche motivi economici: dato l’alto numero di spettatori, la barra racimola una vera e propria fortuna, impadronendosi di nuovo degli esercizi commerciali all’esterno dello stadio.

E il fatto che il River continui con un ruolino di marcia invidiabile a macinare risultati utili, accompagnato ormai per svariate partite da più di 72 000 spettatori, induce anche la “disidente” a riprendere il proprio posto nella tribuna Centenario. Con l’inizio della stagione 2022, sin dalla partita con il Gimnasia La Plata, molti di loro riescono a superare il primo anello dei controlli nonostante il derecho de admisión o biglietti di un settore diverso da loro. Tuttavia non c’è alcun arresto, solo 20 contravvenzioni e nessun disordine registrato negli ingressi della Sivori.

Gli arresti che sono arrivati invece domenica scorsa, in una città militarizzata nei pressi del Monumental

Al contrario per la partita di Copa Argentina a Salta contro il Deportivo Laferrere, una delle tifoserie più calde e pericolose della serie cadetta Argentina, la polizia ferma 4 autobus dei LBDT, arrestando varie persone tra cui Godoy per possesso di armi da fuoco, armi bianche e droga. La goccia però che fa traboccare il vaso, e che convince la dirigenza del River Plate a collaborare fermamente con gli organi di giustizia per la sicurezza delle tribune, è il lancio, durante l’ultimo Superclasìco, di 2 bengalas marinas (razzi segnalatori), scagliati proprio da un uomo che occupava la Popular verso la tribuna Centenario – chiaramente rivolti a colpire La Banda del Oeste, il tutto nel solito schema di ingressi senza biglietto o con divieti pendenti.

La risposta del ministero di Giustizia e Sicurezza è proprio il derecho de admisión per 319 persone, gran parte delle quali decidono ugualmente di dirigersi verso il Monumental andando incontro agli arresti prima descritti. Leggendo le prime reazioni dei tifosi del River Plate, anche social, parecchi sembrano sollevati, ma altri giustamente ricordano al PM Celsa Ramirez che il problema in Argentina esiste e non riguarda solo i Millonarios (sempre nello stesso turno infatti il Libertador de America, dove l’Independiente sfida il Tigre, è drammaticamente semivuoto per i disordini di un’annunciata faida tra due fazioni della barra del Rojo, quella di “Bebote” Alvarez e di “Loquillo” Rodriguez).

Insomma se in Europa in molti casi possiamo parlare di “repressione”, a volte esagerata e funzionale ad obiettivi dei club che la attuano, in Argentina la situazione è molto diversa, e dubitiamo fortemente che il clima degli stadi possa risentire della mancanza di organizzazioni che sono un vero e proprio problema per la società civile. Anche perché “l’altro” tifo del River è presente e numeroso, come evidenziato dalla media spettatori, a conferma che la voglia di gridare “Soy de River, Soy de River” – senza secondi fini – prevale su ogni altro interesse.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Cultura
Leonardo Arigone
28 Maggio 2022

El fútbol vuelve a casa

Il calcio è argentino, non inglese.
Ritratti
Nazzareno Consalvi
20 Aprile 2022

Il mito del Magico Gonzalez

Sulle tracce di una leggenda di popolo.
Cultura
Diego Mariottini
2 Aprile 2022

Entrenamos en suelo argentino!

Lo sport argentino nel conflitto delle Malvinas.
Tifo
Lorenzo Serafinelli
27 Marzo 2022

L’anima nera degli ultras ucraini

Dalle curve al fronte, tra guerra e ultranazionalismo.
Estero
Diego Mariottini
9 Marzo 2022

Juan Sebastian Veron, il pallone nel destino

Dal campo alla scrivania al campo.
Tifo
Alessandro Imperiali
27 Gennaio 2022

Sì, viaggiare

Alba e tramonto degli Eagles Supporters, storico gruppo della Curva Nord laziale.
Estero
Vito Alberto Amendolara
6 Settembre 2021

Una follia studiata a tavolino

La sospensione di Brasile-Argentina non è puro teatro.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
19 Maggio 2021

La lezione del calcio sudamericano

E la brutta figura del nostro calcio.
Ritratti
Vito Alberto Amendolara
4 Marzo 2021

Ariel Ortega ci ha fatto sognare

Un fenomeno umano, troppo umano.
Tennis
Alessandro Imperiali
2 Marzo 2021

La radio come antidoto al coronafootball

Le radiocronache sono tornate di moda.
Ritratti
Mattia Di Lorenzo
25 Gennaio 2021

Le due facce di Daniel Passarella

Chi meglio di Luciano Wernicke per mostrarle?
Ritratti
Remo Gandolfi
21 Dicembre 2020

Matias Almeyda, non mollare mai

Compie 47 anni un uomo capace di lasciare il segno.
Ritratti
Vito Alberto Amendolara
9 Novembre 2020

Marcelo Salas, l’autentico Matador

L'attaccante più forte della storia cilena.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
3 Novembre 2020

Il circo del Payaso

Compie 41 anni uno degli argentini più amati.
Storie
Massimiliano Vino
10 Settembre 2020

Argentina ’78 segnata dalla loggia P2

Quando la massoneria scese letteralmente in campo.
Ritratti
Vito Alberto Amendolara
27 Luglio 2020

Quel portiere volante di José Luís Chilavert

Infrangere le regole del calcio e diventare un'icona mondiale.
Calcio
Giacomo Proia
7 Giugno 2020

Papa Francesco non poteva che tifare San Lorenzo

L'azzurro e il rosso, la Vergine Maria Ausiliatrice, il calcio e il cattolicesimo.
Calcio
Diego Mariottini
27 Aprile 2020

L’Argentina è una Repubblica fondata sullo Sport

Quando lo sport diventa mito fondativo dell'identità nazionale.
Calcio
Remo Gandolfi
26 Aprile 2020

Andare in guerra con Marcelo Gallardo

Il Muñeco è figlio della più pura tradizione River Plate.
Storie
Sergio Taccone
6 Aprile 2020

Osvaldo Soriano racconta il San Lorenzo

La vittoria di un campionato raccontata dal tifoso più nobile.
Ritratti
Luigi Fattore
16 Marzo 2020

Claudio Caniggia, l’antieroe

Uno dei calciatori più sottovalutati della storia, che ha pagato a caro prezzo un gol di troppo.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
8 Marzo 2020

La maledizione di Zielinski

Tevez urla, Maradona ride, Román osserva: il Boca torna campione, nella notte dei campioni.
Calcio
Alberto Maresca
17 Dicembre 2019

La retrocessione del Cruzeiro non è solo un dramma sportivo

Per la prima volta nella sua storia, A Raposa è finita nei bassifondi della classifica brasiliana.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
24 Novembre 2019

Gabigol ha scritto la storia

L'ex bidone dell'Inter ci ha ricordato qual è lo sport più bello del mondo.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
24 Ottobre 2019

Di Maria, ultimo tango a Parigi

La corsa contro il tempo di Ángel Di Maria.
Calcio
Alberto Maresca
9 Ottobre 2019

La lunga crisi del talento argentino

Le ragioni di un tracollo socio-culturale.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
18 Luglio 2019

De Rossi al Boca è il finale perfetto

L'utopia si sta concretizzando: Daniele De Rossi, nel segno della tradizione, ha scelto il Boca Juniors.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
3 Luglio 2019

Come mangiarsi l’Asado

Semifinale senza storia. Brasile superiore, Argentina in crisi d'identità.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
27 Giugno 2019

Buttare un occhio sulla Copa America

La vera Copa inizia adesso.
Papelitos
Alberto Maresca
15 Giugno 2019

La crisi del Cile

La nazionale come specchio delle difficoltà del paese.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
14 Giugno 2019

Morire per l’Uruguay

In difesa del sacro valore della Garra Charrúa.
Calcio
Alberto Maresca
8 Giugno 2019

Rosario. Del calcio figlia, del sangue madre

Vivere il calcio a Rosario, capitale del pallone, appesa al filo dell'abisso.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
11 Dicembre 2018

River Plate, El más grande

Il nostro reportage sulla Gran Final del Bernabéu.
Calcio
Simone Galeotti
8 Dicembre 2018

El Bocha è l’Independiente

Storia di Ricardo Bochini, leggenda del calcio argentino.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
26 Novembre 2018

Vergogna finale

La festa è finita.
Ritratti
Vito Alberto Amendolara
23 Novembre 2018

Fernando Redondo

Storia di un principe.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
12 Novembre 2018

Pareggio Monumental

Finisce 2-2 la prima delle due partite del secolo.
Calcio
Alberto Maresca
8 Novembre 2018

Narcofùtbol

Il realismo magico colombiano tra storia e mito.
Storie
Remo Gandolfi
5 Novembre 2018

Mirko Saric

Pare proprio che nessuno riesca a capire. Sto male. Sto male come un cane ma nessuno pare darci peso. Tutti a minimizzare o addirittura a scherzarci sopra.   “Hai 20 anni figliolo ! Giochi a calcio in una delle più grandi squadre del Paese ! ma di cosa ti lamenti ???”. Oppure “hai più soldi […]
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
1 Novembre 2018

È Superclasico in finale!

Il sogno diventa realtà, sarà il primo Superclasico di sempre in finale di Libertadores.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
26 Ottobre 2018

Gremio corsaro, Boca da sogno

Cosa ci hanno detto le due semifinali di andata della Copa Libertadores.
Storie
Vito Alberto Amendolara
12 Ottobre 2018

Medellín y Medellín

Breve storia della Medellín calcistica. Tra sangue versato e vittorie trionfali.
Ritratti
Simone Galeotti
1 Ottobre 2018

Enzo Francescoli

El Principe di Montevideo.
Ritratti
Marco Metelli
28 Settembre 2018

Hernán Crespo

Innamorarsi a Parma.
Storie
Domenico Rocca
7 Marzo 2018

Guerra del futbol

Come (e perché) il calcio ha dato il via ad una guerra.
Calcio
Jacopo Falanga
13 Ottobre 2017

Paradosso argentino

Debiti, lotte intestine e contraddizioni scuotono la federazione sudamericana.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
6 Ottobre 2017

L’eterno ritorno

Argentina e Perù, di fronte ancora una volta.
Storie
Simone Galeotti
28 Settembre 2017

Boca de mi vida

Origini e storia del club più affascinante al mondo.
Calcio
Luigi Fattore
6 Luglio 2017

Alle origini del carisma

Italia '90 non è stato il miglior mondiale di Maradona, ma è stato il Mondiale migliore per comprenderne l'essenza.
Calcio
Luca Giorgi
7 Giugno 2017

Non è un paese per Messi

Fare dell'altrui croce la propria.