Papelitos
12 Settembre 2021

Ronaldo è un sogno

E insieme un incubo.

Fare paragoni oggi è inglorioso, ma preferiamo prendere gli insulti che parlare senza metterci il cuore: Ronaldo allo United sta a Messi al PSG come le Dolomiti alle piste artificiali di Dubai. C’è un tale abisso “spirituale” tra i due colpi di mercato dell’estate che Lionel Messi – tornato tardi dal Sudamerica e dunque assente nell’ultima sfida del PSG – quasi sembra appartenere a un tempo passato. Visto che parliamo col cuore, sciogliamoci fino in fondo. Nel post-partita ai microfoni di Sky Sport – che non ha trasmesso la partita in diretta per motivi ormai noti – Cristiano ha detto (lo ha detto davvero!) che «prima della sfida [era] nervoso».

Lui nervoso? Impossibile, ma c’è da fidarsi questa volta. Massimiliano Gallo, sul CdS, si è chiesto «se davvero è Cristiano Ronaldo quello con la 7 del Manchester United», e non per la tiritera sul passaggio di consegne numeriche tra Cavani e il fuoriclasse portoghese, ma per l’atteggiamento dell’ex Juventus, mai scontroso coi compagni, né geloso (il suo abbraccio dopo il golazo di Bruno Fernandes del 3-1 è sintomatico). Davvero, come lui stesso ha dichiarato, Ronaldo «belong to», cioè appartiene, al Manchester United. E viceversa. Perché i tifosi che sono rimasti mezzora dopo la fine della partita ad invocare il suo nome, come rapiti da un’esperienza inspiegabile, ne sono la testimonianza. La partita è finita, Ronaldo non è più dentro lo stadio; eppure, è ancora lì dentro. Se lo dicono i tifosi, deve essere vero. Impossibile dunque certo diceva Tertulliano.

Mentre Cristiano si lasciava andare a dichiarazioni da leader puro («ora dobbiamo tutti pensare a riportare lo United dove merita»), la “sua” ex Signora, ancor più Vecchia da quando lui se n’è andato, prendeva due pizze napoletane tornandosene a casa con 0 punti e un bottino macabro: 1 punto in 3 partite. Certo fa effetto vedere Cristiano e Lukaku (doppietta da urlo ieri all’Aston Villa) segnare e sognare in Premier League – come se giocassero qui da secoli. Entrambi in testa, in un duello che fa venire il magone alle bimbe dei top player.

Perché a prescindere dalle emozioni suscitate dai ritorni di Big Rom e CR7 nella terra di Sua Maestà la Regina, c’è anche un discorso tecnico da prendere in considerazione. Su Repubblica, Maurizio Crosetti ha scritto che «ora sembra persino incredibile che fino a qualche giorno fa, Ronaldo abitasse lo stesso spogliatoio di questi pischelli». Ed è vero. È una sensazione stranissima e quasi inspiegabile, e che però ha una parola latina ben precisa per dirlo: melancholia. Il cui opposto è chiaramente gaudium, gioia.

«When Cristiano Ronaldo returned to the pitch, that mega-watt smile lighting up Old Trafford once again».

Tyron Marshall qui sul Manchester Evening News

Persino Paul Merson, che come Di Canio (e due) nutriva seri dubbi sull’efficacia dell’acquisto di Ronaldo da parte del Man U, ha dovuto ricredersi. Tra il tecnico e il faceto, c’è sempre di mezzo l’atmosfera. E come ha detto giustamente Solskjaer, sotto gli occhi di un Ferguson tornato bambino come noi, «you sensed the atmosphere around the club when he signed. He has delivered today». Il calcio è l’unica religione che non ha atei, ripetiamo insieme a Galeano. Aggiungendo che quando scendono in campo delle divinità, la fede ne trae un grande beneficio.

Ti potrebbe interessare

Anche l'esultanza è diventata marketing
Calcio
Stefano Peradotto
30 Luglio 2019

Anche l'esultanza è diventata marketing

Nel calcio odierno l'esultanza non è più una gioia collettiva e spontanea, bensì una questione di marketing profondamente individualista.
La tripletta di Anastasi e la parolaccia di Ameri
Calcio
Diego Mariottini
20 Gennaio 2020

La tripletta di Anastasi e la parolaccia di Ameri

Un ricordo di Pietro Anastasi, nell'unico pomeriggio in cui Enrico Ameri cadde nel turpiloquio.
Fabian O'Neill, un altro bicchiere grazie
Ritratti
Alberto Maresca
14 Ottobre 2022

Fabian O'Neill, un altro bicchiere grazie

Brindiamo ai 49 anni (e al talento perduto).
Il Wolverhampton è più portoghese del Portogallo
Calcio
Gianluca Palamidessi
30 Settembre 2020

Il Wolverhampton è più portoghese del Portogallo

La più grande magia del mago Jorge Mendes.
A beautiful mind (and club)
Calcio
Lorenzo Solombrino
12 Settembre 2021

A beautiful mind (and club)

Costruito sugli algoritmi, il Brentford sta scrivendo la storia del calcio.