Valentino Rossi ritorna al trionfo dopo oltre un anno. Ad Assen “il Dottore” festeggia la vittoria numero 115 in carriera, la decima sul circuito olandese, dopo una gara piena di colpi di scena che ha tenuto tutti col fiato sospeso fino all’ultimo giro. A qualifiche concluse, la griglia di partenza vedeva il pesarese piazzarsi quarto dietro Zarco, Marquez e Petrucci, nessuno dei tre intenzionati a lasciare il proprio posto sul podio. Decisamente più staccati, dal decimo posto in poi gli altri big della classe Dovizioso, Viñales e Lorenzo.

Dopo la partenza, il gruppo di testa, formato dai quattro che si erano imposti in qualifica, guadagna margine. Poi il blocco si stacca dagli inseguitori e inizia una gara a sé in cui nessuno però riesce a imporsi e seminare gli altri. Zarco ne avrebbe l’assetto adatto grazie alla scelta di gomme selezionate che potrebbe permettergli di accumulare qualche secondo nei primi giri sugli inseguitori, ma non ci riesce. Il francese è marcato stretto da Marquez che a sua volta sente nei suoi scarichi la presenza fissa di Rossi che diventa la sua ombra. The Doctor” nei primi giri studia l’andamento dello spagnolo, prendendo distanze e confidenza con i punti della pista in cui da lì a qualche minuto sferrerà l’attacco per sottrargli il secondo posto. Petrucci chiude il gruppo di testa, senza concedere ai primi tre l’isolamento di una gara solitaria per giocarsi il podio. Dietro, Dovizioso e Viñales iniziano una risalita che premierà solo l’italiano visto che lo spagnolo sulla Yamaha al dodicesimo giro in un cambio di direzione vede la sua moto impuntarsi sull’anteriore, facendogli perdere equilibrio, gara e punti per il mondiale. Anche Iannone, partito dalle retrovie, nella prima parte di gara sembra averne di più del gruppo degli inseguitori e si ritrova sesto dopo i primi giri, peccato che la sua è solo una fiammata e dopo qualche altro passaggio sul traguardo torna nelle retrovie senza riuscire più a impensierire chi lo precede in posizioni nobili in termini di punti per la classifica mondiale.

Festeggiare. E farlo alla grande.

Festeggiare. E farlo alla grande

Il decimo e l’undicesimo giro si rivelano decisivi per Valentino Rossi, che prima supera Marquez e dopo passa Zarco, portandosi in testa alla gara. Il francese nel disperato tentativo di riacciuffare il primo posto tocca Rossi in chiusura di curva, rischiando di mandare in fumo la gara di entrambi. Il Dottore a fine gara non gliele manda a dire, dichiarando alla stampa: “Oggi ho capito che Zarco non è cattivo: è che proprio non è capace. Non capisce la distanza con le altre moto, non so dove volesse andare”.

Scampato il pericolo caduta, il 46 inizia a staccare gli inseguitori che intanto battagliano tra loro, fino al punto in cui Petrucci passa Marquez. Dovizioso, intanto, continua a viaggiare con tempi spettacolari e si fa sotto avvicinandosi ai primi quattro. La gara sembra chiusa, Rossi ha oltre un secondo sui diretti inseguitori, ma ad otto giri dal termine un fattore inaspettato riapre i giochi: inizia a piovere. I box preparano le moto con assetto da bagnato, qualcuno come Zarco opta per il cambio, favorendo Dovizioso che ora è quarto, il terzetto davanti non può permettersi di rientrare e perdere tutto il lavoro fatto fino a quel momento. In pochi giri Dovizioso e Petrucci acquisiscono un passo decisamente superiore agli altri e iniziano ad avere fame di vittoria. Il primo a farne le spese è Marquez che cede la terza posizione a Dovizioso, ma non si dà per vinto e continua a lottare fino alla fine. Petrucci prima cede il posto ad un incontenibile Dovizioso, ma poco dopo gli riacciuffa la seconda posizione iniziando a marcare stretto Rossi che si difende come può. A questo punto si prospettano due sfide, Rossi-Petrucci e Marquez-Dovizioso, con Crutchlow che silenzioso recupera secondi e metri sugli ultimi due. A quattro giri dal termine Rossi però deve arrendersi di fronte allo sprint della Pramac di Petrucci, perdendo così la testa della corsa. A questo punto con le condizioni meteo avverse, le cose sembrano aver preso una direzione diversa rispetto a quello che si prospettava fino a qualche minuto prima.

Di nuovo a sfiorare il cielo con le mani

Di nuovo a sfiorare il cielo con le mani

Quando tutto presagiva il contrario, Rossi compie l’impresa. Mette da parte assetti, strategie e condizioni meteo e sfodera le sue armi più pericolose: esperienza e sfrontatezza. Mancano tre giri al termine e in un punto della pista dove un sorpasso è impensabile, Rossi passa, è primo. Petrucci ci riprova sul rettilineo, ma Valentino tira fuori la gamba e stacca in maniera perfetta chiudendo la porta. Gli ultimi due giri sono pura adrenalina: “Rossi c’è!”

Il Dottore taglia il traguardo davanti ad un coraggiosissimo Danilo Petrucci e ad un battagliero Marquez. Dovizioso negli ultimi giri perde ben due posizioni chiudendo quinto dietro Crutchlow.

Una gara spettacolare, intensa e dall’esito per nulla scontato. All’indomani di Assen il mondiale riparte praticamente da zero, in testa Dovizioso, seguito da Vinales, Rossi e Marquez, tutti in un fazzoletto di appena 11 punti. Prossimo imperdibile appuntamento in Germania sul circuito del Sachsenring, con una certezza in più, il Dottore è tornato a vincere.