Carrello vuoto
Calcio
11 Maggio

Rule, Britannia!

Quattro finaliste su quattro segnano una tirannia. Perché il successo non va ricercato in bilanci e diritti TV: il beatissimus annus inglese e un po' di appunti per l'Italia.

 

Il calcio è molto peggio della politica, tutto può essere usato per smentire quello che è stato detto subito prima o subito dopo. 
Jack O’Malley

La cabala era distratta quando Eden Hazard ha calciato un pallone teso alla destra di Trapp e ha diplomato il Chelsea di Maurizio Sarri finalista di Europa League. Arrivati alla lotteria dei rigori numerologi e storiografi avrebbero scommesso contro il poker inglese: en plein nelle coppe europee è un segno d’ingordigia cui non si era mai spinto nessun movimento calcistico del Vecchio Continente, e quindi i blues, alla fine, non ce l’avrebbero fatta.

Al contrario l’arcilodato ‘movimento inglese’ nell’anno in cui era meno atteso è riuscito nell’incredibile fatica di portare quattro finaliste nelle coppe continentali permettendosi finanche l’ironico lusso di lasciare esclusa l’attuale prima in classifica, il City del sapientone Guardiola. Wilde aveva compreso che l’arroganza è un tratto congenito degli inglesi, sebbene gli inglesi nelle squadre inglesi son rari.

 

Eden Hazard nella semifinale di giovedì sera contro i tedeschi dell’Eintracht (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

 

Tenute fuori le battutine sulla Brexit per il mercato semplice – che ridere signori – un’analisi dignitosa di questo successo deve prendere le mosse da dati incontrovertibili: un tedesco, un francese, un argentino ed un italiano in panchina, pochi gli inglesi in campo, ancora meno i wasp, rara l’inglesità nel gioco. Come se le fortune di Atene e Firenze le abbiano sempre segnate solo e soltanto i locali. Le sterline che irrorano le casse dei club attraggono i migliori giocatori al mondo, sì certo, poi c’è il gegenpressing, la rivoluzione sarrista, il calcio verticale di Emery e il delfino di Bielsa, i campioni e gli sponsor, il branding e le TV. Programmazione finanziaria, dirigenti competenti, capitali infiniti e una platea mondiale di un miliardo di appassionati.

 

C’è tutto questo in Premier League e tanto altro ancora, non si può negare. Pianificare maniacalmente anche ogni piccolo dettaglio – il genio di Alexander-Arnold lo insegna –, costruire un’identità di gioco posizionale e geometrico, disporre di un infinito patrimonio tecnico eccetera eccetera. Tutto questo non può spiegare né quello che è accaduto in queste edizioni di coppe continentali né tantomeno l’autentico spettacolo che va in scena ogni fine settimana negli stadi d’Oltremanica.

 

Impossibile, dunque certo. (Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

 

Un amico notava “in Inghilterra ci si passa la palla di collo, notiamo noi che, complici i perfidi tecnici del suono, in Inghilterra persino un appoggio di palla ‘fa rumore’, quasi a tenere il battito di un ritmo insostenibile da mantenere nei lidi continentali. Questo è il trucco che ha generato questa nuova epoca vittoriana: una spasmodica intensità fisica portata all’esasperazione per cento minuti a partita. La superiorità del Gioco, si diceva su queste pagine due giorni fa, senza ricorrere agli accademismi del prof. Adani e all’ingegneria tattica dei vari santoni general manager dei club finalisti. La sfrontatezza dei lancieri, il Dna olandese clonato in Catalogna, soccombono davanti l’irrazionalità agonistica delle squadre di Premier, vittime della nevrastenia atletica di un calcio in cui è proibito rilassarsi.

 

Vero è che i teoremi degli allenatori hanno un peso specifico enorme ma farebbero poca strada in un campionato furbastro e politico come la Serie A, ove si sublimano al contrario in un contesto dove il filone tattico può saltare, e spesso salta, se in palio c’è la vittoria. Una agevole equazione potrebbe suggerire che è compiuto il processo di NBAizzazione della Premier: spettacolo continuo per tifosi-consumatori in balia dell’evento sportivo incerto fino alla fine, fiumi di pinte nei pub di tutta la nazione, merchandising e portafogli svuotati. Condivisibile, ma la realtà pare più complessa.

 

Euforia Spurs! (Photo by Dan Mullan/Getty Images )

 

Scrive O’Malley oggi sul Foglio “La verità è che il calcio è l’unico sport più incerto di un exit poll, e che in tutti i dribbling di Messi c’è appena una scintilla dell’imprevedibilità che potete trovare in un’azione di una qualsiasi delle partite di calcio giocate ogni giorno in giro per il mondo. Così la suola di un difensore dell’Ajax che devia il tiro di Moura al 96′ rendendolo imparabile per il proprio portiere manda in fumo settimane di schemi, analisi dei dati e convinzioni mainstream secondo cui chi-gioca-così-non-può-non-andare-in-finale“, e non possiamo che concordare su tutta linea.

 

E allora al bando sentimentalismi e retoriche da mercato della frutta e viva il calcio, quello vero, e il gioco, quello giocato: ventidue uomini, due porte, una palla. La straordinaria unicità del calcio inglese non è data dalla sua identità di gioco – poverissima se la si vede da una prospettiva latina – o dall’unica capacità di aver tirato su questo circo di entertainment senza sosta alcuna. All’Inghilterra dobbiamo invidiare solo e soltanto l’audacia di giocare a calcio nel modo più semplice e puro che esista e di rispettare gli appassionati per cento minuti a partita, onorando ogni penny speso, da quando esiste il football, e non dalla gloriosa serata di giovedì.

 

Anche i Gunners si fanno grandi. (Photo by Alex Caparros/Getty Images)

 

Football came home e che ci piaccia o meno il paragone con il calcio nostrano è impietoso: la Serie A è impaludata da anni, uccisa da presidentissimi poco capitalisti e tanto affaristi, arbitri mitomani e stadi-carcere, il tutto amministrato da un management inquietante. Risultato è un grande imbarazzo per un campionato che, fatta eccezione per l’Atalanta che spicca in questa mediocrità, è più utile da sedativo che da intrattenimento.

 

Una noia mortifera ogni fine settimana, azioni che vengono interrotte ogni 70 secondi da arbitri affetti da manie di protagonismo, folli regolamenti che premiano, sic!, chi retrocede, bilanci circensi, procuratori camorristi e tatticismi esacerbati. Viva i banner multimediali al posto delle pezze, ahimè che orrore, e gli stadi per sole famiglie se lo spettacolo garantito è il seguente. Il campionato inglese è il più bello del mondo perché si gioca tanto a calcio e se ne parla poco, non il contrario. Mourinho disse “La decisione di venire in Italia è stata mia, ma pensavo che l’Italia avesse più passione per il calcio e meno per tutto quello che c’è intorno“, difficile dargli torto.

 

 

 

 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Cultura
Leonardo Arigone
28 Maggio 2022

El fútbol vuelve a casa

Il calcio è argentino, non inglese.
Papelitos
Andrea Antonioli
5 Maggio 2022

Tradizione, mistica, religione

Así gana el Madrid.
Papelitos
Gianluca Palamidessi e Andrea Antonioli
27 Aprile 2022

Manchester City-Real è stata utopia

Tra orrori difensivi e talento smisurato dei singoli.
Tifo
Gianluca Palamidessi
15 Aprile 2022

Il tifo infiamma Europa e Conference League

Lo ribadiamo nuovamente: in Europa si tifa solo di giovedì.
Papelitos
La Redazione
31 Marzo 2022

La nuova Champions sarà una Superlega

Tanto valeva fare quella originale.
Tennis
Diego Mariottini
2 Febbraio 2022

Fred Perry non è solo un marchio

Il più grande tennista britannico, allergico all'etichetta.
Italia
Vito Alberto Amendolara
13 Gennaio 2022

L’anno del Serpente

L'Inter è ancora la squadra da battere.
Tifo
Alessandro Imperiali
15 Dicembre 2021

Andy Capp tra denuncia sociale e post-modernità

Icona Ultras, il fumetto ha radici storiche e politiche ben definite.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
9 Dicembre 2021

Non studio, non lavoro, non guardo la tv

Non vado al cinema, non faccio sport.
Cultura
Niccolò Maria de Vincenti
9 Dicembre 2021

L’Inno della Champions

Storia della melica più celebre del Calcio.
Papelitos
Federico Brasile
8 Dicembre 2021

Siamo periferia d’Europa

Mai così impotente e lontana del centro.
Tifo
Lorenzo Serafinelli
3 Novembre 2021

L’Europa tifa solo il giovedì

Se lo spettacolo non è in campo ma sugli spalti.
Papelitos
Federico Brasile
20 Ottobre 2021

L’Europa chiama, l’Italia non risponde

Il calcio italiano deve guardarsi allo specchio.
Calcio
Gianluigi Sottile
1 Ottobre 2021

I campionati non valgono più nulla

Ormai, per le grandi squadre, è solo la Champions il metro della stagione.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
29 Settembre 2021

Non ditelo a Florentino

Lo Sheriff Tiraspol dà una lezione al Real e ai (pre)potenti del calcio.
Altri Sport
Antonio Aloi
26 Settembre 2021

Joshua vs Usyk, il ritorno della grande Boxe

L'incontro nella contea del Middlesex è stato tutto ciò che il Pugilato con la P maiuscola esige.
Tifo
Alessandro Imperiali
25 Settembre 2021

Tutti in piedi, in Inghilterra si torna a tifare

Sono tornate le standing areas.
Papelitos
Valerio Santori
15 Settembre 2021

Da Malmö a Malmö

Sta tornando la Juventus di Allegri?
Tifo
Lorenzo Santucci
6 Settembre 2021

State attenti ad insultare i tifosi

La protesta dei tifosi del Milan è sacrosanta ma non sufficiente.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
19 Agosto 2021

Ci mancava solo la Conference League

La competizione di cui proprio non avevamo bisogno.
Estero
Diego Mariottini
30 Luglio 2021

La regina d’Inghilterra era Geoff Hurst

55 anni fa, l'unica tripletta in una finale mondiale.
Italia
Lorenzo Ottone
18 Luglio 2021

Il (difficile) Rinascimento italiano

La patria del tifo non ha un tifo nazionale.
Editoriali
Andrea Antonioli
11 Luglio 2021

Gareth Southgate, l’inglese

Unire il Paese attraverso il football.
Estero
Emanuele Meschini
7 Luglio 2021

It’s (not) coming home

Storia controculturale dell'inno calcistico inglese per eccellenza.
Estero
Luca Pulsoni
30 Giugno 2021

L’Inghilterra non convince, ma vince

E può sfruttare un tabellone favorevolissimo.
Editoriali
Lorenzo Ottone
29 Giugno 2021

Che fine ha fatto l’Inghilterra

Una nazionale che sembra aver perso la sua anima.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Maggio 2021

Le finali non si giocano, si vincono

Il Villarreal è campione d'Europa.
Ritratti
Emanuele Meschini
27 Maggio 2021

L’isola di Gazza

Compie 54 anni uno degli oggetti più misteriosi nella storia calcio d'Oltremanica.
Tifo
Massimiliano Vino
18 Maggio 2021

Cosa significa essere di Newcastle

Il tifo come cultura di popolo.
Podcast
La Redazione
15 Maggio 2021

Albione tradita

Insieme ad uno dei massimi esperti del calcio inglese in Italia e non solo, abbiamo parlato della crisi d'identità della Premier League, sempre meno inglese e sempre più americana (spettacolarizzata, patinata, in una parola tradita).
Ritratti
Marco Armocida
5 Maggio 2021

Toni Kroos, il principe

Elegante, intelligente, colonna del Real Madrid.
Estero
Luca Pulsoni
23 Aprile 2021

La Brexit nel calcio di Boris Johnson

Il primo ministro britannico ha deciso la partita.
Papelitos
Federico Brasile
16 Aprile 2021

Italianissima Roma

L'arte dell'adattamento e della difesa.
Papelitos
Guglielmo Russo Walti
14 Aprile 2021

Le follie dell’imperatore

Le spese del City e l'obbligo di vincere la Champions.
Estero
Gianluca Palamidessi
13 Aprile 2021

La difesa è il miglior attacco

Il Chelsea di Tuchel lo dimostra.
Ritratti
Gianluigi Sottile
10 Aprile 2021

David Beckham, il professionista

La persona prima del personaggio.
Storie
Massimiliano Vino
27 Marzo 2021

L’impero britannico si è forgiato nello sport

444 milioni di sudditi uniti da football, rugby e cricket.
Italia
Federico Brasile
18 Marzo 2021

Il fallimento italiano non è colpa del “gioco”

Ma del ritardo (tecnico, fisico e caratteriale) del nostro calcio.
Papelitos
Marco Armocida
13 Marzo 2021

È troppo facile prendersela con Cristiano Ronaldo

Da leggenda vivente a fardello il passo è in un click.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
10 Marzo 2021

L’identità non è un’opzione

Cosa ci ha detto l'eliminazione della Juventus.
Altro
Gennaro Chiappinelli
23 Febbraio 2021

Il Tiro con l’arco ha radici profonde

Una disciplina in cui riecheggiano millenni di storia.
Ritratti
Andrea Angelucci
11 Febbraio 2021

Lo strano caso di Aritz Aduriz

Compie oggi 40 anni un simbolo del calcio basco.
Editoriali
Roberto Gotta
10 Gennaio 2021

Non è più la nostra FA Cup

Il (fu) torneo più bello del mondo.
Tifo
Alessandro Imperiali
8 Gennaio 2021

I tifosi del West Ham United tra storia e mitologia

Congratulations, you have just met the Inter City Firm.
Recensioni
Emanuele Meschini
30 Dicembre 2020

La solitudine di Paul Gascoigne

Il documentario su Gazza è differente, come lui.
Ritratti
Andrea Mainente
14 Dicembre 2020

L’insostenibile leggerezza di Michael Owen

Bruciare le tappe per poi infine bruciarsi.
Interviste
Gianluca Palamidessi
23 Novembre 2020

Una nuova alba per la cultura Casual?

Due chiacchiere con Sergio Tagliabue, tra Joy Division, Casuals e amicizia.
Ritratti
Emanuele Meschini
23 Novembre 2020

James Maddison, un 10 (extra)ordinario

Radici, talento e musica del centrocampista inglese.
Storie
Simone Galeotti
21 Novembre 2020

L’Aston Villa è un pilastro del calcio inglese

Compie oggi 146 anni una squadra simbolo d'Inghilterra.
Calcio
Gianluigi Sottile
27 Ottobre 2020

All or nothing: la strategia di Amazon nel calcio

Lo sport come nuova frontiera da conquistare.