Ci sono leggi, nel calcio come nella vita, alle quali è impossibile sottrarsi. Assiomi al limite tra fisica e meta-fisica che l’esperienza ci evidenzia come costanti, mentre la teoria si sforza di non riconoscere. Il primo fra questi, che ci si ritrovi in calzettoni su un prato verde o ammiccanti in una balera, afferma: «Se non concretizzi tu, concretizzano altri al tuo posto».

 

 

Il secondo, non meno malaugurante, si limita a serpeggiare tra gli uomini di calcio e gli amanti: «occhio agli ex, soprattutto se hanno il cuore avvelenato». E così Sanremo-Milan, sfida valevole per il primo episodio della Future Cup, si è conclusa con la vittoria per 1 a 0 dei padroni di casa. La rete decisiva, l’avrete capito, l’ha segnata il grande ex Zlatan Ibrahimovic, recentemente ceduto dai milanesi ai sanremesi tra mille polemiche.

 

Ma andiamo con ordine, che i lettori son avidi di risultati come di particolari, e se i secondi mancano i primi perdono colore.

 

E allora si dirà che tirava una sottile brezza gelida nella florida cittadina ligure, alle ore 20:45 di ieri sera. Le buone condizioni del terreno di gioco, l’illuminazione precisa e le fattezze davvero iper-moderne dello stadio promettevano uno spettacolo di football con tutti i crismi. L’atmosfera sugli spalti, svuotati dai tifosotti in carne e ossa, si distingueva per la cura delle playlist spotify selezionate, e gli impressionanti giochi di luce terminavano il confezionamento di un prodotto davvero notevole, da mostrare e rimostrare ai fans di tutto il globo terracqueo (complimenti alla produzione!).

 

Ibrahimovic a Sanremo Getty

L’allenatore del Sanremo si affida alle spalli possenti del bomber, Zlatan Ibrahimovic (Jacopo M. Raule/Getty Images)

 

 

Il Sanremo si schierava col 2-2-6, geniale modulo escogitato dall’allenatore Amadeus, giusto compromesso tra la necessità di non prendere gol e le esigenze dei broadcast televisivi che di gol ne vogliono a secchiate: in porta Arisa, in difesa Francesca Michielin e Fedez, a centrocampo Loredana Bertè e Francesco Renga, in avanti i quattro Maneskin e Ibrahimovic in coppia con “Bam Bam” Achille Lauro. Il Milan rispondeva con il 4-2-3-0, d’altronde “il centravanti è lo spazio” disse una volta Pep Guardiola e dunque si può giocare pure in dieci: Donnarumma tra i pali; da sinistra a destra Theo Hernandez, Romagnoli, Kjaer e Calabria; in mediana Kessie e Tonali, sulla trequarti Leao, Calhanoglu e Saelemaekers.

 

Arbitro del match: il signor Fiorello da Catania.

 

I giocatori del Sanremo si preparavano con dedizione alla sfida, forse anche troppa, dato che alle ore 20:50 ancora non facevano il loro ingresso in campo. I calciatori del Milan andavano a richiamarli fin dentro allo spogliatoio sorprendendoli infine con i rolli ancora in testa (financo su quella dell’ex-compagno Ibra), e le truccatrici a lavorar di gomito. Uscivano dunque esterrefatti, ma non senza qualche tocco di eyeliner, e decidevano di attenderli in campo almeno fin quando i giochi di luce nello stadio non fossero terminati, dunque fino alle 21:30. Si arrivava all’inizio effettivo dello show precisamente alle ore 21:40.

 

I sanremesi entravano sul manto erboso e il loro capitano Achille Lauro si presentava conciato come una sorta di Caterina Caselli zombie, scatenando l’ovazione del pubblico pre-registrato: questo è ciò che vogliono gli sportivi di tutto il mondo, calciatori con personalità da vendere – o comunque già venduta.

 

Giusto il tempo di una manciata di interviste pre-partita, qualche selfie a bordocampo, e poi via! Il match alle ore 22:00 poteva finalmente iniziare. Sul pallone Caterino Lauro, per toccare la sfera in direzione di Ibra. Il gioco coinvolgeva poi Loredana Bertè, che dopo un breve scambio con Renga trovava con un lungo lancio ancora Ibra già appostato ai limiti dell’area milanista. Stop di petto, giravolta a eludere Romagnoli, e sassata fulminea alla destra di Donnarumma. Neanche un minuto di gioco, e già uno a zero. Le telecamere invadevano dunque il campo per non perdersi le prime dichiarazioni del grande ex, e dopo pochi minuti le parole dello svedese già riecheggiavano in tutto il world wild web:

 

“Già mi sento a casa. Al Milan mai ballato musichette balcaniche. Ero infortunato? Ho fatto un voodoo shit e ora tutto bene”.

 

Il Signor Fiorello decideva di fischiare per tre volte e decretare così la vittoria del Sanremo per 1-0: di materiale ce n’era abbastanza e sarebbe stato uno spreco di tempo proseguire per ulteriori ottantanove minuti. Quel che in gergo si dice: “Buona la prima!”.

 

 

Abbraccio collettivo tra le due compagini e tanta soddisfazione per la fine anticipata delle riprese. Dribblati i giornalisti, il neo-sanremese Ibrahimovic si complimentava col capitano milanista Romagnoli, che così bene lo aveva marcato in occasione del gol: «Bel contrasto, sembrava proprio vero. Mi hai anche dato una botta col gomito, guarda», al che il difensore si scusava subito della piccola improvvisazione, fornendo agli astanti una bella dimostrazione di ciò che può essere il calcio quando si gioca con fair-play.